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Asd Casilina, gran festa per chiudere: dal primo luglio via alle iscrizioni per la stagione 2021-22

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Roma – La stagione 2020-21 sta andando in archivio anche per il neonato Asd Casilina. La società del patron Enrico Gagliarducci (che dal primo luglio diventerà presidente del club capitolino) ha celebrato ieri la festa di chiusura della Scuola calcio presso il campo sportivo “De Fonseca”. Un folto gruppo di piccoli calciatori, che in questi ultimi tre mesi hanno potuto allenarsi in maniera totalmente gratuita, ha disputato una serie di partitine e poi è stato premiato con delle medaglie di partecipazione. Ovviamente presenti il patron Gagliarducci e tutti i componenti dirigenziali e tecnici del Casilina, compreso il responsabile della Scuola calcio Mirko Rovere: “Siamo molto soddisfatti di quanto abbiamo fatto in questi tre mesi di vita, andando oltre le più rosee aspettative: nessuno pensava di poter raggiungere la quota di 70 bambini iscritti alla nostra Scuola calcio. Volevamo semplicemente farci conoscere e avviare un percorso, ma la risposta della gente è stata motivo di soddisfazione per noi e per un quartiere che vive di calcio. Lo so bene, avendo anche giocato qui: il campo “De Fonseca” è un vero aggregatore sociale, qui si riuniscono piccoli e grandi e spesso le tribune sono gremite. Ma un altro motivo di grande soddisfazione è aver visto durante gli allenamenti i volti soddisfatti dei nostri bambini che hanno addirittura portato altri amichetti al campo. Inoltre tra lo staff tecnico e dirigenziale e le famiglie non c’è stato mai un problema e questa è una cartina al tornasole del clima in cui abbiamo lavorato”. Dal primo luglio, comunque, si apriranno ufficialmente i tesseramenti per la stagione 2021-22 e poi dal 2 settembre via agli allenamenti per i più piccoli. Il Casilina, comunque, si è già prefissato un obiettivo a livello di Scuola calcio: “Vogliamo arrivare almeno a quota cento per la fascia d’età compresa tra i 2009 e i 2016 – sorride Rovere – Inoltre introdurremo una novità assoluta per il municipio: grazie alla figura della neuropsicomotricista Giulia Pizzuti tessereremo anche i bambini dai 3 ai 5 anni per una attività motoria di avviamento allo sport”.

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Rocca Priora RDP (calcio, Promozione), Troisi all’ultimo respiro: “Una vittoria che fa morale”

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Rocca Priora (Rm) – Il volo del Rocca Priora RDP continua. La squadra castellana ha piegato per 3-2 la Virtus Roma Club nel match disputato domenica sul manto (rimesso a nuovo) del “Montefiore”. A decidere la sfida è stato un gol allo scadere dell’esterno classe 1989 Paolo Troisi, al debutto in campionato dopo aver scontato una squalifica. “Una vittoria che fa morale e che ci farà lavorare con entusiasmo e serenità per preparare la prossima gara di lunedì 1 novembre. C’erano tanti scontri diretti in questo turno ed era importante vincere. Inoltre abbiamo ancora qualche assenza importante e nell’occasione Scacchetti ha potuto giocare solo uno scampolo di partita nel finale”. Troisi racconta nel dettaglio la gara con i capitolini: “Era la prima gara sul nostro campo e devo dire che la società ha fatto un buon lavoro sul terreno di gioco. Non abbiamo sottovalutato gli avversari e siamo entrati in campo nel modo giusto, ma purtroppo gli ospiti sono passati per primi in vantaggio. Abbiamo avuto una reazione da squadra vera e con una doppietta di Nuzzi a cavallo dell’intervallo siamo riusciti a ribaltare il risultato. A quel punto forse ci siamo un po’ adagiati e loro ci hanno messo in difficoltà, pareggiando i conti e sfiorando addirittura il gol del vantaggio. Poi nel finale ho sfruttato un assist perfetto di Filiberto Trinca e sono riuscito a bagnare nel migliore dei modi il mio debutto in campionato”. Il Rocca Priora RDP è ai vertici del girone D dopo quattro giornate di campionato: “L’inizio di stagione è stato sicuramente positivo nonostante le tante assenze che ci hanno condizionato. Ora siamo già con la testa a Torrenova: giocheremo contro una buonissima squadra che conosco bene essendo un ex. Hanno una società ambiziosa e tanti giocatori validi, ma andremo a giocarcela con le nostre carte, magari recuperando anche qualche altra pedina”. La chiusura è sul suo inserimento nell’ambiente del club castellano: “Conoscevo a livello personale e non calcistico i fratelli Guazzoli e ho scoperto due persone estremamente preparate, appassionate e professionali. Sono molto contento della scelta fatta in estate e dell’ambiente che ho trovato qui”.

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ULN Consalvo (calcio), i fratelli Aliberti e una famiglia a tutto campo. “Qui c’è un ambiente sano”

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Roma – Quando si dice “sposare una causa”. E’ quello che ha fatto la famiglia Aliberti che ha affidato i suoi tre ragazzi all’ULN Consalvo: Riccardo (classe 2008), Simone (2010) e il piccolo Damiano (2013) sono tutti tesserati nella società cara al professor Umberto Consalvo. E pensare che i genitori Lorenzo e Claudia non sono certo “malati” di calcio: “Non li abbiamo spinti noi a giocare a pallone – racconta la mamma dei tre ragazzi – Tutto è nato dal secondo dei nostri figli, Simone, che ha giocato un anno di calcio tramite la scuola e poi ha “scoperto” l’ULN Consalvo grazie al centro estivo circa quattro anni fa. Una volta entrato nel mondo sportivo del club capitolino, ne siamo immediatamente rimasti affascinati e così abbiamo deciso di portare anche Riccardo e Damiano che si sono appassionati al gioco del calcio grazie a loro fratello. La cosa che rende speciale l’ambiente dell’ULN Consalvo è la familiarità e la passione dei dirigenti ha fatto il resto: sono quotidianamente al campo e si tratta di persone squisite, per questo abbiamo deciso di affidare i nostri tre figli alla società capitolina”. Se si domanda a mamma Claudia chi è il più “malato” dei tre la risposta è immediata: “Indubbiamente il più piccolo, Damiano. Ma, come detto, tutto è partito da Simone, mentre quest’anno Riccardo lo sta vivendo con un’emozione speciale visto che è entrato nel mondo dell’agonistica”. Ad agevolare la famiglia Aliberti è anche la vicinanza della loro abitazione rispetto al campo Consalvo: “Riccardo va addirittura da solo agli allenamenti, mentre papà Lorenzo segue più di me gli allenamenti degli altri due figli”. Anche i week-end non sono di semplicissima gestione, ma la passione della famiglia Aliberti è più forte di tutto: “Quando giocano in trasferta ci dividiamo per accompagnarli e seguirli, mentre quando giocano in casa è tutto più semplice”.

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Colleferro (calcio, Eccellenza), Alessandri: “Felice per Ercoli, la squadra può crescere ancora”

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Colleferro (Rm) – Il Colleferro ha calato il pokerissimo contro il Morolo. I rossoneri di mister Antonio Battistelli hanno sfoderato un’ottima prestazione contro i frusinati e il portiere classe 1986 Carlo Alessandri la analizza così: “Abbiamo fatto una gara concreta, gestendo al meglio le varie situazioni e capitalizzando le occasioni create. Credo, però, che a livello complessivo il miglior Colleferro si sia visto nel primo tempo con l’Audace oppure nelle gare con Sora e Gaeta. In ogni caso abbiamo archiviato il risultato già nel primo tempo con le reti di Casazza, Tornatore e Carlini, poi lo stesso Tornatore ha siglato altri due gol nella ripresa”. Alessandri (nella foto di Leonardo Pera) per la prima volta ha visto la partita dalla panchina, lasciando spazio al giovanissimo Nicholas Ercoli (classe 2004) tra i pali rossoneri: “Sono felicissimo per lui, lavoriamo a stretto contatto e ne vedo i miglioramenti quotidiani, anche grazie al lavoro fatto col preparatore dei portieri Guido Lanna. Se l’è cavata molto bene”. L’esperto estremo difensore ex Atletico Vescovio parla del suo approdo nel club rossonero: “E’ arrivato in concomitanza col ripescaggio. E’ stato il direttore sportivo Pino Di Cori a contattarmi e a volermi fortemente qui. Non mi sono fatto troppi calcoli pur non essendo logisticamente “comodo” nel venire a Colleferro: quando ti cerca una società così blasonata, è giusto dare la massima considerazione alla proposta. Devo dire che non c’è stata una cosa che mi abbia portato a dire di no e tra gli aspetti che mi hanno spinto qui c’è stata indubbiamente la capacità e la professionalità di mister Battistelli. Ho trovato un gruppo giovane che ogni settimana festeggia l’esordio o il primo gol di qualche ragazzo, ma questa linea verde è stata giustamente “bilanciata” dalla presenza di qualche elemento di esperienza”. E la partenza del Colleferro in campionato è stata di tutto rispetto: “Se dovessi dare un voto, direi tra il 6,5 e il 7, ma semplicemente perché non abbiamo ancora espresso in pieno il nostro potenziale potenziale. Ci sono la speranza e i buoni propositi di poterlo fare al più presto. E poi i nostri otto punti pesano perché abbiamo incontrato tanti club quotati. Che tipo di campionato possiamo fare? La squadra deve pensare a crescere col lavoro: questo è un campionato strano in cui tanti parametri tradizionali sono saltati, quindi dobbiamo rimanere ben ancorati alla realtà”.

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