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Ariccia, successo per le luminarie. Filosofi: “Ripeteremo l’iniziativa”

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Grande successo per l’iniziativa del Comune, nonostante le polemiche innescate dai consiglieri d’opposizione. I visitatori hanno premiato l’idea

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Tutti si riservano la possibilità e le competenze per parlare di turismo, dagli operatori del settore ai politici del territorio, i canali social. Corretto, mai negare questo sacrosanto diritto. Spesso capita
però che arrivino critiche sull’operato di chi ha realizzato qualcosa di innovativo nella regione Lazio, per provare (riuscendoci con successo, in questo caso) ad andare oltre, portando nuovi
stimoli all’economia locale, ad Ariccia, una delle comunità più conosciute dei Castelli Romani, sia per le bellezze architettoniche che enogastronomiche, Quando si esercita questa facoltà però, ci si
assume la responsabilità di praticarla affermando le proprie ragioni correttamente, senza distorcere la realtà, pur di dimostrare di aver ragione.
Nello specifico le polemiche sono state sollevate dalle opposizioni per la decisione del Comune di Ariccia di realizzare, nel parco di Palazzo Chigi, uno spettacolo di luminarie natalizie, con tanto di renne, cascata con laghetto e cigni, orso polare e cerbiatti, tutti composti da strutture luminose.

Una sfida vinta, quella dell’Amministrazione, soprattutto se consideriamo che nelle prime tre settimane di attività i biglietti staccati sono stati oltre venticinquemila. Dati oggettivi, non personalizzabili, un numero che non lascia adito a dubbi. Persone, molte, che sono giunte da Roma o dai territori limitrofi, gente che a Ariccia si è fermata, spesso ha mangiato nelle vicine fraschette, ha contribuito a rilanciare le attività produttive del territorio. Il colpo d’occhio fa emozionare, anche la Generazione Y, i nativi digitali, che spesso sono attratti da altro, da un freddo virtuale, prova ne è il successo che ha ottenuto proprio nelle scolaresche, visitando in massa l’attrazione.
Proprio le polemiche tra il sindaco e la consigliera di opposizione del Partito Democratico (PD), Renata Gennusa, ha portato quest’ultima a presentare un’interrogazione a risposta scritta. Per comprendere l’effettivo stato delle cose, ci siamo recati sul posto a visitare le luminarie.

Tra l’altro, parlando con i responsabili del progetto operativo, ci hanno informato che la società che ha realizzato la “Foresta Incantata”, come contropartita, ha realizzato le luminarie per il resto del
paese di Ariccia, che a nostro avviso sono state create con gusto e un effetto complessivo piacevole.
Per quanto riguarda invece la domanda su come si intende promuovere l’immagine di Palazzo Chigi, abbiamo scoperto che, grazie a una convenzione realizzata, diverse centinaia di turisti hanno
potuto visitare la residenza storica, con pacchetti turistici ad hoc, i quali prevedono per i gruppi viaggio da Roma, visita alle luminarie, al palazzo e un pasto in una fraschetta, a un prezzo molto
conveniente, il quale può essere verificato con massima trasparenza sul sito della società organizzatrice

Da un’attenta analisi, come primo elemento, rispetto a quanto scritto nell’interrogazione dall’Opposizione, dobbiamo segnalare diverse inesattezze riportate nella stessa. Il biglietto d’ingresso, per i non residenti, è pari a cinque euro nei giorni feriali, mentre costa dieci euro nei fine settimana e nei festivi, e non sempre dieci euro così come supposto, probabilmente da una approssimativa lettura della pagina social.
Nella stessa interrogazione si fa riferimento all’articolo 6 del Regolamento Comunale, che stabilisce il comodato d’uso di un locale a tempo indeterminato (fino a eventuale revoca), o comunque
stabilito da un contratto di comodato, mentre nella delibera si parla “di concedere a titolo gratuito l’utilizzo di una parte sopra specificata del Parco Chigi”, elemento riconducibile all’articolo 20
dello stesso regolamento, dove si specifica la “concessione temporanea di locali”, essendo lo spazio affidato alla società esclusivamente nel periodo di validità della manifestazione.
Nel testo presentato ci sembra grottesca l’espressione utilizzata dalla consigliera PD Gennusa, così come è indicato nell’interrogazione, “appressamento di luminarie degno di un qualunque centro
commerciale”. Confondere le luminarie ed equiparare tali creazioni nel parco Chigi con le luci di un centro commerciale come possono essere “Porta di Roma” o di “Parco Leonardo”, è come
assimilare le decorazioni sulle mura di questi centri con un affresco rinascimentale.
La risposta alle questioni poste dal nostro giornale a chi sta governando Ariccia, arrivano dall’assessore alle attività produttive, Michele Filosofi.

 

La foresta incantata è uno spettacolo innovativo per il territorio, come è nata l’idea di realizzarla dentro il parco di Palazzo Chigi?
Ci è stato presentato questo progetto, abbiamo ritenuto che lo stesso rappresentasse un valore aggiunto per la città, un’attrattiva che avrebbe potuto rappresentare un vantaggio per tutta la città, e l’abbiamo adottato con convinzione.

Il parco è stato concesso con il comodato d’uso, cosa che è stata osteggiata dalle opposizioni. Quale vantaggio ha avuto la città da questa operazione?
Innanzitutto la società che ha realizzato la Foresta incantata, ha addobbato di luminarie le vie della città, facendoci risparmiare diverse migliaia di euro. Inoltre abbiamo realizzato una convenzione
con il museo di Palazzo Chigi. Questo ha determinato un aumento delle visite al palazzo, con un incremento per le casse comunali. Un buon incremento di incassi, lo hanno avuto anche la maggior
parte delle attività commerciali della nostra cittadina.

Per il prossimo anno quindi si pensa di ripetere l’iniziativa?
Certamente. Considerato che nel primo anno molte persone non conoscono l’iniziativa, abbiamo avuto molte migliaia di presenze, se riusciamo a renderla stabile e conosciuta, il successo non può
far altro che aumentare. Vogliamo essere un po’ in piccolo ciò che è diventata Salerno con le luci d’artista, un’attrazione che si è conquistata un successo internazionale.
Per concludere, non ci resta che segnalare i prossimi eventi che verranno realizzati collateralmente alle luminarie, in uno spazio allestito all’interno del parco.

Simonetta D’Onofrio

 

Sabato 30 dicembre

SPETTACOLO E SHOW DEI PIROVAGHI CON TRAMPOLI E GIOCOLERIA A LED

Lunedi 1 gennaio
IL MAGICO MONDO DI FROZEN
CONCERTO DI FABRIZIO AMICI

 

Venerdì 5 gennaio
SHOW DI PETER PAN

Sabato 6 gennaio
MUSICAL DISNEY SHOW E LA BEFANA ACCOMPAGNATA DAI BEFANI MUSICAL SHOW

Domenica 7 gennaio
SHOW ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE E SPETTACOLO DI PIROVAGHI SU
TRAMPOLI CON GIOCOLERIA A LED

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1 Comment

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  1. Renata Gennusa

    28 Dicembre 2017 at 15:27

    L’interrogazione è stata presentata per avere chiarimenti su questioni di legittimità dell’iniziativa, non certo sugli obiettivi che si è prefisso, del resto convengo con l’intervistatrice che i Consiglieri non devono essere esperti di turismo, come del resto gli assessori, almeno non è dato sapere, visto che quello intervistato è l’unico amministratore a non aver pubblicato il proprio curriculum sul sito internet del Comune; comunque non era mia intenzione intervenire come esperta di turismo, ma come consigliere di minoranza su un atto, la delibera di giunta comunale n. 230 del 2 novembre 2017, a mio giudizio, lacunosa dal punto di vista della legittimità e della trasparenza; la valutazione dell’opportunità la lascio alla maggioranza di governo.

    Riguardo al regolamento comunale sull’uso dei beni pubblici, considerato che la delibera di giunta con la quale è stata concesso il Parco ha come obiettivo, “lo sviluppo e la promozione del proprio territorio ed in particolare le attività di promozione del patrimonio storico-artistico e turistico”, attiene più all’articolo 6 comma 1 del regolamento sull’uso da parte di terzi dei beni pubblici comunali, che riguarda “la promozione turistica, nonché la valorizzazione delle attività economiche e produttive caratteristiche del territorio” che all’articolo 20 richiamato dall’assessore intervistato, che stabilisce: “i locali e le aree di proprietà e/o in uso all’Amministrazione Comunale possono essere concessi in uso temporaneo, anche per fasce orarie, ad Enti, Associazioni, Fondazioni, Comitati, ed altre persone fisiche e giuridiche che ne facciano richiesta per: b) iniziative/manifestazioni/attività culturali, formative, ricreative, sportive ed amatoriali e mostre espositive; b) per matrimoni, ricevimenti, convegni, congressi e riunioni, feste e simili”; poi, il successivo comma 2, stabilisce che “qualora le iniziative/manifestazioni/attività siano ad ingresso libero e/o patrocinate dal Comune, l’uso può essere concesso a titolo gratuito o a tariffa agevolata”. Dal questo secondo comma si capisce che l’articolo 20 fa riferimento ai beni comunali tariffati, ovvero per il cui uso è prevista una tariffa; Parco Chigi non rientra tra questi, per cui ritengo sia applicabile l’articolo 6 del regolamento e non il 20.

    Poi ai fini della delibera non risulta acquisito il parere del Conservatore di Palazzo e Parco Chigi, obbligatorio per ogni iniziativa simile sui predetti beni.

    Altra vicenda riguarda la trasparenza; trattandosi di un contraente privato avrebbe dovuto partecipare ad un avviso pubblico con le modalità previste dall’attuale normativa sugli appalti; così non è stato, perché è stata affidata direttamente senza verificare se sul mercato ci fosse stata un’offerta migliore, con un progetto presentato alquanto scarno e lacunoso, ma soprattutto privo di corrispettivi per il Comune, se non quello generico di attrarre presenze sul territorio.

    Riguardo poi alla valorizzazione delle attività economiche, non è stata smentita da parte del comitato festeggiamenti la lettera a firma del presidente dello stesso, con la quale si propone una convenzione a titolo oneroso, ovvero, a fronte di un versamento di euro 250 da parte dell’attività di ristorazione, il comitato si sarebbe impegnato ad avviare presso queste attività gli avventori della “foreste incantata” che ne avessero fatto richiesta; a parte la dubbia legittimità dell’iniziativa, appare comunque singolare che un’iniziativa messa in piedi per sostenere le attività produttive in difficoltà, poi pretenda anticipatamente da queste un obolo per coinvolgerle; e se fossero talmente in difficoltà da non avere le 250 euro richieste? Le affondiamo definitivamente?
    Renata Gennusa

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Castelli Romani

Frascati, “Fiera dei Sapori”: torna la kermesse del gusto alle porte di Roma

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Dal bellissimo balcone panoramico affacciato sulla Capitale, la quinta edizione della manifestazione enogastronomica più esclusiva dei Castelli

Dal 24 al 26 settembre 2021, l’appuntamento è con Fiera dei Sapori, un weekend di gusto e prelibatezze a Frascati, il bel comune dei Castelli Romani a pochi chilometri della Capitale.

Per la quinta edizione della kermesse, il tema scelto è Il gusto si mette in mostra; tre giorni dedicati alla selezione dei migliori prodotti enogastronomici del territorio (ma non solo) interpretati in chiavi tradizionali e innovative, con un occhio attento alla qualità.

L’evento, in collaborazione con Magnolia Eventi e il patrocinio del Comune di Frascati, è organizzatoda Valica, prima tourism marketing company in Italia con all’attivo numerose manifestazioni sututto il territorio nazionale, come ad esempio Borgo diVino in Tour.

La Fiera, con oltre quaranta stand posizionati lungo l’elegante cornice della Passeggiata di Frascati in Viale Vittorio Veneto, è espressione autentica di una cucina che va oltre i confini del quotidiano.

A rappresentare i Castelli Romani e la loro voglia di ben mangiare grandi realtà del territorio e nuovi protagonisti di una cucina in profondo rinnovamento. Ma scopriamo di più sull’evento.

Le aree di degustazione – Un gusto per ogni… gusto!

Sei aree di degustazione, ognuna dedicata a una categoria di prodotti che sarà presente a Fiera dei Sapori: primi piattisecondi piattisfizidolcivini birra. Ad attendere i visitatori una ricca offerta di ricette, specialità, calici e boccali, tra i quali l’immancabile cacio e pepe o l’originale panino al baccalà con misticanza e cipolla caramellata. Che sia un assaggio di sushi o la più tradizionale porchetta, sarà possibile accompagnare ogni specialità con vini e birre artigianali dei Castelli Romani.

I laboratori tematici

Passeggiate con gusto, sapori della tradizione, prodotti tipici. Ma non solo. Il lungo weekend di “Fiera dei Sapori” diventa il luogo ideale per imparare, grazie a quattro laboratori tematici ad accesso gratuito. Per accedere è necessario inviare una mail di prenotazione a info@fieradeisapori.it.

• Masterclass sui vini castellani (sabato 25 settembre, dalle 18 alle 19). L’Associazione CastelliRomani Food & Wine vi condurrà alla scoperta delle aziende vitivinicole del territorio nellaloro produzione d’eccellenza. Una degustazione guidata organizzata da esperti del settore per promuovere e far degustare le eccellenze vitivinicole del territorio.

  • Slow olive, dalla guida extravergini al presidio (venerdì 24 settembre, dalle 19 alle 20)La Condotta Slow Food di Frascati e Terre Tuscolane organizza un laboratorio di degustazione guidata dedicato agli olii extravergini castellani, selezionati dagli esperti di Slow Food.
  • La fisica del freddo e l’applicazione del…gelato (domenica 26 settembre, dalle 17 alle 18).Organizzato da “Frascati Scienza”, è un divertente spettacolo scientifico per conoscere le basi scientifiche di un prodotto amatissimo da ogni età. Al termine della dimostrazione sarà possibile assaggiare del buonissimo gelato preparato con azoto liquido a – 200 °!
  • Slow Wine, storie di vita, vigne e vini (domenica 26 Settembre, dalle 18 alle 19). La Condotta Slow Food di Frascati e Terre Tuscolane organizza un laboratorio di degustazione del vino per conoscere le produzioni di una selezione delle cantine dei Castelli Romani. Temporary restaurant Per chi preferisce un’occasione ancor più ricercata, Fiera dei Sapori è lieta di annunciarel’appuntamento con Temporary Restaurant, un ristorante a cielo aperto durante il quale i migliori chef dei Castelli Romani si esibiranno in pranzi e cene narrate. Accesso su prenotazione. Come funziona la Fiera dei Sapori Come ogni anno, Fiera dei Sapori permette al pubblico di acquistare dei voucher, che possono essereutilizzati per accedere alle varie degustazioni. L’edizione 2021 ha però una novità: per favorirel’accesso in sicurezza, si dovrà acquistare un voucher online (www.fieradeisapori.it) del valore di 10 euro che darà diritto a 10 gettoni con i quali si possono gustare i piatti e i calici di vino Nell’area dell’evento – al quale si potrà accedere solo con Green Pass e voucher già acquistato online – si potranno acquistare altri gettoni a seconda delle proprie esigenze. Nelle giornate del 24, 25 e 26 settembre gli orari di accesso sono differenziati: venerdì 24 settembre dalle 18 alle 23; sabato 25 settembre e domenica 26 settembre dalle 12 alle 23.

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Castelli Romani

Nemi, cittadini furiosi per come è stata sistemata la fontana all’ingresso del paese

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NEMI (RM) – Cittadini infuriati a Nemi per come è stata sistemata la fontana situata all’inizio di corso Umberto. “Nemi non merita questi orrori – scrivono su Facebook – L’amministrazione comunale l’ha “trasformata” in una specie di piscina azzurra. I cittadini di Nemi e non solo, chiedano che sia rimossa quell’assurda vernice”

In effetti la vasca della fontana che raccoglie l’acqua che sgorga dalle due fontanelle sono state trattate con un colore che ricorda quello delle piscine. “Se occorre trattarla – scrivono ancora su FB – si cerchi il materiale isolante più adatto e non buttandoci dentro quello schifo !!!”

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Castelli Romani

Frascati al voto. Franco Medici di Articolo 1 per Sbardella sindaco: “Per una città della Scienza”

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“Vogliamo coinvolgere tutti i cittadini che credono negli ideali di giustizia sociale, di difesa delle risorse ambientali e della democrazia”

Il 3 e 4 ottobre è tempo di elezioni anche a Frascati, cuore dei Castelli Romani. Una competizione importante che vede impegnati nella corsa alla guida del Comune molti cittadini. Tra questi concorre nella lista Articolo 1 per Francesca Sbardella sindaco, Franco Medici, professore alla professore associato di Scienza e Tecnologia dei Materiali presso “Sapienza” Università di Roma, già presidente di Italia Nostra Lazio. Lo abbiamo intervistato.

Professor Franco Medici, Frascati sembra arrivata ad un bivio o continuare ad essere un centro più o meno ridente dell’hinterland romano o deviare decisamente verso la ricerca di una propria identità che la proietti nel panorama nazionale ed internazionale.

Articolo 1 nella quale lei concorre a sostegno della candidatura a sindaco di Francesca Sbardella al riguardo ha le idee chiare: si è stilato un programma molto ambizioso e una delle sfide di maggior rilievo ci pare quella di puntare su un futuro di Frascati come città della Scienza.

Può spiegare meglio quali sono le basi da cui partire e quali gli obiettivi che presentate agli elettori?

Frascati è una città nota a livello internazionale, non solo per il vino Frascati doc, ma fondamentalmente ed è, quello che ci interessa particolarmente, è un polo di ricerca tra i più importanti in Europa, è sede, infatti, dell’ INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), che lavora in stretta collaborazione con il CERN di Ginevra, e del Centro di Ricerca ENEA, laboratori leader mondiali nella ricerca nel settore della fusione nucleare. E’ sede, inoltre, dell’ ESRIN (European Space Research Institute), uno dei sei centri internazionali dell’ Agenzia Spaziale Europea per il telerilevamento.

Molti scienziati e ricercatori vivono nel territorio tuscolano, vogliamo promuovere, con il loro aiuto, la costituzione di un polo scientifico, all’interno dei diversi Centri di Ricerca, che sia in grado di individuare soluzioni innovative e che abbia, come obiettivo finale, quello di migliorare i servizi offerti ai cittadini (Smart City). L’Università di Tor Vergata sorge ai confini, vogliamo istituire un delegato comunale ai rapporti con i Centri di Ricerca e l’Università, perché Frascati diventi “città della cultura e della scienza”. Ritengo, inoltre, che sviluppare applicazioni tecnologiche innovative, a vantaggio della comunità, costituirà sicuramente un volano economico ed occupazionale per tutto il territorio tuscolano.

Il consumo di suolo è certo una delle problematiche più gravi di Frascati come di tutti i Castelli Romani. Qual è la vostra posizione al riguardo una volta al governo della città?

I rapporti nazionali dell’ ISPRA (Istituto per la Protezione e la Ricerca Ambientale) riguardo il consumo del suolo, le dinamiche territoriali ed i servizi eco sistemici del 2018 e degli anni successivi, indicano che il consumo di suolo, nell’area dei Castelli Romani, è pari al 16 per cento del totale disponibile, il doppio di quello medio Italiano e quasi il quadruplo rispetto alla media Europea.

Frascati, tra i comuni dei Castelli Romani, si attesta, secondo i dati ISPRA del 2018, nella fascia medio-alta con un consumo pro-capite di 240 (m2/abitante). I dati dei diversi rapporti evidenziano come il fenomeno del consumo di suolo non proceda in maniera congruente con la crescita demografica, infatti, a fronte di una diminuzione della popolazione le superfici occupate delle costruzioni continuano a crescere ogni anno.

Nel programma di legislatura, la coalizione propone una forte inversione di tendenza, che si sostanzia in consumo di suolo pari a zero per favorire e sviluppare una agricoltura di qualità.

Il Parco dei Castelli Romani è una realtà del territorio come pensate, in considerazione anche del fatto che lei ha ricoperto l’incarico di presidente del Consiglio regionale del Lazio di Italia Nostra, di interagire con questa area protetta.

I rapporti tra il Comune di Frascati ed il parco Regionale dei Castelli Romani sono da sempre particolarmente buoni. Ricordo che nel 1996, il consiglio comunale, (sindaco Enrico Molinari ed assessore all’Urbanistica Gianluigi Peduto, oggi presidente dell’ Ente Parco Regionale), propose un allargamento del Parco all’interno del Comune di Frascati.

L’ Ente Parco ha difeso strenuamente le aree verdi del territorio, favorito la promozione socio economica del territorio, aperto una importante collaborazione con Villa Falconieri e l’ Accademia Vivarium Novum, per una fruizione al pubblica di questa villa tuscolana, una delle mete del Grand Tour.

Ci sarà ora da affrontare il problema delle antenne per lo sviluppo della tecnologia 5G, non è pensabile ad un proliferare di antenne all’interno dell’area protetta. Il parco non ha, ancora, un piano di assetto approvato in via definitiva a più di trentacinque anni dalla sua istituzione, ci auguriamo che ciò avvenga a breve: tale atto finale dipende dal Consiglio Regionale.

Frascati era un tempo meta del Grand Tour. Come valorizzare il grande patrimonio culturale e metterlo a disposizione dei cittadini?

Oltre al patrimonio delle ville tuscolane, note a livello nazionale ed internazionale, non va trascurata la vicinanza con il parco dei Lucretili, si potrebbe pensare, infatti, ad un turismo di qualità che leghi le due realtà.

Ricordo venti anni fa di aver visto, proposto dai tour operator americani, un percorso turistico che partiva da Palestrina, arrivava a Frascati e si chiudeva con Albano ed Anzio con la visita al cimitero di guerra della seconda guerra mondiale. La cosa che più mi ha stupito è che la proposta turistica, di sette giorni, fosse alternativa al turismo della città di Roma e alla visita del parco dell’ Appia Antica.

Articolo 1 fa parte di una coalizione ampia. Come vi state confrontando nel vostro ambito e qual è il valore aggiunto della candidata a sindaco?

La coalizione è ampia, raccoglie il centro-sinistra e la lista di Articolo 1 ne costituisce l’area più spinta verso i valori della sinistra, vogliamo coinvolgere tutti i cittadini che credono negli ideali di giustizia sociale, di difesa delle risorse ambientali e della democrazia. Perché Francesca Sbardella candidata a sindaco?

La risposta è semplice: ha quaranta anni, è giovane, è nel pieno delle forze fisiche ed intellettuali che sono necessarie per governare una città che presenta tante problematiche. Francesca ha poi la giusta esperienza, è stata infatti, consigliere comunale per due legislature, conosce la città ed i suoi problemi, è, quindi, tra tutti noi, la persona che abbiamo reputato più adatta alla candidatura a sindaco.

Qual è il suo motto e che tipo di campagna elettorale sta portando avanti in vista del voto del 3 e 4 ottobre prossimi?

L’ articolo 1 della Costituzione: “L’ Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

Siamo tutti i giorni nelle piazze, nei quartieri, e devo dire, con riluttanza, mi sono adattato ai social.

Franco Medici, Ingegnere chimico. Professore associato di Scienza e Tecnologia dei Materiali presso “Sapienza” Università di Roma. Docente nell’ambito del dottorato di ricerca in Processi Chimici per l’Industria e l’ Ambiente.

E’ ed è stato coordinatore di diversi progetti di ricerca finanziati dal MIUR (Ministero dell’Istruzione Università e della Ricerca) ed è responsabile di progetti di cooperazione internazionale in paesi in via di sviluppo.

Opera nel campo del volontariato all’interno dell’associazione Italia Nostra e della sezione Inbar (Istituto Nazionale di Bioarchitettura) dei Castelli Romani.

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