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Cronaca

Banda della Magliana VII: dichiarazioni shock di Maurizio Abbatino detto “Crispino”

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Sulla scomparsa di Emanuela Orlandi ha dichiarato: "L'omicidio di Michele Sindona e quello di Roberto Calvi sono legati al sequestro Orlandi"

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di Angelo Barraco
L’ex Boss della Banda della Magliana Maurizio Abbatino, detto “Crispino”, noto al grande pubblico attraverso la serie ‘Romanzo Criminale’ con il nome “Il Freddo”, è adesso fuori dal programma di protezione che gli garantiva un’altra identità e una sicurezza. La stessa sicurezza con il quale la Banda della Magliana, dagli anni 70 fino in poi,  ha mosso i propri fili sulla città eterna, impregnando di sangue e piombo i mattoni e le pietre calpestate nei secoli da Re e conquistatori che hanno saputo modellare continuamente il suo volto.  Oggi Maurizio Abbatino non è più il Re della Roma conquistata a suon di spari, rombi di autovetture che fuggivano nella penombra e Rolex d’oro ai polsi. Quella città non fa più parte della vita di “Crispino”, che in un’intervista che ha rilasciato a Repubblica ha dichiarato “Non ero un boss ma un re. E adesso faccio fatica anche ad arrivare alla fine del mese: da quando mi hanno sbattuto fuori dal programma di protezione mi hanno tolto la casa e l’identità di copertura”. Il suo programma di protezione è terminato nel 2015, quando il Servizio Centrale del Viminale ha stabilito che per lui non vi fosse più alcun pericolo, adesso Crispino è un uomo libero ma la sua libertà si scontra con quello che è il suo passato poiché nel 1993, grazie alle sue dichiarazioni sono stati arrestati numerosi affiliati alla Banda della Magliana e oggi, molti di loro sono liberi. In merito a questo punto, Abbatino ha dichiarato a Repubblica “Non è solo per quello che ho detto che sono un bersaglio. Ma per tutte le cose che so e che non ho raccontato perché impossibili da dimostrare”. Nell’immaginario collettivo la Banda della Magliana rappresenta  la più grande organizzazione criminale italiana di tutti tempi, attraverso il quale si sono mossi innumerevoli personaggi che hanno saputo  tessere oscure trame attraverso azioni criminali atte a destabilizzare il potere costituito e l’ordine nazionale. Molte vicende che coinvolgono – direttamente o indirettamente- la Banda e i suoi componenti rimangono ad oggi senza risposte. Nel corso dell’intervista di Repubblica ad Abbatino viene chiesto cosa resta oggi della Banda della Magliana e lui risponde “Sopravvive attraverso persone che della Banda non hanno fatto parte ma che con noi sono entrati in contatto, e che solo per questo si sono fatti un nome. Per molti la Banda della Magliana è stata un’ottima garanzia”. Ha parlato inoltre di Carminati e del processo Mafia-Capitale “Io non ci voglio andare in quel processo. Carminati l’ha sempre fatta franca e anche questa volta finirà che lo grazieranno e sconterà solo qualche anno. Ha negato i suoi rapporti con noi della Magliana, ci ha chiamato “quelli che spacciavano droga”. Per il tentato omicidio Parenti-Marchesi  c’era anche lui. L’ho detto anche in tribunale: era in macchina con me. Eppure è stato assolto, con un alibi tirato fuori a distanza di anni grazie alle amicizie che avevamo all’ospedale militare del Celio. Da quando è stato imputato nel processo per l’omicidio Pecorelli, Carminati è sempre stato protetto”. Nel corso dell’intervista parla anche del sequestro di Emanuela Orlandi “L’omicidio di Michele Sindona e quello di Roberto Calvi sono legati al sequestro Orlandi. Se non si risolve il primo non si arriverà mai alla verità sulla fine di Calvi e sulla scomparsa della ragazza. I tre casi sono collegati da un flusso di soldi finiti nelle casse del Vaticano e mai restituiti”.
Negli anni 70 Trastevere era un quartiere povero, dove le case sono prive servizi, abitate da operai e piccoli artigiani. Nel quartiere, di notte si svolgono attività criminali come prostituzione e bische clandestine. Tra questi vicoli c’era il forno della famiglia Giuseppucci, famiglia semplice. Franco, il figlio del proprietario, lavora lì sin da bambino ed è proprio in quel contesto che si guadagna  il suo soprannome, “Er Fornaretto”. Ma il Fornaretto all’odore del pane preferisce l’odore dei soldi, così nel tempo libero frequenta una sala di corse ad Ostia, dove impara che i criminali godono di rispetto e che i soldi si possono raddoppiare facilmente come altrettanto facilmente si possono perdere. Nel 1976 Franco Giuseppucci ha poco meno di 30 anni, ha compiuto qualche piccola rapina, decide che deve rischiare e come prima mossa stringe amicizia nell’ambiente criminale locale, offrendosi di custodire armi nella roulotte di sua proprietà.
Il 14 gennaio 1976 la roulotte viene perquisita e viene sequestrato l’arsenale e Giuseppucci viene arrestato. Pensa che la sua carriera da criminale termina con l’arresto, ma è proprio l’ambiente carcerario di Regina Coeli ad offrirgli nuove alleanze, acquisisce la fama di duro ed un nuovo nome di battaglia: “Er Negro”, per via della sua carnagione scura. Quando esce ha capito dove ha sbagliato e si è prefissato un obbiettivo, diventare il più importante boss della mala romana. La prima regola di un boss è avere un gruppo d’uomo, Er Negro recluta i suoi amici di sempre. Il primo ad essere reclutato è Renzo Danesi. Er Negro ha stretto alcune alleanze, ma all’inizio del 1977 è ancora un piccolo criminale di quartiere, ha ripreso a custodire armi per conto d’altri. Questa volta le tiene con se, nascoste in un borsone all’interno della sua auto, fino al giorno in cui la sua auto viene rubata. Infuriato per il furto inizia a cercare colui che ha commesso il furto, le informazioni che raccoglie lo conducono ad un giovane ladro del quartiere Magliana, Maurizio Abbatino detto “Crispino” per via dei suoi capelli ricci. Giuseppucci deve decidere se andare da Abbatino e vendicarsi per il furto oppure allearsi. Giuseppucci propone a Crispino di usare insieme quelle armi per mettere in atto un colpo che li possa arricchire per davvero. La proposta viene accolta e nasce così la Banda della Magliana.

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Cronaca

Covid-19, da Torino a Napoli folla per le strade, nei parchi e sul litorale. A Roma oltre un centinaio di segnalazioni

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Non si placa la calca nei centri storici, parchi e spiagge complice il bel tempo del weekend, l’ultimo in giallo per diverse regioni italiane. Dopo il ‘rave party’ improvvisato ieri ingressi contingentati e ‘senso unico’ in Darsena a Milano: è la prima conseguenza della folla che si è ritrovata ieri sera per una sorta di festa nell’ultimo sabato in zona gialla per evitare assembramenti anche semplicemente di famiglie a passeggio. Da stamattina sono state montate transenne e chiusi gli accessi laterali.

In Darsena si entra quindi da piazza 24 maggio e si esce da piazzale Cantone. Si stanno nel frattempo analizzando le immagini dei rave per identificare i partecipanti, che saranno sanzionati.


Oltre un centinaio di segnalazioni in questo fine settimana per assembramenti in diverse zone della Capitale
, dal Centro Storico al litorale, con controlli rafforzati da parte della Polizia Locale per il rispetto delle norme anti- Covid. Lo rende noto la polizia locale. Verifiche hanno riguardato anche Ostia, con gli agenti impegnati in varie località del lungomare capitolino. In diverse zone della movida come Monti, Trastevere, San Lorenzo e a piazza Bologna, le pattuglie sono state impegnate a contrastare assembramenti con chiusure temporanee. Oltre 40 le sanzioni per assembramenti, mancanza di mascherine.

Affollati i principali parchi della Capitale e il litorale nell’ultima domenica di febbraio dal clima primaverile. In molti hanno deciso di trascorrere la mattinata all’aria aperta nelle ville storiche della città o passeggiando vicino al mare. In atto anche questo fine settimana il piano anti-assembramenti. Controlli delle forze dell’ordine nelle principali vie dello shopping, nei parchi della Capitale, sul litorale e nelle zone dei laghi. Sorvegliati speciali via del Corso e tutta l’area del Tridente. Nel pomeriggio è prevista, inoltre, una manifestazione contro le discriminazioni a piazza del Popolo a cui sono attese circa 700 persone. I controlli, messi a punto nei giorni scorsi durante un tavolo tecnico presieduto dal questore Carmine Esposito, stanno interessando da venerdì il quartiere Trastevere con un rafforzamento dei servizi e la delimitazione della Scalea del Tamburino e della Fontana di santa Maria in Trastevere. I controlli nel quartiere, suddiviso in due aree, vengono effettuati da polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia locale. Nei primi due giorni sono state identificate 190 persone, di cui una sanzionata perché non indossava la mascherina.

La Campania è in zona arancione, ieri il governatore De Luca ha invitato i cittadini a rimanere in casa il più possibile: ma la movida del sabato sera e il sole di stamane hanno creato ancora assembramenti, protagonisti soprattutto giovani e giovanissimi non di rado privi di mascherina. Gli episodi più significativi a Napoli e in provincia, dove – denuncia il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli di Europa Verde – spesso “la situazione è fuori controllo. Ritengo gravissimo che a Napoli, zona piazza del Gesù, e al corso Umberto di Torre Annunziata gli equipaggi delle forze dell’ordine siano stati pesantemente insultati dai giovani presenti. Dal centro storico partenopeo, via dei Carrozzieri, sempre nei pressi di piazza del Gesù, viene un altro video della vergogna con centinaia di giovanissimi assembrati e senza mascherina”. Borrelli pubblica su Facebook le immagini ricevute da cittadini esasperati per la movida senza freni: “E’ giunto il momento di adottare misure severe per coloro che non hanno rispetto per la propria salute e per quella degli altri”. Stamattina ancora folla sui lungomare, a Napoli come a Pozzuoli. Fitti i controlli delle forze dell’ordine anche se la quantità delle persone in strada rende impossibile fermare tutti coloro che passeggiano senza mascherina.

Intensificati i controlli anti-movida a Torino in questo weekend con interventi della polizia per far rispettare le norme anti Covid. Venerdì tre esercizi commerciali sono stati chiusi per 5 giorni in via Napione, via Rossini e largo Montebello per aver venduto alcolici da asporto oltre l’orario consentito. Chiuso sempre per 5 giorni un mini market dove non veniva rispettato il numero massimo di clienti al suo interno. Multa anche per il proprietario di un locale in via Catania a causa di assembramenti all’esterno del suo bar. Sei persone multate per assembramenti, tre per mancanza di utilizzo delle mascherine e altri tre per aver consumato cibo d’asporto in prossimità dei locali. Sabato multati due esercizi commerciali, in via Napione e Corso Regina Margherita e un minimarket in via San Massimo e tre persone multate per assembramenti.

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Milano, aggredisce violentemente anziana mentre preleva al bancomat: arrestato 23enne

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MILANO – Arrestato in flagranza per rapina aggravata un romeno 23enne, pregiudicato per reati vari contro il patrimonio e domiciliato presso il campo nomadi di via Novara a Milano.

Il malvivente ha avvicinato un’anziana 78enne che era intenta a prelevare denaro ad uno sportello bancomat in via Risorgimento aggredendola con violenza e, dopo averla colpita con un pugno ed averla spintonata facendola cadere a terra, ha ritirato 1000 euro dal conto della donna, dandosi poi alla fuga.

Il fatto è accaduto nel pomeriggio del 26 febbraio a San Giuliano Milanese dove sono intervenuti i Carabinieri della Tenenza di San Giuliano Milanese e della Sezione Radiomobile della Compagnia di San Donato Milanese. Il tempestivo intervento dei militari ha consentito di rintracciare il rapinatore, che nel frattempo si era rifugiato all’interno di una struttura abbandonata in via Emilia, quindi di arrestarlo e recuperando la refurtiva, che è stata restituita all’anziana vittima.

La donna è stata trasportata presso il pronto soccorso dell’ospedale di Vizzolo Predabissi dove è stata gli sono state riscontrate varie contusioni e giudicata guaribile in giorni 12 s.c..

Il 23enne, al termine delle formalità di rito, è stato portato presso la Casa Circondariale di Lodi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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Roma, bus Atac prende fuoco sul Raccordo Anulare: paura tra gli automobilisti

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Paura tra gli automobilisti in transito per un autobus che ha preso fuoco durante il servizio. Mentre viaggiava lungo il Raccordo, giunta all’altezza dello svincolo di Tor Bella Monaca, su una vettura fuori servizio si è sviluppato un incendio. Sono intervenuti i vigili del fuoco. Nessun problema per le persone. La vettura era in servizio da quasi 20 anni.

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