Cinquantenario della Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa: Il Presidente della Finlandia propone un vertice di Helsinki 2025

Il presidente finlandese Sauli Niinistö ha proposto un Helsinki Summit 2025, che sia celebrativo del cinquantenario della conclusione della Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa – CSCE – del 1975, ma anche propositivo, suggerendo che le preoccupazioni relative al clima potrebbero far riunire le grandi potenze anche su altre questioni.

Secondo Niinistö, l’incontro potrebbe essere utile non solo per le questioni climatiche ma anche per la risoluzione delle questioni militari e le tensioni nella regione. Il vertice dovrebbe aver luogo nella scia dello Spirito di Helsinki che diede all’epoca un grande contributo alla distensione e portò alla fondazione della OSCE nel 1995.

Niinistö ha espresso questa possibilità in un intervento pubblicato sul principale quotidiano finlandese Helsingin Sanomat, ipotizzando che un simile incontro potrebbe esser utile per disinnescare le crescenti tensioni tra grandi potenze come Stati Uniti, Cina e Russia.

Nell’articolo,, chiede retoricamente come si possa nel frattempo, instaurare un dialogo costruttivo affermando che “il modello più praticabile… è il processo avviato dall’Accordo di Parigi sul clima. Abbiamo una questione importante in comune. Risultati necessari devono essere raggiunti al vertice di Glasgow sul clima [all’inizio di novembre 2021]. La Coalizione per il Clima dei Ministri delle Finanze, che la Finlandia ha co-fondato e continua a guidare, ha un suo promettente percorso”.

Nel 2018, Niinistö aveva discusso di questioni artiche come il black carbon (nero di carbonio) durante colloqui con il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo americano Donald Trump, che aveva già deciso di ritirare gli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi del 2015, al quale è stata nuovamente data adesione lo scorso febbraio. Lo stesso Niinistö aveva sollevato questioni relative all’Artico durante un incontro del 2019 con Trump, in quell’occasione proponendo “un primo vertice artico in assoluto, che riunisca i capi di stato e governo degli otto membri del Consiglio: Stati Uniti, Russia, Canada e cinque Stati nordici ”. Niinistö ha suggerito che un vertice allargato potrebbe essere tenuto, ad esempio, nel 2025,a mezzo secolo di distanza dalla Conferenza Sicurezza e Cooperazione in Europa (CSCE) a Helsinki, che riunì i capi di stato di 35 paesi dell’Europa e del Nord America con esiti non irrilevanti.

“Tra quattro anni, la celebrazione costituirebbe una buona occasione per riportare lo spirito di Helsinki nel mondo. Ancora una volta, è necessaria una spirale positiva, prezioso fondamento dell’OSCE, rispettando i valori di libertà, democrazia e diritti ”, ha scritto il presidente. Niinistö, 72 anni, ha aggiunto che gli piacerebbe osservare questo possibile nuovo vertice dal suo divano di casa: infatti, il suo secondo e ultimo mandato come presidente termina all’inizio del 2024.

Niinistö ha discusso di quest’eventuale Helsinki 2025 anche con la cancelliera tedesca Angela Merkel in una recente conversazione telefonica da lui definita “positiva”.

È quindi evidente che il presidente finlandese non intende limitarsi a proporre una semplice parata celebrativa di un evento ormai sfumato dal tempo, come quello di 50 anni fa, ma contribuire a rianimare uno spirito assopito dalle vicende politiche e sociali dei decenni passati, riempendolo di contenuti concreti, sempre con l’obiettivo pragmatico di contribuire a costruire elementi di unione quanto più si addensano elementi di contrasto e conflitto. Una rivisitazione ed analisi di un nuovo ordine europeo e mondiale non sembrano secondarie specialmente nel corso di una ricostruzione post pandemica non facile per nessuno.




Finlandia, la Commissione Europea approva 350 milioni di euro di sostegno al settore del trasporto aereo sofferente dai danni pandemici

La Commissione europea ritiene che 351,38 milioni di euro di sostegno finlandese a favore di Finnair, compagnia aerea di bandiera,siano in linea con le norme dell’UE sugli aiuti di Stato. La misura mira a risarcire la compagnia aerea per i danni subìti a causa dell’epidemia di coronavirus tra il 16 marzo e il 31 dicembre 2020.

Margrethe Vestager

La vicepresidente esecutiva Margrethe Vestager, responsabile della politica di concorrenza, ha dichiarato: “il settore del trasporto aereo ha risentito in particolare delle varie restrizioni di viaggio imposte per contenere la diffusione del coronavirus. Con la misura che abbiamo approvato, la Finlandia compenserà Finnair dei danni direttamente subiti a seguito di tali restrizioni “.

Finnair è una delle principali compagnie aeree della rete operante in Finlandia, con quasi 15 milioni di passeggeri trasportati nel 2019 (67% del totale dei passeggeri trasportati all’interno, da e per la Finlandia nel 2019). Prima della pandemia, Finnair ha operato una flotta di 59 aerei con voli su oltre 130 destinazioni, concentrandosi soprattutto sui mercati europei e asiatici. Le restrizioni in atto sia in La Finlandia e in altri paesi di destinazione al fine di limitare la diffusione del coronavirus hanno pesantemente influenzato le operazioni di Finnair, in particolare per quanto riguarda i voli internazionali e intercontinentali. A seguito di ciò, Finnair ha sostenuto perdite operative significative almeno fino al 31 dicembre 2020. La Finlandia ha notificato alla Commissione una misura di aiuto per risarcire Finnair per i danni subiti tra il 16 marzo 2020 e il 31 dicembre 2020 a causa delle restrizioni di viaggio necessarie per limitare il diffusione del virus: nel primo periodo di compensazione, dal 16 marzo al 30 giugno 2020, la misura notificata lo farà risarcire Finnair per la perdita complessiva di introiti causata dalle restrizioni di viaggio imposte in Finlandia, UE e paesi extra UE. Nel secondo periodo di risarcimento a partire da luglio, dato che molte restrizioni di viaggio nella UE erano state revocate, la misura notificata compensa Finnair per le perdite causate da restanti o nuove restrizioni di viaggio relative a rotte specifiche.

Il sostegno assumerà la forma di un prestito ibrido dell’importo di 351,38 milioni di euro.

La Commissione ha valutato la misura ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 2, lettera b), del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea (TFUE), che consente alla Commissione di approvare misure di aiuto di Stato concesse dagli Stati membri per risarcire società o settori specifici per i danni causati direttamente da eventi eccezionali.

La Commissione ha ritenuto che l’epidemia di coronavirus si qualifichi come un evento eccezionale, trattandosi di un evento straordinario, imprevedibile e di notevole impatto economico. Di conseguenza, interventi eccezionali dello Stato membro per risarcire i danni legati al focolaio sono giustificati. La Commissione ha riscontrato che la misura finlandese compenserà i danni subiti da Finnair che sono direttamente collegati all’epidemia di coronavirus, poiché la perdita di reddito dell’intera azienda tra il 16 marzo 2020 e il 30 giugno 2020, nonché sulle rotte selezionate tra il 1 luglio 2020 e il 31 dicembre 2020, possono essere considerati danni direttamente collegati al verificarsi eccezionale.

La Commissione ha inoltre riscontrato che la misura è proporzionata, anche oltre giugno 2020, poiché l’analisi quantitativa del percorso presentata dalla Finlandia identifica adeguatamente i danni imputabili alle misure di contenimento, e quindi la compensazione non eccede quanto necessario per riparare i danni su quelle rotte. Inoltre, la misura di aiuto prevede un meccanismo di recupero in base al quale ogni possibile sostegno pubblico eccedente il danno effettivo ricevuto dal beneficiario dovrà essere rimborsato allo Stato finlandese. Il rischio che l’aiuto di Stato superi il valore del danno è pertanto escluso. Inoltre, la Commissione si è assicurata che l’attuale misura non porti ad un cumulo di aiuti in vista di una garanzia di prestito statale  e di una ricapitalizzazione di Finnair approvati dalla Commissione nella primavera del 2020 nell’ambito del quadro temporaneo per gli aiuti di Stato. Su questa base, la Commissione ha concluso che la misura finlandese di risarcimento del danno è in linea con le norme UE sugli aiuti di Stato.

Anche per Finavia

Analoga decisone riguarda quella assunta per la società finlandese di gestione aeroportuale, Finavia Per la quale la Commissione ha intatti autorizzato un sostegno  complessivo di 350 milioni di euro,

La stessa Vestager ha dichiarato: “Finavia, come molte altre società attive nel settore dell’aviazione, è stata duramente colpita dalla crisi causata dall’epidemia subendo perdite significative a causa delle restrizioni di viaggio che la Finlandia e altri paesi hanno dovuto imporre per limitare la diffusione del virus. Questo pacchetto di sostegno da 350 milioni di euro consentirà alla Finlandia di sostenere l’operatore aeroportuale in diverse forme, con un conferimento di capitale, od un prestito subordinato e una misura di risarcimento parziale della società per i danni direttamente collegati al focolaio. Noi continuiamo a lavorare in stretta collaborazione con gli Stati membri per garantire che le misure di sostegno nazionali siano attuate il più rapidamente ed efficacemente possibile, in linea con le norme dell’UE “.

Le misure per Finavia

Finavia è un importante operatore aeroportuale in Finlandia. Gestisce 21 aeroporti, compreso l’aeroporto di Helsinki. Nel 2020, ha subito perdite rilevanti, a causa del calo significativo della domanda di viaggi e di restrizioni di viaggio che la Finlandia e altri paesi hanno dovuto imporre per limitare la diffusione del coronavirus. Questi fattori continuano a deteriorare la situazione finanziaria di Finavia, mettendo a rischio la posizione patrimoniale e di liquidità della società.

La Finlandia aveva notificato alla Commissione tre misure a favore di Finavia, vale a dire (i) 249 milioni di euro conferimento di capitale, (ii) un prestito subordinato di 33 milioni di euro, entrambi nell’ambito dell’aiuto di Stato temporaneo e (iii) una misura di 68 milioni di euro per risarcire direttamente l’azienda per il danno subìto a seguito della pandemia ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 2, lettera b), del trattato sul Funzionamento dell’Unione europea (TFUE).

Per quanto riguarda il conferimento di capitale, la Commissione ha riscontrato che la misura di ricapitalizzazione notificata da parte della Finlandia è in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del TFUE e con le condizioni stabilite nel documento temporaneo.

Con una serie di obblighi, vincoli e condizioni tipiche di queste misure, la Commissione ha quindi autorizzato i sostegni descritti al settore finlandese del trasporto aereo civile, per un complessivo ammontare di circa 700 milioni di euro.




L’anello anti Covid che viene dalla Finlandia

Ogni innovazione seria, che possa dare un contributo contro questa pandemia devastante, è benvenuta, se frutto di indagine scientifica verificata e plausibile. L’ azienda innovativa Oura, basata ad Oulu, Finlandia, ha realizzato un anello ‘intelligente’ con sensori incorporati in grado di misurare la temperatura corporea e segnalare l’arrivo della febbre o anche sintomi causati anche dal virus Covid.

Il progetto è stato presentato sulla rivista ‘Scientific Reports’ https://www.nature.com/articles/s41598-020-78355-6  dai ricercatori di prestigiosi atenei Usa che ne hanno spiegato i meccanismi di funzionamento. Il lavoro è stato sviluppato congiuntamente da scienziati delle Università di San Diego e San Francisco e del Massachusetts Institute of Technology di Boston. Prima della pubblicazione sulla rivista, c’è stata una prima sperimentazione effettuata su medici e infermieri dell’UCSF and San Francisco General Hospital.

Quest’anello è in grado di monitorare i parametri biologici e quindi riesce ad anticipare la insorgenza di sintomi legati ad influenza e coronavirus. Tra le analisi da parte dell’anello vi sono la misurazione della temperatura corporea, il battito cardiaco, il ritmo respiratorio e l’attività fisica effettuata dalla persona. A corredo un algoritmo, ancora in via di perfezionamento, in grado di prevedere lo stato di salute. Secondo un’indagine, effettuata su circa 65mila individui, sarebbe proprio l’alterazione della temperatura ad anticipare il Covid-19.

L’anello è realizzato in resistente titanio, con un rivestimento in carbonio simile al diamante antigraffio e una modanatura interna anallergica e non metallica senza cuciture.

S’inserisce nella serie di strumenti non farmacologici che, in qualche misura, potrebbero essere utili nell’individuare alcuni sintomi anche riferibili ad un insorgente contagio da Covid 19.




Anche in Finlandia le zone rosse, il governo presenta una proposta al Parlamento sulla limitazione temporanea della libertà di movimento e di contatti stretti

Il governo, guidato dalla prima ministra Sanna Marin, ha presentato il 25 marzo una proposta che imporrebbe restrizioni temporanee alla libertà di movimento e di stretti contatti ed introdurrebbe un  obbligo di indossare la mascherina nelle aree più colpite dal COVID-19. L’obiettivo principale è ridurre il numero di incontri e contatti stretti tra le persone nelle aree in cui il COVID-19 si sta diffondendo rapidamente e in modo incontrollabile, nonché di proteggere le persone dalla pericolosa malattia trasmissibile e salvaguardare la capacità del sistema sanitario. Le restrizioni sarebbero introdotte mediante decreto governativo specifico nelle aree in cui l’epidemia non può più essere prevenuta utilizzando le misure esistenti.

In particolare, nei distretti ospedalieri di Helsinki e Uusimaa e nella Finlandia sud-occidentale, la situazione è così grave che se l’incidenza della malattia aumentasse al ritmo attuale, la necessità di cure mediche crescerà in modo significativo e vi è una probabilità del 50-75% che nelle prossime settimane si oltrepassi la capacità di carico dell’assistenza sanitaria specializzata. Le nuove varianti di virus che si stanno attualmente diffondendo sono del 30-50% più trasmissibili del virus originale diffusosi ad inizio epidemia. Si stima che due terzi di tutti i nuovi casi di COVID-19 a Helsinki e Uusimaa siano causati da nuove varianti di virus, mentre la cifra corrispondente per la Finlandia sudoccidentale è quasi la metà. Le limitazioni alla circolazione potrebbero essere imposte per tre settimane alla volta. Nelle aree in cui sono in vigore le restrizioni alla circolazione, le persone sarebbero autorizzate a lasciare le proprie case o luoghi di residenza solo per motivi essenziali o per attività ricreative all’aperto. Le persone possono spostarsi all’aperto per scopi ricreativi o di attività sportiva con altri appartenenti alla stessa famiglia o al massimo altre due persone. Durante le attività all’aperto, è importante mantenere una distanza di sicurezza dalle altre persone. Sarebbero ammessi animali domestici che camminano. I bambini nati nel 2008 o successivamente sarebbero autorizzati a svolgere attività all’aperto e giocare all’aperto con altri bambini. È sempre consentito tornare a casa o nel luogo di residenza. Le persone che vivono in aree in cui sono in vigore le restrizioni sarebbero autorizzate a lasciare il loro comune di residenza solo per motivi essenziali. Lo stesso varrebbe per le persone di altri comuni che entrano in aree in cui sono in vigore le restrizioni. La circolazione sarebbe consentita anche a chi lascia o entra nel Paese. Le restrizioni potrebbero essere imposte per un periodo massimo di 21 giorni e sarebbero in vigore solo per il tempo necessario. Potrebbero essere prolungate per un massimo di 21 giorni alla volta. La proposta legislativa del governo introdurrebbe anche un obbligo di mascherina nelle aree in cui sono in vigore le restrizioni alla circolazione. In linea con la proposta, tutte le persone nate nel 2007 o prima devono indossare una maschera facciale mentre si trovano negli spazi interni e nei mezzi di trasporto con persone diverse da quelle appartenenti allo stesso nucleo familiare. La polizia potrebbe imporre una multa fissa di 40,00 euro per violazione di tale obbligo. In sostanza. La legge introdurrebbe in Finlandia una regolamentazione con restrizioni anti Covid assimilabile, in qualche modo, alle zone rosse adottate in Italia.

Se venissero introdotte le limitazioni alla circolazione proposte, i dettagli saranno comunicati in modo ampio e multilingue attraverso una varietà di diversi canali di comunicazione. Una comunicazione efficace mira a garantire che le informazioni sulle restrizioni raggiungano tutte le persone che vivono, lavorano e si spostano nelle aree in cui le restrizioni sono in vigore. La polizia sarebbe responsabile del monitoraggio del rispetto delle limitazioni alla circolazione. Su richiesta della polizia, le persone dovrebbero fornire un resoconto della loro destinazione e del motivo per cui si spostano all’esterno. La polizia non potrebbe impedire a una persona di spostarsi all’esterno per un motivo essenziale previsto dal decreto. La polizia potrebbe ordinare alla folla di disperdersi, arrestare le persone che violano le restrizioni e imporre una multa per la violazione.

La legge entrerà in vigore il prima possibile e rimarrà in vigore fino al 14 maggio 2021ma non si applicherebbe nella regione autonoma delle Åland.

L’incidenza di nuovi casi nelle ultime due settimane è stata di 173 ogni 100.000 abitanti, mentre nelle due settimane precedenti era di 152. Attualmente, il numero di riproduzione di base stimato è 1,0–1,15, leggermente inferiore alla settimana prima.




Pisa, l’Università promuove un evento internazionale e una nuova composizione musicale per “700 Dante”

In occasione del Dantedì, la Giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri, l’Università di Pisa ha illustrato le principali iniziative con cui l’Ateneo intende celebrare il 700° anniversario della morte del Sommo Poeta.

“Gli eventi danteschi del nostro Ateneo – ha detto Alberto Casadei, ordinario di Letteratura italiana al Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica – entrano in sinergia con altri importanti qui a Pisa, come la mostra dedicata alle magnifiche illustrazioni all’’Inferno’ dell’artista inglese Tom Phillips a Palazzo Blu (marzo-luglio 2021). Nello stesso tempo si inseriscono perfettamente in un quadro nazionale, grazie alla collaborazione con l’Associazione degli Italianisti (Adi) per la serie di incontri “Nel nome di Dante” (il programma completo è disponibile sul sito www.dantenoi.it)”.

Nello specifico, a maggio, in continuità con gli appuntamenti organizzati a Pisa dal professor Marco Santagata sino al 2020, saranno proposti alcuni incontri di livello internazionale su “Dante a Pisa”, coordinati dai professori Alberto Casadei, Stefano Garzonio e Biancamaria Rizzardi e in collaborazione con la Fondazione Palazzo Blu.

Tra gli ospiti ci saranno Maaza Mengiste, considerata una delle voci più potenti della letteratura contemporanea afroamericana e autrice di opere che esplorano temi quali la guerra, l’esilio, la migrazione e la rivoluzione, con particolare attenzione all’Etiopia, sua terra di origine, e Marija Stepanova, personalità di spicco nella poesia e nella prosa russa contemporanea e autrice del romanzo “Memoria della memoria”, vero e proprio caso letterario dell’anno 2017, che nel ricostruire la storia della propria famiglia offre una riflessione storico-filosofica e politica sulle strategie di interpretazione del passato. In entrambe queste autrici la lettura di Dante ha lasciato il segno, e comunque è fondamentale sentire la voce di scrittrici contemporanee che rileggono il grande poeta a settecento anni dalla morte, come già sono state innovative le letture dantesche di Eliot, Montale o Borges.

Oltre a queste autrici, che si collegheranno in streaming il pomeriggio del 10 maggio, il giorno 11 maggio parlerà della sua idea di Dante il fisico pisano Guido Tonelli, mettendo in rilievo gli aspetti cosmologici della “Divina commedia” in rapporto alle convinzioni attuali. Sempre l’11 maggio, auspicabilmente in presenza, lo scrittore Walter Siti proporrà le sue come sempre intelligenti e provocatorie riflessioni in un intervento dal titolo “Dante ci aiuta o è un fantasma persecutorio?”. In questo ambito è previsto anche un ricordo di Marco Santagata a pochi mesi dalla sua prematura scomparsa, con la partecipazione di Maria Cristina Cabani e Giuseppe Petralia. Al termine di questi incontri sarà presentato il progetto dell’Università di Pisa dal titolo “Dante. L’altre stelle”, che intende proporre una nuova composizione su Dante Alighieri con un oratorio per soli, grande coro e orchestra composto per l’occasione dal musicista pisano Marco Bargagna, del Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze, su testi originali e antologia dantesca del professor Alberto Casadei.

Il concerto è in programma per novembre, in prima mondiale, al Teatro Verdi e vedrà come protagonista il Coro dell’Università di Pisa insieme a solisti di chiara fama sotto la direzione del maestro Stefano Barandoni. Nel pomeriggio dell’11 maggio, alla Fondazione Palazzo Blu, sarà anticipata l’esecuzione di alcuni brani, con solisti accompagnati da un pianoforte: si potrà quindi almeno “assaggiare” questa nuova composizione, che presenterà un Dante inedito, quando pensa con rimpianto alla sua Firenze e medita di (ri)cominciare a scrivere la “Divina commedia”, trovandosi tra Lunigiana e Lucchesia all’incirca nel 1307. Biografia e poesia si intrecciano con una musica sempre variata, che accompagnerà il canto basato su alcuni fra i più celebri versi della “Vita nota” e della “Divina commedia”.




Venezia, alla finlandese Kaija Saariaho il Leone d’Oro alla carriera della Biennale Musica

È la compositrice finlandese Kaija Saariaho il Leone d’Oro 2021 alla carriera “per lo straordinario livello tecnico ed espressivo raggiunto nelle sue partiture corali e per l’originalità del trattamento della voce”.

All’ensemble vocale di Stoccarda Neue Vocalsolisten è stato attribuito il Leone d’Argento “per la collaborazione creativa con alcuni tra i più grandi compositori viventi e per lo sviluppo di un repertorio vocale a cappella nell’ambito della scrittura contemporanea”. Entrambi i riconoscimenti sono stati proposti dal Direttore del Settore MusicaLucia Ronchetti, e accolti dal Consiglio di Amministrazione della Biennale di Venezia.

Il 65. Festival Internazionale di Musica Contemporanea, intitolato Choruses e dedicato alle drammaturgie vocali nella produzione compositiva contemporanea, si svolgerà a Venezia dal 17 al 26 settembre.

Kaija Saariaho sarà dedicata la giornata inaugurale del 17 settembre con la cerimonia di consegna del Leone d’Oro alla carriera (Ca’ Giustinian, ore 12.00) e il concerto di apertura eseguito da Orchestra e Coro del Teatro La Fenice di Venezia diretti da Ernest Martinez-Isquierdo (Teatro La Fenice, ore 20.00). In programma: la prima esecuzione italiana di Oltra Mar, per coro e orchestra, composto da Kaija Saariaho nel 1999 e la prima esecuzione italiana di un lavoro orchestrale di Hans Abrahamsen del 2011, basato sull’orchestrazione dei Children’s Corner di Claude Debussy.

Come recita la motivazione: “Nell’ambito della sua vasta produzione per voce, ensemble vocale e coro Kaija Saariaho sarà premiata con il Leone d’Oro in particolare per Oltra mar, considerato un capolavoro assoluto. Oltra mar, che in francese antico significa ‘attraverso il mare’, presenta una scrittura armonica complessa ma trasparente e la sintesi di colori orchestrali inediti e metamorfici di ascendenza impressionista”. “Fra i maggiori compositori viventi e uno dei più eseguiti al mondo – prosegue la motivazione – la musica di Kaija Saariaho ha il dono della potenza e dell’immediatezza e genera affreschi acustici inediti e narrazioni sonore originali”.

Kaija Saariaho (Helsinki, 1952) è fra i maggiori esponenti di una generazione di compositori finlandesi che ha influenza internazionale. Ha studiato composizione a Helsinki, Friburgo e Parigi, dove vive dal 1982. I suoi studi e le sue ricerche all’IRCAM hanno influenzato molto la sua musica con quella caratteristica tessitura rigogliosa e misteriosa, spesso creata combinando musica dal vivo ed elettronica. Anche se larga parte della sua produzione abbraccia lavori da camera, dalla metà degli anni ’90 ha affrontato sempre più spesso organici allargati e ampie strutture come le opere L’Amour de LoinAdriana Mater ed Emilie. È attorno alle opere che fiorisce la sua produzione vocale, in particolare l’affascinante Château de l’âme (1996), Oltra mar (1999), Quatre instants (2002), True Fire (2014). L’oratorio La Passion de Simone, sulla vita e la morte della filosofa Simone Weil, faceva parte del festival internazionale di Sellars ‘New Crowned Hope’ nel 2006/07. La versione da camera dell’oratorio ha debuttato con La Chambre aux echos al Bratislava Melos Ethos Festival nel 2013.

Saariaho ha ricevuto i maggiori premi in composizione: Grawemeyer Award, Wihuri Prize, Nemmers Prize, Sonning Prize, Polar Music Prize. Nel 2018 riceve il BBVA Foundation’s Frontiers of Knowledge Award. Nel 2015 fa parte della giuria del Toru Takemitsu Composition Award.

Sempre dedita a programmi educativi intensivi, La compositrice è stata mentore per la musica nel 2014-15 Rolex Mentor and Protégé Arts Initiative ed è stata in residenza all’U.C. Berkeley Music Department nel 2015. Saariaho continua a collaborare con il teatro. Only The Sound Remains, il suo più recente lavoro operistico in collaborazione con Peter Sellars, ha debuttato ad Amsterdam nel 2016. Lo stesso anno, la sua prima opera L’Amour de Loin ha debuttato in un nuovo allestimento al Metropolitan Opera di New York con la regia di Robert Le Page. Il Park Avenue Armory e la New York Philharmonic hanno celebrato la sua musica orchestrale accompagnata da interventi visivi. Nel febbraio 2017 il ritratto dedicatole dal Festival Presences di Radio France ha animato Parigi.

La sua nuova opera, Innocence, debutterà nel luglio 2021 al Festival International d’Art Lyrique d’Aix-en-Provence.




La Cina pronta a comprare un aeroporto nella Lapponia finlandese

La politica di espansione internazionale della Cina non è novità recente: da anni opera in molte aree dell’Africa, ha forti investimenti negli Stati Uniti,estende la sua influenza in Sud America sia con politiche assistenziali che commerciali molto spinte e investe anche in Europa. Gli investimenti diretti esteri cinesi in Italia sono aumentati da 573 milioni di euro nel 2015 a 4,9 miliardi nel 2018, secondo un rapporto del Comitato parlamentare italiano per la sicurezza della Repubblica (Copasir). Il rapporto rileva che una grande concentrazione di investimenti cinesi è stata effettuata in società percepite come ad alto valore strategico, in particolare nei settori dell’energia e delle reti. In Finlandia, in particolare, ha già realizzato ampi investimenti nel settore turistico, specie nell’estremo nord del paese, in Lapponia. La Finlandia è diventata la quinta destinazione di investimenti più importante della Cina in Europa, subito dopo Regno Unito, Germania, Francia e Italia. Secondo dati risalenti a fine 2017, l’importo totale degli investimenti cinesi in Finlandia ammonta a quasi 10 miliardi di dollari USA, che coprono settori quali ICT, software, cleantech, bioeconomia e produzioni di fascia alta.

Secondo Antti Aumo, dirigente dell’agenzia finlandese ‘Invest in Finland’, il valore accumulato degli investimenti cinesi in Finlandia dal 1950 al 2012 non è stato superiore a 100 milioni di dollari, mentre il solo 2016 ha registrato 6,9 miliardi di euro. L’attenzione si è spostata dalla vendita di prodotti alle alte tecnologie innovative. Ma taluni investimenti possono presentare rischi: solo di recente si è saputo che la Cina intendeva acquistare un aeroporto in Lapponia per effettuare voli di ricerca sul clima nella zona polare, ma le forze di difesa finlandesi hanno respinto un’offerta da parte dell’Istituto Cinese di Ricerca Polare di acquistare o affittare l’aeroporto di Kemijärvi per motivi di sicurezza. La notizia è stata diffusa dall’emittente nazionale Yle: l’aeroporto di Kemijärvi nella Lapponia orientale è normalmente senza dotazioni di personale e non gestisce voli passeggeri regolari. La pista lunga 1.400 metri è utilizzata principalmente dal locale club aviatorio e periodicamente da una compagnia privata per i voli di prova di droni.

Nel gennaio 2018, una delegazione cinese guidata dal direttore del Polar Research Institute of China e dal direttore dell’amministrazione cinese per l’Artico e l’Antartico, si era recata nella municipalità di Kemijärvi e di recente il sindaco della cittadina ha dichiarato a YLE che scopo della delegazione era quello di ottenere una base aerea per i voli di ricerca sul clima artico e sulla calotta glaciale artica. Allo scopo, un grande jet avrebbe dovuto operato da quell’aeroporto con diverse apparecchiature di misurazione, effettuando voli sul Polo Nord, e misurazioni varie.

Se l’accordo fosse stato raggiunto sarebbe stato necessario estendere la pista da 1400 metri a 3 chilometri in modo da consentirne l’uso da parte di un grande aereo a reazione pesante. Secondo il sindaco Rantanen, la delegazione cinese era disposta a pagare i 40 milioni di euro stimati per tale prolungamento. Tuttavia, la pista è adiacente al poligono di tiro di Rovajärvi, il più grande campo di tiro d’Europa per le esercitazioni di artiglieria, vasto 1.110 chilometri quadrati, tra la città di Kemijärvi ed il capoluogo Rovaniemi. Un consulente del Ministero della Difesa ha confermato a Yle che i piani sul possibile acquisto dell’aeroporto di Kemijärvi sono arrivati ​​al ministero nel 2018, chiarendo che sarebbe stato improbabile che l’aeroporto, adiacente a un poligono di tiro militare strategicamente importante, potesse essere venduto ad una entità statale estera. Inoltre, una proposta del genere sarebbe irrealistica data la legislazione dell’UE dell’ottobre 2020 che limita gli investimenti esteri.

La Cina ha attualmente centri di ricerca nella regione artica in Groenlandia, Islanda e nell’arcipelago delle Svalbard ed il Polar Research Institute cinese gestisce una base scientifica a Ny-Ålesund, nell’arcipelago norvegese delle Svalbard. La Cina ha due rompighiaccio di ricerca che navigano nell’Artico e in Antartide nonché una nave rompighiaccio a propulsione nucleare per le acque artiche anche se non operata dal citato Polar Research Institute.




Transizione energetica, in Finlandia il primo stabilimento a zero emissioni

Il gruppo multinazionale italiano Prysmian Group, leader mondiale nel settore dei sistemi in cavo per l’energia e le telecomunicazioni, compie un altro passo verso il miglioramento della sostenibilità delle sue operazioni: rendere il suo stabilimento finlandese che produce cavi sottomarini ad alta e media tensione il centro di eccellenza del Gruppo anche per il consumo di energia “verde”. Per Prysmian Group quello di Pikkala è uno stabilimento strategico in quanto centro di eccellenza nella produzione di cavi destinati a interconnessioni terrestri e sottomarine per parchi eolici sia di terra che in acqua a livello internazionale.

Il 100% dell’energia utilizzata presso lo stabilimento di Pikkala sarà ottenuto da fonti innovabili certificate. Il sistema di riscaldamento a biomasse presente all’interno del sito ridurrà le emissioni annuali di CO2 grazie all’utilizzo di legno riciclato da varie fonti, incluse le bobine Prysmian impiegate per trasportare i cavi e ormai non più fruibili per uso industriale. Si tratta di un altro passo che Prysmian compie nella corsa per azzerare le proprie emissioni nette. Per ridurre ulteriormente le emissioni di CO2 la flotta di auto aziendali di Pikkala è ora interamente costituita da veicoli ibridi o elettrici, in linea con gli obiettivi generali del Gruppo. Lo stabilimento di Pikkala produce cavi terrestri e sottomarini ad alta, media e bassa tensione per la transizione energetica ed è uno dei tre stabilimenti europei di Prysmian Group a produrre cavi sottomarini, insieme ad Arco Felice (Napoli) e Drammen (Norvegia).

“Stiamo accelerando il nostro impegno verso la de-carbonizzazione” ha dichiarato Andrea Pirondini, responsabile operativo. “Puntiamo a definire obiettivi a base scientifica per ridurre le emissioni di CO2 e misureremo anche le emissioni della catena di distribuzione (Scope 3), oltre a quelle prodotte direttamente dal Gruppo. Allo stesso tempo intendiamo sviluppare nei nostri stabilimenti nuovi sistemi di energia circolare, come quello di Pikkala”.

Grazie alle tecnologie all’avanguardia impiegate, i cavi prodotti nello stabilimento di Pikkala supportano il settore in espansione delle energie rinnovabili in Europa e negli Stati Uniti. Pikkala ha fornito cavi per molti progetti di parchi eolici in acqua europei, inclusi Helwin 1 e Helwin 2, Borwin 3, Dolwin 3 e Dolwin 5, oltre che per numerose interconnessioni sottomarine come COBRA e IFA2. Lo stabilimento fornirà a Vineyard, sviluppatore statunitense di parchi eolici in acqua, un sistema in cavo di potenza sottomarino per un parco al largo della costa del Massachusetts. Prysmian Group è anche leader nel mercato finlandese delle energie rinnovabili e fornisce cavi per diversi progetti relativi all’eolico di terra sviluppati nel paese.

Utilizzare energia rinnovabile a Pikkala permetterà a Prysmian di raggiungere diversi obiettivi inseriti nella Sustainability Scorecard per il 2022: ridurre le emissioni di CO2 del 2-3%, riciclare ben due terzi dei rifiuti generati e riutilizzare il 27% delle bobine. A decorrere dal 2020 e nei successivi tre anni Prysmian ha in programma di investire circa 450 milioni di euro per migliorare ulteriormente la sostenibilità della propria organizzazione e catena di distribuzione ed accelerare lo sviluppo di tecnologie in cavo, strumentazione e servizi all’avanguardia. Il consumo energetico, la circolarità e la riciclabilità dei rifiuti sono al centro degli impegni di Prysmian. I rilievi e i lavori di preparazione per il sistema di riscaldamento a biomasse dello stabilimento, che accoglie 500 addetti, sono stati avviati a gennaio 2021, mentre l’avvio della costruzione è stato avviato a febbraio.

“Siamo davvero orgogliosi di contribuire all’economia circolare con questa nuova soluzione di riscaldamento” ha dichiarato Borjan Sehovac, CEO di Prysmian Finland. “Pikkala sarà il primissimo stabilimento a zero emissioni nette del Gruppo e questa soluzione genererà vantaggi per tutti: avrà benefici per l’ambiente e ridurrà i costi energetici del Gruppo”.

 Il gruppo

Prysmian Group è leader mondiale nel settore dei sistemi in cavo per l’energia e le telecomunicazioni. Con quasi 140 anni di esperienza, un fatturato pari a oltre 11 miliardi di Euro, circa 30.000 dipendenti in oltre 50 Paesi e 106 impianti produttivi, il Gruppo vanta una solida presenza nei mercati tecnologicamente avanzati e offre la più ampia gamma di prodotti, servizi, tecnologie e know-how. La società opera nel settore dei cavi e sistemi terrestri e sottomarini per la trasmissione e distribuzione di energia, cavi speciali per applicazioni in diversi comparti industriali e cavi di media e bassa tensione nell’ambito delle costruzioni e delle infrastrutture. Per le telecomunicazioni il Gruppo produce cavi e accessori per la trasmissione di voce, video e dati, con un’offerta completa di fibra ottica, cavi ottici e in rame e sistemi di connettività. Prysmian è una public company, quotata alla Borsa Italiana nell’indice FTSE MIB, ha il quartier generale è a Milano e suo amministratore delegato è Valerio Battista.

Le operazioni in Finlandia

Con oltre cento anni di esperienza, Prysmian Group offre la più ampia gamma di cavi sul mercato in Finlandia. Prysmian Group Finland Oy ha più di 500 dipendenti e stabilimenti a Pikkala, Kirkkonummi e Rusko, Oulu.

Il Gruppo ha investito più di 100 milioni di euro in impianti di produzione finlandesi ed è stato costruito un centro di competenza globale per cavi sottomarini a Pikkala. I prodotti Prysmian e Draka hanno creato una posizione pionieristica per l’azienda come fornitore di soluzioni di cavi ad alta tecnologia.




Intervento italiano alla conferenza IFAD e annuncio stanziamento 84 milioni di euro per la 12a ricapitalizzazione del fondo

“È fondamentale sostenere il lavoro dell’IFAD. Occorrono risorse adeguate e sufficienti per intervenire sul terreno, investire nell’economia rurale, nella sicurezza alimentare, nell’accesso al cibo e in cicli produttivi sostenibili”. Con queste parole il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale della Repubblica Italiana, Luigi Di Maio, ha iniziato il suo discorso durante la cerimonia di apertura della 44esima sessione del Consiglio dei Governatori del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD).

E ha proseguito: “Dinanzi a sfide di tale ampiezza l’IFAD potrà sempre contare sul nostro Paese. Il nuovo governo italiano ha appena stanziato una somma di 84 milioni di euro, destinata alla dodicesima ricapitalizzazione del fondo. Si tratta di un aumento significativo del nostro contributo”.

Secondo il ministro degli Affari Esteri italiano infatti, “sostenere e promuovere la trasformazione dei sistemi agro-alimentari è importante anche nella prospettiva di “ricostruire meglio e in maniera sostenibile” dopo la pandemia”. Di Maio ha quindi ricordato come l’IFAD sia partner chiave del Vertice ONU sui Sistemi Alimentari previsto per settembre prossimo, auspicando che già al pre-Vertice di Roma, in programma dal 19 al 21 luglio, “si possa definire una serie di impegni volontari” e sottolineando “l’approccio “verde” che l’Italia, in qualità di Paese ospite della Pre-COP26, adotterà nell’esercizio della Presidenza G20”.

Durante la prima giornata della 44esima sessione del Consiglio dei Governatori IFAD, quest’anno dedicata al tema “Sviluppo rurale – requisito essenziale per la resilienza globale”, capi di Stato, ministri e leader dello sviluppo hanno ribadito come il destino delle nazioni più povere e di quelle più ricche siano interconnessi: sradicare povertà e fame sarà quindi impossibile senza mettere in campo subito azioni di cooperazione internazionale volte ad uno sviluppo a lungo termine.

“La pandemia di COVID-19 e le crisi climatiche dovrebbero far arrivare il messaggio forte e chiaro a tutti, sia ricchi che poveri, sia deboli che forti: i loro destini sono intrecciati. Moriremo o sopravvivremo insieme”, ha detto il primo ministro del Pakistan, Imran Khan, ai rappresentanti dei 177 Stati Membri dell’IFAD. “Abbiamo bisogno di un piano e di una strategia comuni per la ripresa globale, la sopravvivenza e la prosperità di tutta l’umanità”.

Sottolineando il danno economico profondo e a lungo termine causato dalla pandemia nei Paesi a basso reddito in cui povertà e fame sono in aumento, il Presidente dell’Angola João Manuel Gonçalves Lourenço, ha paragonato le sfide future che il suo Paese dovrà affrontare con il periodo post guerra civile. “La cooperazione internazionale, sia bilaterale che con le organizzazioni per lo sviluppo, è stata cruciale nella ricostruzione postbellica e continua ad essere necessaria affinché insieme possiamo ridurre l’impatto negativo delle crisi che stiamo affrontando”, ha affermato.

Secondo entrambi gli esponenti, per contrastare l’allargamento delle fasce di fame e povertà globale bisogna passare attraverso partenariati globali e nuovi investimenti a lungo termine nelle popolazioni rurali; popolazioni che nonostante coltivino cibo in grandi quantità, spesso sono le più povere e più affamate del mondo.

Sui sistemi alimentari e sulla necessità che essi siano ripensati, si è soffermato Gilbert F. Houngbo, riconfermato oggi Presidente dell’IFAD per un secondo mandato. Nel suo discorso di apertura dei lavori Houngbo ha ricordato infatti come organizzazioni internazionali e i partner governativi debbano riesaminare la natura dei sistemi alimentari che spesso oggi peggiorano le situazioni di disuguaglianza, povertà e fame.

“La mia convinzione rimane intatta. Possiamo realizzare un mondo più giusto ed equo, un mondo senza povertà assoluta, un mondo senza fame”, ha detto il Presidente dell’IFAD.  E ha aggiunto: “Ma la pandemia e le conseguenze dei cambiamenti climatici ci stanno costringendo a ripensare radicalmente il modo in cui produciamo e mangiamo”.

Per un Paese dipendente dal petrolio come l’Angola, ridurre le importazioni alimentari e garantire un approvvigionamento alimentare sostenibile attraverso una produzione locale è fondamentale, ha quindi ribadito Lourenço. Ha inoltre aggiunto che tale obiettivo può essere raggiunto solo attraverso la rivitalizzazione e lo sviluppo della produzione agricola locale, la riqualificazione della viabilità e la garanzia dell’approvvigionamento idrico nelle zone rurali. 

Il primo ministro del Pakistan ha quindi sottolineato l’importanza di investire in processi e infrastrutture agricole ecosostenibili che garantiscano l’uso efficiente dell’acqua e della terra e di “produrre cibo rispettando maggiormente la natura”.

Un concetto ribadito anche dal ministro italiano Luigi Di Maio per cui la priorità accordata alla sostenibilità ambientale deve “accomunare le principali economie del mondo e tutti i piani di ripresa post-pandemica, armonizzando ricostruzione e ambiziosa azione climatica”.

Una persona su dieci oggi nel mondo soffre la fame. Ulteriori 132 milioni di persone potrebbero esserne vittime domani a causa delle conseguenze socioeconomiche della pandemia di COVID-19. Anche la povertà estrema sembra destinata ad aumentare per la prima volta da decenni.

La crescita economica dovuta al settore agricolo è da due a tre volte più efficace nella riduzione della povertà rispetto alla crescita generata da altri settori. Con investimenti a lungo termine in uno sviluppo rurale sostenibile anche dal punto di vista ambientale, i piccoli agricoltori possono aumentare la loro produzione alimentare e generare occupazione, il che a sua volta stimola le economie locali e nazionali e crea società più stabili e prospere.




IFAD, 44esima sessione del Consiglio dei Governatori e conferenza stampa con Agnes Kalibata sul Vertice sui sistemi alimentari

Si apre il 17 febbraio, la 44esima sessione del Consiglio dei Governatori del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD).

Capi di Stato, Ministri ed esperti di sviluppo agricolo, si riuniscono per discutere dell’importanza strategica degli investimenti nelle aree rurali dei Paesi più poveri del mondo e delle modalità con cui colmare il deficit di finanziamento dello sviluppo agricolo. In un mondo scosso dai cambiamenti climatici e dalla pandemia di Covid-19 con il suo impatto devastante sull’economia e sulle società, gli investimenti nelle aree rurali assumono infatti un ruolo fondamentale nella costruzione di stabilità e pace.

Invitati d’onore del Consiglio dei Governatori IFAD sono: Luigi Di Maio, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale della Repubblica italiana; João Manuel Gonçalves Lourenço, Presidente della Repubblica di Angola; Imran Ahmad Khan Niazi, Primo Ministro del Pakistan; Agnes Kalibata, Inviata Speciale Onu per il Vertice sui sistemi alimentari del 2021; Sabrina Dhowre Elba, Ambasciatrice di buona volontà dell’IFAD e produttrice agricola. 

Quest’anno gli Stati membri devono nominare anche il presidente dell’IFAD per un mandato di quattro anni.

Quando: 17-18 febbraio 2021, ore 13:00 – 17:00

Dove: Piattaforma virtuale

La pandemia di Covid 19 ha puntato i riflettori sulla vulnerabilità dei nostri sistemi alimentari globali, costringendoci a rivalutare urgentemente come  produrre, trasformare e consumare alimenti in modo equo e sostenibile. Durante una conferenza stampa congiunta, il Presidente IFAD Gilbert F. Houngbo e l’ Inviata Speciale delle Nazioni Unite per il Vertice sui sistemi alimentari del 2021, Agnes Kalibata faranno un annuncio importante riguardante il prossimo Vertice sui sistemi alimentari – un processo storico che richiede a tutti di contribuire alla trasformazione delle nostre catene alimentari.

 Quando: 18 Febbraio, ore 11:00

 Dove: Piattaforma virtuale

L’Italia e l’IFAD

L’Italia è un partner fondamentale per l’IFAD, non solo perché ne ospita la sede ed è uno dei maggiori contribuenti fin dal 1977, ma anche perché da lungo tempo è un paese all’avanguardia nell’ambito dell’innovazione finanziaria, dell’agricoltura sostenibile e della sicurezza alimentare. Il notevole impegno dell’Italia per la riduzione della povertà rurale e della fame nasce dalla tradizione agricola del paese e dalla costanza nel sostenere lo sviluppo delle proprie aree rurali: l’Italia riserva da sempre un posto di rilievo all’agricoltura e alla sicurezza alimentare nell’ambito delle proprie politiche per lo sviluppo, soprattutto dopo il 2008, con il lancio a l’Aquila dell’Iniziativa sulla Sicurezza Alimentare, nel quadro del G8. Particolarmente interessanti le prospettive di collaborazione con il mondo delle cooperative italiane il cui modello – che unisce alla sostenibilità agro-alimentare l’attenzione per le dinamiche sociali – sembra rispondere alle esigenze dei paesi beneficiari. Per il triennio 2019-2021 l’Italia, attraverso il Ministero dell’Economia e Finanze, ha annunciato un contributo di 66,56 milioni di dollari per la ricostituzione delle risorse del Fondo, contributo che mantiene il nostro Paese tra i maggiori donatori IFAD. La Cooperazione italiana, in aggiunta ai suddetti fondi, concede all’IFAD contributi obbligatori, derivanti dall’Accordo di sede, e può concedere contributi volontari per il finanziamento di specifici progetti di sviluppo dell’IFAD. A febbraio 2019, Italia e IFAD hanno firmato, inoltre, un nuovo Accordo quadro di partenariato che riflette gli obiettivi dell’Agenda 2030 e tiene conto delle priorità strategiche della Cooperazione Italiana.




Capolavori dei marmi Torlonia in mostra a Roma

Fino al 29 giugno 2021 è aperta al pubblico l’attesissima mostra “I Marmi Torlonia.

Collezionare Capolavori”, 92 opere greco-romane selezionate tra i marmi della più prestigiosa collezione privata di sculture antiche al mondo.

La mostra conduce in un viaggio a ritroso nel tempo attraverso le vicende dei diversi nuclei collezionistici confluiti nella collezione Torlonia, composta da 620 pezzi tra cui sono stati selezionati statue, sarcofagi, busti, rilievi ed elementi decorativi. Sono stati individuati cinque momenti che corrispondono alle sezioni del percorso espositivo.

L’allestimento ha tratto ispirazione dal Catalogo del Museo Torlonia del 1884/1885, nel quale le sculture vengono presentate su uno sfondo nero che astrae l’opera. Le sculture selezionate sono dunque allestite su uno sfondo omogeneo scuro, così da farle emergere singolarmente ed esposte su sfondi diversi colorati così da farle risaltare collettivamente, come parte di un racconto, in cinque capitoli, per illustrare l’evoluzione della collezione nel tempo e contemporaneamente illustrare la localizzazione delle sculture nel loro periodo storico.

  • Evocazione del Museo Torlonia fondato nel 1875 e rimasto aperto fino all’inizio del secolo scorso.
  • Sculture provenienti dagli scavi archeologici effettuati nell’Ottocento nelle proprietà Torlonia.
  • Marmi provenienti da collezioni settecentesche custoditi a Villa Albani, acquistata nel 1866 dal Principe Alessandro Torlonia, e dello Studio dello scultore e restauratore Bartolomeo Cavaceppi.
  • Un ricco nucleo proveniente dalla collezione del Marchese Vincenzo Giustiniani acquistata dai Torlonia nell’Ottocento.
  • Il percorso si conclude con un insieme di opere riunite in raccolte quattro e cinquecentesche.

Il Museo Torlonia si racconta dunque come una collezione di collezioni, o come un gioco di scatole cinesi, in cui una raccolta racchiudeva in sé pezzi provenienti da collezioni ancor più antiche.

L’allestimento, tridimensionale e tettonico, si erge dalle fondazioni per mettere in scena sia la varietà dei marmi Torlonia sia la stratificazione del Mons Capitolinus. Consiste in pavimentazioni e plinti che emergono a diverse altezze, come estrusioni delle pavimentazioni continue, composti in mattoni realizzati a mano da argilla grigio scuro, un riferimento alle antiche architetture romane in laterizio e alle fondazioni in pietra dell’Aedes Iovis Optimi Maximi Capitolini, il grande edificio esistito in Campidoglio, sottostanti Villa Caffarelli.

All’eccezionalità dei materiali esposti si aggiunge il fatto che essi hanno conservato restauri e integrazioni storiche, riflettendo il gusto e l’uso di epoche in cui i reperti mutili venivano “completati”, nelle parti mancanti, anche ricorrendo all’abilità di famosi scultori del tempo. La mostra racconta così una lunga storia non solo del collezionismo ma delle pratiche di restauro, che si chiude in maniera emblematica con la statua di un Ercole composto da 125 frammenti di marmo. Il restauro ha contribuito in maniera determinante ad aggiungere nuovi indizi storici sulle opere in mostra rivelando, ad esempio, tracce di colore sul Rilievo di Porto del III sec. d.C., confermando la mano di Gian Lorenzo Bernini per la statua del Caprone a riposo. Impressi nella materia che li costituisce, il restauro ha scoperto una stratificazione di segni che oggi, grazie alle nuove osservazioni condotte, si è cercato di decodificare, per poter giungere alla loro piena comprensione e a una corretta datazione.

La mostra sfocia infine nell’Esedra dei Musei Capitolini, dove sono stati raccolti per l’occasione le statue di bronzo che il papa Sisto IV donò al popolo romano nel 1471: un’accorta risposta sovrana all’incipiente collezionismo privato di statuaria antica. Segno, questo, di un processo culturale in cui Roma e l’Italia hanno avuto un primato indiscutibile: i musei sono nati dal collezionismo di antichità. E questa storia contemporanea si concluderà con l’individuazione di una sede espositiva permanente per l’apertura di un rinnovato Museo Torlonia.

L’esposizione è il risultato di un’intesa del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo con la Fondazione Torlonia; e nello specifico, per il Ministero, della Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio con la Soprintendenza Speciale di Roma. Il progetto scientifico di studio e valorizzazione della collezione è di Salvatore Settis, curatore della mostra con Carlo Gasparri. Electa, editore del catalogo, cura anche l’organizzazione e la promozione dell’esposizione. Il progetto d’allestimento è di David Chipperfield Architects Milano, negli ambienti dello spazio espositivo dei Musei Capitolini a Villa Caffarelli, tornati alla vita dopo oltre cinquanta anni grazie all’impegno di del Comune di Roma per restituire alla cittadinanza un nuovo spazio espositivo progettato e interamente curato della Sovrintendenza capitolina. La Fondazione Torlonia ha restaurato i marmi selezionati con il contributo di Bvlgari che è anche principale sostenitore della mostra. Il progetto della luce è stato scritto da Mario Nanni, lumi Viabizzuno.