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Asterix & Obelix Slap Them All, il ritorno dei Galli in 2 dimensioni

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Asterix e Obelix, per chi non lo sapesse, sono due noti personaggi della serie a fumetti Asterix, creata in Francia nel 1959 dal duo formato da René Goscinny (testi) e Albert Uderzo (disegni) e che vide la pubblicazione in Italia nel 1968 grazie all’editore Mondadori. Fu da subito un grande successo vista la simpatia dei protagonisti e le trame ben fatte che ci portavano al 50 a.C. quando i romani avevano annientato e occupato militarmente la Gallia ad esclusione però di un piccolo villaggio dell’Armorica che resisteva ad ogni attacco. Dal fumetto ai videogiochi il salto è stato semplice ed immediato ed il primo gioco è comparso nel 1983 per Atari 2600 con il titolo omonimo Asterix a cui seguono la bellezza di ventidue titoli incluso quest’ultimo Asterix & Obelix: Slap them All sviluppato dalla software house Mr. Nutz Studio e che andiamo a recensire nelle prossime righe. Il titolo inizia come ogni fumetto, film e videogame fino ad oggi uscito: nella Gallia del 50 a.C. l’unico fazzoletto di terra che resiste alle legioni romane è un piccolo villaggio dell’Armorica, abitato da irriducibili Galli di cui fanno parte gli inseparabili Asterix e Obelix. Tra una battuta di caccia al cinghiale e l’occasionale zuffa con le guarnigioni limitrofe, i nostri due protagonisti dovranno affrontare diverse avventure in giro per l’Europa. Storicamente i videogiochi di Asterix non hanno mai avuto bisogno di chissà quali trame, e questo Asterix & Obelix Slap Them All non fa eccezione. La differenza con il passato è che adesso anche gli sviluppatori ne sono consapevoli. Il gioco si divide in sei atti, ciascuno dei quali è dipanato in sottocapitoli da completare intervallati da schermate fisse con dialoghi e illustrazioni. Tutti gli atti (ad eccezione dell’ultimo) sono adattamenti diretti di un albo classico della serie, e vi riprendono situazioni, personaggi e dialoghi. Un’idea davvero simpatica questa, sia per chi si è cresciuto con le opere di Goscinny e Uderzo, ma sia per i giocatori più giovani che possono conoscere storie e personaggi che hanno fatto la storia. Asterix & Obelix Slap Them All è un videogioco che strizza l’occhio al vintage, infatti è un videogame a scorrimento laterale, in cui da soli o in compagnia ci si dovrà fare strada attraverso nutriti gruppi di nemici. A disposizione dei due Galli vi è un moveset variegato in maniera dignitosa, dove alla classica combo fatta con il l’attacco principale vanno alternate le mosse speciali. Queste ultime consumano energia (rappresentata da piccoli fulmini sopra la barra della salute) ma permettono di guadagnare vantaggi tattici, quali la possibilità di spezzare la guardia dei nemici, respingerli o stordirli. L’energia si potrà poi ricaricare con gli attacchi normali. A fare da contorno ai ceffoni intervengono sia il tasto per afferrare che per effettuare alcune manovre evasive: premendo due volte una direzione si farà eseguire al personaggio uno scatto in avanti che stordirà tutti i nemici con cui verrà in contatto. Più che la parata (con il dorsale destro) è proprio questo scatto che alla prova del gameplay si dimostra irrinunciabile, in quanto offre il doppio vantaggio sia di piazzare alcuni colpi su nemici difficili che di tagliare in due lo schermo e liberarsi da situazioni potenzialmente letali. Necessario aggiungere che se si gioca da soli con il pulsante dorsale sinistro si può cambiare personaggio, però se l’energia di uno solo dei due arriva a zero la partita termina inevitabilmente e bisognerà ricominciare il sottocapitolo che si stava giocando.

I due protagonisti di base condividono lo stesso moveset: al di là delle ovvietà (Asterix è relativamente più debole ma molto veloce, Obelix è resistente ma molto goffo e lento) a differenziarli sono le mosse speciali e il sistema di prese: ad esempio Asterix può prodursi in una trottola che funge da alternativa allo stordimento. Le prese invece sono utilizzabili quando un nemico è in fase di stordimento grave, indicata dalle classiche stelline intorno alla testa. In quel caso Asterix prenderà il nemico e lo farà roteare proprio come nel fumetto, mentre con Obelix si potrà scegliere se schiaffeggiarlo o tirarlo stile bowling dall’altro lato dello schermo. Naturalmente alcuni nemici non saranno afferrabili, soprattutto i boss. Per questi ultimi il gioco li introduce con una schermata a parte, simili ai caricamenti di un picchiaduro o alla locandina di un incontro di pugilato; nonostante la presenza di nemici minori come disturbatori, nessuno di loro rappresenta una sfida insormontabile. Cosa sensata in quanto il titolo è ovviamente diretto a un pubblico giovanissimo o a chi vuole rivivere i titoli con cui si è cresciuto a cavallo fra gli anni 80 e 90. A livello strettamente estetico il risultato è semplicemente eccellente: il gioco sembra prendere vita direttamente dalle tavole di Uderzo, con colori sgargianti, animazioni accuratissime e sfondi di pregiata fattura. Una cura e un amore che permettono di trovare spazio anche ad altre citazioni, che stavolta si rifanno al passato videoludico del marchio: lo stesso titolo Asterix & Obelix Slap Them All è un’evidente citazione sia ad Asterix & Obelix Bash Them All, uscito su Game Boy Advance nel 2002 che al celeberrimo Asterix & Obelix, pubblicato su Super Nintendo a inizio anni Novanta. La sensazione di trovarsi a sfogliare un fumetto della serie è amplificata da tutti gli elementi grafici di contorno, dai denti che saltano durante le risse alle immancabili onomatopee per i colpi andati a segno. Il tutto poi mantiene una fluidità assoluta: tecnicamente parliamo di un lavoro davvero senza difetti, che esalta nella quantità di elementi che è in grado di muovere a schermo. Completano il pacchetto una cura squisita nelle illustrazioni e un’effettistica fedele e cartoonesca, contornata da musiche ben fatte anche se non numerose. Il gioco in sé dura circa sei ore, ma non è un difetto: considerando il genere, allungare fin troppo il brodo avrebbe portato soltanto a noia. Gli sviluppatori per evitare la ripetitività troppo marcata hanno inserito fra una storia e l’altra alcuni livelli in cui bisogna gareggiare contro l’atleta romano Cornodurus, inseguire i cinghiali o rompere oggetti come barili o macchine da guerra.

Come accennato poche righe sopra, il peggior difetto di Asterix & Obelix Slap Them All è la ripetitività, che comunque ricordiamo essere il tallone d’Achille di tutti i videogame di questo genere. Questo difetto viene purtroppo affiancato dalla mancata “crescita” dei personaggi e da alcune mosse che sono fin troppo sbilanciate, tanto che a difficoltà normale è possibile prevalere dall’inizio alla fine usando sempre le stesse tecniche. La ripetitività purtroppo ovviamente riguarda anche gli avversari che vengono riproposti quasi fin da subito nonostante ci siano alcune varianti, ma visto la tipologia di gioco in stile anni ‘90, questi difetti sono da mettere in conto. La politica del riciclo purtroppo però affligge anche l’altra grande componente di qualunque arcade a scorrimento, ovvero le boss fight. Troppe volte ci si ritroverà ad affrontare sempre gli stessi nemici, da centurioni (sia singoli che in coppia) al povero pirata Barbarossa, il cui assalto alla nave è inserito più volte come “intermezzo” tra un viaggio e l’altro. Il gioco infine pecca anche nella battaglia finale, che necessitava di un avversario memorabile e invece si limita a una semplice riproposizione di alcuni boss affrontati negli stage precedenti. Lo stesso ruolo del povero Giulio Cesare nel gioco è ai limiti del cameo, cosa che gli toglie quell’aura da onorabile nemico supremo che dovrebbe avere. Tirando le somme, possiamo dire che questo Asterix & Obelix Slap Them All è un graditissimo ritorno in stile videoludico dei personaggi creati da Goscinny e Uderzo. L’amore degli sviluppatori per il piccolo eroe di carta si è concretizzato in un videogioco graficamente squisito, appagante e pieno di citazioni ai fumetti originali e al suo passato videoludico, del quale si propone di essere erede. Ma a fronte dei pregi, il gioco pecca nel suo riciclo incessante di elementi, nemici e situazioni, nonché nella ripetitività intrinseca del suo genere, che viene purtroppo arginata solo in parte. Il capolavoro magari non è all’orizzonte, ma la buona strada ormai è imboccata e siamo sicuri che in un prossimo sequel i difetti sopra elencati saranno eliminati o quanto meno alleggeriti. Se avete vissuto gli anni 89/90 oppure volete far conoscere ai vostri figli i Galli che hanno caratterizzato la vostra infanzia, questo è il titolo giusto.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica:8

Sonoro: 8

Longevità: 7

Gameplay: 7,5

VOTO FINALE: 8

Francesco Pellegrino Lise

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I migliori videogiochi in uscita nel 2022

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Sarà un inizio dell’anno davvero entusiasmante per gli amanti dei videogiochi; da un po’ di tempo, infatti, le festività natalizie non sono più l’unico periodo designato per l’uscita dei blockbuster più importanti e così il primo trimestre dell’anno rappresenterà un momento particolarmente caldo per il lancio di numerosi titoli. In questo articolo cercheremo di elencare alcuni di quelli maggiormente attesi dagli appassionati, per console e non solo.

Già il mese di gennaio risulterà piuttosto consistente, a partire da uno dei giochi più amati, Elden Ring, che uscirà il 21 per PlayStation 4 e 5, Xbox e PC. Seguirà, il 28, Pokémon Legends Arceus per Nintendo Switch, ambientato in un’antica regione e realizzato in pieno stile action. Tra i giochi in uscita all’inizio del 2022 c’è anche Horizon Forbidden West, un’esclusiva della Sony che rappresenta il sequel di Guerrilla Games; la protagonista Aloy si ritroverà ancora una volta ad affrontare un mondo post-apocalittico, particolarmente ostile e governato da macchine; il gioco verrà lanciato il 18 febbraio per PlayStation 4 e PlayStation 5. Sempre a febbraio, ma il 25, uscirà il reboot di Violition Inc. dal titolo Saints Row; girerà su PS4 e 5, Xbox e computer e sarà ambientato in un mondo in cui ogni cosa è concessa e un gruppo di amici si troverà ad affrontare una realtà criminale, tra sparatorie e inseguimenti.

Anche marzo sarà piuttosto interessante, a partire dal lancio di un grande classico, Gran Turismo 7, in esclusiva per PlayStation 4 e PlayStation 5 dal 4 del mese. Il giorno successivo sarà la volta di un altro dei videogame più amati dai gamer, Grand Theft Auto V, che rappresenta forse il gioco del genere avventura “sparatutto” per eccellenza; girerà su tutte le piattaforme, dal PC alla PlayStation, passando per la potente console Xbox One. Il 16 marzo uscirà invece l’adventure Tunic, mentre il 25 sarà la volta del gioco di ruolo Tiny Tina’s Wonderlands. Il 28 aprile vedrà il lancio di S.T.A.L.K.E.R. 2: Heart of Chernobyl, che sarà disponibile esclusivamente per computer e Xbox Series X|S; mentre il 24 maggio sarà la volta di un altro gioco di ruolo, Forspoken, che girerà esclusivamente su PlayStation 5.

Questo è soltanto un assaggio di ciò con cui gli appassionati di gaming potranno sbizzarrirsi nella prima parte dell’anno; le uscite sono infatti molto più numerose e toccano svariati generi. E quando parliamo di gaming non bisogna mai dimenticare che ci riferiamo a un mondo molto più ampio e che va oltre i giochi da console. Da diverso tempo, infatti, si registra una crescita costante delle piattaforme di casinò online, particolarmente apprezzate dagli amanti del genere per la possibilità di scegliere tra numerosi giochi e passatempi anche live. Quando ci si approccia a questo genere di attività, il consiglio è ovviamente sempre quello di fare una verifica accurata sui migliori casinò online tramite i siti di informazione che forniscono tutti i dettagli su chi possiede o meno la licenza ADM, sui vari sistemi di sicurezza, le certificazioni internazionali, la reputazione e, in generale, tutti quei dati che consentono al giocatore di divertirsi in piena tranquillità.

Anche le app per dispositivi mobile riscuotono ormai un grande successo tra chi ama avere sempre a disposizione qualcosa con cui giocare in ogni momento della giornata: dagli scacchi alle saghe come Candy Crash e Pokémon Go, classici oramai intramontabili e che, di anno in anno, continuano a registrare sempre più download.

Per concludere questa carrellata di titoli, vogliamo segnalare anche alcuni lanci più o meno confermati e previsti per la fine del 2022, più precisamente nel mese di novembre. L’11, ad esempio, sarà la volta di Starfield, un gioco di ruolo fantascientifico sviluppato da Bethesda e disponibile su PC e Xbox Series. Altri titoli in uscita, sebbene non sia stata ancora ufficializzata una data, sono A Plague Tale Requiem e Bayonetta 3, che verrà lanciato sulla piattaforma Nintendo Switch; e poi ancora God of War Ragnarok per PlayStation 4 e PlayStation 5, e il sequel del mitico The Legend of Zelda Breath of the Wild, di cui ancora non si conosce il titolo preciso e che verrà presentato su Nintendo Switch.

Questi sono, insomma, i migliori videogiochi in uscita nel 2022, che i gamer più accaniti non vedono l’ora di possedere. Altri titoli verranno sicuramente resi pubblici con il passare delle settimane e molte date saranno ufficializzate in maniera più precisa. È indubbio che sarà un 2022 all’insegna del divertimento, almeno dal punto di vista videoludico, tra novità e conferme, grandi attese e sorprese. Non resta dunque che fare il conto alla rovescia e arrivare a gennaio.

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Farming Simulator 22, tutti pazzi per l’agricoltura

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Farming Simulator 22 è l’ultimo capitolo della famosissima serie dedicata alla gestione di una azienda agricola in tutti i suoi aspetti. Con il nuovo capitolo, disponibile su PC, PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series X|S e Google Stadia, chiunque può mettersi alla prova e scoprire il meraviglioso quanto complesso mondo dell’agricoltura e del commercio. Con uno sforzo produttivo completamente interno alla software house (Giants Software), il titolo si presenta all’appello in forma smagliante e con una interessante rassegna di novità contenutistiche. Dopo esserci messi al volante di trattori, irroratrici e mietitrebbie su Xbox Series X per molte ore, siamo pronti a proporvi la nostra recensione di Farming Simulator 22 e il nostro giudizio è davvero positivo. In questa nuova incarnazione della saga, gli aspiranti agricoltori possono decidere di piantare radici in tre differenti località: Elmcreek, nel Midwest americano, Haut-Beyleron, nel sud della Francia, ed Erlengrat, nel cuore delle Alpi. Le tre mappe propongono una buona varietà ambientale, e risultano ben caratterizzate, con una particolare menzione positiva per lo scenario d’ispirazione francese, che tra stradine di campagna, piccoli paesini, ponti di pietra e mongolfiere che si levano all’orizzonte è sicuramente quello che ci ha colpito di più. Dopo aver deciso l’aspetto del proprio avatar a partire da alcuni modelli predefiniti, è tempo di iniziare a lavorare. A seconda del proprio grado di esperienza con la saga gestionale, è possibile optare per tre differenti livelli di difficoltà. A seconda della scelta, come già accennato, ci si troverà ad iniziare l’avventura con già una buona dotazione di terreni e macchinari (oltre che con un corposo gruzzolo da parte) oppure a dover cominciare sostanzialmente da zero la propria attività. Inutile dire che per coloro che si avvicinano a Farming Simulator per la prima volta è caldamente consigliato di intraprendere la via più semplice, che consente di sperimentare con maggiore libertà la proposta contenutistica del gioco. In piena continuità con la storia della serie, Farming Simulator 22 non include alcun tipo di comparto narrativo, ma lascia invece completa libertà al giocatore su ogni fronte dell’esperienza. Spaziando tra agricoltura, allevamento e silvicoltura, i giocatori possono cimentarsi in una rosa di attività davvero molto ampia. Si vuole diventare maestri dell’appalto e ampliare progressivamente il proprio parco macchine per servire i colleghi contadini della regione? Si preferisce diventare magnati della produzione dei cereali, concentrarsi sull’allevamento di equini o specializzarsi nella crescita di aree boschive per la produzione di legname? Ognuna di queste opzioni, e infinite altre, è assolutamente possibile. Se da una parte una tale libertà potrebbe a primo acchito lasciare un po’spaesati, possiamo garantire che invece è proprio quest’ultima a rappresentare uno dei principali punti di forza dell’esperienza proposta da Farming Simulator 22. Dopo le prime ore di gioco, quando le risorse inizieranno progressivamente ad aumentare, ci si trova senza rendersene conto a riflettere su quali passi intraprendere nelle giornate di lavoro che attendono il proprio alter ego virtuale, e vi assicuriamo che non mancheranno mai le cose da fare.

Una nota dolente sta nella mancanza di tutorial di gioco effettivi (lo start “tutorial” consiste in pochissimi passaggi, molto criptici, ed in una dotazione iniziale di attrezzi, soldi e campi), solo marginalmente coperta da una guida testuale precisa ma troppo sintetica. Imparare a giocare a Farming Simulator 22 può essere frustrante, soprattutto con un approccio offline e scevro da video-tutorial ed affini. Certo, una volta capite le meccaniche di guida, di utilizzo degli attrezzi e le diverse fasi di crescita dei raccolti, il risultato è garantito, ma arrivarci può essere duro. Soprattutto perché il gioco si prende il suo tempo: nonostante sia possibile velocizzare lo scorrere dei giorni allo stesso modo è impossibile velocizzare il lavoro. In poche parole, mentre il tempo scorre alla sua velocità massima, accelerando il ciclo giorno-notte, l’efficienza lavorativa di chi gioca sarà sempre la stessa, così come quella degli aiutanti. Non potrebbe essere diversamente, vista la natura simulativa dell’utilizzo dei diversi strumenti a disposizione, ma resta un problema non indifferente nel momento in cui si devono gestire campi di grosse dimensioni. Questa lentezza intrinseca trasforma il processo “tenta e sbaglia” in una piccola agonia, che consigliamo di sopportare nelle prime fasi di apprendimento, al fine di poter godere di un videogame comunque di grande pregio. Insomma, all’inizio si deve un po’ tribolare, ma chi saprà aspettare potrà godere di un titolo assolutamente in grado di dare soddisfazioni enormi. Ma che cosa porta dunque di nuovo Farming Simulator 22? In verità molte cose. Tra queste ultime spicca la canonizzazione di un vero e proprio calendario stagionale in-game. Originariamente introdotto dalla community con Mod dedicate, la feature è ora stata prevista dalla stessa Giants Software. Coerentemente con l’alternarsi di primavera, estate, autunno e inverno, i campi possono accogliere solamente alcune tipologie di raccolto, mentre le mappe di gioco si tingeranno di neve o dei colori dei fiori di campo. Una piacevole aggiunta che aggiunge spessore al gameplay, senza tuttavia creare vincoli eccessivi. I giocatori possono infatti modificare a piacimento la durata di ogni stagione, così da vivere Farming Simulator 22 con il ritmo che preferiscono. Un introduzione dunque interessante, che trova un buon accompagnamento nelle nuove opzioni di gestione dell’intera filiera produttiva. Quindi, con Farming Simulator 22, gli agricoltori virtuali possono decidere di vendere sul mercato i propri prodotti della terra, ma questa non è l’unica opzione possibile. Accumulando abbastanza terreni e risparmi, sarà infatti possibile ampliare le proprie attività, lavorando le materie prime e commerciando direttamente i prodotti finiti. Un esempio? Se si coltivano campi di vite e si dispone di un enorme carico d’uva matura, ora si può decidere di venderla semplicemente al miglior offerente, oppure di trasformarla in vino. Questa dinamica, pur non rivoluzionando l’esperienza, offre un interessante dinamismo all’economia in-game, oltre che un gradito ampliamento delle attività disponibili nel gioco. E proprio a tale proposito, il titolo è ricco di nuove colture. Ecco dunque entrare in gioco quindi le già citate viti, novità assoluta per la serie insieme agli ulivi. Sul fronte dell’allevamento, si possono invece citare l’interessante scelta di introdurre la pratica dell’apicoltura, che va ad affiancarsi ai tradizionali pascoli dedicati a cavalli, pecore, mucche e maiali. Le nuove colture si accompagnano immancabilmente a macchinari specifici, come i colossali veicoli necessari per la vendemmia, per un parco macchine davvero impressionante, nel quale ogni strumento agricolo è replicato sin nei minimi particolari. A cavallo tra novità e tradizione, Farming Simulator 22 introduce dunque una interessante selezione di aggiunte, che ogni giocatore può decidere di sfruttare liberamente. Anche in questo capitolo, permane infatti la possibilità di personalizzare ampiamente l’esperienza, includendo od escludendo singoli aspetti del gameplay del simulatore agreste. E a proposito di personalizzazione, segnaliamo che la politica di Giants Software nei confronti delle Mod non è assolutamente cambiata: c’è dunque da aspettarsi la consueta abbondanza di contenuti prodotti dalla community, anche su console.

La scelta degli sviluppatori di Farming Simulator 22, con un passo avanti richiesto a gran voce da tempo, è quella di lasciar divertire il giocatore con le diverse attività simulative garantendo la possibilità di gestire i numerosi campi acquistabili in maniera più gestionale. Questo macro-management è garantito dalla possibilità di teletrasportarsi all’interno dei punti di riferimento e di ogni veicolo posseduto, al fine di controllare lo stato di lavoro di quanto affidato agli aiutanti. Questi ultimi sono dei contadini a contratto, che lavoreranno per un corrispettivo orario con ogni tipo di compito da svolgere. Un concetto non banale: fino all’edizione 21 essi si limitavano ad utilizzare i macchinari indicati dal giocatore. Oggi invece è possibile accedere al pannello di controllo dedicato, creare delle task di vario genere (guida, trasporto, lavoro) e seguire su mappa in tempo reale il loro operato. Una scelta necessaria per far sopravvivere il brand ma ancora non sufficiente per portarlo a quei livelli gestionali necessari soprattutto dal mid/end-game. La IA ancora non brilla per autonomia, comportando blocchi continui nelle opere e nei trasporti, mentre l’aspetto economico di acquisto/vendita dei prodotti è ancora fin troppo rudimentale. Farming Simulator 22 segue un percorso prevedibile, voluto, ma timido rispetto alle potenzialità della saga. A questo si aggiunge un comparto tecnico che continua a fare semplicemente il suo lavoro e che non stupisce al cento per cento, eccellendo solo nella ricostruzione dei macchinari, fedele sia per gli esterni che per gli interni. Questa fedeltà si interrompe però nel momento di ammirare la “bellezza” della natura che circonda le proprietà, che migliora di anno in anno come rifinitura delle textures ma che rimane ancorata ad un’impalcatura visiva ormai piuttosto vecchiotta. Neanche le luci risultano migliorate in maniera particolare, con uno sbalzo tra giorno e notte mitigato da albe e tramonti davvero poco ispirati. Tirando le somme, non esitiamo nell’affermare che Farming Simulator 22 rappresenta al momento il capitolo più completo della serie. Per coloro che già hanno avuto modo di apprezzare il duro lavoro richiesto dai campi di Giants Software, dunque, è probabile che questa nuova incarnazione rappresenti un’ottima occasione per fare ritorno in fattoria. Trovandosi immediatamente a casa, i veterani della saga potranno rapidamente apprezzare le novità contenutistiche, senza troppe incertezze. Lo stesso non si può dire però dei novizi. La mole di veicoli, dinamiche e possibilità è infatti tale da avere un impatto inizialmente frustrante sui nuovi giocatori, e l’assenza di un tutorial dettagliato potrebbe scoraggiare i più. Intendiamoci, Farming Simulator 22 è un prodotto di buona fattura, come sempre è stato dal 2008 a questa parte e quest’anno la strada sembra solcare finalmente quel percorso, invocato da tempo, più gestionale e approfondito, almeno per quel che concerne le meccaniche gestionali e finanziarie. Il salto in avanti degli aiutanti è notevole, ma ancora troppo timido per costituire il cambio di passo necessario al brand per spiccare il volo, soprattutto alla luce del prezzo di acquisto non più irrisorio. In ogni caso, Farming Simulator 22 è un prodotto che diverte, complesso e appagante. Sicuramente piacerà di più agli appassionati del genere, ma con un po’ di pazienza chiunque può diventare un vero e proprio magnate dell’agricoltura.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 8

Sonoro:8

Gameplay: 8,5

Longevità: 9

VOTO FINALE: 8,5

Francesco Pellegrino Lise

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Sicurezza online, Italia terza al mondo fra le nazioni più colpite dai cybercriminali

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Il nostro Paese si conferma ancora tra le nazioni più colpite dai cybercriminali: a ottobre è terza al mondo per numero di ransomware e quarta per numero di malware. I ransomware mirati nel 2021 hanno colpito soprattutto il settore governativo e quello industriale, che insieme hanno rappresentato quasi il 50% dei casi rilevati dal servizio, altri bersagli preferenziali sono stati il settore IT e le istituzioni finanziarie. I dati sono raccolti nelle ricerche di due diverse società di sicurezza, Kaspersky e Trend Micro Research, e danno la fotografia del nostro Paese sempre più nel mirino della criminalità informatica. In generale, secondo Trend Micro Research, ad ottobre il numero totale di ransomware intercettati in tutto il mondo è stato di 1.297.400. Gli Stati Uniti sono il Paese maggiormente colpito, con il 23,4% di attacchi, a seguire Francia (7,5%), Italia (5%), Belgio (4,5%) e Brasile (3,8%). “Abbiamo iniziato a parlare dei cosiddetti Ransomware 2.0 nel 2020, e quello che abbiamo visto nel 2021 è stato lo sviluppo di una nuova era di questo tipo di malware – ha commentato Vladimir Kuskov, Head of Threat Exploration di Kaspersky – Gli operatori di ransomware non stanno solo crittografando i dati; li stanno anche rubando da obiettivi critici su larga scala e stanno minacciando di divulgare queste informazioni nel caso in cui le vittime si rifiutino di pagare. Questa tipologia di minaccia sarà molto popolare anche per il prossimo anno”. Sempre per quanto riguarda la sicurezza, arriva un’etichetta di qualità, europea, che attesta la sicurezza informatica delle imprese del settore delle Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Ict), che offrono servizi di cybersecurity. Tale certificazione viene erogata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) attraverso l’Istituto di informatica e telematica (Cnr-Iit) del Cnr di Pisa, insieme al Consorzio interuniversitario nazionale per l’informatica (Cini) e il Consorzio nazionale interuniversitario per le telecomunicazioni (Cnit). Il servizio, già attivo, si rivolge alle aziende che hanno la sede legale e il loro mercato principale sul territorio europeo e in Gran Bretagna. Il bollino di garanzia è un sostegno ai player europei del settore ma anche, osserva Paolo Prinetto, direttore del laboratorio nazionale di cybersecurity, “uno strumento perr rafforzare i confini cibernetici europei per offrire alle nostre aziende l’opportunità di riconoscersi, misurarsi e offrire i propri servizi sul mercato comunitario, superando una logica di barriere nazionali e lavorando in sinergia per costruire un ‘sistema Europa’ più robusto ed efficace.

F.P.L.

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