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ARRIVA LA TASSA SULL’ARIA CONDIZIONATA: 200 EURO A FAMIGLIA. COSA NE PENSATE?

di Christian Montagna

Roma – Eppure, qualcuno in giro lo avevo detto: “Tra un po’ ci tassano anche l’aria”. Non è quella che respiriamo ma sempre aria è! Come se non bastassero, arrivano sempre più numerose le imposte ai contribuenti che, devono solo pagare. L’ennesima batosta si abbatte sul condizionatore, frutto della necessità dell’Italia di adeguare la propria legislazione a una direttiva europea che tutela l'ecosistema limitando l'immissione di anidride carbonica nell'atmosfera. Ad annunciarlo sono state Federconsumatori e Adusbef, che, si dicono «pronte, in sede europea ed anche in ambito nazionale, a mettere in campo tutti gli strumenti per la cancellazione di tale obolo». In poche parole, i condizionatori vengono equiparati ai riscaldamenti e per questo sottoposti al controllo ogni 4 anni, pena multe salatissime. Sembra una delle tante bufale che circolano sul web ma, purtroppo, non è così. Ad emanare il provvedimento alla fine di giugno di quest’anno è stato il governo Renzi: il comune di Roma, è stato il primo a “sfruttare” quest’altra opportunità di gonfiare le casse comunali. Proprio nella capitale infatti, stanno sorgendo come funghi società adibite al controllo e al censimento degli impianti di condizionamento.


Di cosa dovrà essere dotato il condizionatore? I
nnanzitutto, oltre alla spesa del macchinario e del montaggio, ai proprietari dovrà essere rilasciato un libretto e un bollino alla modica cifra di 200 euro che, sale a 300 euro qualora dovessero esserci più impianti in casa. Il provvedimento, nelle casse dello stato porterebbe alla pari dell’ Imu circa 4 miliardi di euro. Una grande trovata insomma per uno stato con le casse vuote. La tassa però interesserà solo chi ha condizionatori superiori ai 12 Kw.


Il condizionatore negli esercizi commerciali. Proprio perché il commercio è fiorente e i commercianti sono sempre più felici, (magari), anche per i condizionatori all’interno di attività commerciali, la batosta è notevole. Le ricadute indirette sui condizionatori negli esercizi commerciali, nei ristoranti, negli studi di professionisti rischia di ripercuotersi sulle tasche dei cittadini.


Cosa accadrà se il condizionatore dovesse essere non in regola? Aspre multe naturalmente fioccheranno per i trasgressori: dai 500 ai 3 mila euro per il proprietario dei condizionatori, da mille a 6mila euro per il manutentore che non abbia applicato minuziosamente la normativa. Anche in questo caso, le somme finiranno tutte nelle casse di Comuni e Regioni.