Connect with us

Economia e Finanza

Banca Popolare del Lazio: il caso di Guido che acquista l’immobile dalla suocera (L’inchiesta 8 parte)

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura 3 minuti
image_pdfimage_print

È ancora la lettera dei soci coraggiosi a far emergere un altro caso che riguarda affidamenti ad amici degli amici e conflitti d’interesse con pregiudizio per la banca.

Il video servizio trasmesso il 14/3/2019 a Officina Stampa

Vi ricordate di cosa stiamo parlando?

Torniamo alla prima puntata quando abbiamo dato notizia di una lettera anonima che circola per il territorio di Velletri. Nella missiva si evidenzia, tra gli altri, anche il caso di un debitore, il quale pur di sottrarre il proprio immobile alla banca che gli ha prestato i soldi, lo vende a un parente stretto che è figlio dell’allora vicepresidente della Banca Popolare del Lazio Italo Ciarla, oggi Presidente onorario dell’istituto di credito.

Ma vediamo di cosa si tratta:

La signora Enrica Masi Enrica, suocera di Guido Ciarla, figlio dell’allora vicepresidente della Banca Popolare del Lazio, proprietaria di due immobili, è debitrice verso la Banca per oltre 400 mila euro.
Una delle due abitazioni risulta gravata da due ipoteche a favore della Banca Popolare del Lazio: una volontaria per 400 mila euro del 2010 e la seconda giudiziale per 180mila euro del 2015, mentre l’altro immobile è libero da ipoteche. Nonostante il debito della Masi, l’immobile libero da ipoteche, nel 2012, quando ormai la situazione debitoria della Masi appare irreversibile, viene venduto da quest’ultima al genero Guido Ciarla, figlio dell’allora vicepresidente della Banca Popolare del Lazio per un prezzo di 100 mila euro, ritenuto modesto e certamente “incongruo” da un altro creditore della Masi che, proprio nel 2012, aveva chiesto, a garanzia del proprio credito, la revocatoria della vendita dalla stessa al genero.
Indovinate chi stipula l’atto di vendita? Si, ancora una volta ritorna il nome del notaio Edmondo Maria Capecelatro, presidente della Banca Popolare del Lazio.

Dunque, in poche parole, Capecelatro il 6 marzo del 2012, rogita l’atto di vendita di un immobile libero da ipoteche che avrebbe potuto costituire una valida garanzia per la stessa Banca Popolare del Lazio di recuperare l’esposizione debitoria di Enrica Masi per 400 mila euro.

Ma che succede poi? Una volta che il genero di Enrica Masi acquista l’immobile, ottiene un mutuo dal consiglio di amministrazione della Banca Popolare del Lazio di circa 150 mila euro per la ristrutturazione, immaginiamo senza che nessuno rilevi alcunchè. Ottenuto il finanziamento, il sig. Guido Ciarla, a distanza di poco tempo decide di vendere l’immobile ad un terzo soggetto. Per poter completare la vendita deve però liberare l’immobile dal credito vantato dalla società TeknoDrive Srl che per garantirsi aveva proposto e trascritto azione revocatoria nei confronti di Enrica Masi.

Guido Ciarla paga il debito contratto da Enrica Masi nei confronti della TeknoDrive, libera l’immobile e lo vende e con il ricavato estingue il mutuo per la ristrutturazione ricevuto dalla Banca Popolare del Lazio che al contrario non si era garantita neanche copiando l’azione revocatoria proposta dalla creditrice teknodrive.

A questo punto appare chiaro che la Banca Popolare del Lazio non potrà più recuperare l’intero importo, perché ha consentito a Enrica Masi di vendersi l’immobile libero, proprio grazie all’intervento del notaio Capecelatro, senza provvedere ad assumere le adeguate tutele del proprio credito nei confronti della consuocera dell’allora Vice Presidente della Banca Ragionier Italo Ciarla.

Sono stati fatti gli interessi della Banca? Chi aveva l’onere di controllare ha controllato? Chi doveva controllare i controllori cosa ha fatto?

Fatto sta che oggi l’istituto di credito deve recuperare il credito vantato nei confronti di Enrica Masi pari ad oltre 400.000 euro, potendo rifarsi sul solo immobile ipotecato che è stato già posto in vendita ai primi di dicembre del 2018. Ma la prima seduta, dove il prezzo base era di soli 260 mila euro, è andata deserta e la seconda seduta vedrà partire la vendita dell’immobile da un prezzo base di circa 170 mila euro che non potrà mai coprire l’intero credito vantato dalla Banca Popolare del Lazio.
È rispettoso del principio di sana e prudente gestione il fatto che il notaio Capecelatro che all’epoca ha stipulato l’atto di vendita dell’unico bene libero da ipoteca dalla suocera al genero abbia sostanzialmente consentito di far sottrarre una garanzia per la Banca per poter rientrare dei soldi prestati?

Pensiamo alla storia di Francesco che abbiamo raccontato la scorsa puntata ed al cliente storico da una parte che sembra siano in nutrita compagnia ed alle situazioni riportate nella lettera ormai nota tra le quali quella di Enrica Masi (tra l’altro zia di un noto politico di Velletri) e quello che sembra è che i conti non tornino …….

Economia e Finanza

Caro energia, elettricità a +60%: arrivano le super bollette

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura < 1 minuto
image_pdfimage_print

Cingolani: si proceda con il price cap

Arrivano i maxi rialzi della luce sul mercato tutelato e per i consumatori si annuncia quindi un vero salasso: l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente comunicherà la nuova tariffa dell’elettricità, che sarà più alta di circa il 60%. A fronte di questa situazione, il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani torna alla carica sul price cap per fermare il caro-energia: “Non torneremo ai prezzi di un anno e mezzo fa, ma almeno cercheremo di evitare certi picchi inaccettabili”. 

Bollette e super aumenti 

Il maxi-aumento disposto dall’Autorità rientra, ha spiegato il presidente Stefano Besseghini, rientra “in un quadro rilevante di variazione in cui tutto il sistema viene trascinato. Il tema del risparmio energetico o meglio dell’efficienza energetica è rilevante oggi come mai”. Sulle tariffe del gas, l’Arera ha scelto di aggiornarle ogni mese, non più ogni tre, con un metodo ex post e non più ex ante: il prossimo aggiornamento sarà quindi nei primi giorni di novembre, disgiungendo le variazioni di prezzo da quelle dell’elettricità. L’Autorità non farà infatti più riferimento al Ttf del mercato di Amsterdam ma alla media dei prezzi effettivi del mercato all’ingrosso Psv italiano, molto più bassi.

Cingolani: si proceda con il price cap

A fronte di una situazione sempre più allarmante, Cingolani incalza la Commissione Ue, che proprio oggi 30 settembre è finalmente chiamata a formalizzare le sue proposte contro il caro-energia e, in un’intervista alla “Stampa”, chiarisce: “La lettera che abbiamo scritto rappresenta un macigno anche perché è firmata da molti Paesi, tra i quali alcuni molto grandi come Francia, Spagna e Polonia. Devo dire la verità: se un’istanza di questo livello fosse ignorata bisognerebbe farsi qualche domanda”. 

Continua a leggere

Economia e Finanza

Caro energia, cresce preoccupazione per tenuta sistema sicurezza idrogeologica

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Tempo di lettura 3 minuti

image_pdfimage_print

Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI: “Al governo che verrà chiediamo di guardare ad un nuovo modello di sviluppo per l’Italia e non alla prossima scadenza elettorale”

“Al Governo, che verrà, chiediamo di avere una visione, che vada oltre la prossima scadenza elettorale, perché l’Italia ha bisogno di un nuovo modello di sviluppo, che abbia il territorio al centro”: a ribadirlo è l’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) attraverso le parole del suo Direttore Generale, Massimo Gargano, intervenuto al Congresso Nazionale della FILBI (Federazione Italiana Lavoratori Bonifica e Irrigazione) – UIL.

“Mentre è ormai evidente come l’alluvione di Senigallia sia conseguenza di un purtroppo generalizzato mix di lentezze burocratiche e disattenzioni della politica – interviene Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI – è bene ricordare che circa il 30% della Penisola, soggiacente al livello del mare, esiste solo perché c’è un sistema idraulico ed un esercito di oltre 800 idrovore, che provvede ad allontanare le acque di pioggia, evitando che ristagnino sul territorio,  riportandolo allo stato acquitrinoso; tale rete è però oggi messa in seria difficoltà dall’aumento dei costi energetici che, in assenza di specifici provvedimenti, rischia di minare l’operatività degli impianti, aumentando il rischio idrogeologico, già accentuato dalla crisi climatica.,”

Dopo quelli di Emilia Romagna e Campania, il più recente allarme arriva dal Lazio.

“E’ una situazione d’emergenza di guerra – afferma Sonia Ricci, Presidente di ANBI Lazio – Il nostro settore, assieme all’agroalimentare, sta pagando un prezzo altissimo per le conseguenze dell’elevato costo dell’energia. Al proposito, siamo in contatto con la Regione Lazio, che sta dimostrando sensibilità ed auspichiamo possa concorrere a dare una risposta.”

“Senza adeguati interventi a sostegno dei bilanci dei Consorzi di bonifica ed irrigazione, tali aumenti mettono a rischio la tenuta stessa delle strutture – aggiunge il Direttore di ANBI Lazio, Andrea Renna – Le risposte per quanto sta accadendo servono subito. Gli importi relativi al costo dell’energia sono più che triplicati!”

La causa è anche l’eccezionale andamento climatico, caratterizzato da siccità ed alte temperature, che stanno comportando un +30% tra oneri gestionali e consumi energetici, quantificabili nel Lazio in oltre 51 milioni di kilowattora, per una spesa che supera i 20 milioni  con un incremento di oltre  9 milioni di euro fino alla fine dell’anno. 

“Se da un lato – prosegue Garganooccorrono interventi immediati per evitare che i Consorzi di bonifica, obbligati per legge al pareggio di bilancio, riversino gli aumenti sulle già risicate economie di famiglie ed aziende agricole, dall’altro torniamo a chiedere l’autorizzazione al cosiddetto scambio sul posto, cioè la possibilità di utilizzare completamente l’energia rinnovabile, autoprodotta dai nostri enti consortili per l’esercizio degli impianti, senza doverla cedere ad un gestore elettrico e poi riacquistarla a prezzo maggiorato: è una posizione dominante, non più tollerabile” conclude il DG di ANBI.

Ora l’attenzione si deve rivolgere comunque anche a ciò, che si potrà fare a livello sistemico per migliorare, in modo resiliente, un contesto sottoposto periodicamente a stress idrici, ormai troppo frequenti da sostenere senza nuovi ed ulteriori investimenti mirati.

E’ del 2017 il Piano Nazionale Invasi (2.000 bacini da realizzare in 20 anni) proposto da ANBI e dall’allora Struttura di Missione #italiasicura, cui seguono nel 2020 il Piano di Efficientamento della Rete Idraulica (858 interventi) e  il recente Piano Laghetti avanzato da ANBI e Coldiretti (10.000 serbatoi medio-piccoli e multifunzionali da realizzare entro il 2030).

“Se si considera che di tali progetti, perlopiù già cantierabili e con significative ricadute anche occupazionali, solo pochi o nulla sono stati finanziati e che il periodo per la realizzazione di un’importante opera pubblica  in Italia è mediamente di 11 anni – chiosa Francesco Vincenzi – si capisce perché siamo molto preoccupati per le conseguenze, che ne potranno derivare, di fronte ad una stagione climaticamente incerta, in un Paese, dove si cementificano 19 ettari al giorno ed il 94% dei Comuni è ormai toccato dal rischio idrogeologico.”



Continua a leggere

Economia e Finanza

Gas, danni “senza precedenti” al Nord stream

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura 2 minuti
image_pdfimage_print

Il governo federale tedesco ritiene possibile che i gasdotti Nord Stream siano stati danneggiati da attacchi

Fughe di gas stanno interessando i gasdotti Nordstream 1 e 2: lo fa sapere il governo danese annunciando di aver elevato il suo livello di allerta sulle infrastrutture energetiche.

Il gasdotto Nord stream ha registrato danni “senza precedenti” a tre linee del gasdotto ed “è impossibile in questo momento stimare la tempistica per la ripresa delle operazioni di ripristino” dell’infrastruttura. E’ quanto comunica in una nota il Nord Stream, secondo quanto riferisce Bloomberg.

Ieri il Nord Stream aveva riferito di un calo di pressione su due sue linee, con le autorità svedesi e danesi che avevano identificato perdite di gas nel Mar Baltico, in prossimità della rotta del Nord Stream.

Il governo federale tedesco ritiene possibile che i gasdotti Nord Stream siano stati danneggiati da attacchi. Lo scrive il quotidiano Tagesspiegel , citando le proprie fonti e aggiungendo che “si è verificato un calo di pressione nei due gasdotti a breve distanza l’uno dall’altro”. Secondo il quotidiano, Berlino non considera la contemporanea interruzione dei gasdotti una “coincidenza”.

Accelera il prezzo del gas ad Amsterdam dopo che il Nord Stream ha dichiarato fuori uso per danni “senza precedenti” tre sue linee. I future Ttf avanzano del 5,8% a 184 euro al megawattora.

Perdite di gas nel Mar Baltico

Sono state identificate due perdite sul gasdotto Nord Stream 1 Russia-Europa nel Mar Baltico, poche ore dopo un incidente simile sul suo gasdotto gemello, il Nord Stream 2, hanno affermato le autorità scandinave. “Le autorità sono state ora informate che ci sono state altre due perdite sul Nord Stream 1, che, come il 2, non è in funzione ma contiene gas”, ha detto in una nota il ministro danese del clima e dell’energia Dan Jorgensen all’AFP, aggiungendo di aver chiesto “livelli più elevati di vigilanza nel settore elettrico e del gas” nel Paese. Una delle perdite sul gasdotto Nord Stream 1 si è verificata nella zona economica danese e l’altra nella zona economica svedese. Come la fuga di notizie su Nord Stream 2 del giorno prima, gli incidenti sono “soggetti a misure di sicurezza”, con limiti alla navigazione e al sorvolo nell’area. Le perdite del Nord Stream 1 sono state individuate ieri sera, un’ora dopo che è stato segnalato un calo di pressione nel Nord Stream 2, secondo l’Amministrazione marittima svedese (SMA). “Intorno alle 20:00 abbiamo ricevuto un rapporto da una nave di passaggio che diceva di aver visto qualcosa sul loro radar un po’ più a nord dell’isola di Bornholm”, ha detto all’AFP Fredrik Stromback, portavoce della SMA. A seguito delle perdite, sono stati emessi avvisi di navigazione entro una distanza di cinque miglia nautiche e un’altezza di volo di 1.000 metri dal tracciato dei gasdotti. “Gli incidenti sui due gasdotti non hanno alcun impatto sulla fornitura alla Danimarca”, ha affermato Jorgensen.

Continua a leggere

I più letti