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Cronaca

Arena di Verona, colpo di scena: Fedez chiede alla blogger Ferragni di sposarlo

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Tempo di lettura < 1 minuto E il VIDEO diventa virale sul web

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VERONA – Colpo di scena all'Arena di Verona. In concerto, il rapper Fedez ha fatto una sorpresa al suo pubblico e soprattutto alla sua fidanzata, la blogger Chiara Ferragni: dopo averle dedicato una canzone, l'ha chiamata sul palco e a quel punto, mettendosi in ginocchio, le ha chiesto di sposarlo. Un bel regalo per il trentesimo compleanno di Chiara. Per la cronaca, lei ha detto sì con un bacio commosso. La scena è stata raccontata per prima dalla radio Rtl che trasmetteva il concerto in diretta.Non poteva che andare così. Non c'è quasi nulla di privato, del resto, nella vicenda sentimentale di Fedez e Ferragni, idoli di una generazione che vive sui social. Tutto accade e si rivela sui canali della rete, da Facebook a Instagram dove Ferragni è diventata una stella anche più di quanto il suo fidanzato lo sia su Youtube. Dall'alto dei suo 9 milioni di followers, Chiara Ferragni è diventata via Instagram un personaggio pubblico internazionale, fenomeno da studio come simbolo della popolarità al tempo dei social: la ragazza sveglia che ha saputo costruire mattoncino dopo mattoncino, like dopo like, un impero incredibile. Per il suo compleanno numero 30 si è concessa una festa di due giorni, rientrando da Los Angeles, dove vive, a Milano. La data è il 7 maggio, ma il party è iniziato prima con gli amici, poi con la famiglia. Tutto, inutile dirlo, sotto la luce dei social: su Instagram le foto della festa, compreso il bacio con Fedez, e red carpet con angolo selfie con l'immagine cartonata della Blond Salad (è il titolo del suo fashion blog), Fabio Rovazzi alla consolle, Bebe Vio tra gli ospiti. Tutto da Mimmo Milano in via Sirtori.

 

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Cronaca

Stragi di Capaci e via D’Amelio: a Palermo la manifestazione “Vele al Vento” per non dimenticare

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Presente anche la Polizia di Stato con 43 allievi della Scuola di Vibo Valentia, accompagnati dal Direttore Stefano Dodaro

PALERMO – Si è svolta questa mattina, lungo l’asse centrale della città di Palermo, la manifestazione “Vele al Vento”, ideata e promossa dall’Associazione “Quarto Savona 15”, dall’Associazione “Cassaro Alto” e dall’Associazione “Cassaro D’Amare” che  ha coinvolto  cittadini, scolaresche ed istituzioni, nella commemorazione degli attentati del 1992 al fine di rinnovare la memoria di tutte le vittime.

Presente anche la Polizia di Stato con 43 allievi della Scuola di Vibo Valentia, accompagnati dal Direttore Stefano Dodaro.

Alla manifestazione, inoltre, hanno preso parte  anche il Direttore dell’Istituto per Sovrintendenti di Spoleto Maria Teresa Panone ed i Direttori delle Scuole allievi agenti di Caserta, Alessandra Calvino e di Peschiera del Garda, Gianpaolo Trevisi.

In questa cornice è stata inaugurata, presso il Piano della Cattedrale, l’infiorata rappresentante il Logo Araldico della Polizia di Stato dedicato alle vittime delle Stragi di Capaci e di via D’Amelio, realizzato dai Maestri Infioratori di Noto (SR).

Infine, un corteo composto prevalentemente da giovani studenti, ha percorso un lungo itinerario fino alla  Cala e durante il tragitto gli allievi della scuola di Polizia di Vibo Valentia e gli studenti,  hanno sorretto 11 lenzuoli piegati raffiguranti i volti dei Caduti nella strage di Capaci e di via D’Amelio, che sono stai poi consegnati  ai comandanti delle 11 barche a vela organizzate dalla Lega Navale, in attesa nel porticciolo della Cala.

Qui, 11 allievi agenti della scuola di Polizia di Vibo Valentia e 11 studenti sono saliti sulle barche a vela e hanno navigato all’interno del golfo di Palermo.

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Cronaca

Tragedia all’Aquila, auto sui bimbi: la donna indagata chiede scusa

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“Le mie figlie hanno visto le drammatiche scene e sono sotto shock: siamo distrutti e addolorati, chiediamo e chiederemo ancora scusa alla famiglia del povero Tommaso e dei bambini feriti”. E’ il drammatico racconto fatto all’ANSA della mamma indagata per omicidio stradale per il tragico incidente di ieri pomeriggio all’Aquila nella scuola dell’infanzia di Pile, dove è morto il piccolo Tommaso e sono rimasti feriti altri cinque bimbi.

“Ho parcheggiato la macchina in pianura, ho inserito la marcia, non mi ricordo di aver inserito il freno a mano”, ha poi proseguito la donna madre di tre figli di cui due iscritte alla scuola d’infazia Primo Maggio. La donna verrà ascoltata nei prossimi giorni dal sostituto procuratore Stefano Gallo. Domani intanto in Procura è previsto l’affidamento dell’incarico sulla perizia tecnica sull’auto all’esperto Cristiano Ruggeri, e sempre in mattinata è in programma una riunione alla presenza dell’anatomopatologo Giuseppe Calvisi per verificare l’eventualità chiesta da investigatori ed inquirenti di evitare la autopsia sul corpo di Tommaso effettuando una ricognizione cadaverica.

È in attesa di essere convocata per l’interrogatorio davanti al pm Stefano Gallo la 38enne di origini bulgare che conduceva la Passat, poi parcheggiata davanti all’asilo di Pile, frazione del comune dell’Aquila, con a bordo il figlio 12enne, per andare a riprendere i suoi due gemellini di cinque anni, che ha travolto la recinzione uccidendo un bimbo di 4 anni ferendone cinque.

La donna è indagata per omicidio stradale, reato che prevede l’arresto immediato. Secondo fonti investigative, la donna potrebbe essere ascoltata domani alla presenza del difensore Francesco Valentini, del foro dell’Aquila, per rendere le prime dichiarazioni ufficiali. Finora, non è stata ascoltata proprio perché unica indagata nell’ambito della inchiesta della Procura aquilana. Da fonti investigative emerge che la 38enne e suo figlio sono sconvolti e in stato di shock.

Si potrebbe allagare e vedere altri indagati la inchiesta sul tragico incidente di ieri pomeriggio all’Aquila nella scuola dell’infanzia di Pile, frazione del Comune dell’Aquila, dove una Passat parcheggiata da una donna, indagata per omicidio stradale, con a bordo il figlio 12enne per andare a riprendere i suoi due gemellini di cinque anni, ha travolto la recinzione uccidendo un bimbo di 4 anni ferendone cinque: la Procura della Repubblica e la Squadra Mobile dell’Aquila stanno facendo accertamenti sulla questione della sicurezza all’esterno dell’asilo e negli spazi circostanti. In particolare gli approfondimenti documentali e tecnici tendono a chiarire se le macchine potessero parcheggiare e se a norma e sufficiente la recinzione nel giardino.

Sono stabili le condizioni delle due bambine di circa 4 anni, tra i bimbi feriti nell’incidente nell’asilo dell’Aquila, ricoverate da ieri pomeriggio presso la terapia intensiva pediatrica del policlinico Gemelli, dove proseguono le cure. È quanto si apprende dallo stesso ospedale.

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Tragedia all’Aquila: auto piomba dentro un asilo: morto un bambino, un altro grave e 4 sono feriti

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L’incidente è avvenuto alla scuola dell’infanzia 1 Maggio

Un bambino è morto, un altro è grave e altri quattro risultano feriti. Questo per ora il bilancio dell’incidente all’asilo dell’Aquila, secondo fonti sanitarie. I bimbi hanno tra i tre e i cinque anni.

Un gruppo di bambini che stavano giocando nel giardino dell’asilo è stato investito da un’auto che ha sfondato la recinzione esterna ed è piombata sui piccoli. Secondo le prime informazioni, cinque sarebbero i bambini rimasti feriti, uno dei quali in modo grave. L’incidente è avvenuto alla scuola dell’infanzia 1 Maggio all’Aquila.

Secondo una prima ricostruzione, alle 14.30 il freno dell’auto che era stata parcheggiata vicino all’asilo sarebbe stato incidentalmente tolto e la vettura sarebbe finita sul cortile dove si trovavano i bambini. A quanto si è appreso, all’interno dell’auto sfrenata c’era un bimbo tra gli 8 e i 10 anni, il quale era stato lasciato momentaneamente solo dalla mamma: una delle ipotesi è che proprio il bimbo potrebbe aver sfrenato la vettura.

“Sono profondamente addolorato, non riesco neppure a immaginare il dolore che stanno provando i genitori dei bambini feriti. Da padre e da rappresentante delle istituzioni sono sgomento. È una notizia terribile: speriamo e preghiamo che il bilancio non si aggravi”. Queste le parole del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, subito dopo avere visitato il luogo dell’incidente presso la scuola dell’infanzia Primo Maggio dove un’autovettura ha investito alcuni bambini. L’auto, parcheggiata fuori dalla scuola, si sarebbe sfrenata: dopo avere sfondato un cancello è entrata nel giardino dove i bimbi stavano giocando. Il primo cittadino si è poi diretto all’ospedale San Salvatore dell’Aquila dove sono ricoverati cinque bambini – e non quattro come scritto in precedenza – di cui uno molto grave.

Paura e sgomento nel cortile della scuola. Un momento delicatissimo per le maestre delle due scuole – oltre all’Infanzia c’è anche l’asilo nido “Primo maggio” – che, seppure visibilmente segnate dall’episodio, hanno cercato di gestire al meglio la situazione, accogliendo i genitori dei piccoli, a partire da quelli rimasti coinvolti nell’investimento. Per ragioni di protocollo e di tempestività non tutti i genitori hanno potuto accompagnare i loro figli all’interno dei mezzi di soccorso e la cosa ha reso ancora più delicata la situazione.

“La priorità – spiega all’ANSA una insegnante della primaria – è evitare che i bambini che hanno assistito alla scena restino traumatizzati, sia dall’incidente, con l’auto che ha sfondato il cancello del giardino, sia dal viavai di ambulanze e mezzi di soccorso”.

Mentre parla, una barella con una bimba sfila tra la gente. Poco dopo, invece, alcuni volontari della protezione civile, in supporto agli operatori del 118, sono riusciti a proteggere da occhi indiscreti l’ingresso dei piccoli all’interno dell’ambulanza. “Con alcuni bambini – riprende l’insegnante che preferisce mantenere l’anonimato – abbiamo cercato di far finta che si sia trattato di un gioco, o quantomeno di minimizzare, spiegando che oggi i genitori sono venuti a riprenderli in anticipo. Ma quanto è difficile”.

“Abbiamo appreso questa tragica notizia paradossalmente mentre stavamo festeggiando il primo bambino nato a Fontecchio, nelle aree interne, dopo l’approvazione della legge sullo spopolamento; il primo nato che ha ricevuto il contributo alla natalità. Siamo tutti sconvolti e vicini al dolore delle famiglie. Speriamo che questa tragedia non si aggravi, siamo in contatto con i sanitari per seguire costantemente l’evolversi della situazione”, ha dichiarato il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio.

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