Guidonia, panico da coronavirus. Il sindaco chiude il Comune: Ammaturo, Terzulli e Zarro raccontano la gestione fallimentare del M5s

Due Vigilesse e due medici positivi al Covid 19 dopo che un cittadino è stato rimandato a casa dal San Raffaele. Il sindaco chiude il comune. 150 dipendenti sottoposti a tampone: i referti domenica. Dall’inizio della pandemia 110 casi e purtroppo 4 decessi nel Comune.

GUIDONIA (RM) – Il focolaio acceso al San Raffaele di Roma su 84 pazienti ricoverati ha avuto una propaggine anche a Guidonia Montecelio. Fatale è stato riportare a casa, in Villanova di Guidonia, il padre della prima agente di Polizia Municipale che in servizio il due giugno ha probabilmente infettato una collega che a sua volta l’ha trasmesso al marito, medico presso la Asl RMG.

OFFICINA STAMPA DEL 11/06/2020 L’INTERVISTA AL CONSIGLIERE FDI GIOVANNA AMMATURO E AL CONSIGLIERE LOREDANA TERZULLI GRUPPO MISTO

OFFICINA STAMPA DEL 11/06/2020 L’INTERVISTA AL CAPO GRUPPO MISTO CLAUDIO ZARRO E ALL’OSSERVATORE POLITICO EMILIO AMMATURO

Positivo anche il dottore che aveva visitato l’anziano poi ricoverato allo Spallanzani

Risultato: Asl a Tivoli chiusa venerdì 12 per sanificazione, già 150 dipendenti del Comune di Guidonia Montecelio hanno effettuato il tampone in due giorni e 5 famiglie in quarantena anche volontaria. Fiato sospeso fino a domenica quando dal San Giovanni si sapranno gli esiti degli esami grazie all’intervento della Asl RMG che ha preteso un referto immediato.

Intanto il sindaco di Guidonia Barbet, motu proprio, senza ascoltare alcuno ha chiuso il Comune da mercoledì. Questa la sintesi del video incontro avuto tra il responsabile Covid -19 della ASL RMG, dottor Alberto Perra anche responsabile di igiene pubblica della struttura più grande d’Italia assieme a Barbet in Comune e dopo mezz’ora con tutti i consiglieri servito a riferire l’esatto stato della cose.

“Dal cambio del Capogruppo M5S – ha detto il consigliere di FdI, Giovanna Ammaturo, non arrivano più i quotidiani report del nostro Comune sulla situazione Covid-19. Ho chiesto all’illustre ospite se l’utilizzo del termoscanner avrebbe potuto rilevare uno stato febbrile in atto evitando che le due vigilesse lavorassero il due giugno. “Ragionevolmente…” ha riferito il professore. Intanto ho richiesto – prosegue Ammaturo – anche con interrogazione che fine abbiano fatto i 4 termoscanner acquistati dal Comune oltre un mese fa. Uno è nella segreteria del Sindaco, come ha riferito un sindacalista in una intervista, gli altri tre lo sapremo se il sindaco avrà l’educazione di rispondere anche del fatto che gli ingressi dell’Ente sono 8 mentre gli strumenti acquisiti 4 . Una norma di prevenzione elementare quanto obbligata per il pubblico e per i dipendenti, nel frattempo tutti in smart working tranne: Polizia Municipale, Anagrafe, Urp e Uffici elettorale. Il Sindaco Barbet, forse in preda al panico, dopo la manica corta ha chiuso il comune quanto la videoconferenza a cagione degli interrogativi dei consiglieri rinviando sine die il successivo incontro. Sarebbe stato utile conoscere perché solo gli uffici dell’assessorato ambiente e della Polizia Municipale siano stati bonificati, del perché solo venerdì a firma del Dott Lauro, dirigente attività produttive, siano state inviate ai titolari della imprese di pulizia e di guardiania l’indicazione di voler sottoporre a tampone i dipendenti che in settimana hanno lavorato presso il Comune e del perché non si è provveduto a informare i Cittadini tutti dei fatti pure a conoscenza da cinque giorni. Ci sono migliaia di categorie di lavoratori in Italia oltre che a Guidonia Montecelio che non si sono mai fermate. Uomini e donne che sanno fare il proprio dovere e si fanno carico delle responsabilità quanto tutti gli imprenditori che prima di aprire hanno acquistato e messo a disposizione i DPI. A Guidonia Montecelio , seconda città d’Italia non capoluogo di provincia per Barbet basta chiudere: tanto a lui l’appannaggio mensile arriva lo stesso. Un incubo evidenzio per Barbet, e non solo quello, ma prima di creare allarmismo ci sono sempre le dimissioni. L’augurio conclude Ammaturo, è ovviamente per le due vigilesse ed i medici alle famiglia quarantenate ed anche agli infermieri del CAD di Guidonia per l’assistenza infermieristica che oltre a seguire l’anziano hanno proseguito con altri pazienti la loro opera, pure in quarantena, siano presto tranquillizzati.”




Asl Rm5, sanitari e cittadini in guerra… a mani nude

Il disorientamento generato da altalenanti e pasticciate azioni governative oltre ad una mancanza di comunicazioni esaustive è aggravato dalla mancanza di generi sanitari necessari.

Dove sono le mascherine? Dove i cosiddetti DPI? I Dispositivi di Protezione Individuale che insieme all’alcool, le sovrascarpe, i guanti, gli occhiali e le tute sanitarie monouso gli stessi che tutti i cittadini verrebbero acquistare: sono introvabili.

Dai filmati dei TG si vedono sanitari in Cina bardati da assomigliare all’omino Michelin, ben altro i nostri. Sui social c’è chi invita ad usare in bagno le ultime mascherine fornite dalla Protezione Civile. Ancora prima dei Sindacati di categoria e senza allarmismi, diversi operatori sanitari della ASL RM5, tra le più grandi d’Italia, avevano denunciato già l’11 marzo di essere costretti a visitare gli assistiti privi di guanti e mascherine e come definiscono centinaia di titoli sui giornali “a mani nude”.

La Asl aveva risposto: “La Direzione provvede quotidianamente all’invio in Regione Lazio dei fabbisogni di DPI comprensivi di quelli destinati al MMG/PLS secondo le vigenti indicazioni regionali. Si deve tuttavia evidenziare che le scorte sono, come è noto, contingentate e che i quantitativi ed i tempi di consegna sono dettati da Istituzioni diverse. Per il semplice motivo che sono introvabili.”

Sebbene fosse stato diffuso da parte dell’Azienda Sanitaria un documento relativo ai comportamenti da tenere nella gestione dell’emergenza (Protocollo 218196 del 11.03.2020) con relativi allegati; nell’allegato B del documento è esplicitamente indicato che “La modalità distributiva dei DPI e dispositivi medici monouso legati all’emergenza è competenza della Direzione Regionale”.

Ad oggi ancora nessuna traccia di detti materiali e dispositivi, né comunicazione di dispensazione è giunta agli operatori sanitari. La Medicina Generale/Medicina di Famiglia è la branca specialistica che si occupa in modo specifico di medicina di comunità, cure primarie e gestione delle patologie sul territorio in ambiente extraospedaliero. I medici di medicina generale sono figure da non confondere con il “medico generico”, che identifica il laureato in medicina senza formazione post laurea. I medici hanno nei loro studi dei dipendenti, nei confronti dei quali hanno degli obblighi relativi alla sicurezza sul luogo di lavoro. Oltre ad una particolare posizione lavorativa di medici convenzionati con il SSN non li pone in dipendenza diretta, ma si fa presente che la Direzione Generale della ASL ROMA 5 ha nei confronti delle responsabilità di tutela della salute. Una esposizione ad un concreto pericolo, che mette nelle condizioni di essere inibiti nel normale svolgimento della professione, limitando nella possibilità di visitare in sicurezza i pazienti affetti da sintomatologia respiratoria.

Colpa di una spending review sanitaria che alla fine fa pagare il conto a tutti gli Italiani. Dal 2011 con Monti ogni Governo ha pensato di risparmiare sulla sanità anzi che sul superfluo. Bene lo ribadisce un dossier intitolato “La spending review sanitaria”, risalente allo scorso 4 marzo e pubblicato dagli uffici della Camera.

Dai tagli sui posti letto ai tempi di ospedalizzazione, spese per dispositivi e aumentando ogni due anni i metri quadrati da mettere a disposizione per i pazienti che hanno fatto chiudere decine di cliniche private. Tutti gli esecutivi hanno fatto il possibile per risparmiare quasi che la sanità fosse superflua, eccedente ed inutile. Di queste ore la denuncia dei quattro sindacati dei camici bianchi contro Zingaretti che con i soldi che ci sono, oggi in piena emergenza covid 19, sta pensando bene di acquisire una App, chissà a quali costi, per monitorare a distanza i pazienti in quarantena. Troppi gli errori di valutazioni e della burocrazia che mette a nudo la irrazionalità di una nazione che non ha fabbriche capaci di creare certi prodotti a scapito di centinaia di maestranze che ben sarebbero capaci ma non a disdegnare l’acquisto in Ucraina ed in Cina dove nessuno si è sognato di chiedere la conformità costruttiva degli opifici, i durc, gli impianti antincendio , le referenze bancarie, la tripla messa a terra o la quantità di aria introdotta nell’azienda per addetto: basta che ci sia il marchio CEE. Grazie alla emergenza sono tante le camicerie o i cravattifici che hanno diversificato la produzione con le mascherine. Una burocrazia mostruosa che ha fatto male dopo aver fatto desistere chiunque. Ha creato un danno all’intera Nazione che dovrebbe far arrossire e non solo i responsabili di settore al Ministero e nei venti assessorati alla sanità regionali. Oggi si paga il conto di avere tanti marchese del grillo che amava dire io so io e voi…




Acea Ato 2, nuove bollette e nuovi parametri di calcolo: ecco chi ci perde e… chi ci guadagna

Il nuovo sistema di calcolo del gestore ACEA opera una redistribuzione del peso tariffario. Le fasce deboli e poco avvezze ad internet penalizzate in un desolante silenzio in cui si premia chi consuma di più.

A Guidonia Montecelio, come negli altri comuni, stanno arrivando come fulmini a ciel sereno le lettere di Acea Ato 2

112 Comuni, quattro milioni di utenti sono gli interessati a cui Acea Ato 2 ha inviato una lettera per confermare che entro il 28 febbraio dovranno aggiornare sul sito MyAcea i componenti del nucleo familiare.

Si chiama TICSI il testo integrato per i corrispettivi dei servizi idrici che con delibera n. 4/19 dell’11 novembre 2019 ha approvato la nuova articolazione tariffaria, in applicazione della deliberazione ARERA n. 665/2017.

La nuova tariffa partirà a marzo 2020

Vecchie tariffe a confronto con le nuove

Una delibera governativa di tre anni fa che porta la firma di Gentiloni, transitata attraverso l’Autorità Regolazione per Energia Reti e Ambiente già denominata Autorità per Energia e Gas istituita nel 95, che regola e controlla i settori energetici e idrici del nostro Paese.

Una autorità amministrativa indipendente: l’ultimo organo collegiale fu nominato nel luglio del 2018 su proposta di Di Maio, dal ministro Costa.

E’ presieduto da Besseghini unitamente a Castelli, Guerrini, Poletti e Saglia, con risorse di funzionamento che non provengono dal bilancio di Stato ma da contributi sui ricavi degli operatori, con stipendi da 240 mila euro all’anno oltre le spese di trasporto che dalla trasparenza non sono mai inferiori a 40/45 mila euro sempre cadauno. Roba da far impallidire Mattarella.

“La lettera non firmata inviata da Acea Ato 2 SpA – conferma Giovanna Ammaturo, consigliere di Fratelli d’Italia a Guidonia Montecelio, ben rappresenta la supponenza della burocrazia e la vessazione nei confronti delle fasce più deboli ed anziani. Solo tramite internet sarà possibile indicare il numero dei componenti del nucleo familiare per l’applicazione della nuova tariffa retroattivamente dal primo gennaio 2019. Superato il 28 febbraio la modifica avrà effetto dalla data della comunicazione. Questo perché dal 2020 cambia il calcolo del consumo d’acqua.

La Prima novità: le utenze saranno divise in domestiche e non domestiche. Seconda, importantissima novità: alle utenze domestiche, per la parte variabile del servizio di acquedotto verrà applicata una tariffa sulla base del numero di componenti del nucleo familiare. Ecco come funzionerà: Oltre alla quota variabile proporzionale al consumo procapite la tariffa sarà composta anche da una quota fissa, che riflette “gli oneri inerenti la sicurezza degli approvvigionamenti” (in altre parole: la gestione delle infrastrutture e l’insieme delle attività necessarie per garantire il servizio). Come accade per l’energia elettrica ed il gas che costa più il trasporto che il consumo.

La quota variabile del servizio di fognatura e depurazione non sarà articolata in scaglioni, ma calcolata secondo il volume. Le utenze non domestiche di cui fino ad oggi si riconoscevano 1.700 tariffazioni diverse saranno private del minimo impegnato e ricondotte a sei nuove categorie d’uso. Avranno invece una tariffa differente a seconda del fatto che conferiscano nella fognatura pubblica solo reflui assimilabili agli usi domestici ad es. uffici, oppure reflui industriali autorizzati. Per le utenze condominiali continuerà ad essere applicata la tariffa domestica residenziale con scaglione di consumi modulati in funzione del numero degli appartamenti per cui non sarà necessaria nessuna comunicazione da parte dell’amministratore. L’Autorità ha stabilito anche la gestione della morosità del servizio idrico arrivando alla sospensione dopo un anno tutelando gli utenti vulnerabili. Per i condomini l’acqua non potrà essere staccata se l’amministratore dopo la messa in mora paga in una unica soluzione la metà e il restante in 12 mesi. Un sistema di calcolo , conferma Ammaturo, che sulla carta dovrebbe offrire equità, ma che di fatto fa aumentare i costi per i consumi più contenuti mentre diminuisce per quelli alti, in osservanza del principio che è garantito l’utilizzo di 50 litri d’acqua al giorno cadauno. Rispetto al passato il nucleo familiare al di sotto dei tre componenti avranno un aumento di tariffa, con tre persone ci sarà il mantenimento e diminuirà con nuclei superiori. In assenza di uffici locali Acea in molti Comuni o di presenza rada sarà anche difficile chiedere il bonus sociale idrico già dal primo febbraio che per una famiglia tipo di 3 persone, come stabilito dall’Autorità, con consumo di 150mc/anno potrà coprire 1/3 della spesa. Tutti i nuclei familiari in stato di bisogno potrebbero chiederlo con Indicatore di Situazione Economica Equivalente ( ISEE) non superiore a 8.265 euro che sale a 20.000 con tre figli a carico. La stessa famiglia in un condominio non potrà avanzare medesima richiesta. Un eccesso di potere ( Art. 3 Costituzione) per disparità di trattamento tra i cittadini tra condomini e singoli utenti e soprattutto non premia chi risparmia l’acqua. Singolare a Guidonia Montecelio l’assoluta mancanza di comunicazione e trasparenza abbandonando i cittadini a se stessi. Il sindaco Barbet a cui abbiamo rivolto una circostanziata interrogazione ha mancato per l’ennesima volta in chiarezza e vigilanza oltre a non cautelare i più anziani e altri che non hanno dimestichezza con internet. Comuni come Manziana fino al 28 di febbraio terranno aperto l’URP per due giorni a settimana per offrire una mano ai cittadini. Occorre una forza morale per cambiare le cose non gli slogan grillini. I silenzi di Barbet non danno speranze ai cittadini. Chi ha proposto e chi ha approvato ha il dovere di spiegare ai cittadini come cambia e cosa comporta. Anche nella conferenza dei 52 sindaci con Acea a dicembre del 2018, Barbet, fu tra i nove che votò a favore mentre altri 27 insieme a 16 astenuti dissero no a questo accordo. In tempi di coronavirus avremmo voluto parlare d’altro ma la fumosa burocrazia e la mancanza di trasparenza sono peggio.”




Il Tar Campania ordina: i bus da Israele devono circolare…Dalla serie: “Andate e inquinate”

L’ ordinanza del TAR Campania sbalordisce. Mentre tutti evidenziano un serio ambientalismo, per i giudici sembra non essere cos’ importante ridurre l’inquinamento di fonte veicolare.

A Roma i 70 autobus Euro 5 noleggiati da ATAC, usati e provenienti da Israele di cui 40 parcheggiati a Guidonia Montecelio per essere sanificati e personalizzati con le scritte dell’Urbe possono scorazzare per ogni dove.

Lo ha stabilito con l’Ordinanza 2580 il 24 luglio il TAR della Campania proposta dalla Basco srl contro il Ministero delle Infrastrutture e dei
Trasporti e nei confronti di Ma. An. Automotive srl e ATAC spa. La prima è la Società di Olgiate Comasco che ha proposto e trovato i mezzi. Società di riferimento in Italia con fatturato al 2017 di oltre 9,2 MLN ed utili per 7.281 euro. Ma.An. Automotive srl è l’Agenzia pratiche automobilistiche e nautiche a Salerno.

I magistrati, Salvatore Veneziano, Presidente, Paolo Corciulo, Estensore e Gianluca Di Vita, Consigliere hanno invalidato quanto gli ingegneri della Motorizzazione Civile avevano negato l’8 Maggio con provvedimento 0472. Ovvero la impossibilità di immatricolare i mezzi israeliani in quanto non
euro VI. I magistrati hanno avuto diversa interpretazione ovvero che le norme antinquinamento euro VI “siano circoscritte a veicoli di nuova produzione. Mentre quelli in oggetto sono prodotti ed omologati in Europa, e relativi a periodi di costruzione risalenti al 2009 e di modello risalente al 2010, risultano di data anteriore, per cui appare sufficiente ai fini dell’approvazione di cui all’art. 76 del d.lgs. n.285/92, la loro conformità alla disciplina tecnica al tempo vigente all’atto della produzione”. Inoltre “l’impiego, medio tempore, in territori non compresi nell’Unione Europea ( erano utilizzati in Israele ndr) presenta connotazioni di neutralità con riferimento alla disciplina tecnica antinquinamento applicabile”.

La domanda cautelare è stata accolta, nel merito della sentenza occorre
attendere il 18 dicembre. Ci sarà caos dopo tale Ordinanza: da una parte ATAC e Motorizzazione che basano la negazione sull’aspetto tecnico e dall’altra le attese di Società commerciali forti di contratto.

Il Sindaco Raggi a maggio scorso, dopo le notizie stampa nel merito, ha annullato il contratto e scrisse sui social “ Chi ha sbagliato pagherà” e si affrettò a confermare che non ci saranno problemi sull’anticipo del 16% ai fornitori ( costo per nolo e
manutenzione circa 500mila euro al mese) esistendo le misure idonee per garantirsi da eventuali danni . Oltre che sull’anticipo c’è una polizza fideiussoria che tutela l’azienda da ogni inadempienza.

Intanto dalla Pagliani che con la Basco srl è interessata al contratto fanno
sapere che potrebbero far causa alla Motorizzazione. “Rimangono dei punti controversi – conferma Giovanna Ammaturo consigliere di Fratelli d’Italia a Guidonia Montecelio – verificato che l’acquisto di bus urbani Volvo M3 e similari Euro V si possono ragionevolmente rintracciare in internet con prezzi che oscillano dai 10.000 a 20.000 euro che moltiplicati i 70 sono al di sotto di tre rate mensili sottoscritte. Fa sorridere che si festeggi per la plastic free in tutte gli Uffici Istituzionali, ci si debba batte ancora per la deforestazione in Amazzonia, ci si emoziona e ci si danna della microplastica nei pesci e nei ghiacciai della Groenlandia che Trump vuol comprare con scherno internazionale, si piange sulle ricerche geologiche in
Alaska, si fanno referendum abrogativi sulla perforazione nel mar Adriatico o in Basilicata, sono avviate le crociate per il blocco delle auto anche euro VI e quello totale dei diesel a Milano nel 2029 ed a Roma forse anche dal 2024, intanto i giudici partenopei hanno ordinato che i Volvo M3 con la corona dello sterzo consumata per quanto sono stati utilizzati
possono circolare. I Romani ? si possono multare perché l’ordinanza del 5 agosto del Sindaco Raggi che vieta i sacchi della spazzatura non trasparenti è sconosciuta. Gli abitanti e i residenti limitrofi come a Guidonia? Pardon, la carne di cannone ringrazia per i 40 bus in più, che sono una discreta panacea. Certo soffriranno per l’inquinamento che aumenta e dovranno fermare le auto quando ci sarà il blocco: ma che importa? Sono cittadini, non hanno voce, le elezioni sono lontane”.




Guidonia Montecelio, emergenza sanitaria in via Trevi nel Lazio. Giovanna Ammaturo (FdI): “Quando la cacca va in taxi”

Il consigliere Giovanna Ammaturo di FdI, vicina a 200 famiglie, evidenzia l’inerzia e le lobbies e un danno erariale evidente mentre il dirigente è stato rinviato a giudizio

GUIDONIA MONTECELIO (RM) – A Guidonia Montecelio, fa sapere Giovanna Ammaturo consigliere comunale di FdI, le acque reflue di 50 famiglie in via Trevi nel Lazio, frazione di Setteville, vengono risucchiate tre volte al giorno da un auto spurgo dalla conduttura fognaria sulla strada e riversate in altro pozzetto dopo una breve risalitina di 80 metri, lasciando ricordi sull’asfalto e rumori delle operazioni facili da immaginare.

50 anni fa su terreni che costavano 100 lire al mq iniziò la lottizzazione di Setteville Nord

In via Trevi nel Lazio c’erano 6 famiglie oggi sono 200 ed altri lotti in procinto di edificazione. Le pompe di sollevamento delle acque reflue non bastano più: troppo sottodimensionate e, oltremodo, da tempo una è rotta e l’altra funziona al 20% visto che le alette tritatrici sono quasi scomparse. Così l’avvisatore acustico luminoso è perennemente acceso. Migliaia negli anni le manutenzioni appaltate con la presa in giro e l’allocuzione “ tutto a posto” dopo aver spento la luce, non sapendo, il tecnico, che manca una pompa. Quasi fosse la coesistenza di diverse lobbies per nulla intenzionate a risolvere i problemi ma mantenersi l’appannaggio.

Nella strada coesistono due sistemi fognari

Uno di acque reflue, nere e l’altro di acque meteoriche, bianche. Quest’ultimo veniva riversato nel canale naturale e disperso nella campagna fino ad aprile scorso quando a seguito di una denuncia il Tribunale di Tivoli, evidenziò che l’acqua meteorica era inquinata da feci e colibatteri e fu giustamente cementato per fermare il pericolo di bagnare le colture ortofrutticole. Così adesso l’acqua bianca non può defluire e travasa nei pozzi neri. Con le piogge, senza pompe o perlomeno a rilento i liquidi riversano e anche penetrano nel sottosuolo sotto le costruzioni o fuoriescono dai mattonati nelle villette costruite.

Panico, allarme e paura tra gli abitanti per la prima goccia d’acqua. Costituito un gruppo in rete.

Non per assicurarsi la vacanza di sette giorni ma per andare a mangiare un pizza o semplicemente al lavoro. Una vera emergenza sanitaria con zanzare ed altri ditteri a nuvole, odori nauseabondi, roditori e la beffa di un valore di mercato sprofondato. Ci sono pozzi di quattro metri pieni di acqua con una o due pompe pronte a scattare se supera il centimetro e riversare le acque nella terra. Sacchetti di sabbia davanti ai cancelli sono la normalità, le porte sigillate, le paratie di ferro davanti alle persiane le hanno tutti quanto vedere masserizie, suppellettili e divani gettati alla rinfusa ed ingialliti, per via delle feci, per venti o 50 cm. Indicatori dell’altezza delle diverse inondazioni da acque reflue, come i classici segni sulle mura all’esterno e nei saloni.

Giovanna Ammaturo: “La cittadinanza è stufa, i dossier voluminosi, le denuncie pronte la pazienza esaurita”

“Come consigliere di FdI – dichiara Giovanna Ammaturo – confermo tutto il disappunto che finora un Comune come Guidonia Montecelio non abbia trovato una soluzione. Che lobbies e inerzia galleggino sempre – prosegue Ammaturo – è un classico amministrativo ma sono perplessa che l’ultimo tecnico dell’assessorato ai LLPP, l’ingegnere Rocco Olivadese sia stato rinviato a giudizio ed anche per questo ha deciso di andarsene. Ultimo responsabile amministrativo di errori lontani di ingessature burocratiche e di inadeguatezze idrauliche di un impianto deficitario dalla nascita. Seppure Olivadese abbia dimostrato di essere il tecnico, rispetto la decina di quelli che lo hanno preceduto, ad attivarsi in tutti i modi. Lunedì è previsto un incontro con gli specialisti a cui vorrò dare il mio contributo costruttivo, come è nelle corde della mia politica e di Fratelli d’Italia con una soluzione semplice, economica e celere. Anche perché, tecnicamente e politicamente, chi ha guidato fino ad oggi gli uffici, il nostro è l’unico Comune al mondo dove la cacca va in taxi. È troppo ridicolo che a 10 km dalla Cloaca Massima, primo esempio al mondo di fognatura imitata in tutto il mondo civile, non si vogliono risolvere i problemi. Non si può credere alla banale giustificazione riferita a cittadini agitati per la propria casa e gli interessi più intimi che l’unica Ditta fornitrice di pompe per impianti di sollevamento si trovi a Bologna e sta chiudendo per ferie mentre risulta che nel nostro Comune e nei viciniori ci siano aziende che le esportano in tutto il mondo. Le lobbies dei furbetti, il profitto dei dritti seduti a scaldare la sedia a tempo indeterminato debbono terminare quanto le rendite vitalizie politiche fatte sulle idee, il coraggio, l’impegno assunto verso gli elettori e i soldi personali di poche mosche bianche se si vuole amministrare con la politica scritta con la maiuscola e sconfiggere i mascalzoni traditori, muscolosi di nomine ma non di suffragi. Mille incarichi tecnici e ditte convenzionate, migliaia di spurghi non sono la risoluzione ma il tracollo del buonsenso. Oltre all’evidente danno erariale, – conclude Giovanna Ammaturo – chiederemo conto e responsabili di chi ha preso guadagno con tale andazzo e chi ha girato la testa facendo finta di non vedere 200 famiglie con mille esigenze specifiche che non debbono essere un peso ma sono anche loro risorse e parte integrata della Comunità.”




Guidonia Montecelio, ICC Leonardo da Vinci: un’eccellenza del territorio

GUIDONIA MONTECELIO (RM) – La dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo Leonardo da Vinci di Guidonia, Gabriella Di Marco, ha voluto ricordare le attività svolte durante l’anno scolastico appena terminato.

“Sono talmente tante le attività svolte nell’arco dell’anno dai docenti dell’istituto – ha detto la dirigente scolastica – che diventa difficile elencarle tutte. Come ogni anno, ricordiamo solo quelle che hanno coinvolto più classi e più alunni. Partendo dagli spettacoli natalizi, passando per le sfilate carnevalesche, nella scuola sono stati attivati molti progetti: dal recupero e potenziamento di Studiamo insieme a Ad maiora, la conoscenza del latino per le eccellenze, al progetto “Dalle mani al cuore”, con finalità benefiche.

E con finalità benefiche, tutte rivolte all’associazione Cieli Azzurri di Guidonia, sono stati anche degli spettacoli musicali e teatrali. Sul palco del teatro Imperiale sono stati rappresentati due spettacoli: I suoni della memoria, un viaggio nel ricordo del folklore laziale, organizzato dal prof Temperini e dalla maestra Di Prisco, con alunni della primaria e della secondaria, Il cantastorie, una commedia musicale scritta e diretta dal prof. Paolo Iorio, con la partecipazione di alunni di diverse classi dell’istituto. Altro progetto che coinvolge molti alunni è l’ormai decennale studio della lingua inglese, nell’ambito delle attività riconosciute dal Trinity College di Londra. Tale attività è coordinata da anni dalla prof.ssa Rosa Basile. Ed un corso di inglese è stato attivato anche nella scuola dell’infanzia. Numerose le partecipazioni e premiazioni a vari concorsi letterari e matematici. Tra questi si segnala il primo posto dell’Istituto al quarto concorso letterario La Rondine di Varese, con diversi alunni giunti tra i primi dieci. E proprio per queste numerose premiazioni, l’Istituto ha ricevuto il primo premio a tale concorso. Anche la partecipazione ai Giochi matematici, organizzati dalla Bocconi di Milano ha visto diversi vincitori. Primo posto anche per la classe 2 A della secondaria ad un progetto intitolato alla figura di Igino Giordani, realizzato dalla diocesi di Tivoli.

L’ormai consueto Sport di Classe, attività promossa dal MIUR in collaborazione col CONI, culminata con la manifestazione di fine anno al campo sportivo. Coinvolti, sotto gli occhi entusiasti dei genitori e docenti, tutti gli alunni dell’infanzia, primaria ed una rappresentanza della secondaria hanno eseguito una coreografia in onore del genio di Leonardo, nel cinquecentenario della sua morte.

Per ultimo, ma non fanalino di coda, tutt’altro, non poteva mancare lo sport della scuola secondaria. Anche quest’anno gli alunni hanno brillato in diverse discipline dei campionati studenteschi e di altre attività, come Il Mille di Miguel, una gara di resistenza, dove gli alunni, seguiti dai proff. Gerardo Caggiano ed Antonio Carrocci, hanno ottenuto degli ottimi piazzamenti in finale, permettendo alla scuola di giungere sesta nella classifica generale, su 147 scuole. Ed oltre a questa specialità anche altri successi nell’atletica, nel nuoto, nella corsa campestre.

Lo sport ormai è diventata una solida realtà, chiesta a gran voce dagli alunni, da quando il prof. Caggiano ha iniziato a far partecipare, da oltre un decennio, la scuola ai Campionati studenteschi, dopo un periodo di stasi molto lungo. Tale partecipazione ha permesso alla scuola di ottenere numerosi piazzamenti a livello provinciale, regionale ed anche nazionale, ricevendo così, a pieno titolo, la collocazione negli almanacchi del CONI e del MIUR.

E’ una scuola di successo l’istituto di Guidonia, lo dimostrano i risultati.
E ci piace chiudere con un motto, coniato sempre dal prof Caggiano, per la propria scuola: “ Nella vita si perde e si vince, ma di sicuro non perdi se studi al da Vinci.”




Tivoli, l’ufficio Prevenzioni dei Vigili del Fuoco trasloca in Capitale

TIVOLI (RM) – Dal Primo Luglio si sposta da Villa Adriana un ufficio che interessa seicentomila persone e migliaia di aziende. L’ennesimo Ufficio pubblico che abbandona il territorio.

15 parole molto semplici scritte su 4 righe di un foglio di carta conferma quello che da anni ci si aspettava

Con queste 4 righe emigra a Roma l’ Ufficio Prevenzioni dei Vigili del Fuoco di stanza nella caserma a Villa Adriana con cui era collegato dopo che per anni era stato ospite nei locali comunali di fianco alla delegazione ed ai VVUU. Un assetto dell’Amministrazione che già dal 2010 aveva considerato questa eventualità poi disattesa. L’ufficio è di vitale importanza in quanto è competente su 56 Comuni. Svolge un lavoro delicatissimo e prezioso. Come dice la parola fa prevenzione, controlli su: distributori di gas e carburante, bombole di gas propano, ospedali, pubblici spettacoli, centrali termiche , cinema, alberghi, edifici pubblici, esposizione e vendita, autorimesse, ristoranti e scuole, su, ripeto 56 Comuni.

In pratica chiunque, privato od azienda che abbia necessità di controlli ed autorizzazioni faceva capo a Villa Adriana. Dal primo luglio gli utenti oltre che con la Pec dovranno riferirsi all’ufficio sito affianco alla caserma dei Vigili del Fuoco a Roma in via Romagnoli zona Talenti.

Una sessantina di km tra andata e ritorno dal vecchio ufficio in strada Paterno: una pacchia per il traffico sulla Tiburtina, alla faccia dei servizi. Ma tant’è. I soldi sono finiti, ed allora, per sopravvivere, i servizi chiudono perché una burocrazia miope ha pensato di accentrare tutto nella Capitale.

Fortuna che sono rimasti i 20 Vigili del Fuoco operativi

I 4 o 5 dipendenti dell’Ufficio saranno posizionati a Roma per tornare ogni giorno sul territorio ed essere operativi. Resta un mistero la risposta dei burocrati, sul perché un funzionario dei Vigili del Fuoco deve farsi ogni giorno due ore di macchina per tornare operativi intorno Villa Adriana, con una spesa non indifferente in termini economici e sociali oltre con tempi più ristretti alla reale fattibilità operativa.

L’Ufficio Prevenzione non ha costi perché insito nella Caserma: un servizio reso solo più difficile e lontano con utenza oltremodo a domanda, quindi con tributi da pagare, si obbligano i cittadini ad andare a Roma in zone che definire trafficate è un eufemismo. Stiamo parlando della consolare più trafficata d’Italia con una zona a Talenti tra le più congestionate di Roma.

Il consigliere di Guidonia Montecelio di Fratelli d’Italia, Giovanna Ammaturo ha detto: “La provincia romana ed in particolare ad est della Capitale fa venire l’orticaria agli Uffici pubblici e di grandi Aziende private. A Guidonia Montecelio sono andati via tutti, da INPS, Enel, Telecom, Ufficio del Lavoro, Scuole Aeronautiche ecc.ecc. Adesso i Vigili del Fuoco iniziano da Tivoli a portare via un ufficio tanto importante e necessario per la cittadinanza. Si pensi alla necessità dei controlli per prevenzione sulle pubbliche scuole. 56 Comuni ed oltre 300 scuole, non basterebbe un anno a girarle tutte ed inoltre i funzionari devono venire da Roma in macchina farsi due ore di coda e senza sirena così come sono andati via. Parliamo di un bacino di utenza che investe direttamente seicentomila cittadini di cui è necessario avere cura e offrire servizi. Presenterò al Sindaco di Guidonia una mozione perche si impegni con tutti gli altri 55 Sindaci a far ripensare il Comando dei Vigili del Fuoco sulla sciagurata decisione.

L’Ufficio per il Nulla Osta operativo deve rimanere nel territorio, abbiamo troppo rispetto per i Vigili del Fuoco non possiamo permetterci di perderne neanche uno.”




Roma, Atac. La vergogna dei bus arrivati da Israele: l’opposizione e la magistratura facciano il ruolo che gli appartiene

Le speranze di un servizio bus adeguato si stanno cuocendo sotto il sole mentre il contratto secondo ATAC è stato rescisso. L’opposizione e la magistratura facciano il ruolo che gli appartiene.

Non si resta indifferenti davanti ai 40 bus Iveco di linea che da Israele per conto di ATAC sono stati stoccati al km 31 della via Merammana Inferiore a La Botte di Guidonia nel Centro Polimar, mentre gli altri 30 sono rimasti a Salerno.

Polimar è un Gruppo che da 40 anni opera nelle attività delle pratiche automobilistiche con otto società satelliti e con sedi a Fiano, Pomezia, Roma Torrenova e Nettuno oltre a Guidonia.

40 bus sotto il sole senza pensiline a far da corollario ad un capannone su un terreno dove solo tre anni fa si produceva mais, grano e tabacco, costeggiato dal fiume artificiale dell’acqua sulfurea captata dalle cave che grazie a potenti pompe viene indirizzato a monte verso l’Aniene.

Che siano usati questi enormi bus a due porte color grigio te ne accorgi solo dalla pelle che manca totalmente sulla corona dello sterzo

Sono del 2008 e la carrozzeria si presenta integra: neanche un graffio segno che prima di mandarli in Italia sono passati in carrozzeria. Alcuni hanno ancora le vetrofanie in alfabeto ebraico quanto le targhe e le scritte di sicurezza, ma molti sono stati già romanizzati con la scritta ATAC e gli adesivi lungo le fiancate ed uno enorme sul retro del bus su cui campeggia ATAC – ROMA.

All’interno i posti a sedere sono pochi e comodi forse più utili per le linee extra urbane

Da notizie di oggi, dopo il solstizio d’estate, i bus di 11 anni fa non essendo euro 6 ma 5 ovvero l’insieme di Standard europei sulle emissioni inquinanti definiti nel 2008 che si applica ai veicoli stradali nuovi venduti nell’UE a partire dal 2009, non possono essere reimmatricolati ed ATAC ha deciso di rescindere il contratto.

Intanto la Società dopo le notizie stampa nel merito si è affrettata a confermare che non ci saranno problemi sull’anticipo del 16% ai fornitori (costo per nolo e manutenzione circa 500mila euro al mese) esistendo le misure idonee per garantirsi da eventuali danni.

Oltre che sull’anticipo c’è una polizza fideiussoria che tutela l’azienda da ogni inadempienza. Certo sarebbe anche giusto che i Romani sappiano il costo di certe polizze.

Ci si chiede se fosse necessario noleggiare dei bus usati da Israele quando l’Italia negli anni è stata brava a vendere le carrozze ferroviarie di terza classe dopo la guerra del Kosovo all’Albania o all’Algeria

Eravamo bravi a vendere le linee di costruzione delle 124 alla Russia delle 125 all’Egitto o della Tempra alla Turchia. Siamo stati da comica fantozziana quando nel 2018 abbiamo comperato a Napoli i vagoni della metro più grandi della linea ferrata e più larghi delle gallerie di 14 cm. Il costo del nolo o se fosse più adeguato l’acquisto consta ai responsabili ma da cittadino ricordo che l’Iveco di Ariano Irpino chiuse nel 2011 perché senza commesse e 350 lavoratori hanno esaurito anche la CIGS.

Per amor patrio siamo difensori dei cittadini che quotidianamente prendono i bus senza aria condizionata con il timore che vadano a fuoco o che non entri acqua piovana. Ma chi pensa agli utenti, quelli che vivono quotidianamente i problemi reali del trasporto pubblico. A loro, ai turisti, ai cittadini romani che pagano l’addizionale IRPEF, quanto il biglietto o la tassa di soggiorno, poco importa se il bus è a nolo o acquistato: vuole solo il servizio, ed un giorno in più, i tempi biblici di una ulteriore gara li reggono sulle spalle, solo loro.

Non siamo giustizialisti ma c’è un giudice a Roma quanto a Berlino?

Per molto meno la magistratura è intervenuta d’ufficio teorizzando reati senza autori. C’è un responsabile, un consigliere che andrebbe defenestrato per incapacità manifesta. Il merito economico del servizio ai cittadini deve essere riconosciuto ai lavoratori che producono gli autobus non a Società commerciali brave nel dare le giuste indicazioni.

C’è una risposta a tanta offesa agli utenti?

O tutto sarà dimenticato tra una settimana. Si auspica che la politica d’opposizione faccia la sua parte ed un giudice analizzi la convenienza economica e tenga in conto i concreti interessi di tutti i Romani e dei Turisti oltre ai costi già effettuati per la preparazione e la sanificazione dei mezzi che di certi non possono passare in cavalleria.