Connect with us

Viterbo

Bagnaia: Carabinieri sottorganico, depenalizzazione reati, risarcimenti per i ladri e cittadini in balia dei delinquenti

Clicca e condividi l'articolo

Tempo di lettura 4 minuti Il più delle volte delinquenti abituali e pregiudicati già noti alle Forze dell'ordine si divertono anche a dileggiare chi li ha arrestati con grande fatica e rischio della vita

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura 4 minuti
image_pdfimage_print

di Roberto Ragone
BAGNAIA (VT)
– Erano le 9,30 del mattino di qualche giorno fa. In villa c’erano gli inquilini, una coppia di anziani con problemi di deambulazione. Questo è stato il motivo per cui, allo squillo del campanello, non hanno risposto con immediatezza. Ma quando il padrone di casa è arrivato alla porta, ha trovato che chi aveva suonato era già entrato in casa. Avere un’età in cui si vorrebbe vivere in tranquillità, perché si è oltretutto consci della propria vulnerabilità, e trovarsi faccia a faccia con due individui giovani, le cui intenzioni sono palesi, non è un’esperienza piacevole. I due sono immediatamente fuggiti, verso un’auto che li aspettava, con un complice a bordo, e tutto per il momento s’è risolto così, ma se fosse stato di notte non sappiamo se sarebbe andata nello stesso modo. È chiaro che si tratta di balordi, ma proprio per questo ancora più pericolosi, perché nella loro ‘incompetenza’ possono causare danni oltre ogni loro stessa previsione, come la morte per soffocamento di anziani legati e imbavagliati; qualcuno c’è anche morto d’infarto.

 

La pattuglia di Carabinieri, chiamata prontamente, è arrivata dopo più di venti minuti, e, sottolineiamo, non per colpa certo dei militari. A loro merito dobbiamo ricordare una circostanza accaduta tre o quattro anni fa, quando una banda di quelli che poi si scoprì essere di ‘giostrai’, metteva ogni sera a segno colpi in villa o in appartamento, a qualunque orario. A Ronciglione c’è il Comando di Compagnia, oltre alla Stazione, comandata dall’ottimo maresciallo Francesco Longobardi. Una collaborazione con le Stazioni dei Carabinieri di paesi limitrofi, dopo alcuni giorni e appostamenti notturni, portò alla cattura di una banda di otto persone, e i furti ebbero fine. Ma erano altri tempi. Oggi, sottorganico e con pochi mezzi a disposizione, non è certo che si possano ottenere gli stessi risultati. Il Comandante Francesco Longobardi usciva ogni notte con i suoi uomini per prendere parte in prima persona ai pattugliamenti, e questo certamente fu decisivo: ma oggi i mezzi  a disposizione delle forze dell’Ordine – non solo dei Carabinieri, ma anche della Polizia – hanno subito un drastico taglio orizzontale, a tutto discapito dei cittadini e della sicurezza in generale.

 

Depenalizzati 112 reati – Per debellare qualsiasi tipo di comportamento criminale è noto anche ai bambini di cinque anni che è indispensabile il controllo del territorio; cosa che si può effettuare soltanto incrementando uomini e mezzi. Il territorio di competenza della Stazione Carabinieri di Ronciglione è vastissimo, e necessita di maggior attenzione. In più qualche recente disposizione di legge è orientata soltanto a risolvere i problemi di uno Stato inefficiente e di un governo che, oltre ad avere la maggioranza solo in Parlamento, bada a interessi che non sono certo quelli del grosso pubblico. Infatti depenalizzare 112 reati che prevedrebbero pene fino a cinque anni di carcere, per cui dopo l'arresto si passa direttamente all'archiviazione, senza passare dal Tribunale, e non consentire la detenzione preventiva per reati che prevedono un massimo di pena fino a tre anni vuol dire, da una parte concede un'amnistia preventiva ai delinquenti, rinunziando a perseguirli, dall'altra, rimettere in libertà il giorno dopo l'arresto anche in flagranza di reato elementi per il più delle volte delinquenti abituali e pregiudicati già noti alle Forze dell'ordine. I quali, poi, si divertono anche a dileggiare chi li ha arrestati con grande fatica e rischio anche della vita; il tutto per uno stipendio che da solo non basta a giustificare l'impegno di questi uomini.

 

Risarcimenti ai ladri Senza contare i risarcimenti concessi da un Giudice evidentemente obnubilato a malfattori arrestati, secondo loro, con non sufficiente cortesia: mentre è stato depenalizzato il reato di oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. Oggi appropriazione indebita, danneggiamento, furto semplice, lesioni colpose, violazione di domicilio e violenza privata non sono più perseguibili, oltre al reato, come si diceva, di oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. Tenere in libertà delinquenti comuni aumenta il rischio di noi cittadini e la percezione della mancanza di sicurezza. Chi si dovesse legittimamente difendere andrebbe immediatamente sotto processo, a differenza di chi, invece, fa del furto un'attività continuativa.

 

Siamo all'assurdo. ma questo governo ci ha abituati all'assurdo. Terzo governo non eletto, leggi approvate con la fiducia ad un governo che, come dicevamo poco fa, ha la maggioranza solo in Parlamento, provvedimenti adottati a favore degli amici e degli amici degli amici, stipendi Rai fuori controllo – all'amico della Leopolda di Renzi, Campo dall'Orto, 650.000 euro all'anno, senza contare gli altri, tutti sopra i 300.000, mentre il 40% dei pensionati prende meno di mille euro al mese, e ci paga le tasse – TV pubblica, di conseguenza, che trasmette solo quello che fa comodo a don Matteo, una riforma costituzionale antidemocratica tagliata su misura per il nostro Premier, un referendum con propaganda in TV solo a favore del SI', una legge elettorale prontamente sottoposta a revisione quando i sondaggi hanno mostrato all'orizzonte il pericolo Cinquestelle, e potremmo continuare. C'è da dire che la depenalizzazione di 112 reati e l'abolizione della carcerazione preventiva sono state concepite da una mente alla quale non aggiungiamo epiteto per risolvere in emergenza la situazione carceraria italiana; senza parlare delle lungaggini dei processi in Tribunale, per cui, eliminato il reato, non c'è più da processare nessuno. L'Italia paga ogni mese fior di quattrini alla Unione Europea per la situazione delle carceri, ma a nessuno è venuto in mente che quel denaro potrebbe essere meglio impiegato dedicandolo a modernizzare ed ampliare il sistema carcerario. Si parla tanto di posti di lavoro fantasma, ma l'assunzione di agenti di custodia ne porterebbe un certo numero. Non ci vorrebbe molto, basterebbe copiare dall'estero da chi ne sa più di noi. E poi, va bene che la pena deve tendere alla rieducazione del detenuto, ma non abbiamo a che fare con tanti 'Pierini'. Ormai la certezza della pena non esiste più, e ben lo sanno i ladri in trasferta, che dopo i furti rientrano nella loro nazione d'origine, dove mai si sognerebbero di fare ciò che fanno in Italia.

 

Non ci resta che sperare. No, non nel governo, nè nel premier in tutt'altre faccende affaccendato, nè nello Stato italiano: ma soltanto nella buona volontà e nel senso del dovere di quegli uomini che sono preposti alla nostra tutela, offrendo loro la massima collaborazione e, magari, non lampeggiando all'incrocio con altre macchine per avvertire della loro presenza. Chi non ha nulla da temere, non ha paura di una pattuglia che controlla i documenti; mentre  a volte s'è vista un'auto  invertire la marcia e fuggire a gambe levate. Ecco, proprio in quell'auto avrebbero  potuto esserci i ladri che poi ci fanno visita di notte o di giorno, violando la nostra intimità.

 

Continua a leggere
Commenta l'articolo

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Castelli Romani

Banca Popolare Valconca, salta la fusione col gruppo Banca Popolare del Lazio: l’analisi di un clamoroso “no”

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura 3 minuti
image_pdfimage_print

Blu Banca offriva come biglietto da visita azioni svalutate che oggi ammontano a circa 17 euro cadauna contro i 40 euro di qualche anno fa

È clamorosamente saltata la fusione tra la Blu Banca (gruppo Banca Popolare del Lazio) e la Banca Popolare Valconca. Messi i pro e i contro sulla bilancia (e anche il nostro giornale è uscito con diversi interrogativi sul tema) i soci con la schiena dritta hanno impedito che questo matrimonio si perfezionasse, nonostante il bene placido di Banca D’Italia che in maniera fulminea aveva benedetto l’unione e sembra così voler proseguire a recitare il ruolo da protagonista di una tra le fiabe più famose al mondo: “La bella addormentata nel bosco”. Questo perché mentre dorme o peggio ancora finge di sonnecchiare, il gruppo Bpl continua a fare un po’ come gli pare, tentando gesta che vanno oltre le più temerarie intenzioni.


Blu Banca offriva come biglietto da visita azioni svalutate che oggi ammontano a circa 17 euro cadauna contro i 40 euro di qualche anno fa quando la governance era composta da elementi con la schiena dritta che proprio per questa conformazione sono stati sbattuti fuori in favore di modellanti e accomodanti uomini mutanti (o mutandis) stampati sul modello delle tre scimmiette: non vedo, non sento, non parlo.


Il 50,44 per cento dei soci, pari a 3.586.255 azioni, si è espresso contro la fusione, mentre il 46,74 per cento, pari a 3.323.169 azioni, a favore

«Si tratta di una vittoria abbondante – ha spiegato l’ex presidente Valconca Gianfranco Vanzini in un articolo di Corriere Romagna, contrario al progetto di fusione –. Con questo voto abbiamo sventato la morte della Banca Popolare Valconca. Ora vedremo se riusciamo a farla continuare a vivere», e sull’attuale Cda aggiunge: «Vedremo quali scelte prenderanno, se non faranno nulla oppure si dimetteranno. Certamente, almeno una riflessione dovranno farla».
E adesso Banca d’Italia come si muoverà? Il 5 ottobre scorso aveva rilasciato l’autorizzazione all’operazione di fusione e ora, terminata l’assemblea straordinaria dei soci e raccolto il sonante NO, chissà se la strada indicata verrà definitivamente archiviata (ricordiamo che la fusione era vista da tutti, direttore generale della Valconca Dario Mancini in testa, come l’unica possibile soluzione per dare un futuro alla Valconca).

Ebbene i soci Valconca, diversamente dai tanti Bpl, non hanno digerito la palese malconvenienza del cambio con le azioni Blu Banca. L’ex Vanzini ha spiegato chiaramente come con la fusione, il 93 per cento del capitale sarebbe stato di proprietà dei soci della Blu Banca, mentre ai soci dell’istituto di credito morcianese, sarebbe rimasto un 7 per cento. Un rapporto che si sarebbe senz’altro ripercosso sui dividendi futuri.

Nel frattempo a Mancini sembra non restare altro che addrizzare il tiro. Lui che due anni fa decantava la sana gestione Valconca e il bilancio in buona salute, lui che prima della fusione parlava di situazione compromessa a tal punto da vedere nella fusione la sola via d’uscita. Le sue prime parole a caldo dopo aver incassato la sonante stangata dai soci sono state: «La fusione non è passata e andremo avanti con le nostre forze». (Sicuramente la Valconca andrà avanti ma più di qualcuno non disdegna un periodo di commissariamento letto quasi come il classico periodo di riflessione tra due ex innamorati che preferiscono non rincollare i pezzi di una relazione ormai rotta. Mancini per mantenersi almeno apparentemente coerente ha aggiunto «Il fronte del no ha prevalso ma senza un motivo. Evidentemente la trasparenza non ha pagato. Andremo comunque avanti con forza».

E il presidente della Bpl Capecelatro che si era già “apparecchiato” nel Cda Valconca nonostante l’evidente conflitto d’interessi che cosa farà? Assaporato il pre aperitivo, non ha potuto apprezzare le portate più ricche… i soci hanno tenuto ben salde le redini di una banca che vuole mantenere la propria autonomia senza essere fagocitata da chicchessia o da certi strani soggetti il cui modus operandi poco trasparente è stato già messo nero su bianco in un verbale stilato, sembrerebbe obtortocollo, da Banca d’Italia che ha bacchettato la governance Bpl senza prendere provvedimenti concreti per “punire” gli errori commessi dai singoli. Anzi c’è anche chi aveva il dovere di investigare ma ahinoi, invece, ha trovato un posto sicuro in banca per il suo pupillo. D’altronde non è la prima volta che lo diciamo: «I figli so’ piezz’e core».

Continua a leggere

Cronaca

Tarquinia, un nuovo pulmino per il trasporto gratuito di anziani, disabili e persone cosiddette fragili

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Tempo di lettura < 1 minuti

image_pdfimage_print
TARQUINIA (VT) – La cooperativa sociale di Tarquinia Aiutare gli Altri (AGA) potenzia il servizio di trasporto gratuito con un nuovo pulmino. Il veicolo è stato messo a disposizione in comodato d’uso per il prossimo biennio dalla società di servizi Pulmino Amico, che ha curato la raccolta pubblicitaria con il coinvolgimento di tante imprese del territorio.
 
La cerimonia di consegna si è svolta il 9 novembre in piazza Giacomo Matteotti, con la partecipazione del sindaco Alessandro Giulivi.  “Il mezzo ci permette di migliorare un servizio indispensabile per anziani, disabili e persone cosiddette fragili, che devono svolgere visite specialistiche nelle strutture sanitarie della provincia di Viterbo e di Civitavecchia – afferma il presidente dell’AGA Carlo Marcomeni -. La mia gratitudine va agli sponsor che rendono possibile tutto questo e al Comune di Tarquinia, che sostiene l’iniziativa nell’ambito del progetto “Mai più soli”. Rivolgo un ringraziamento anche al sindaco Giulivi, per la sua presenza e per aver manifestato interesse e gratitudine verso quello che la nostra realtà fa a sostegno delle fasce sociali più deboli”. Nell’anno in corso, sono state 160 le persone che hanno usufruito del servizio di trasporto, attivo da oltre 15 anni.
 

 



Continua a leggere

Cronaca

Omicidio Salvatore Bramucci: arrestata la cognata

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura 2 minuti
image_pdfimage_print

Il “gruppo di fuoco” si muoveva sulla base di precise indicazioni fornite da una donna

Nuova svolta nelle indagini sull’omicidio di Salvatore Bramucci avvenuto la mattina del 7 agosto nelle campagne di Soriano. Arrestata la cognata Sabrina Bacchio che da sabato 22 ottobre si trova nel carcere romano dia Rebibbia.

I carabinieri del Comando Provinciale di Viterbo, con il supporto di quelli della Compagnia di Tivoli, hanno dato esecuzione ad una seconda ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Viterbo Rita Cialoni, su proposta della Procura della Repubblica (il fascicolo è seguito dal pm Massimiliano Siddi), nei confronti di una donna, ritenuta – in concorso con altre due persone, già sottoposte a provvedimento restrittivo (Tonino Bacci e Lucio La Pietra, 48enne romani) – gravemente indiziata del delitto di omicidio volontario.

Il 7 agosto 2022 a Soriano nel Cimino (VT), Salvatore Bramucci, appena uscito dalla sua abitazione, veniva bloccato mentre si trovava alla guida della sua autovettura ed assassinato con diversi colpi di arma da fuoco.

Le indagini immediatamente avviate sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Viterbo mettevano subito in evidenza che l’azione delittuosa era il frutto di un agguato organizzato in ogni minimo dettaglio, preceduto anche da sopralluoghi nella zona teatro dell’omicidio.

Nella prima fase delle indagini si accertava che tre persone, a bordo di due autovetture, una delle quali risultata asportata alcuni mesi prima, avevano raggiunto la località rurale di Acquafredda-Basso della Campana, dove attendevano l’uscita dalla propria abitazione della vittima, gli bloccavano la strada e a distanza ravvicinata gli esplodevano sei colpi di arma da fuoco al capo e alla parte superiore del corpo, provocandone la morte immediatamente.
Le indagini consentivano lo scorso 13 settembre di dare esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due italiani, residenti nella periferia est della Capitale, provvedimento tuttora in essere e, per uno di loro, confermato anche dal Tribunale per il Riesame di Roma.

Il successivo sviluppo investigativo ha permesso di accertare che il “gruppo di fuoco” si muoveva sulla base di precise indicazioni fornite da una donna che aveva preso parte alla pianificazione dell’azione omicidiaria fin dall’inizio della sua ideazione.

Gli elementi indiziari raccolti a carico della donna sono stati ritenuti particolarmente gravi dal G.I.P. di Viterbo che, anche in ragione della sussistenza dell’esigenze cautelare, ha emesso il provvedimento restrittivo in carcere.

Continua a leggere

SEGUI SU Facebook

SEGUI SU Twitter

I più letti