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Roma

ARDEA, NOI CON SALVINI: PRESENTATO UFFICIALMENTE IL DIRETTIVO DEL COORDINAMENTO

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Soddisfazione per il risultato ottenuto da parte del segretario politico e del segretario organizzativo

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Redazione

Ardea (RM) – Presentato ad Ardea l'organigramma del coordinamento di "Noi Con Salvini" operativo sul territorio: Segretario Politico  Angelo De Angelis, Segretario Organizzativo  Marco Boni, Addetto Stampa Giorgio Marcotulli, Tesoriere Massimo Volante, Consigliere Romolo De Paolis con delega All'Urbanistica all'Ambiente e Lavori Pubblici, Consigliere Monica Fasoli con delega ai Servizi Sociali e alle Finanze, Consigliere Cesare Papaleo Con Delega al Commercio e Scuole. Soddisfazione per il risultato ottenuto da parte del  segretario politico e del segretario organizzativo che a margine della presentazione hanno dichiarato:  "Lavoreremo sul territorio per proporre le idee del nostro leader Matteo Salvini  e dare finalmente quel cambiamento politico di cui Ardea ha bisogno"
 

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Castelli Romani

Artena, blitz antidroga: arrestata coppia di spacciatori

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ARTENA (RM) – I Carabinieri della Compagnia di Colleferro hanno arrestato un 52enne e una 21enne con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso.

Nel weekend appena trascorso, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Colleferro hanno fermato i due alla guida dell’autovettura del 52enne, già conosciuto per i suoi precedenti di droga. Al controllo si sono mostrati subito agitati e nervosi e così, approfonditi gli accertamenti sono stati trovati in possesso di 50 g di cocaina già suddivisa in dosi pronte per esser spacciate.

Le operazioni sono proseguite nelle abitazioni degli arrestati dove i Carabinieri hanno rinvenuto vario materiale per il confezionamento della droga e due bilancini di precisione.

Al termine del rito direttissimo, l’attività dei Carabinieri è stata convalidata e per il 52enne si sono aperte le porte del carcere di Velletri, mentre per la 21enne incensurata la condanna ad un anno e dieci mesi con pena sospesa.

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Cronaca

Roma, Sant’Andrea: entra in codice verde, la operano per un calcolo e muore

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Sospensione del Primario del reparto di Chirurgia e verifiche da parte di Ministero della Salute, Regione Lazio e Asl. Sono le richieste avanzate dall’Associazione Codici in merito alla morte di un’anziana signora presso l’ospedale Sant’Andrea di Roma, dove era stata ricoverata in codice verde. “A nostro avviso si tratta di un caso di malasanità – dichiara il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli – e come tale deve essere trattato dalle autorità, perché quanto accaduto è gravissimo”.

Tutto inizia con il ricovero della donna il 3 ottobre scorso a causa di dolori al ventre ed alla schiena. È il figlio ad accompagnarla al Pronto Soccorso del Sant’Andrea, sapendo che la madre soffre di un calcolo alle vie biliari, per il quale il medico curante aveva disposto una terapia a base di cortisonici. Alla signora viene assegnato il codice verde, le viene somministrato un antidolorifico e poi, dopo che un’ecografia conferma che la causa dei dolori è il calcolo, viene disposto il ricovero. I medici decidono per la rimozione del calcolo attraverso una sonda inserita per via orale, con un successivo intervento chirurgico per rimuovere altri calcoli presenti nella cistifellea. L’intervento viene eseguito il 15 ottobre e da quel momento inizia il calvario della donna.

“I medici – spiega il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli – riferiscono ai familiari che nel corso dell’operazione per errore nell’inserire la sonda era stato perforato un tratto dell’intestino. La signora è molto dolorante, si valuta un secondo intervento, ma l’ipotesi viene scartata nel pomeriggio dello stesso giorno, quando la Tac evidenzia che la situazione clinica è stabile e dal foro non vi è fuoriuscita di liquidi. Il giorno seguente, siamo al 16 ottobre, la situazione però cambia improvvisamente. Dopo una nuova Tac, i medici decidono per un intervento d’urgenza. L’operazione riesce ed ai familiari viene riferito che non ci sono infezioni e nemmeno fuoriuscite di liquido dall’intestino, che è stato rimosso un altro calcolo e che la paziente è stata affidata all’anestesista, che in breve tempo l’avrebbe fatta uscire dalla sala operatoria. Di tempo ne passa invece molto. Dopo quattro ore senza notizie, i familiari chiedono aggiornamenti all’anestesista, il quale riferisce che la signora ha avuto una complicazione: a seguito di uno scompenso pancreatico la glicemia era diventata troppo bassa e dovevano stabilizzare i valori prima di farla uscire. Il personale medico dice anche ai parenti che sarebbe stato necessario un trasferimento nel reparto di Terapia Intensiva per poter monitorare le condizioni, ma non c’era un posto letto disponibile e così era stata lasciata in Chirurgia. Nel giro di poche ore le condizioni della donna peggiorano, i medici riscontrano una forte ed estesa infezione, una setticemia per cui si rende necessaria una cura antibiotica più forte. La sera del 17 ottobre ai familiari viene comunicato il decesso della loro cara. È stata disposta un’autopsia per chiarire le cause della morte – conclude il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli – da parte nostra siamo al fianco dei familiari, ci uniamo alla loro richiesta di fare luce su quanto accaduto e chiediamo la sospensione del Primario di Chirurgia ed una verifica da parte delle autorità competenti per accertare se ci siano state negligenze o errori medici”.

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Roma

Roma, no alcol in gravidanza: tutti in piazza

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La campagna “No-alcol in gravidanza” sbarca in “Salute in piazza”, la giornata di sensibilizzazione e informazione sui temi legati al benessere e al vivere sani.

In “piazza” ieri, insieme alla Asl Roma 1 a villa Leopardi (Roma), banchetti della salute dedicati a vaccinazioni, screening, prevenzione delle malattie metaboliche e cardio-vascolari, sana alimentazione, prevenzione dalle dipendenze, salute mentale, benessere e attività fisica, disabilità.

“Ogni giornata dedicata alla salute rappresenta un’occasione preziosa per diffondere la campagna “no-alcol in gravidanza”, ovvero informare la cittadinanza sui gravi rischi che il feto corre se la mamma assume alcol in dolce attesa – commenta Maria Pia Graziani, responsabile del Comitato scientifico di Cipe (Confederazione italiana pediatri) del Lazio – In Italia 25.000 bambini sono colpiti da sindrome Feto-alcolica detta Fas (Fetal alcohol syndrome): si tratta della più grave delle patologie del feto indotte dal consumo di alcol in gravidanza.

Si stima che, nel mondo, siano 60 milioni le persone che soffrono delle conseguenze dell’esposizione all’alcol mentre erano nel grembo materno”.

“Il feto non metabolizza l’alcol, dunque l’esposizione prenatale a questa sostanza può provocare patologie congenite molto gravi, disfunzioni di tipo morfologico, ad esempio sul volto (in forme più o meno evidenti) ma anche deficit di attenzione e di apprendimento, iperattività, problemi comportamentali fino a malattie mentali con gravi conseguenze a lungo termine – aggiunge Lucia Ruggieri, pediatra di Cipe Lazio – Purtroppo, su tali pericoli c’è scarsissima informazione: per questo ci battiamo nei nostri studi medici, nelle piazze ed ovunque sia possibile, per sensibilizzare la popolazione attraverso il manifesto “Mamma mi fa male, punto e basta” che illustra gli effetti della sindrome Fas, inguaribile ma fortunatamente prevenibile al cento per cento, semplicemente abolendo del tutto gli alcolici durante i nove mesi di gestazione”.

“Ottobre è il mese della prevenzione “rosa” – conclude Graziani – ci auguriamo di poter unire le forze per preservare al massimo la salute delle donne e rendere sano l’essere mamma anche attraverso il benessere dei figli”.

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