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Redazione Lazio

Aprilia, il sindaco ascoltato sulla criminalità nel territorio comunale

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Terra: “Non esistono evidenze certe della riconducibilità di recenti episodi alle organizzazioni criminali, ma occorre vigilare”

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APRILIA (RM) – Il sindaco del comune di Aprilia Antonio Terra è stato ascoltato oggi in commissione consiliare speciale sulle infiltrazioni mafiose e sulla criminalità organizzata nel territorio regionale, presieduta da Baldassare Favara. Il tema dell’audizione era la situazione della sicurezza pubblica nel territorio comunale, con particolare riferimento all’eventuale presenza di organizzazioni criminali. A tale proposito, il sindaco, che ha riferito di essere già stato ascoltato in commissione al Senato, ha detto che ad oggi non gli risulta appurato che alcuno degli eventi intimidatori verificatisi ad Aprilia di recente (auto incendiate, colpi di pistola contro veicoli) sia riconducibile con certezza alla criminalità organizzata. Ciononostante, gli episodi destano preoccupazione e l’amministrazione comunale “ha messo a disposizione degli inquirenti ogni elemento utile a ricostruire l’accaduto” per individuare le responsabilità.
 
Un paio di sequestri di fabbricati nel territorio comunale, uno dei quali era di proprietà di uno storico esponente della banda della Magliana, potrebbero, secondo il sindaco, far pensare in effetti a infiltrazioni della criminalità organizzata ad Aprilia. Al riguardo, la richiesta dell’Amministrazione che i beni siano messi a sua disposizione per l’utilizzo nell’interesse della collettività non è stata soddisfatta: questo nonostante il comune si sia anche dotato di un ufficio per la gestione dei beni confiscati. Il sindaco non ha inteso negare che il territorio, punta avanzata della provincia di Latina in direzione di Roma, possa essere oggetto degli appetiti criminali, ma ha voluto dire che i sequestri di fabbricati, nonché le intimidazioni subite da egli stesso e da un altro funzionario comunale, non sono state almeno finora ricondotte con certezza a una matrice di criminalità organizzata. “Il comune di Aprilia bandisce regolarmente gare”, ha concluso il sindaco, e queste “vedono un’alta partecipazione di imprese, molte delle quali ubicate nella parte meridionale dell’Italia”: ma ciò non autorizza, secondo Terra, alcuna conclusione su presunti interessi criminali nel settore degli appalti. Il settore dei rifiuti, che potrebbe essere appetibile per il suo valore complessivo, di circa 12 milioni, è addirittura gestito in house.
 
Il presidente Favara, nel ricordare la cronologia degli episodi di cronaca criminale riguardanti Aprilia in tempi recenti, ha evidenziato soprattutto il fatto che il questore di Latina abbia sottolineato come la zona della provincia nord di Latina, su cui insiste Aprilia, denoti una presenza criminale riconducibile alla Ndrangheta. Improbabile un interesse della criminalità per il settore edilizio, per il sindaco. A proposito infatti di uno degli episodi ricordati da Favara, il primo cittadino ha precisato che il funzionario che ne è stato vittima non si occupa di edilizia ma di servizi tecnologici, e che il piano regolatore di Aprilia risale al 1973 e che il settore edilizio al momento è praticamente fermo a causa della crisi.
 
La consigliera Valentina Corrado (Movimento 5 stelle) ha detto poi di ritenere utile sollecitare la competente direzione regionale per l’assegnazione al comune degli immobili di cui ha parlato il sindaco. A quest’ultimo ha rivolto un preciso invito per sapere come la Regione possa rendersi utile con la sua attività al comune di Aprilia e ha sollecitato il presidente Favara a farsi interprete della preoccupazione per la chiusura dei commissariati, che mette a rischio la sicurezza dei comuni del sud laziale. In risposta alla consigliera, il sindaco ha citato in particolare un progetto per la videosorveglianza, che aveva beneficiato di fondi regionali, ma solo inizialmente. Anche le carenze di organico del comune, ha detto il sindaco, costituiscono un problema per Aprilia, che ha solo 145 dipendenti (di cui circa 40 vigili) per una città di 75 mila abitanti. Il presidente Favara ha annunciato in conclusione che esiste l’ipotesi di stanziare altri fondi per la videosorveglianza e anche quella di rinnovare il patto Lazio sicuro; al contrario, poco si può fare sul tema della ristrutturazione della pianta dei commissariati di polizia, ha detto, che “risponde a precise linee del ministero degli interni”.

Metropoli

Guidonia Montecelio, inquinamento da rifiuti delle falde acquifere: al via il monitoraggio proposto da Arpa Lazio

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Il Sindaco Barbet e l’assessore Correnti: “La salute dei cittadini al primo posto!”

Arriva ad una svolta la conferenza dei servizi sull’inquinamento della discarica dell’Inviolata. Nella seduta odierna, alla quale hanno partecipato tutti gli enti coinvolti, il gestore del sito ha accettato 
la proposta di inserire ulteriori 11 piezometri per il monitoraggio  sull’inquinamento delle falde acquifere, così come proposto dall’Arpa Lazio.

“Si tratta di un passo avanti importante – commentano il Sindaco Michel Barbet e l’Assessore all’Ambiente Antonio Correnti – che consentirà un più completo monitoraggio dello stato delle falde 
acquifere, verificandone la presenza di sostanze inquinanti, il loro contenimento all’interno dell’ex-discarica e l’eventuale fuoriuscita di questi ultimi dal perimetro della discarica stessa. È un risultato 
che porterà a conoscere con certezza lo stato di salute delle falde acquifere imprescindibile presupposto per procedere alla bonifica. La nostra Amministrazione lavora ponendo la salute dei cittadini al primo 
posto!”.

“Ora seguirà la fase di monitoraggio – concludono – che seguiremo con la massima attenzione e priorità, così da trovare soluzioni concrete e sostenibili al problema dell’inquinamento delle falde prodotte dalla 
discarica. A margine della conferenza dei servizi, inoltre, abbiamo ribadito la piena contrarietà dell’Amministrazione all’apertura del TMB in area vincolata”.

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Viterbo

Tuscia, nocciole: il Biodistretto della Via Amerina difende la produzione biologica e di qualità

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Il Biodistretto della via Amerina e delle Forre nel sottolineare l’importanza dell’interrogazione parlamentare dell’ON Muroni ricorda che lo scorso anno proprio grazie all’iniziativa del Biodistretto medesimo fu inserito nel decreto-legge n 76/2020 relativo la necessità di verifica nei terreni di origine vulcanica per controllare la presenza o meno di acido fosforoso.
Tale verifica è necessaria per evitare che la presenza naturale di fosfiti, non indotta dall’uso improprio di sostanze chimiche, potesse determinare il blocco della produzione agricola biologica nel nostro territorio.
L’interrogazione della Muroni sottolinea l’inadempienza del governo nei sei mesi passati che non ha in tal senso operato per verificare.
La parlamentare conclude dicendo al governo di evitare che a causa delle sue inadempienze si possano avere gravi danni alla produzione corilicola biologica.
“Il danno” dichiara il presidente del Biodistretto Famiano Crucianelli “sarebbe non solo all’agricoltura biologica ma anche a tutta la produzione di qualità del nostro territorio”.

Nel Lazio la Tuscia è sicuramente la zona dove la produzione di questo frutto apprezzato in tutto il mondo è maggiore. Qui attualmente si coltiva circa il 40% di tutta la produzione nazionale e questo rende questa zona la più importante d’Italia sia in temini di qualità che di quantità.

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Cronaca

Rieti, lite in appartamento in pieno centro storico: arrestato spacciatore nigeriano

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Gli Agenti della Squadra Mobile della Questura di Rieti, hanno arrestato il cittadino nigeriano M.E., del 1994, resosi responsabile di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Nell’ambito dei servizi di controllo del territorio programmati dal Questore di Rieti, Maria Luisa Di Lorenzo, le pattuglie della Squadra Volante e della Squadra Mobile della Questura di Rieti sono intervenute in un appartamento di Via San Liberatore, nel pieno centro storico di Rieti, dove era in corso una lite tra alcune persone.

Gli Agenti della Polizia di Stato hanno immediatamente sedato la lite acquisendo informazioni sulle cause del diverbio che hanno indotto gli investigatori della Squadra Mobile ad effettuare degli approfondimenti investigativi in relazione ad una probabile attività di spaccio di sostanze stupefacenti posta in essere da due stranieri.

L’attività di indagine ha evidenziato che i due stranieri, di nazionalità nigeriana, provenienti da altre province e sprovvisti di validi titoli di soggiorno in Italia, avessero intrapreso una attività di spaccio nel capoluogo reatino e che, proprio durante la lite, scaturita da interessi legati alla cessione di stupefacenti, avessero ingerito la droga per nasconderla agli Agenti della Polizia di Stato intervenuti.

Su autorizzazione del Magistrato di turno in Procura, gli Agenti, oltre ad effettuare le relative perquisizioni personali e domiciliari nei confronti dei due stranieri, che davano esito negativo, li hanno condotti presso il locale nosocomio per effettuare degli accertamenti diagnostici che potessero avvalorare la tesi della ingestione della droga.

E’ così che nell’intestino di M.E., di 27 anni, le radiografie hanno evidenziato la presenza di cinque ovuli che, una volta espulsi dall’uomo, vigilato per alcuni giorni dalla Polizia di Stato, sono risultati contenere 5 grammi di eroina.

M.E., già destinatario di un provvedimento di espulsione del Questore di Ferrara, è stato arrestato e messo a disposizione, per rispondere del reato di detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente, della locale Autorità Giudiziaria che ne ha disposto la remissione in libertà consentendo al Questore di Rieti di emettere nei suoi confronti l’Ordine di lasciare il territorio nazionale entro 7 giorni, immediatamente notificato allo spacciatore per la sua espulsione.

L’altro cittadino nigeriano, invece, proveniente da Bari, e destinatario di un provvedimento di rifiuto del titolo di soggiorno per motivi di protezione internazionale, al quale lo straniero aveva proposto ricorso, accompagnato presso il C.P.R. di Ponte Galeria di Roma, è stato munito di invito a lasciare il territorio nazionale.

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