Connect with us

Esteri

ATTENTATI A BRUXELLES: LA CENTRALE NUCLEARE NEL MIRINO DEI TERRORISTI DELL'ISIS

Clicca e condividi l'articolo

La polizia belga cerca di determinare l'identità di un secondo attentatore alla metropolitana

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print
Redazione
 
Il quotidiano Belga Le Dernere Heure sostiene che tra gli obiettivi dei tre fratelli Bakraoui, due dei tre kamikaze di Bruxelles, c’era la centrale nucleare di Liegi. Secondo il quotidiano  i due kamikaze (Ibrahim si è fatto esplodere a Zaventem; Khalid nella metro di Maelbeek) sono i due che rubarono la telecamera nascosta nella casa del direttore del programma di ricerca e sviluppo nucleare belga. Il video fu trafugato poco dopo gli attacchi di Parigi e questo confermerebbe il collegamento tra gli attentati in Francia, Belgio e Siria. Il video, che dura una decina di ore, fu sequestrato a dicembre a casa di uno dei sospetti degli attentati, Mohamed Bakkali. E il 17 febbraio, per garantire la sicurezza della centrale nucleare le autorità belghe decisero di schierare 140 militari attorno alla centrale.
 
La polizia belga cerca di determinare l'identità di un secondo attentatore alla metropolitana di Bruxelles di martedì mattina. La sua presenza è stata rivelata dalle immagini delle telecamere di sorveglianza accanto a Khalid el Bakraoui proprio pochi istanti prima che questi si facesse esplodere. L'uomo porta con sé un borsone. Non è confermato se sia rimasto ucciso nell'attentato o se invece sia riuscito a fuggire, come "il terzo uomo" dell'aeroporto.
 
Identificati i tre kamikaze degli attentati di Bruxelles, mentre il quarto uomo del commando è ancora in fuga: è l'uomo con il cappellino nelle immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza dell'aeroporto. Le autorità belghe intanto non hanno ancora confermato l'identità della funzionaria italiana dell'Ue che ufficialmente è quindi ancora dispersa, Patricia Rizzo: la donna era nella metropolitana attaccata. Secondo i media belgi gli attacchi erano previsti per il giorno di Pasquetta, ma sono stati anticipati a causa della cattura di Salah Abdeslam e il timore che il super ricercato per gli attentati di Parigi svelasse i piani. Una sorta di 'testamento' audio trovato nel computer di uno dei kamikaze, abbandonato in un cestino dell'immondizia, conferma che gli attentatori avevano fretta. All'aeroporto non sono mai arrivati altri 15 chilogrammi di esplosivo, trovati nell'appartamento di Schaerbeek, il covo dei terroristi, dove la polizia era arrivata ieri grazie al tassista che ha accompagnato i kamikaze all'aeroporto. In un cestino nei pressi dell'abitazione è stato trovato il computer con il "testamento". Il bilancio delle vittime è aumentato a 32 morti: un altro cadavere è stato trovato oggi a Zaventem. I feriti sono 300, di cui 61 in terapia intensiva A Zaventem si sono fatti saltare in aria Ibrahim El Bakraoui e Najim Laachraoui, il secondo considerato l'artificiere degli attentati del 13 novembre a Parigi.
 
Il kamikaze della metropolitana di Maelbeek è invece Khalid El Bakraoui, fratello di Ibrahim. Nel febbraio 2011 fu condannato a 5 anni per furto d'auto e possesso di kalashnikov. Era nella lista dei più ricercati dell'Interpol. La polizia internazionale aveva diffuso un "red alert", il più alto di una scala di 8 livelli di segnalazioni, in pratica un mandato d'arresto internazionale. Parlava arabo e francese e oltre alla nazionalità belga, aveva un passaporto delle Bahamas. I due fratelli vivevano a Bruxelles e Khalid aveva affittato sotto falso nome un appartamento a Forest in rue du Dries 60. Ibrahim El Bakraoui, 30 anni, era stato arrestato in Turchia ed era stato espulso nel 2015, ma rilasciato in Belgio perché "non aveva legami con il terrorismo". L'uomo è il secondo da sinistra, vestito di nero, nelle immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza dell'aeroporto. Ibrahim aveva lasciato un ultimo messaggio ritrovato nel computer recuperato poi dalla polizia nella spazzatura a Schaerbeek. Il 30enne esprimeva il suo smarrimento dicendo di essere "agitato, di non sapere cosa fare, di essere ricercato ovunque e di non volersi ritrovare in cella vicino a Salah Abdeslam".
 
Il secondo kamikaze dell'aeroporto, secondo diversi media belgi e francesi, è Najim Laachraoui, considerato l'artificiere di Parigi. Nato a Anderlecht, 24 anni, era ricercato dal 4 dicembre. Ai primi di settembre era stato fermato sotto la falsa identità di Soufiane Kayal in compagnia di Salah. Laachraoui è il primo uomo da sinistra ripreso dalle telecamere di sorveglianza dell'aeroporto. L'uomo è stato identificato tramite il suo dna, che era sulle cinture esplosive usate al Bataclan e allo Stade de France a Parigi. Il commando progettava qualcosa di ancora più devastante, ma un fraintendimento del call center dei taxi ha inviato all'indirizzo di Schaerbeek fornito dai terroristi una semplice berlina e non un veicolo più capiente. La ridotta capacità del bagagliaio non ha permesso di caricare a bordo altre cariche esplosive: 15 chili di perossido di acetone (Tatp) una valigia piena di chiodi, viti e altro materiale per confezionare ordigni, trovati nell'appartamento. L'aeroporto di Zaventem resterà chiuso almeno fino a sabato mentre venerdì arriverà a Bruxelles il segretario di Stato Usa John Kerry per portare la solidarietà americana e confermare il sostegno di Washington alla lotta al terrorismo. Lo Stato Islamico avrebbe addestrato e dispiegato in Europa almeno 400 jihadisti in cellule collegate fra loro, come quelle che hanno colpito a Parigi e Bruxelles, per compiere attentati scegliendo momento, luogo e metodi per ottenere il massimo impatto. Lo scrive il sito del quotidiano britannico Daily Ex

Continua a leggere
Commenta l'articolo

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Esteri

Hong Kong, blitz della polizia all’Apple Daily: arrestati 5 dirigenti della testata giornalistica

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Il Dipartimento di sicurezza della polizia di Hong Kong ha fatto irruzione questa mattina negli uffici dell’Apple Daily, il tabloid pro-democrazia del tycoon Jimmy Lai, arrestando cinque dirigenti in base alla legge sulla sicurezza nazionale, incluso il suo direttore Ryan Law.
Il blitz è l’ultimo attacco contro la popolare testata che ha sostenuto il movimento a favore della democrazia del centro finanziario.

La polizia ha detto che cinque dirigenti sono stati arrestati “per collusione con un paese straniero o con elementi esterni per mettere in pericolo la sicurezza nazionale”.

Continua a leggere

Esteri

Caso Marò, è finita: chiusi tutti i procedimenti a carico di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

La Corte Suprema indiana ha ordinato la chiusura di tutti i procedimenti giudiziari nel Paese a carico di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, i due Marò coinvolti nella morte di due pescatori indiani nel 2012. Lo riporta il giornale indiano in lingua inglese The Hindu.

La Corte Suprema indiana aveva rinviato la chiusura del caso lo scorso 19 aprile perche’ l’indennizzo di cento milioni di rupie (circa 1,1 milioni di euro) che l’Italia doveva versare alle famiglie delle vittime non era stato ancora depositato.

Nel corso dell’udienza del 19 aprile, che era stata presieduta dallo stesso presidente della Corte – Sharad Arvind Bobde – il procuratore generale dello Stato, Tushar Mehta, aveva dichiarato che “l’Italia ha avviato il trasferimento di denaro”, aggiungendo però che la somma non era ancora disponibile. Il nove aprile scorso la Corte aveva deciso che il caso sarebbe stato chiuso solo dopo il deposito del risarcimento pattuito. I due militari erano accusati di aver ucciso nel 2012 due pescatori indiani, al largo delle coste del Kerala: i fucilieri, che erano impegnati in una missione antipirateria a bordo della nave commerciale italiana Enrica Lexie, videro avvicinarsi il peschereccio Saint Antony e, temendo un attacco di pirati, spararono alcuni colpi di avvertimento in acqua. A bordo della piccola imbarcazione, però , morirono i due pescatori Ajeesh Pink e Valentine Jelastine, e rimase ferito l’armatore del peschereccio, Freddy Bosco. Dopo un lungo contenzioso, nel luglio del 2020 il tribunale internazionale dell’Aja, che aveva riconosciuto “l’immunità funzionale” ai fucilieri, aveva stabilito che la giurisdizione sul caso spettava all’Italia e aveva disposto il risarcimento alle famiglie delle vittime.

“Chiusi tutti i procedimenti giudiziari in India nei confronti dei nostri due marò, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. Grazie a chi ha lavorato con costanza al caso, grazie al nostro infaticabile corpo diplomatico. Si mette definitivamente un punto a questa lunga vicenda”. Lo scrive su twitter il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

Continua a leggere

Ambiente

Cina, paura per la centrale nucleare ma per le autorità tutto nella norma

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Uno dei reattori EPR della centrale nucleare di Taishan, nel sud della Cina, ha fatto registrare “un aumento della concentrazione di alcuni gas nobili nel circuito primario”, ha fatto sapere il gruppo francese EDF.

EDF, uno dei gruppi che ha partecipato alla costruzione dell’impianto, “è stata informata dell’aumento della concentrazione di alcuni gas nobili nel circuito primario del reattore n.1 della centrale nucleare di Taishan, gestita dal TNPJVC, joint-venture di CGN (70%) e EDF (30%)”, si legge in un comunicato. Il circuito primario è un circuito sigillato che contiene acqua sotto pressione, che si scalda nella vasca del reattore a contatto di elementi combustibili.

Fra i gas cosiddetti “nobili” o rari, ci sono l’argon, l’elio, il krypton, l’argon o il neon

“La presenza di alcuni gas nobili nel circuito primario – precisa EDF – è un fenomeno noto, studiato e previsto dalle procedure di gestione dei reattori”. La tv americana CNN, sulla base di una lettera inviata da Framatome al Dipartimento per l’Energia americano, ha parlato di una possibile “fuga” nella centrale, dove ci sono due reattori EPR con tecnologia francese. Secondo la CNN, le autorità per la sicurezza cinesi avrebbero rilevato limiti “accettabili” di radiazioni all’esterno del sito per evitare di sospendere l’attività della centrale. 

Continua a leggere

I più letti