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Assetto Corsa Competizione, si torna in pista

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Dopo essere stato lanciato su PC più di un anno fa, Assetto Corsa Competizione sbarca finalmente su console. Da qualche giorno il videogioco di simulazione di guida tutto italiano è disponibile per l’acquisto su PS4 e Xbox One. Rispetto ad Assetto Corsa, sviluppato da Kunos Simulazioni e distribuito da 505 Games, ormai 4 anni fa, qui non si ha più l’impressione di perdere parte dell’esperienza del gioco offerta dalla versione PC. Assetto Cosa Competizione si è rivelato un titolo eccellente, capace di regalare ai videogiocatori da console un’esperienza simulativa di una fedeltà mai vista su queste piattaforme. Prima di iniziare il nostro approfondimento però c’è da sottolineare alcuni aspetti. In primis il prodotto non è un titolo adatto a tutti, e non è un giogo esente da piccoli difetti. Inoltre c’è da dire che Assetto Corsa Competizione esprime tutto il suo potenziale se si utilizza volante e pedaliera, infatti il solo utilizzo del pad non rende giustizia al grande potenziale del lavoro svolto dagli sviluppatori di Kunos. La novità più evidente rispetto al passato riguarda ovviamente la licenza Blancpain GT, una categoria forse ancora poco conosciuta ma dotata di grande fascino: doveroso dunque un piccolo riassunto per chi non sapesse di cosa si stia trattando. Parliamo di un campionato ideato dall’organizzazione del gentleman driver Stephane Ratel e supportato ufficialmente dalla FIA, che ne governa il regolamento tecnico. Sono ammesse le vetture Gran Turismo omologate secondo le specifiche GT3 e si dipana tra dieci storici tracciati europei, suddividendosi equamente in eventi Sprint ed Endurance. Nelle prime si disputano due gare, precedute dalle rispettive sessioni di qualifiche, della durata di un’ora ciascuna; le seconde invece si svolgono in 3 ore, ad eccezione di quella al Paul Ricard in Francia (6 ore) e della manifestazione regina del calendario, la 24 ore di Spa. Il gioco, ovviamente, permette la più ampia personalizzazione, quindi si potranno impostare periodi più brevi.

Ma veniamo adesso all’analisi vera e propria. Il titolo di Kunos mette a disposizione diverse modalità, tutte interessanti e ben realizzate. La più enfatizzata è ovviamente la Carriera, dove si inizia entrando nel programma talenti di Lamborghini che all’atto pratico funziona da tutorial. Dopo una presentazione di benvenuto fornita da Mirko Bortolotti, vincitore del campionato 2017, si dovranno completare tre sessioni di prove libere sulla pista brianzola: la prima in condizioni ottimali, la seconda sotto la pioggia e l’ultima in notturna. A seconda dei tempi ottenuti il computer suggerirà il livello di difficoltà e gli aiuti alla guida; si procede poi alla selezione di una delle macchine a disposizione e alla formazione del proprio team, il che richiede di creare anche un secondo e un terzo pilota. La Blancpain GT prevede infatti che ciascuna delle gare sprint venga disputata da due piloti, che si devono dare il cambio durante il pit-stop obbligatorio la cui finestra si apre trascorso circa metà tempo; nelle competizioni endurance tre piloti devono alternarsi, al termine di ogni ora di gara, alla guida del mezzo. Ottenendo piazzamenti di rilievo è quindi possibile suscitare l’interesse delle squadre più blasonate per poter arrivare infine a scrivere il proprio nome a fianco di quello di Mirko Bortolotti e di Raffaele Marciello, un’altra eccellenza del made in Italy nonché campione in carica della categoria. Oltre a questa modalità di gioco, completano il corredo dell’offerta per giocatore singolo la classica Pratica, la Gara Singola (in cui scegliere tracciato e sessioni a cui prendere parte) e cinque scenari preimpostati in cui cercare di superare gli obiettivi posti dai programmatori, sfidando il cronometro in hotlap, hotsint e Superpole. Chiunque abbia giocato ad Assetto Corsa prima d’ora, sa benissimo che uno dei punti di forza del titolo, oltre naturalmente al modello di guida, era il vasto parco auto rimpolpato nel corso del tempo attraverso DLC rilasciati con cadenza regolare. In Assetto Corsa Competizione la rosa è stata inevitabilmente ridotta alle Gran Turismo che hanno preso parte al campionato GT 2018: parliamo di 13 vetture in totale. I nomi che contano, però, ci sono tutti: Ferrari, Lamborghini, Porsche, Jaguar, Audi, BMW, Mercedes, Honda, Nissan, Lexus, McLaren, Bentley e Aston Martin. Anche i tracciati, pur essendo solo 10, sono tra i più iconici della storia del motorsport: Monza, Misano, Brands Hatch, Silverstone, Hungaroring, Zolder, Paul Ricard, Barcellona, Nurburgring e la già nominata Spa-Francorchamps, in assoluto la più amata nelle partite online. Assetto Corsa Competizione offre due server per il multiplayer: quello pubblico non presenta limitazioni e chiunque può ospitare una partita personalizzata o aggiungersi a una sessione in corso, naturalmente prima dello spegnimento delle luci rosse. Quello competitivo impedisce di aggregarsi nel caso le qualifiche siano già e iniziate e soprattutto richiede che il giocatore sia in possesso di una determinata valutazione, necessaria a mantenere elevato il livello della sfida. Questo permette di approfondire il profilo del pilota, il cui rating totale è fornito da sette categorie, come la conoscenza del tracciato, la costanza nell’ottenere giri sempre simili, la bravura nel non perdere il controllo nell’auto, la prudenza nell’evitare collisioni con le altre macchine. Tutti valori che sono aggiornati man mano che si corre, indipendentemente se contro la CPU o altre persone, dall’insindacabile giudizio del computer. Insomma, tanta roba.

A livello di giocabilità, Assetto Corsa Competizione gode di un modello di guida del tutto unico ed estremamente fedele alla realtà. È chiaro sin dal primo giro di pista con la Lamborghini Huracan Super Trofeo che Assetto Corsa Competizione si configuri come una vera e propria simulazione, in grado di mettere alla prova, con i giusti settaggi, anche i piloti professionisti. Il lavoro svolto dal motore fisico proprietario è eccellente e lo si nota sin dall’uscita dai box, quando si capisce che non si può essere troppo aggressivi sui cordoli perché gli pneumatici non sono ancora nella giusta finestra e solamente dopo uno o due giri di riscaldamento riescono a fornire la massima aderenza; allo stesso modo essere sempre troppo irruenti nelle staccate può portare ad un surriscaldamento dei freni con la necessità di alzare il piede per farli respirare prima di poter tornare a spingere. Ai box si possono mettere le mani su una quantità sterminata di parametri, come l’incidenza dell’ala posteriore o l’inclinazione dello spoiler anteriore; la rigidità delle molle, la campanatura delle gomme, la mappatura della centralina, la corsa degli ammortizzatori, verificando con la telemetria in che modo le modifiche incidano sull’usura degli pneumatici e sul tempo su giro. Solo i professionisti riusciranno a destreggiarsi con immediatezza, mentre i semplici appassionati potranno iniziare con delle modifiche più basilari per apprezzare come il minimo cambiamento si traduca con una sensibile variazione del comportamento della vettura. Assetto Corsa Competizione è un gioco pensato per PC e si inserisce in quell’albero genealogico dei simulatori di guida che negli ultimi anni, proprio su computer, ha messo le radici. Siamo inoltre alla fine della generazione in cui lo stacco tra console e PC ormai è molto più accentuato rispetto al passato. Queste circostanze non possono non essere prese in considerazione nell’approcciarsi a questa conversione di Assetto Corsa Competizione per PS4 e Xbox One. Dei sacrifici sono stati fatti nel passaggio da PC e console, su questo non c’è dubbio, principalmente il frame rate, nel tentativo di mettere al riparo l’esperienza complessiva di gioco preservando il cuore di Assetto Corsa Competizione, ovvero l’aspetto simulativo. Per questo nuovo capitolo, Kunos Simulazioni ha deciso di passare dal motore usato nel precedente capitolo all’Unreal Engine 4, particolarmente esigente in termini di risorse richieste. La differenza principale che salta subito all’occhio nel confrontare testa a testa le due versioni è quella del frame rate. Entrambe le versioni per PlayStation 4 e per Xbox One, da noi testata, funzionano infatti a 30 FPS sia nei modelli base che in quelli di fascia superiore. PS4 ha una risoluzione di 1080p che viene upscalata a 4K sulla versione Pro. Xbox One funziona a 900p, mentre quella del modello X è nativa a 4K. Sia PS4 Pro che Xbox One X possono contare su qualche miglioramento grafico rispetto alla versione base, come al draw distance, all’anti-aliasing, effetti di post processing aggiuntivi e effetti particellari. Tirando le somme, Assetto Corsa Competizione si propone al pubblico come un titolo non adatto a tutti, ma è indicato per chi ama davvero la guida e i motori. Se quello che si cerca è un titolo semplice, con un sistema di guida arcade e che “perdona” alcuni errori allora è meglio navigare verso altri lidi. Se quello che invece si desidera è un’esperienza realistica, simulativa ed estremamente impegnativa allora Assetto Corsa Competizione saprà regalare ore ed ore di emozioni forti.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 8,5

Sonoro: 8,5

Gameplay: 8

Longevità: 9

VOTO FINALE: 8,5

Francesco Pellegrino Lise

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Assassin’s Creed Valhalla, l’epica avventura ai tempi dei vichinghi

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Assassin’s Creed Valhalla, il nuovissimo capitolo della celebre saga di Ubisoft per Pc, Xbox e PlayStation, è un videogame che sin dall’annuncio ha saputo attrarre a sé parecchie attenzioni. Sarà per l’ambientazione inedita, sarà perché è disponibile anche su Xbox Series X/S e PS5, in ogni caso il titolo è fra i giochi più desiderati del momento. Assassin’s Creed Valhalla è un gioco sicuramente epico, degno delle migliori canzoni norrene: un concentrato di brutalità e potenza scenica, estremamente longevo e strabordante di contenuti.

Ma è anche un’avventura che punta più sulla quantità che sulla qualità, non permettendo così alla serie di scrollarsi di dosso alcune incertezze ereditate dal capitolo precedente, Ac Odyssey. Assassin’s Creed Valhalla si apre semplicemente nel migliore dei modi possibili, con uno spettacolare piano sequenza che ribadisce sin dai primi istanti i toni della produzione: teste mozzate, combattimenti feroci e linguaggio scurrile. La produzione Ubisoft ripropone fedelmente insomma le caratteristiche del periodo, e non solo.

Nei panni di un giovanissimo Eivor i giocatori potranno muovere i primi passi all’interno del gioco, tra cori vichinghi, banchetti e ubriaconi. Le cose si mettono male quando un clan rivale decide di assaltare il villaggio del protagonista, saccheggiando qualsiasi cosa e trucidando ogni civile. È proprio in questo modo che viene forgiato il carattere del protagonista, mentre assiste indifeso alla morte dei suoi genitori. Come spesso accade in questi casi, un flash forward trasporta chi gioca nei panni di una versione decisamente più adulta e brutale di Eivor, intento a salvare la sua ciurma.

Qui comincia ufficialmente l’avventura. Come già detto qualche riga più in alto, la struttura narrativa di questo nuovo Assassin’s Creed eredita esattamente tutte le caratteristiche dello scorso capitolo, apparendo dunque dispersiva e talvolta caotica. Chi si aspettava un ritorno al passato anche in questo ambito è costretto a dover fare marcia indietro. Più che un singolo main plot intimo e costruito attorno alle figure chiavi del racconto, come magari potrebbero lasciare intendere le prime quattro e bellissime ore ambientate in Norvegia, in Valhalla sono presenti tante corpose quest narrative legate da uno scopo unico, ossia conquistare l’intera Inghilterra stringendo alleanze, razziando e compiendo numerosi assedi nelle fortezze dei clan rivali. Valhalla possiamo dire che, in sostanza, eredita sì la struttura del precedente, ma ne aggiusta i toni e sceneggia eventi più trascinanti e convincenti.

E’ bene sottolineare che in Assassin’s Creed Valhalla, oltre alle romance, fanno il loro ritorno anche le scelte multiple, leggermente ridotte come numero ma sicuramente più rilevanti. Nella maggior parte dei casi bisognerà decidere il destino di qualche personaggio, ma è apprezzabile la loro introduzione e soprattutto sarà l’opportunità per i giocatori più curiosi, esplorare ogni variante nel corso di successive run. Per quanto riguarda la figura del protagonista, che potrà essere sia uomo che donna a seconda delle vostre preferenze, haun carattere molto forte, è il classico tipo che non si tira mai indietro, che tiene molto al suo onore e non tradisce mai la parola data. Una grande fetta della sua personalità potrà però essere plasmata a proprio piacimento, sfruttando le scelte multiple che il team di sviluppo mette a disposizione. In generale è un personaggio che fa bene quello che deve fare e che vi trascina verso la fine con piacere, ma che sta un po’ stretto alla serie se paragonato ad altri personaggi, Altair, Ezio ed Edward su tutti. A proposito di protagonista, in Valhalla c’è un tiepido ritorno. Nel 2017, con il lancio di Assassin’s Creed Origins, Ubisoft cominciò non solo un nuovo percorso ludico per la serie, ma anche una cornice ambientata ai giorni nostri del tutto inedita, da giocare nei panni di una donna di nome Layla Hassan. In questo nuovo capitolo, chiaramente, si tornerà ad impersonarla e non possiamo fare altro che sottolineare una certa pigrizia nella costruzione delle scene che la interessano più da vicino. Peccato, in quanto la relazione tra passato e presente è sempre stato uno degli elementi chiave della serie. In Assiassin’s Creed Valhalla fa però il suo ingresso un “Livello di Potenza” che indentifica il grado di rischio delle varie regioni inglesi: se nella prima metà dell’avventura la progressione scorre in maniera assai liscia, con un tasso di sfida che si muove di pari passo con l’upgrade del protagonista, in seguito l’avanzamento pone il giocatore dinanzi a territori da liberare di livello molto superiore a quello ottenuto proseguendo unicamente con la quest principale. Entrare nelle lande inglesi con un grado di potenza di 50 o 100 punti superiore al proprio, equivale a una morte quasi certa. Vi diciamo questo in quanto se è vero che negli scontri uno contro uno c’è ancora un minimo margine di sopravvivenza, quando si verrà accerchiati dai nemici, basteranno due frecce ad eliminare il protagonista, e le probabilità di farla franca sono parecchio ridotte. La libertà d’azione non è poi così estesa: il farming in Valhalla, benché sia meno pressante di quello di Odyssey, è ben mascherato, e le esigenze di accrescere il proprio potere si palesano solo più avanti nella campagna. Insomma, uno snellimento furbo e abbastanza efficace, ma ancora non del tutto esente da qualche incertezza.

A livello di combat system Assassin’s Creed Valhalla non deluderà i suoi fan, dimenticate però le eleganti uccisioni di Ezio: i vichinghi sono un popolo brutale e tali saranno le uccisioni. Gli scontri sono sanguinosi, violenti e sorprendentemente ricchi di mutilazioni. Vedrete teste volare e arti cadere, ma anche avversari trafitti dalle loro stesse armi in scene che poco hanno da invidiare al cinema pulp. Fidati compagni di chi gioca in questo bagno di sangue saranno: arco e frecce, un’arma primaria e lo scudo per parare i colpi degli avversari. La strategia da utilizzare è quella che abbiamo ormai imparato a conoscere negli ultimi episodi: si colpisce duro e si schiva molto. Anche ai livelli di difficoltà più bassi sarà vitale imparare ad eludere gli avversari, spostarsi rapidamente o usare lo scudo per bloccare tempestivamente gli attacchi peggiori, così da destabilizzare i nemici ed esporli ai propri attacchi. Bisognerà poi imparare a sfruttare le mosse speciali che non si otterranno salendo di livello ma che bisognerà trovare esplorando l’ambiente. La mappa di gioco infatti include anche i libri della conoscenza, da cui imparare tecniche nuove che possono tornare particolarmente utili in battaglia. Ovviamente sono tutte mosse legate in primis all’uso della forza bruta e delle abilità fisiche, niente magie o cose del genere. Da qui il loro legame con la barra dell’Adrenalina, che potrà essere riempita nel corso degli scontri o tramite speciali funghi distribuiti nei diversi ambienti di gioco. Eivor potrà inoltre contare su un solido equipaggiamento, che potrete potenziare trovando le giuste risorse e persino qualche runa che ne aumenti l’efficacia. Ritroviamo poi l’albero delle abilità che in Assassin’s Creed Valhalla risulta davvero ricco e stratificato, così da definire con precisione lo stile di combattimento del protagonista. Attenzione però, essendo un gioco estremamente esteso, qualche piccola pecca l’abbiamo trovata. Ad esempio il sistema di combattimento, magistrale nella gestione degli scontri 1 vs 1, perde qualcosina quando i nemici iniziano ad essere parecchi. A rendere difficili le battaglie ci pensa anche la lenta risposta dei comandi. Non sempre, sia chiaro, ma capiterà di tentare una parata e vedere Eivor che non muove un muscolo, soprattutto se lo si fa pochi istanti dopo un attacco. Nel dubbio il gioco privilegia sempre il comando legato all’arma principale rispetto alla parata e questo espone il giocatore a qualche ferita di troppo. Le battaglie caotiche, che normalmente sono Assalti ad avamposti avversari o Razzie nei monasteri, incidono anche sulla fluidità del gioco, con qualche lag occasionale che può influire sull’esito della battaglia. La situazione però è migliorata rispetto ai giorni precedenti il lancio quindi confidiamo in qualche aggiornamento software definitivo. Rimane poi da considerare la piattaforma di gioco: su PC, PlayStation 5 o Xbox Series X|S le prestazioni sono assolutamente migliori. Qualche piccolo problema infine l’abbiamo riscontrato nei movimenti. Eivor tende ad arrampicarsi su tutto, anche quando non si vuole, a non centrare piccole botole quando si cerca di calarsi al piano inferiore o ad essere troppo irruento nella distruzione di elementi che sono ad un passo da lui, mancando di fatto l’obiettivo. In generale quindi Assassin’s Creed Valhalla avrebbe avuto bisogno di un po’ più di pulizia generale, che avrebbero reso l’esperienza di gioco ancora più coinvolgente.

Assassin’s Creed Valhalla offre al giocatore svariate opzioni che permettono di personalizzare al meglio l’esperienza utente. La difficoltà è suddivisa in tre differenti parametri: esplorazione, stealth e combattimento. Questi elementi possono essere regolati in maniera indipendente, al fine di cucirsi addosso l’esperienza migliore. Combattimento e stealth subiscono modifiche piuttosto intuibili, dal minor tempo di individuazione a danni maggiori; esplorazione, invece, come già visto in Odyssey, riduce le informazioni a schermo, rendendo le traversate molto più immersive e intricate. A sorpresa segnaliamo anche l’aggiunta del supporto per mouse e tastiera, sicuramente abbastanza futile considerando la tipologia di gioco, ma sempre ben accetto. La versione da noi testata, su Xbox One X, è afflitta da alcuni leggeri fenomeni di tearing, cali di frame e da una modellazione poligonale di personaggi e strutture non eccelsa. Il colpo d’occhio rimane sicuramente notevole, ma l’impressione di star giocando la versione old gen è stata molto forte per tutta l’esperienza, siamo certi che su PC e console di nuova generazione, Assassin’s Creed Valhalla riuscirà a dare il meglio di sé, soprattutto grazie ai 60 fps. Eccezionale, infine, il comparto audio e il supporto HDR, forse parzialmente rivedibile nella gestione dei toni più scuri; per il resto, soprattutto in pieno giorno, regala scorci notevoli. Tirando le somme, Assassin’s Creed Valhalla, nonostante la discreta varietà di attività da compiere, provoca qualche singhiozzo di ripetitività che comincia a farsi più invasivo dopo le prime 30 ore, quando la fine della storia è ancora abbastanza distante. A tratti troppo prolisso, Valhalla punta di nuovo sull’accumulo, rendendo i regni inglesi un grosso parco giochi nel quale cimentarsi in razzie, gare di bevute e scorribande in puro stile vichingo. L’insieme è incorniciato da una trama ben scritta ma troppo diluita, che ci mette molto tempo prima di entrare nel vivo della lore della saga degli Assassini. A fare da supporto alle peripezie di Eivor ci pensa un’esplorazione sempre stimolante e un combat system denso di buone idee, non tutte ben implementate, eppure brutale a sufficienza da iniettarci un’appagante dose di adrenalina. L’ultimo capitolo è quindi un ottimo mix fra vecchio e nuovo in un periodo storico del tutto inedito. Ovviamente il balzo in avanti sulle piattaforme Next-Gen migliorerà diversi aspetti di quanto abbiamo potuto vedere, in ogni caso Assassin’s Creed Valhalla è un gioco che merita di essere giocato e spolpato fino all’osso. Se avete molto tempo a vostra disposizione e state cercando un videogame appassionante, bello da vedere e con tante cose da fare, bene, l’ultima fatica di Ubisoft saprà senza ombra di dubbio darvi grandi soddisfazioni.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 8

Sonoro: 9

Gameplay: 8,5

Longevità: 9

VOTO FINALE: 8,5

Francesco Pellegrino Lise

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Nokia 8.3 5G, lo smartphone del futuro di HDM Global

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HMD Global, la casa dei telefoni Nokia, annuncia che Nokia 8.3 5G, il suo primo smartphone 5G, è disponibile in Italia al prezzo di 599 euro.

A testimonianza dell’impegno nel garantire sicurezza, velocità e innovazione in risposta alle richieste dei clienti più esigenti del mondo – i servizi segreti dell’MI6 – Nokia 8.3 5G è lo smartphone scelto dal nuovo agente 00 nel prossimo film di James Bond “No Time To Die”. Dotato di una potente fotocamera quadrupla PureView con ottiche ZEISS, Nokia 8.3 5G permette di catturare ogni aspetto della scena e sarà sempre a prova di futuro, grazie alla copertura del più elevato numero – ad oggi – di bande 5G New Radio, aspetto che lo rende pronto a funzionare con combinazioni di implementazioni 5G standalone e non che gli operatori di tutto il mondo stanno lanciando.

La connettività 5G veloce e affidabile per lo streaming e il gioco è garantita a tutti, ovunque si trovino. Nokia 8.3 5G è lo smartphone ideale per i video creator grazie al debutto della funzionalità di acquisizione ed editing ZEISS Cinema, alla straordinaria ripresa video in condizioni di scarsa illuminazione e alla registrazione audio OZO. Sulla scia della tradizione finlandese, Nokia 8.3 5G arriva nella colorazione Polar Night, ispirata direttamente al cielo artico.

Primo tra gli smartphone Nokia a essere dotato dell’app di editing e acquisizione ZEISS Cinema, Nokia 8.3 5G permette di rendere epico ogni video e di girare come un regista professionista con effetti in stile hollywoodiano. Si possono aggiungere scie anamorfiche alle riprese per una resa fantastica e condividere i vostri meravigliosi filmati in 4K con il 5G. Registra i tuoi contenuti in formato cinematografico 21:9 e usa la classificazione professionale dei colori sul dispositivo per cambiare lo stile dei vostri video. Si possono inoltre godere al meglio gli scatti notturni grazie al sensore grandangolare con super pixel che permettono di catturare un maggior numero di dettagli e produrre un’immagine più luminosa con meno rumore. Il video HDR permette di acquisire un’elevata gamma dinamica di contrasto. E’possibile, inoltre, portare con se il Nokia 8.3 5G nella prossima avventura e registrare un video fluido con la modalità Action Cam. Grazie alla registrazione audio OZO immersiva a 360° vi potrete godere una precisione spaziale realistica. Nokia 8.3 5G dispone di una fotocamera quadrupla PureView con ottiche ZEISS per catturare ogni aspetto della scena, dai panorami mozzafiato a primi piani dettagliati con la modalità macro fino ai bellissimi ritratti con ZEISS Bokeh, sfruttando il sensore di profondità. I 64MP della fotocamera sono in grado di offrire dettagli e sensibilità straordinari grazie alla tecnologia pixel pinning.

La piattaforma modulare Snapdragon 765G 5G con il sistema Snapdragon X52 5G Modem-RF è ottimizzata per il 5G, il che significa che Nokia 8.3 5G sarà sempre a prova di futuro grazie a una connettività veloce e affidabile, giocando senza distrazioni ai videogiochi su Stadia, guardando film in streaming e condividendo contenuti. Con un display edge-to-edge da 6,81 pollici, Nokia 8.3 5G vanta il più ampio schermo a tecnologia PureDisplay basata su processore visivo Pixelworks, tra tutti gli smartphone Nokia. Il device integra, inoltre, il Qualcomm® AI Engine di quinta generazione della piattaforma modulare Snapdragon 765G per fornire esperienze di intelligenza artificiale intuitive. Questa tecnologia assicura una qualità HDR coinvolgente e una straordinaria riproduzione dei colori per tutti i tuoi contenuti in streaming, foto, video o giochi, anche quando disponibili solo in gamma dinamica standard (SDR). Ciò avviene aumentando dinamicamente la profondità del colore e i dettagli di 64 volte, trasformando tutto il tuo intrattenimento in esperienze cinematografiche indimenticabili. Sulla scia delle sue radici finlandesi, Nokia 8.3 5G possiede tutti i tratti del design nordico, tra i quali il colore esclusivo che riprende quello del cielo artico. Disponibile nella versione Polar Night, la cover del Nokia 8.3 5G è realizzata con una tecnologia di metallizzazione con un caratteristico motivo di rifrazione della luce che permette ai colori di mescolarsi per rievocare l’aurora boreale. Il Nokia 8.3 5G combina il pulsante di accensione e il sensore di impronte digitali per un accesso più fluido e semplice al telefono. Inoltre, lo smartphone continuerà a migliorare, con due anni garantiti di aggiornamenti del sistema operativo e tre anni di aggiornamenti di sicurezza mensili, insieme a una suite di applicazioni Google apprezzate dagli utenti. Nokia 8.3 5G è disponibile da oggi al prezzo di 599 EUR nella versione da 6GB/64GB e 649 EUR in quella da 8GB/128GB.

F.P.L.

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Black Desert Prestige Edition, la versione migliore per avvicinarsi al celebre MMORPG

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Black Desert è un MMORPG action open-world con una grafica mozzafiato e un sistema di combattimento innovativo, basato sulle abilità tipiche di questo tipo di videogioco.

All’interno del mondo di gioco è possibile personalizzare il proprio personaggio in diversi modi, adattandolo al proprio stile di gioco personale. Il titolo è inoltre famoso per i suoi controlli intuitivi, il mondo di gioco ben realizzato, e una trama coinvolgente ed accattivante.

Ora grazie a questa nuova edizione, dopo il grande successo in 150 paesi e il doppiaggio in 12 lingue diverse, con oltre 30 milioni di utenti registrati, Black Desert è pronto a stupire ancora. La Prestige Edition, infatti è disponibile dal 6 novembre in Europa, Africa, Medio Oriente, Nord America, Australia e Nuova Zelanda, su PlayStation 4 e Xbox One. Tale edizione rappresenta quanto di meglio si possa volere dal gioco in quanto comprende il gioco base, tutti i DLC e moltissimi altri contenuti e gadget. I giocatori che non sanno cosa aspettarsi da Black Desert saranno catapultati in una vastissima comunità fin da subito in un vasto MMORPG open-world che offre alcune delle personalizzazioni dei personaggi più complesse che si siano mai viste.

Black Desert non pone limiti al giocatore: una volta risvegliatosi da un evento non precisato, provato a spiegare in qualche modo da alcuni flashback e da una nuova sequenza iniziale ricreata in CGI il giocatore viene “abbandonato” a sé stesso. In Black Desert è possibile scegliere praticamente ogni cosa e fare qualsiasi cosa, compreso acquistare e gestire immobili, creare alleanze commerciali e avviare una vera e propria personalissima linea di “entrate”, fondamentali nelle fasi più avanzate del gioco, in particolare se ne si fa una questione di “mero” equipaggiamento. Ed è proprio qui che entra in gioco la versione che abbiamo avuto modo di testare in questi giorni: la Prestige Edition. In realtà è molto semplice: a parte qualche piccolissimo dettaglio, la versione in questione è da considerarsi come una “semplice” entry level per i giocatori console in attesa della copia fisica, venduta ad un prezzo di listino di 39,99€. Tale prezzo, però, è assolutamente “falso” poiché la Prestige Edition racchiude in sé tantissimi contenuti digitali dal valore di oltre 140 dollari (circa 120€), pensati appositamente per agevolare la progressione di quei giocatori che hanno iniziato a prendere conoscenza con lo sconfinato universo di Black Desert soltanto ora. Per il resto, però, il titolo rimane sempre il medesimo, splendido sandbox misto a gioco di ruolo a sua volta misto ad un action game, per un risultato finale squisitamente caotico e più che riuscito. La varietà di gameplay offerta dalle varie classi porta a Black Desert Online una certa rigiocabilità come ci si aspetterebbe da un MMO, permettendo di cambiare personaggio per rinfrescare l’esperienza e giocare con un nuovo set di occhi. Giocare come personaggio di supporto è molto diverso dal giocare come un tank, quindi ottenere il pieno godimento dal gioco si riduce davvero a provare ogni ruolo e capire quale sia quello migliore per il proprio stile. Black Desert Prestige Edition è l’occasione migliore per avvicinarsi a un prodotto incredibilmente vasto e ricco di possibilità, l’ideale per gli appassionati di MMO, grazie ad una quantità importante di contenuti aggiuntivi perfetti per rendere la progressione di gioco più agevole e veloce.

Parlando di aspetto non si può non citare lo smisurato editor di creazione di personaggio che il titolo di Pearl Abyss porta con sé. Probabilmente non si è mai visto nulla di vagamente simile in giro, e lo possiamo confermare anche a fine 2020 e con la next-gen ormai ufficialmente arrivata. L’editor di Black Desert è in grado di far perdere ore, sappiatelo, ma ne vale davvero la pena: non c’è niente di più bello di sentirsi a proprio agio con il proprio corpo, no? E questo è un po’ ciò che succede con Black Desert, in cui è stranamente impossibile imbattersi in personaggi da fattezze simili grazie proprio ad una possibilità smisurata in termini di creazione e caratterizzazione del proprio avatar di gioco. La bontà tecnica e artistica del titolo non si ferma di certo qua: anche oggi, da vedere, Black Desert è un prodotto sontuoso sorretto da un motore grafico che fa il suo lavoro al meglio, con un ottimo utilizzo di tutti gli artifici tecnici, utili a migliorare la concezione che si ha dell’immagine stessa. Con i complimenti, però, siamo costretti a fermarci qui perché la versione da noi testata (Xbox One X) è stata vittima di un’ottimizzazione davvero approssimativa. Soprattutto nelle zone sovraffollate è quasi impossibile muoversi, con un frame-rate che crolla sotto i 20fps anche durante i combattimenti e una sensazione costante di lag veramente difficile da sostenere e digerire. A questo si aggiungono altri numerosi problemi, come il caricamento delle texture sempre in ritardo, alcune volte anche per minuti e minuti, pop-in e pop-out continui e bug vari, che rovinano fortemente l’esperienza complessiva di un titolo che fa anche dell’estetica una delle sue armi migliori. C’è solo da sperare che a breve venga rilasciata qualche patch per ovviare ai problemi sopra elencati, ma soprattutto che le versioni Xbox Series X e Ps5 vengano ottimizzate a dovere. Tirando le somme, possiamo dire che in Black Desert Prestige Edition il potenziale c’è tutto, basterà davvero poco per trasformare il titolo in qualcosa di estremamente interessante anche su Console. Provare per credere.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 7

Sonoro: 7,5

Gameplay: 7,5

Longevità: 8,5

VOTO FINALE: 7,5

Francesco Pellegrino Lise

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