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Roma

ANGUILLARA: VINCE IL "NO" ALLE CAVE DI BASALTO

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Il responso di 394 no, 40 si e 5 schede bianche non lascia ombra di dubbio sulla volontà dei residenti del quartiere nove

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di Ivan Galea

Anguillara (RM) – Anguillara dice no alle cave di basalto. Il responso di 394 no, 40 si e 5 schede bianche non lascia ombra di dubbio sulla volontà dei residenti.  Il risultato è arrivato dalla consultazione avvenuta lo scorso fine settimana al quartiere nove, che comprende le zone di Ponton dell'Elce e Colle Sabazio, dove i residenti sono stati chiamati dal Gruppo Promotore del Comitato di Quartiere 9 di Anguillara a eleggere il direttivo di quartiere e ad esprimersi in merito alla "consultazione popolare" sollecitata dalla precedente amministrazione comunale relativamente alla proposta fatta dalle società estrattrici agli ex amministratori sabatini. 

"L'augurio è che questo risultato prevedibile ed ostacolato dalla precedente Disamministrazione non sia paragonabile ad una vittoria di Pirro". Questo il primo commento a caldo al risultato della petizione da parte di Sergio Manciuria, ex consigliere di opposizione durante la consiliatura Pizzorno, che durante gli anni si è sempre opposto all’apertura di nuove cave ad Anguillara mantenendo sempre alta l’attenzione dell’opinione pubblica su questo problema, anche interpellando l’Autorità giudiziaria, tanto da essere considerato ormai la “memoria storica” della questione.  "Mentre io e pochi residenti ci siamo battuti al Tar – prosegue Manciuria – e nella consiliatura scorsa, i titolari delle nuove cave a ridosso "Paolucci" hanno sbancato h24 grazie ad una convenzione capestro e alla dilazione dei tempi per la sentenza di merito, operata sistematicamente dalla ex giunta matrice PD."

L'appello al sindaco Manciuria lancia poi un appello al neo sindaco pentastellato Sabrina Anselmo: "L'auspicio è che ora la Sindaca Anselmo – aggiunge Manciuria – inverta la rotta e tenga presente la volontà dei cittadini del quartiere nove anche sospendendo immediatamente l'attività e verifichi subito cosa sta succedendo per l'area ex Pennacchi a ridosso di Colle Sabazio dove la cava che è tuttora a cielo aperto e dove è scaduta dal 2011 la polizza per il ripristino ambientale. Chiederò – conclude Manciuria – un incontro in tal senso anche perché non si compra con quattro spiccioli la salute e il disagio recato a chi abita in quell'area".

L'amministrazione comunale
: Giovanni Chiriatti, delegato alle aree periferiche del Comune di Anguillara in merito al referendum indetto dal quartiere 9 che chiedeva ai cittadini se far ritirare il ricorso al Tar promosso dal Comune e accettare  l'offerta economica delle società che gestiscono le cave di basalto ha dichiarato che l'amministrazione comunale rispetterà la volontà dei cittadini e che resta in attesa di conoscere il risultato ufficiale della consultazione popolare.
 

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Castelli Romani

Albano Laziale, Consiglio dei Giovani: ecco i progetti per il 2020

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ALBANO LAZIALE (RM) – Il 17 gennaio scorso si è riunito il Consiglio dei Giovani di Albano Laziale per approvare i nuovi progetti dell’anno 2020.

Il Consiglio, già durante il 2019, era riuscito a portare a termine diverse iniziative tra cui Legambiente, Polisportiva e lo Zaino Solidale che hanno visto convergere diverse realtà del territorio comunale.

Per il nuovo anno i progetti sono stati presentati dai due relatori Mirko Mariano e Valerio Ermani e votati all’unanimità dai 13 membri rimarcando così “la forte coesione del gruppo” per usare le parole del presidente Gianmarco Gasperini.

Il prospetto di Valerio Ermani ha per oggetto un concorso artistico indirizzato agli studenti di tutti i plessi scolastici nel comune di Albano Laziale con età compresa tra i 14 e i 25 anni. Il concorso AlbanArt che svilupperà tre differenti tematiche (ambiente, dipendenze e violenza sulle donne) si esprimerà tramite: street art (murales), fotografia e elaborazione di cortometraggi per una durata di massimo cinque minuti. I lavori passeranno, poi, al vaglio di una giuria e la premiazione si terrà in ambienti comunali.  

Dello stesso proposito i progetti presentati all’interno dell’Aula Comunale di Albano Laziale da Mirko Mariano, il quale si dice “soddisfatto per l’approvazione di proposte che porteranno i giovani a poter lavorare direttamente per il proprio territorio e -continua- a dare finalmente un contributo concreto alle donne del nostro comune nel contrasto alla violenza di genere”.

Proprio riguardo quest’ultimo tema, il Consiglio ha approvato il prospetto Donne Forti che dà la possibilità di iscriversi a corsi di autodifesa fisica e psicologica.

Educazione e Dibattito consiste in una serie di incontri, lezioni e dibattiti aperti alle scuole e alla cittadinanza incentrati su differenti argomenti come l’educazione alimentare, ambientale, sessuale ma anche diritto pubblico, cittadinanza, prevenzione medica e ludopatica.

Espressione Artistica. Questo progetto cerca di coadiuvare i giovani che si cimentano in diversi ambiti artistici ad esprimersi attraverso iniziative singole ed eventi appositi.

Di particolare rilievo il progetto denominato Corso di formazione Albano Lavora che propone percorsi di orientamento lavorativo e scolastico con moduli di progettualità e valutazione delle competenze di occupazione per giovani del territorio tra i diciassette e ventuno anni, da attuarsi con workshop e colloqui. I corsi saranno tenuti a titolo gratuito dal Dott. Giorgio di Dato, consulente presso lo sportello del lavoro di Albano Laziale e psicologo del lavoro. La collaborazione con il team del servizio di orientamento “Albano Lavora” sarà completamento gratuita.

Il Presidente del Consiglio dei Giovani, Gianmarco Gasperini, riferisce a L’Osservatore d’Italia che “Il primo Consiglio dell’anno è stata un’occasione per fare il punto della situazione sui progetti portati avanti sin dallo scorso anno, ma soprattutto sul programma annuale per il 2020 con il quale ci siamo dati obiettivi ambiziosi”.

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Castelli Romani

Frascati, il Pd sul dietrofront di Mastrosanti che concede appartamento in centro ai disabili: “Contenti per il risultato”

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FRASCATI – Nell’ultima delibera emessa dall’amministrazione di Frascati, la numero 6 del 17 gennaio, si rende disponibile un appartamento nella disposizione del Comune (in via Principe Amedeo 46), alla legge “Dopo di noi”. Un grande traguardo questo, la vittoria di una battaglia che il Partito Democratico di Frascati ha messo in campo sin da subito.
“Dopo di noi” è il nome del testo di legge entrato in vigore il 25 giugno 2016 per tutelare i diritti dei disabili gravi rimasti privi del sostegno familiare che disegna, per la prima volta, un piano importante di aiuto e di
supporto per i disabili in gravi condizioni di salute.
«Questo tema – spiega Riccardo Tomei, Segretario del PD di Frascati – è nella nostra agenda fin dalla scorsa amministrazione. Era un progetto che avevamo anche presentato a suo tempo con una mozione, chiedendo un appartamento in centro ma questa amministrazione ci rispose che avrebbe voluto trovare un’altra soluzione.
Oggi, dopo quella bocciatura e dopo una nostra interrogazione portata all’ultimo consiglio comunale nel quale non venne discussa, l’amministrazione Mastrosanti torna sui suoi passi, ammette l’errore e concede lo spazio necessario perché questo progetto abbia la sua giusta collocazione in centro città.
Non abbiamo intenzione di fare ulteriore polemica – continua Tomei – siamo soddisfatti di questo dietrofront e speriamo che questa apertura possa dare il giusto aiuto a persone che vivono nella più
profonda e grave difficoltà».

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Castelli Romani

Velletri, ancora aggressioni in carcere. È allarme

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Nella tarda mattinata del 17.01.2020 alcuni detenuti ristretti presso una delle sezioni detentive, si sono acciuffati tra di loro, tanto da costringere l’Agente addetto al controllo della sezione a suonare l’allarme. Entrambi i detenuti hanno subito ematomi su tutto il corpo, di cui uno di loro ha
subito anche un taglio fatto con la lametta del rasoio da barba.
Domenica scorsa, anche un’altro detenuto mentre ascoltava SS. Messa presso la chiesa del penitenziario, veniva improvvisamente accerchiato da altri detenuti – anche loro presenti alla SS. Messa – ed aggredito in modo violento e senza nessuna pietà. Il detenuto vittima dell’aggressione ha riportato ematomi su tutto il viso e sul corpo.
A denunciare il caso sono i Sindacalisti del Si.P.Pe. (Sindacato Polizia Penitenziaria) Carmine Olanda e Ciro Borrelli che da sempre mettono alla luce le difficili condizioni in cui lavorano gli Agenti in
tutti le Carceri d’ Italia.
Come Sindacato – denunciano Olanda e Borrelli – abbiamo scritto al Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria per il Lazio – Abruzzo e Molise, al fine di avere un suo autorevole intervento allo scopo di allontanare con estrema urgenza dal penitenziario di Velletri
quei detenuti protagonisti di aggressioni, minacce e promotori di gruppi delinquenziali.
Le aggressioni che stanno scucendo tra detenuti, – continuano i sindacalisti – ci devono fare riflettere molto sul funzionamento del programma di trattamento, rieducazione ed inserimento del condannato nella società. Il dato di arroganza e prepotenza che molti detenuti stanno dimostrando di avere durante la loro permanenza nei penitenziari, arrivando anche a minacciare di morte il personale – come è successo ad un Ispettore di Velletri per avere fatto il suo lavoro con alto senso del dovere e di responsabilità – deve necessariamente essere preso in forte
considerazione, al fine di evitare che si possono creare dei gruppi delinquenziali.
Dalle segnalazioni che riceviamo dagli Istituti penitenziari di tutto il territorio Nazionale – continua Olanda – a causa della gravissima carenza di Agenti e dei vari Operatori Penitenziari e del sovraffollamento dei detenuti – – le carceri stanno diventando come se fossero delle polveriere
pronte ad esplodere.
Abbiamo chiesto al provveditore, – continuano i Sindacalisti – di mandare almeno 20 unità Polizia Penitenziaria presso la Casa Circondariale di Velletri per poter sopperire alle prime e necessarie esigenze dell’Istituto.
Concludono – Olanda e Borrelli – con un messaggio rivolto al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede dicendogli che la Polizia Penitenziaria non ha più tempo per aspettare, che ha bisogno di provvedimenti urgenti, concreti ed immediati su come devono essere gestiti i Penitenziari, chiedendo, inoltre, quale ruolo devono avere gli Agenti nelle Carceri – se devono indossare una divisa, oppure un camice bianco.

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