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Salute

Asl Viterbo, campagna anti-Covid: 9 nuove tappe per il vax tour

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Da domani, e fino al 29 agosto è possibile aderire all’iniziativa, presentandosi spontaneamente presso la postazione mobile Asl

VITERBO – Oltre alle abituali modalità, in questa tornata di uscite vaccinali, l’azienda sanitaria locale ha scelto di rivolgersi principalmente alla popolazione residente nella Tuscia, ma anche in tutta la Regione Lazio, che in questi giorni sta trascorrendo un periodo di vacanza presso le principali località turistiche del Viterbese.

L’iniziativa è stata resa possibile grazie alla preziosa collaborazione, sotto il profilo organizzativo e promozionale, messa in campo da tutte le Amministrazioni locali dei comuni nei quali il camper vaccinale, targato Asl Viterbo, farà tappa, provvedendo a ospitare i cittadini ai quali sarà erogato il vaccino Johnson & Johnson che prevede una sola somministrazione.

È possibile aderire all’iniziativa, presentandosi spontaneamente presso la postazione mobile Asl. Se le adesioni supereranno la disponibilità di dosi di vaccino per la giornata vaccinale, la Asl provvederà a organizzare una seconda tappa presso lo stesso comune.

L’iniziativa messa in campo dalla Asl di Viterbo intende articolare ulteriormente la campagna vaccinale, in un’ottica di prossimità, ed è rivolta alla fascia di età compresa tra i 18 e i 79 anni.

Altro fattore volto a facilitare l’adesione è la scelta del vaccino, a vettore virale Janssen di Johnson & Johnson, monodose e che non necessita di richiamo.

La presenza dei professionisti e del camper Asl sul territorio rappresenterà anche un momento di confronto e un’occasione per la popolazione di chiedere chiarimenti, cercare risposte ai dubbi e avere informazioni sulla base dello stato di salute circa la soluzione più appropriata nella scelta del vaccino, nonché per valutare con il curante e con il medico eventuali controindicazioni.

Ecco, di seguito, tutte le info relative alle prossime date del camper vaccinale della Asl di Viterbo

Venerdì 20 agosto

dalle 9,30 alle 13,30 a Bassano Romano, presso la sezione comunale Avis, in via San Gratiliano 26

dalle 14 alle 17 a Oriolo Romano inPiazza Umberto I

Sabato 21 agosto

dalle 10 alle 15 a Tuscania, presso lasede della Croce rossa in via Piansano

dalle 16 alle 20 a Marina di Montalto di Castro, in via Arbea

Mercoledì 25 agosto

dalle 16 alle 20 a Marta, in largo Bracaletti (lungo lago)

Giovedì 26 agosto

dalle 9 alle 17 a Viterbo, ex chiesa degli Almadiani,in piazza del Sacrario

Venerdì 27 agosto

dalle 16 alle 20 a Pescia Romana (Montalto di Castro), presso il Centro anziani, viale dei pini

Sabato 28 agosto

dalle 16 alle 20 a Bolsena, piazzale Dante Alighieri (lungo lago)

Domenica 29 agosto

dalle 16 alle 20 a Tarquinia Lido (Tarquinia), presso la pineta tra via delle sirene e via dei vascelli

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Cronaca

Sanità Lazio, esperti: campagna vaccinale fondamentale per evitare “tempesta perfetta”

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L’appello: “Raggiungere l’obiettivo del 75% di copertura”
 
Con la pandemia gestita ma non ancora superata e le restrizioni per il Covid allentate, il prossimo inverno, con l’ondata di virus influenzali in arrivo rischia di trasformarsi in una “tempesta perfetta” se non si lavora per una campagna vaccinale che copra il maggior numero possibile di popolazione, in particolare i pazienti fragili. È questo uno dei messaggi lanciati nel corso dell’incontro “La vaccinazione: strumento di tutela per i pazienti fragili”, che si è svolto a Roma presso la sede della Regione Lazio (l’evento rientra nel ciclo di incontri dal titolo “Sanità modello Lazio”, organizzati da Dreamcom, con il contributo non condizionante di diverse aziende farmaceutiche, tra cui, per l’evento di ieri, di Sanofi e Pfizer.).
 
 
L’Assessore alla Sanità Regione Lazio, Alessio D’Amato, ha spiegato che la campagna vaccinale nel Lazio partirà la prima settimana di ottobre ed è “molto importante che le persone aderiscano. Abbiamo messo a disposizione medici di base, pediatri e farmacie, che saranno l’ossatura di questa campagna con vaccini aggiornati. L’obiettivo è agevolare in ogni modo la più ampia partecipazione della popolazione adulta over 65, pediatrica e fragile. Oltre al vaccino antinfluenzale ci sono i vaccini per l’Herpes Zoster, molto importanti per la popolazione over 65, ma anche la vaccinazione pneumococcica”. Per l’assessore D’Amato, “durante la pandemia il modello Lazio ha funzionato perché ha avuto il merito di unire le forze e i soggetti interessati a costruire una rete in grado di fare sistema per il bene della salute pubblica”.
 
 
“Per raggiungere ottimi risultati una campagna vaccinale deve puntare sulla comunicazione e sulla diffusione di una cultura vaccinale che in questi anni ha compiuto passi da gigante”, ha ricordato Roberto Ieraci (Responsabile scientifico Campagna di Vaccinazione Regione Lazio). “Nel Lazio è stato compiuto uno sforzo importante sulla prevenzione vaccinale, che resta un obiettivo specifico a cui deve mirare la sanità pubblica. Prevenire significa migliorare la qualità della vita delle persone e questo può avvenire anche attraverso la digitalizzazione della sanità, con un sistema di promemoria regionali integrato anche a livello di medici di famiglia, oltre all’utilizzo dei social. L’aiuto dei medici di base – ha ricordato Ieraci – è strategico ed essenziale. Nella campagna Covid 2021 su 1,6 milioni di dosi inoculate, ben 1,3 milioni sono state somministrate dai medici di famiglia”.
 
 
Medici e pediatri, ma anche le farmacie che durante il Covid hanno rappresentato per i cittadini un presidio sanitario di grande importanza. Come ha sottolineato Eugenio Leopardi (Presidente Federfarma Lazio), “la vaccinazione in farmacia è stata richiesta dallo Stato durante la pandemia per dare un supporto all’emergenza. Nel Lazio una farmacia su tre è diventata un luogo di somministrazione per il vaccino Covid e riteniamo di poter dare un supporto importante in un anno come questo dove si rischia disattenzione verso la quarta dose”.
 
 
“Soprattutto per i pazienti fragili – ha detto Maria Serena Fiore (Presidente Eletto Fadoi Lazio) – sappiamo quanto sia importante l’attività di prevenzione con i vaccini rispetto anche ad una semplice influenza che comporta per questi soggetti un rischio di ictus otto volte superiore alle media e una perdita di autonomia pari al 15% nei pazienti anziani. Tutto questo comporta perdita di autonomia, crollo della qualità della vita e un costo elevato a carico del Sistema Sanitario Nazionale, se si considera che tra i pazienti sopra i 65 anni il 74% ha almeno una patologia cronica. Da questo punto di vista nel Lazio c’è la possibilità di utilizzare il vaccino quadrivalente ad alto dosaggio per i pazienti fragili e dobbiamo convincere i pazienti a farlo”.
 
 
Investire sulla prevenzione significa anche risparmiare i costi per la gestione del Ssn. Una tesi sostenuta da Americo Cicchetti (Direttore Altems Università Cattolica del Sacro Cuore), che ha ribadito come sia “fondamentale raggiungere l’obiettivo minimo del 75% di copertura. Bisogna rivedere le politiche di allocazione delle risorse: non deve interessarci quanto costa oggi un vaccino ma quanto vale domani con gli effetti di protezione che produce. C’è tanta ricerca e innovazione nel settore dei vaccini che va sfruttata il più possibile. L’equilibrio economico si salverà spostando le risorse sulla prevenzione più che sulle cure”.
 
 
Quello dei medici di famiglia è stato un contributo determinante durante la pandemia perché nel Lazio “si è mossa una rete dei servizi che ha reso possibile il raggiungimento degli obiettivi prefissati”, ha ribadito Pierluigi Bartoletti (Segretario Provinciale e vicesegretario nazionale della Fimmg), che ha sottolineato come “la prossima campagna vaccinale sia fondamentale proprio perché viene dopo gli anni di restrizioni per il Covid, che con il distanziamento avevano parzialmente impedito la diffusione dei virus”.
 
 
Oltre ai medici di base sono intervenuti anche i pediatri che, come ha spiegato Teresa Rongai (Segretario Provinciale FIMP Roma), “già nell’anno prima del Covid avevamo vaccinato ben 118mila bambini, passando dal 2% al 50% di pediatri disponibili a somministrare le dosi presso i propri studi medici. Il pediatra che consiglia la vaccinazione riscuote sempre un successo nella famiglia, perché può dialogare con i genitori. Siamo anche noi sotto organico e per questo ci stiamo organizzando in aggregazioni funzionali fra colleghi, per mettere una toppa alla carenza di personale. Seguire mille bambini a pediatra è complicato”.
 
 
Il ruolo dei medici nella campagna vaccinale è fondamentale ma il contributo dato dalle associazioni di volontari, specie durante la Pandemia, è stato altrettanto importante. Per Simona Barbaglia (Presidente Associazione dei Pazienti Respiriamo Insieme Onlus), “le associazioni di pazienti hanno contribuito a fare rete durante il Covid. Tutti abbiamo il compito di tutelare la popolazione e in modo particolare i pazienti fragili e questo si può fare diffondendo la cultura della prevenzione di cui la vaccinazione è uno strumento importante”.
 
 
 
 
 



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Salute

Covid 19, vicini alla fine della pandemia. Ministero della Salute: “Si conferma trend in diminuzione”

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Dal Ministero si ribadisce la necessità di continuare a rispettare le misure comportamentali individuali e collettive previste/raccomandate, l’uso della mascherina, aereazione dei locali, igiene delle mani e ponendo attenzione alle situazioni di assembramento

Il mondo non è mai stato in una posizione migliore per porre fine alla pandemia di Covid-19, che ha ucciso milioni di persone dalla fine del 2019. Questo quanto affermato dal direttore dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus. “La scorsa settimana, – ha detto – il numero di decessi settimanali per Covid-19 è sceso al minimo da marzo 2020. Non siamo mai stati in una posizione migliore per porre fine alla pandemia”. Tedros ha comunque avvertito che: “Non ci siamo ancora, ma la fine è a portata di mano”.

L’aggiornamento fornito dal nostro Ministero della Salute dello scorso 7 settembre 2022 riferito al periodo che va dal 29/8/2022 al 4/9/2022 osserva “una diminuzione dell’incidenza che tuttavia presenta ancora valori elevati, nel contesto di una oscillazione della trasmissibilità che si mantiene sostanzialmente sotto la soglia epidemica. Si conferma un trend in diminuzione nei tassi di occupazione dei posti letto in area medica e terapia intensiva. Si ribadisce la necessità di continuare a rispettare le misure comportamentali individuali e collettive previste/raccomandate, l’uso della mascherina, aereazione dei locali, igiene delle mani e ponendo attenzione alle situazioni di assembramento. L’elevata copertura vaccinale, il completamento dei cicli di vaccinazione ed il mantenimento di una elevata risposta immunitaria attraverso la dose di richiamo, con particolare riguardo alle categorie indicate dalle disposizioni ministeriali, rappresentano strumenti necessari a
mitigare l’impatto soprattutto clinico dell’epidemia.”

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Un microchip per restituire la vista: all’ospedale San Giovanni di Roma applicato il primo impianto di protesi sottoretinica

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Un microchip di minuscole dimensioni (2 x 2 mm. con spessore di 30 micron) che capta la luce nell’infrarosso e, generando stimoli elettrici, è in grado di restituire una visione utile nei pazienti affetti da degenerazione maculare legata all’età (AMD di tipo atrofico) evoluta allo stadio terminale di atrofia geografica. L’Innovativo impianto è stato effettuato presso l’AO San Giovanni Addolorata di Roma ed è il primo ad avvenire in Italia nell’ambito del progetto internazionale PRIMAvera, lo studio clinico multicentrico nella lotta contro la cecità, in particolare quella causata dalla degenerazione maculare legata all’età (AMD) di tipo atrofico evoluta allo stadio terminale di atrofia geografica (GA), avviato anche negli Stati Uniti, Francia, Germania e Inghilterra.
 
 
L’intervento è stato eseguito dal Dott. Marco Pileri (responsabile della UOSD di chirurgia vitreoretinica) su un paziente affetto da oltre dieci anni da maculopatia senile a carta geografica. Presenti in Sala Operatoria il prof.re Yannich La Mer, responsabile scientifico di tutti i centri internazionali a cui è stata affidata la sperimentazione, Ralf Hornig Ceo della Pixium, Americ Faillat, responsabile ingegnere del progetto, Andrea Bonandrini, Ingegnere referente del progetto italiano oltre al Prof. Mancino e al Prof. Cusumano Direttore scientifico del Progetto a Tor Vergata che in Consorzio con l’AO San Giovanni Addolorata si occupano, nell’ambito del progetto PRIMAvera, della selezione dei pazienti e della loro riabilitazione visiva.
 
 
“Congratulazioni a tutta l’equipe dell’Ospedale San Giovanni che ha eseguito l’intervento che dimostra, ancora una volta, – ha sottolineato l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato – il Lazio è all’avanguardia nelle nuove frontiere della medicina, la sanità del Lazio è un’eccellenza e un punto di riferimento. Inoltre, coniugare la competenza professionale dei nostri medici e operatori sanitari con la possibilità di innovazione tecnica e strumentale nei nostri ospedali, grazie agli importanti investimenti che abbiamo avviato attraverso il PNRR, ci consente di portare avanti interventi che fino a qualche tempo fa erano impensabili ma che oggi sono una realtà”.
 
 
“La nostra Azienda ospedaliera – ha dichiarato il Direttore Generale Tiziana Frittelli – ha scelto di investire in innovazione e ricerca per migliorare i servizi e aumentare gli esiti in termini di efficacia. I nostri professionisti inoltre hanno l’opportunità, grazie agli importanti investimenti che la Regione Lazio ha scelto di fare, di utilizzare le migliori attrezzature. Ad esempio proprio per le due struttura di Oculistica, oltre alla Uosd di chirurgia vitreoretinica abbiamo l’Unità Complessa di Oculistica e Banca degli Occhi diretta dal Prof. Augusto Pocobelli, abbiamo da poco acquistato due nuovi microscopi operatori di cui uno dedicato agli interventi di cataratta e del segmento anteriore oculare e l’altro di elevata tecnologia, dotato di OCT (Tomografo a Coerenza Ottica) per la chirurgia della retina e della cornea, alla sostituzione della seconda lampada scialitica e all’acquisizione di un nuovo microcheratomo per la preparazione dei tessuti corneali”.
 
 
“I pazienti con AMD atrofica terminale, nei quali si è avuta una progressiva scomparsa dei fotorecettori (coni e bastoncelli) che li ha portati alla completa perdita della visione centrale, si sono sempre sentiti dire – ha spiegato il Dott. Pileri – che per loro non c’era alcuna possibilità di recupero anche minimo della visione centrale, mentre oggi appare possibile ripristinare una visione utile (sebbene limitata al riconoscimento di numeri e lettere) con l’impianto di un microchip sottoretinico. Lo studio si prefigge infatti di restituire una visione utile nei pazienti che hanno perso completamente la visione centrale (assenza di percezione luce) a causa della AMD di tipo atrofico evoluta allo stadio terminale di GA. Il ripristino della visione ottenuto grazie all’impianto della protesi sottoretinica consente di produrre una stimolazione visiva e, attraverso le vie ottiche, la ricezione dello stimolo visivo da parte della corteccia cerebrale, permettendo infine il riconoscimento di numeri e lettere e di ricostruire parole complesse”.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Teresa Bonacci
COMUNICAZIONE E RELAZIONI ISTITUZIONALI
 
Azienda Ospedaliera Complesso Ospedaliero
 
San Giovanni Addolorata
Via dell’Amba Aradam, 9
00184 ROMA
Tel. 06-77053332
fax 06-77053242
 
 
 
 
 
 



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