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Costume e Società

BANDA DELLA MAGLIANA – I PARTE

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L'Osservatore D'Italia ripercorre ad episodi la storia della Banda della Magliana

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di Angelo Barraco

Roma – Oggi Trastevere è un quartiere alla moda, meta di turisti che tra questi vicoli riscoprono il fascino di Roma. Oggi le case sono state ristrutturate, ma è rimasto intatto il fascino della Roma popolare. Negli anni 70 il volto di Trastevere era un altro; è un quartiere dove le case sono senza servizi, abitate da operai e piccoli artigiani. Nel quartiere, di notte si svolgono attività criminali come prostituzione e bische clandestine. Tra questi vicoli c’è il forno della famiglia Giuseppucci, famiglia semplice. Franco, il figlio del proprietario, lavora lì sin da bambino ed è proprio così che si è guadagnato il suo soprannome, “Er Fornaretto”. Ma il Fornaretto all’odore del pane preferisce l’odore dei soldi, così nel tempo libero frequenta una sala corse ad Ostia, dove impara che i criminali lì godono di rispetto e che i soldi possono raddoppiare facilmente come altrettanto facilmente si possono perdere. Nel 1976 Franco Giuseppucci ha poco meno di 30 anni, ha compiuto qualche piccola rapina, decide che deve rischiare e come prima mossa stringe amicizia nell’ambiente criminale locale, offrendosi di custodire armi nella roulotte di sua proprietà. 

Il 14 gennaio 1976 la roulotte viene perquisita e viene sequestrato l’arsenale e Giuseppucci viene arrestato. Pensa che la sua carriera da criminale termina con l’arresto, ma è proprio l’ambiente carcerario di Regina Coeli ad offrirgli nuove alleanze, acquisisce la fama di duro ed un nuovo nome di battaglia: “Er Negro”, per via della sua carnagione scura. Quando esce ha capito dove ha sbagliato e si è prefissato un obbiettivo, diventare il più importante boss della mala romana. La prima regola di un boss è avere un gruppo d’uomo, Er Negro recluta i suoi amici di sempre. Il primo ad essere reclutato è Renzo Danesi. Er Negro ha stretto alcune alleanze, ma all’inizio del 1977 è ancora un piccolo criminale di quartiere, ha ripreso a custodire armi per conto d’altri. Questa volta le tiene con se, nascoste in un borsone all’interno della sua auto, fino al giorno in cui la sua auto viene rubata. Infuriato per il furto inizia a cercare colui che ha commesso il furto, le informazioni che raccoglie lo conducono ad un giovane ladro del quartiere Magliana, Maurizio Abbatino detto “Crispino” per via dei suoi capelli ricci. Giuseppucci deve decidere se andare da Abbatino e vendicarsi per il furto oppure allearsi. Giuseppucci propone a Crispino di usare insieme quelle armi per mettere in atto un colpo che li possa arricchire per davvero. La proposta viene accolta e nasce così la Banda della Magliana.

E’ il 1977, si verificano scontri tra Polizia e soggetti aventi ideali degli anni passati. In questo trambusto si sviluppa la microcriminalità, ovvero piccoli gruppi criminali che si uniscono per un solo colpo e poi si sciolgono, tale meccanismo prende il nome di “Batteria”. Si sviluppa anche un’altra forma di manifestazione criminale, il sequestro di persona. Nel 1977 Giulio Grazioli è poco più che 30enne, figlio del Duca Massimiliano Grazioni Lante Della Rovere le cui discendenze risalgono alla Roma dei Papi. Giulio Grazioli ha la passione per le armi e i fuori strada, passione che condivide con un suo amico, Enrico Mariotti. Enrico Mariotti sembra uno per bene, in realtà gestisce una sala corse ad Ostia e le sue amicizie più strette contano malavitosi che frequentano la sua sala corse tra cui Franco Giuseppucci “Er Negro”. Ed è proprio lì che Mariotti indica a Giuseppucci il colpo della svolta. Giuseppucci affida il sequestro ad una “Batteria” amica, così da poter essere libero ed avviare le trattative. Il primo contatto dei rapitori con Giulio Grazioli avviene dopo poche ore dal sequestro, telefonata in cui vengono chiesti 10 miliardi. Mariotti è il primo ad arrivare a Palazzo Grazioli, da A Giulio Grazioli un registratore per registrare le telefonate. Ma tutto ciò ha un fine, ovvero controllare in modo diretto le attività di indagine delle forze dell’ordine. Le trattative vanno avanti per mesi. I sospetti dei Carabinieri, con il tempo, cadono su Enrico Mariotti, l’amico di Giulio Grazioli. Mariotti perciò decide di sparire e scappa a Londra. Non essendoci più il basista di Giuseppucci, quest’ultimo si affretta nel chiudere le trattative riducendo la cifra del riscatto a un miliardo e mezzo. Giulio Grazioli depone la somma all’interno di un borsone, i rapitori puntuali si fanno sentire e danno indicazioni al figlio del Duca per il luogo della consegna del denaro verso la periferia romana. Giulio Grazioli, dopo le indicazioni date dai rapitori, giunge ad un parcheggio affianco ad un cavalcavia, qui trova la prova che tanto aspettava, una foto del padre vivo con in mano il quotidiano del giorno. Accando un biglietto dice che presto abbraccerà suo padre. Sotto il cavalcavia ci sono coloro che hanno il compito di prelevare il denaro, il figlio del Duca lo getta dal cavalcavia e la trattativa sembra, apparentemente, conclusa. Consegnato il denaro il figlio del Duca era convinto che il Duca fosse stato liberato in fretta ma non fu così, i giorni, i mesi passarono ma il Duca non tornò; come mai non rispettarono i patti i rapitori? Il Duca è stato ucciso qualche giorno prima dello scambio per aver riconosciuto uno dei rapitori, la foto che è stata inviata al figlio lo ritrae già morto.

 

Franco Giuseppucci “Er Negro”, ha adesso il capitale necessario per poter investire su affari miliardari. Sua è l’idea della suddivisione del denaro in quote pari, chiamata “Stecca Para” e sua è l’idea di creare un fondo da poter utilizzare in caso di necessità. La prima fonte di investimento su cui punta Giuseppucci è la droga. Giuseppucci tesse una rete di fornitori suddivisa a zone di competenza, scientifica e capillare in modo tale che il controllo della droga è in mano solo ed esclusivamente ai ragazzi della Banda della Magliana. La città viene suddivisa in zone: i quartieri Testaccio e Trastevere vanno a Renatino De Pedis e Danilo Abbruciati detto “Il Camaleonte”, alla Magliana e al Trullo restano Abbatino e Danesi. Ogni capo reclutava spacciatori sulle strade si Roma, tra cui una giovane, Fabiola Moretti, che inizia a frequentare la Banda nel 1979. Diventa la compagna di Danilo Abbruciati e collaboratrice fidata di De Pedis. Il carisma di Giuseppucci porta la Banda al totale controllo del traffico di stupefacenti nella capitale. La Magliana, Trastevere e Testaccio diventano improvvisamente zone tranquille e senza violenza, non avvenivano atti di violenza senza l’autorizzazione di Giuseppucci.

16 marzo 1978, il presidente della democrazia cristiana Aldo Moro viene rapito dalle Brigate Rosse. Per ritrovare Moro la Polizia è disposta a tutto, anche a chiedere aiuto ai criminali. Secondo la testimonianza di alcuni pentiti, si rivolgono al boss della nuova camorra organizzata, Raffaele Tutolo, che a sua volta incarica il boss di Acilia e Ostia che è Nicolino Selis. Selis coinvolge la Banda della Magliana, sa che Giuseppucci è in grado di scovare il covo dove è tenuto segregato Aldo Moro. I collaboratori di giustizia raccontano che Giuseppucci riesce a trovare il covo, Abbatino racconta di un incontro tra Giuseppucci e L’Onorevole F.Piccoli. Il sequestro Moro non da a Giuseppucci i frutti sperati e la sua collaborazione con le più alte cariche dello stato finisce lì. Aldo Moro viene trovato morto e la Banda della Magliana ha un nuovo alleato, Nicolino Selis. Tra gli amici di Selis c’è Antonio Mancini detto “Accattone”, si unisce alla Banda e compie delitti efferati, adesso è collaboratore di giustizia.

Giuseppucci negli anni si è preso il controllo su tutto, da semplice fornaio è diventato un boss temuto e rispettato, ma vuole ancora di più, vuole prendersi anche il racket delle scommesse clandestine. Le sue mire di espansione devo fare i conti con Franco Nicolini detto “Franchino il Criminale”, vecchio nemico di Selis e Mancini. Franco Nicolini gestisce gli ippodromi tra cui uno a Tor di valle, al confine con la Magliana, possiere una scuderia e riesce a condizionare l’andamento delle corse e incassa milioni di lire. Per conquistare il suo territorio la Banda ha soltanto una soluzione: l’omicidio. Il 26 luglio 1978 la Banda aspetta Franco Nicolini che esca dall’ippodromo, non appena è fuori viene colpito da una raffica di proiettili. E così la Banda prende in mano anche l’ippodromo di Tor di Valle. Gli inquirenti ignorano l’esistenza di una banda organizzata ma pensano che si tratti di una vendetta trasversale. Per Giuseppucci e soci inizia la vita che hanno sempre voluto, fatta di lusso, di eleganza e di rispetto. L’omicidio diventa il mezzo per dimostrare il potere raggiunto e colpisce chi non paga, chi reagisce ai soprusi. Un esempio di tale efferatezza è l’omicidio di un tabaccaio ucciso da due giovani che hanno ucciso il tabaccaio. Il tabaccaio era entrato in conflitto con Franco Giuseppucci che lo fa eliminare. Questo omicidio segna l’unione operativa tra esponenti della Banda della Magliana ed esponenti del terrorismo nero. Ad uccidere il tabaccaio infatti non è stata la banda della Magliana, ma secondo la testimonianza di alcuni pentiti è stato un certo Massimo Carminati. Carminati era il pupillo di Franco Giuseppicci ed era anche un giovane fascista che ha scelto la strada della lotta armata, è uno dei nuclei armati rivoluzionari. I NAR sono terroristi di estrema destra che negli anni 70 mettono sotto pressione la capitale, sono figli della Roma bene. Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, considerati i capi insieme a Massimo Carminati, sono stati condannati per la strage di Bologna avvenuta il 2 Agosto 1980.

Giuseppucci e Carminati si conoscono in uno dei bar controllati dalla banda e tra i due c’è subito intesa e rispetto. Carminati capisce che può usare la banda per raggiungere i suoi scopi, per i suoi fini politici. I NAR si finanziano attraverso le rapine, e Giuseppucci coglie l’affare, i soldi vengono investiti nell’usura e viene creato un arsenale comune, come nascondiglio scelgono gli scantinati del ministero della sanità all’Eur. Giuseppucci ha in pugno in controllo criminale della città, ma non immagina che l’alleanza con i NAR gli costerà cara, infatti una mattina di gennaio del 1980 accade una cosa che nessuno si sarebbe mai aspettato. Franco Giuseppucci viene nuovamente arrestato per furto, furto che però era stato compiuto da Massimo Carminati e compari. I rapporti con la destra eversiva che Giuseppucci aveva intrecciato lo hanno tradito, sei mesi più tardi il giudice che conduce le indagini su Giuseppucci, Giudice Mario Amato, viene ucciso il 23 giugno del 1980 in un agguato. Ad ucciderlo sono due sicari dei NAR. Giuseppucci non appena esce riallaccia i suoi rapporti criminali e i suoi affari specialmente quelli dell’ippodromo a Tor di Valle. Tutti sanno chi è stato ad uccidere “Franchino er Criminale” e c’è chi da anni brama vendetta. I fratelli Proietti, detti “i Pesciaroli” per via del banco del pesce che gestiscono ma che in realtà è un’attività di copertura per traffici illeciti. Il 13 settembre 1980 Franco Giuseppucci è a Trastevere, seduto in un bar in Piazza. Giuseppucci ha appena finito di giocare a carte con il fratello e con alcuni amici, saluta gli amici, sale in auto e infila le chiavi nel cruscotto. Un giovane si avvicina allo sportello ed ha esploso un colpo e spara a Giuseppucci, poi si allontana a piedi e viene raggiunto da un giovane alla guida di una moto. Giuseppucci si reca in ospedale da solo in auto ma muore. E la banda perde il suo capo.

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È più conveniente il noleggio auto a lungo termine o l’acquisto?

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Conviene il noleggio a lungo termine? Diverse persone si pongono questa domanda, facendo un confronto su quella che potrebbe essere considerata un’altra opzione, ovvero l’acquisto di un’automobile. Quindi possiamo dire che la domanda a cui dobbiamo cercare di rispondere consiste nel considerare se è più conveniente noleggiare un’auto a lungo termine oppure se potrebbe essere più vantaggioso acquistare una macchina. Proviamo a fare chiarezza da questo punto di vista, mettendo l’accento sul fatto che sicuramente il noleggio a lungo termine offre dei vantaggi importanti che non potremmo avere, se ricorriamo all’acquisto di un’automobile.

Cos’è e come funziona il noleggio a lungo termine

Se ricorriamo a degli specifici servizi di noleggio a lungo termine, possiamo fare riferimento, per esempio, ad alcuni molto vantaggiosi. Ad esempio Noleggiosemplice.it offre noleggio auto a lungo termine che mette a disposizione indubbi aspetti convenienti.

Ma per comprendere in generale come funziona questa formula di utilizzo dell’auto possiamo spiegare subito che il noleggio a lungo termine prevede la possibilità di usare un’auto per un periodo di tempo stabilito secondo contratto, non diventando comunque proprietari dell’auto. In genere il periodo di utilizzo può essere rapportato a 36 o 48 mesi.

Il contratto prevede il pagamento di un canone mensile, che tiene conto anche del modello dell’auto e del chilometraggio annuale. Inoltre nel noleggio a lungo termine abbiamo comprese anche altre spese, come tutte quelle che riguardano l’assicurazione, la manutenzione e l’assistenza.

La spesa che non rientra nel canone pagato con il noleggio a lungo termine è quella che riguarda il carburante, che rimane a carico dell’intestatario del veicolo.

È conveniente il noleggio a lungo termine?

Abbiamo fatto questa premessa, per spiegare che cos’è il noleggio a lungo termine, anche perché è possibile in questo modo riuscire a capire più specificamente quali sono i vantaggi legati a questa formula di utilizzo dell’automobile.

Il noleggio a lungo termine può essere considerato piuttosto conveniente rispetto all’acquisto vero e proprio di un’auto per tanti motivi. Proprio in funzione di queste ragioni questa formula sta prendendo sempre più piede negli ultimi anni nel nostro Paese.

A servirsi del noleggio di questo tipo non sono soltanto i professionisti o i titolari delle aziende, ma il noleggio a lungo termine sta avendo successo anche tra i privati. Naturalmente non dobbiamo dimenticare il fatto che comprare un’automobile nuova è molto più pesante dal punto di vista economico rispetto a noleggiarne una.

Infatti dal punto di vista economico bisogna considerare anche le spese per l’assicurazione e quelle relative alla manutenzione dell’auto. Ma non si tratta di una questione soltanto economica, perché avere a che fare con un’auto acquistata complica di molto la situazione, dovendo espletare dei doveri burocratici, per svolgere i quali ci vuole anche una certa quantità di tempo a disposizione.

È logico che bisogna considerare anche la disponibilità economica dei soggetti che decidono per l’una o per l’altra opzione, però sicuramente il fatto di poter pagare un canone mensile che include una serie di spese nella forma all inclusive può risultare molto conveniente.

Inoltre bisogna considerare anche il numero di anni per cui si ha effettivo bisogno dell’utilizzo della macchina. Se per esempio l’auto occorre soltanto per un determinato periodo, anche nel caso in cui si è soliti cambiarla spesso, il noleggio a lungo termine si rivela molto utile, perché, una volta terminato il contratto, si può decidere liberamente cosa fare.

Il fatto poi di non avere a proprio carico spese come bollo auto, tassa di proprietà, assistenza stradale e oneri amministrativi incoraggia sempre di più questa formula del noleggio a lungo termine che molti preferiscono rispetto al possedere un’auto di proprietà. Quindi possiamo dire che il noleggio a lungo termine è sicuramente più conveniente rispetto all’acquisto di un’automobile.

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Covid-19 ed il boom del gioco online

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La pandemia di Covid-19 ha provocato una grave crisi non soltanto dal punto di vista sanitario ma anche finanziario, con quasi tutti i settori colpiti profondamente. Quello del gambling, nello specifico, sta vivendo periodi molto difficili, con tutti i corner sportivi, sale slot e centri scommesse chiusi ormai da svariati mesi, e senza certezze su un’eventuale ripartenza.

Si potrebbe pensare quindi che il settore ha subito gravi perdite finanziarie e numeri in forte calo, ma paradossalmente non è così.

Un recente sondaggio statistico ha riportato i seguenti dati: tra gennaio e febbraio le scommesse online crescevano del 43%, il bingo del 24,3%, casinò e slot del 20% circa, numeri tuttora in costante aumento. Ma com’è possibile ciò se tutti i centri fisici sono chiusi?

Il merito va dato al vero e proprio boom del gambling online, un settore in enorme crescita e sempre più preferito dai giocatori. Scopriamo di più in merito.

 – Il boom del gioco online

Già da prima della pandemia molte persone avevano iniziato a giocare sui vari bookmaker presenti sul web, come per esempio Starvegas. Un esempio è l’abbassamento sempre maggiore dell’RTP delle slot presenti nelle varie sale, fino al 65%. Inoltre, un altro fattore che ha portato molti giocatori a giocare online è l’obbligo del riconoscimento con la tessera sanitaria prima di giocare ad una VLT. Tutto ciò con i bookmaker online non avviene: bisogna mandare solo alla registrazione il documento, le percentuali di ritorno al giocatore delle slot sono elevate (dal 90 al 97%), i prelievi sono rapidi se non addirittura immediati.

Possiamo quindi dire che se da un lato c’è stata e persiste una forte perdita dal punto di vista fisico in questo settore, online i numeri sono molto alti e continuano a crescere.

C’è comunque grande confusione, ed anche rabbia, tra i proprietari ed addetti di centri scommesse, sale gioco ecc. Uno dei motivi principali è la tassa Salva Sport adottata dal Governo per aiutare il settore sportivo, con un’aliquota ancor più inasprita nel settore dall’ADM.

Non resta che attendere eventuali novità, sperando in un calo dei contagi del virus e quindi la possibilità di riaprire anche i vari centri specializzati.

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Giochi online, tante le novità attese dai fans di tutto il mondo

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La crisi di Governo rischia di far slittare alcuni provvedimenti necessari alle riaperture di alcuni settori molto colpiti dal lockdown: le sale slot, le sale scommesse e tutto il comparto del gioco d’azzardo legale ha vissuto probabilmente il periodo più duro della sua sua storia.

E’ in programma una revisione dei protocolli con i DPCM che scadono a marzo, ma tutto dovrà andare di pari passo con il ritmo delle vaccinazioni che dovrà giustificare la possibilità di riaprire in sicurezza. Il mercato che ha beneficiato di questa congiuntura sfortunata è chiaramente il gioco on line. E’ possibile infatti oggi avere a disposizione un vero e proprio casino, con tutti i giochi che troveremmo in un luogo fisico, su siti come Planetwin365 e molti altri, ma il successo di questa formula era prevedibile anche prima del lockdown.

iGaming: una vittoria annunciata

Con la possibilità di non muoversi da casa e avere tutti i servizi a disposizione, internet ha sviluppato molte realtà di successo che hanno creato nuove figure professionali e cambiato il volto del mercato del lavoro in generale: il gioco on line non è da meno in questo contesto. Gli sviluppatori delle piattaforme per le scommesse han creato un sistema molto accattivante che incentiva i giocatori con bonus di benvenuto che di fatto sono veri e propri prestiti che possono fruttare come tesoretti. Slot, poker, black jack e tutto ciò che troveremmo in un casinò è a portata di click: mai come oggi queste applicazioni attraggono nuovi adepti, anche fra coloro che non hanno mai frequentato sale da gioco. L’offerta però non si ferma qui, in quanto l’iGaming ha visto l’espansione del mondo dei videogiochi, per consolle e PC, che ha visto nascere vere e proprie competizioni sportive con gli eSport, un nuovo modo di condividere la passione per i giochi on-line la cui piena realizzazione avviene in canali come Twitch: una piattaforma che consente di organizzare tornei multigiocatore professionisti e amatoriali e che offre uno spazio per dialogare, recensire e chiacchierare sui videogiochi più amati.

Videogiochi: nuove uscite

Il 2021 vede molte novità sul fronte dei nuovi giochi, tutte molto attese dai fans di tutto il mondo. The Medium è certamente la novità più succulenta: uscito da poco è un horror psicologico che ha già riscosso un grande successo per XBox e Windows, mentre per Sony, PS4 e PS5 spicca F.I.S.T. un videogioco in cui il giocatore veste i panni di un coniglio vendicatore: l’uscita è prevista per questa primavera.

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