Connect with us

Primo piano

BANDITI A MARSALA: AL SETACCIO I FILMATI. DIETRO L'ANGOLO LA SOLUZIONE SICUREZZA

Clicca e condividi l'articolo

Francesco Tagliente ha sottolineato il fatto che a Pisa aveva già progettato l'evoluzione del progetto

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

di Angelo Barraco – Ivan Galea

Marsala – La città di Marsala è stata messa a ferro e fuoco da rapine negli ultimi giorni di novembre e la paura e il timore che possa accadere nuovamente un’altra rapina sotto gli occhi di tutti è tanta.

Sono tutt’ora in corso le indagini in merito agli autori delle quattro rapine avvenute tra il centro e la periferia marsalese. Quello che preoccupa di più i cittadini però e che sicuramente non faciliterà il lavoro degli inquirenti è il non funzionamento del sistema di sorveglianza presente nel centro storico.

Come mai sono presenti delle scatole vuote che dovrebbero sorvegliare e garantire la sicurezza? È ciò che si chiedono tutti i cittadini all’indomani delle rapine, che hanno avvelenato gli umori di una città apparentemente tranquilla ma che sta emergendo ai rigori della cronaca nazionale anche per le vicende giudiziarie del noto imprenditore Michele Licata. Quanto è sicura Marsala? Certamente il lavoro degli inquirenti è tanto ed è lodevole per una città così grande.

Il pensiero di molti cittadini marsalesi è che l’amministrazione comunale dovrebbe provvedere in primis alla sicurezza della città e poi al resto. Gli inquirenti comunque stanno indagando a 360° in merito alle quattro rapine e non escludono nulla.

Le rapine.
Lo scorso 24 novembre arriva la quarta rapina, nel giro di pochi giorni, e la vittima è ancora una volta un supermercato, precisamente il Conad che si trova in Contrada Terrenove Bambina, noto come Megamarket, che si trova di fronte la Pizzeria Siciliana. La Rapina avviene intorno alle ore 19 circa di martedì 24 novembre e sul posto intervengono i Carabinieri per gli accertamenti di rito. Sabato 21 alle 18,30 la terza rapina ai danni di un supermercato Sisa in contrada Strasatti. Un uomo a volto coperto minaccia uno dei cassieri con un coltello intimandogli di farsi consegnare il denaro presente in cassa che ammontava a poche centinaia di euro. Non ci sono state colluttazioni e nessuno ha subito danni fisici, il titolare del supermercato ha prontamente chiamato i Carabinieri che hanno svolto gli accertamenti di rito. Venerdì 19 novembre 2015 alle ore 19 è stata rapinata in via XI Maggio, di fronte la sempre popolatissima Piazza della Repubblica, chiamata comunemente dai marsalesi Piazza Loggia, la famosa gioielleria gestita da Saverio D’Angelo. La rapina avviene alle ore 19.00, orario in cui il flusso di cittadini che percorre quelle vie del centro è intenso. Due rapinatori a volto scoperto si introducono all’interno della gioielleria asportando diversi gioielli.

Il gioielliere reagisce ai malviventi ma viene picchiato I malviventi subito dopo il saccheggio si dileguano per le vie del centro storico, confondendosi con la folla, senza destare alcun sospetto. L’allarme è stato lanciato proprio dal gioielliere che è stato poi condotto presso l’ospedale “Paolo Borsellino” per un trauma alla mandibola. Dei banditi invece non c’è traccia. Gli inquirenti stanno setacciando le riprese video delle telecamere del centro storico per cercare di individuare chi ha compiuto il furto e il danno fisico al gioielliere.

Solo ventiquattro ore dopo la rapina alla gioielleria, due uomini armati di fucile e a volto coperto entrano all’interno di una tabaccheria, prima dell’orario di chiusura. La rapina è avvenuta in Via Colocasio, di fronte al Pronto Soccorso del vecchio ospedale San Biagio. Uno dei due rapinatori ha puntato l’arma contro la proprietaria della tabaccheria e si è fatto consegnare l’intero incasso. La donna non ha reagito poiché ha temuto per la sua vita, per quella del figlio e di un cliente e ha consegnato l’incasso ai malviventi. Dopo aver preso l’incasso i due uomini si sono dileguati e hanno fatto perdere le proprie tracce, non è esclusa l’ipotesi che con loro ci fosse un terzo uomo in macchina ad attenderli. La donna ha poi chiamato subito le forze dell’ordine che hanno svolto gli accertamenti di rito. Non è dato sapere a quanto ammontasse l’incasso, le indagini sono indirizzare su due uomini di nazionalità italiana che hanno dimostrato, dal modus operandi, di non essere alla prima esperienza.

"La prima fase del progetto dell'anagrafe delle telecamere di videosorveglianza urbana è stata attivata a Pisa nel 2013 quando fu progettata anche la fase due, quella della video-analisi per prevenire e contrastare eventuali atti terroristici, in attesa di attuarla non appena vi fossero state risorse economiche disponibili".

L'ex prefetto di Pisa, Francesco Tagliente, ha recentemente illustrato l'importanza del sistema di video analisi alla luce delle parole del premier Matteo Renzi all'Italian digital day sulla necessità "di 'taggare' i potenziali soggetti sospetti. Si tratta di un progetto di video sorveglianza urbana in cui i filmati delle telecamere convergono su un unico sistema in grado di effettuare la video analisi di tutti i fotogrammi, quindi di riconoscere – "taggare" – i movimenti dei soggetti sospetti. In pratica il potente software sarebbe in grado di riconoscere ed individuare il volto dei banditi tra i milioni di fotogrammi ripresi da tutte le telecamere cittadine che confluirebbero su un unico server. "Esso riduce il carico di lavoro delle forze di polizia a beneficio della sicurezza generale, – ha spiegato l'ex Prefetto di Pisa – perché permette di disporre di un'informazione completa e immediata sulla dislocazione delle telecamere pubbliche e private censite".

Francesco Tagliente ha sottolineato il fatto che a Pisa aveva già progettato l'evoluzione del progetto con la quale sarebbe stato possibile, grazie a un software di ultima generazione, passare in rassegna milioni di fotogrammi e individuare veicoli e individui sospetti. "Questi sistemi – ha inoltre spiegato Tagliente – possono consentire l'immediata identificazione per via telematica di tutti i volti dei potenziali terroristi, che appaiono in una telecamera, se preventivamente 'caricati' in una banca dati internazionale".

Un progetto, quindi, che sembra avere tutti i requisiti per scoraggiare in maniera considerevole e concreta i malitenzionati e che permetterebbe una immediata identificazione dei malviventi, riducendo il lavoro delle forze dell'ordine che attualmente si trovano in condizione di dover setacciare i pochi filmati disponibili fotogramma per fotogramma, con un risparmio di tempo e risorse pubbliche che in tal modo potrebbero essere impiegate a rinforzo dei servizi essenziali di sicurezza e pattugliamento del territorio.   

Esteri

Caso Marò, è finita: chiusi tutti i procedimenti a carico di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

La Corte Suprema indiana ha ordinato la chiusura di tutti i procedimenti giudiziari nel Paese a carico di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, i due Marò coinvolti nella morte di due pescatori indiani nel 2012. Lo riporta il giornale indiano in lingua inglese The Hindu.

La Corte Suprema indiana aveva rinviato la chiusura del caso lo scorso 19 aprile perche’ l’indennizzo di cento milioni di rupie (circa 1,1 milioni di euro) che l’Italia doveva versare alle famiglie delle vittime non era stato ancora depositato.

Nel corso dell’udienza del 19 aprile, che era stata presieduta dallo stesso presidente della Corte – Sharad Arvind Bobde – il procuratore generale dello Stato, Tushar Mehta, aveva dichiarato che “l’Italia ha avviato il trasferimento di denaro”, aggiungendo però che la somma non era ancora disponibile. Il nove aprile scorso la Corte aveva deciso che il caso sarebbe stato chiuso solo dopo il deposito del risarcimento pattuito. I due militari erano accusati di aver ucciso nel 2012 due pescatori indiani, al largo delle coste del Kerala: i fucilieri, che erano impegnati in una missione antipirateria a bordo della nave commerciale italiana Enrica Lexie, videro avvicinarsi il peschereccio Saint Antony e, temendo un attacco di pirati, spararono alcuni colpi di avvertimento in acqua. A bordo della piccola imbarcazione, però , morirono i due pescatori Ajeesh Pink e Valentine Jelastine, e rimase ferito l’armatore del peschereccio, Freddy Bosco. Dopo un lungo contenzioso, nel luglio del 2020 il tribunale internazionale dell’Aja, che aveva riconosciuto “l’immunità funzionale” ai fucilieri, aveva stabilito che la giurisdizione sul caso spettava all’Italia e aveva disposto il risarcimento alle famiglie delle vittime.

“Chiusi tutti i procedimenti giudiziari in India nei confronti dei nostri due marò, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. Grazie a chi ha lavorato con costanza al caso, grazie al nostro infaticabile corpo diplomatico. Si mette definitivamente un punto a questa lunga vicenda”. Lo scrive su twitter il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

Continua a leggere

Salute

Coronavirus, Variante Delta: più resistente ai vaccini, in particolare a una singola dose

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Preoccupazione per il potenziale impatto della variante Delta nei paesi più poveri

La variante Delta di Covid-19, identificata per la prima volta in India, è oggi presente in 74 paesi e continua a diffondersi rapidamente tra i timori che possa diventare il ceppo dominante in tutto il mondo.

Focolai della variante Delta sono stati confermati in Cina, Stati Uniti, Africa, Scandinavia e paesi dell’area del Pacifico. Gli scienziati riferiscono che sembra essere più trasmissibile, oltre a causare malattie più gravi.

Negli Stati Uniti, secondo l’ex commissario della Food and Drug Administration Scott Gottlieb, i casi della variante Delta raddoppiano all’incirca ogni due settimane e rappresentano il 10% di tutti i nuovi casi, mentre nel Regno Unito rappresenta oltre il 90% dei nuovi casi.

Mentre le autorità sanitarie di tutto il mondo stanno raccogliendo e condividendo dati sulla diffusione della nuova variante, il timore è che nei paesi in via di sviluppo, con sistemi di monitoraggio meno robusti, la variante Delta possa già essersi diffusa molto più di quanto riportato.

Ashish Jha, il preside della scuola di sanità pubblica della Brown University negli Stati Uniti, la scorsa settimana ha definito la variante Delta “la variante più contagiosa che abbiamo visto finora”.

Come accaduto cone le precedenti varianti di coronavirus durante la pandemia, la variante Delta si sta dimostrando perniciosa ed efficace nell’evitare i controlli alle frontiere e le misure di quarantena. In Australia, sono stati osservati casi a Melbourne nonostante i severi controlli.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità già ad Aprile aveva designato la variante Delta come una variante di interesse per poi definirla una variante di preoccupazione l’11 maggio.

Sembra causare sintomi più gravi, secondo le prove osservate in India e altrove, tra cui mal di stomaco, nausea, vomito, perdita di appetito, perdita dell’udito e dolori articolari.

Le prove provenienti da Guangzhou in Cina, in particolare, sono state definite come preoccupanti. Lì, i funzionari sanitari hanno riferito che il 12% dei pazienti si ammala in modo grave o critico entro tre o quattro giorni dall’insorgenza dei sintomi – fino a quattro volte superiore rispetto alle precedenti epidemie – e gli individui malati infettano più persone.

La ricerca in Cina, rispecchiando a grandi linee quella nel Regno Unito, dove la variante Delta è diventata dominante, ha anche scoperto che il ceppo sembra essere un po’ più resistente ai vaccini, in particolare a una singola dose.

Tutto ciò ha suscitato un rinnovato dibattito su come i governi dovrebbero rispondere alla variante Delta. Tra le difficoltà nel prevenire la diffusione della variante a livello globale, diversi paesi stanno tentando approcci diversi per cercare di controllarne la diffusione.

Forse il più radicale, come si è visto anche nello scoppio iniziale del coronavirus a Wuhan, è stato l’approccio della Cina dopo il primo caso confermato della variante Delta, in una donna di 75 anni a Liwan, un distretto della città meridionale di Guangzhou. , dopo aver visitato un ristorante.

Ha richiesto nuove misure tra cui veicoli navetta senza conducente che consegnano cibo e forniture a decine di migliaia di persone nei distretti che sono sotto stretto isolamento, mentre una flotta di 60 droni garantisce che le persone rimangano in casa.

L’Indonesia ha dichiarato lunedì di aspettarsi che una nuova ondata di infezioni da coronavirus raggiungerà il picco all’inizio di luglio, poiché la variante Delta diventa più dominante in alcune aree e con l’occupazione degli ospedali a Giacarta che raggiunge il 75%.

I casi in India sono diminuiti nelle ultime settimane e il Regno Unito, in particolare, viene osservato da vicino come il canarino nella miniera di carbone da paesi i cui programmi di vaccinazione sono già a buon punto, come gli Stati Uniti e Israele, desiderosi di capire cosa l’avvento della variante Delta significa per ricoveri e decessi.

Parlando a Face the Nation della CBS, Gottlieb, che fa parte del consiglio di amministrazione di Pfizer e ha scritto un libro sulla pandemia, ha affermato che era inevitabile che la variante Delta diventasse dominante negli Stati Uniti. “Guarda, e continuerà a diffondersi. È preoccupante. Sembra essere più trasmissibile… Quindi questo è più contagioso. Sembra che le persone che contraggono questo virus abbiano cariche virali più elevate e abbiano quelle cariche virali per periodi di tempo più lunghi”, ha affermato. “In questo momento negli Stati Uniti si tratta di circa il 10% delle infezioni. Raddoppia ogni due settimane. Quindi probabilmente diventerà il ceppo dominante qui negli Stati Uniti”.

I commenti di Gottlieb hanno fatto eco a quelli di Anthony Fauci, direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, che una settimana prima aveva avvertito che gli Stati Uniti non potevano permettere che la variante Delta diventasse dominante come era successo nel Regno Unito.

“Chiaramente ora la sua trasmissibilità sembra essere maggiore del tipo selvatico”, ha detto Fauci. “Questa è una situazione, come era in Inghilterra dove avevano un B.1.1.7 [variante Alpha] dominante, e poi la [variante Delta] ha preso il sopravvento. Non possiamo permettere che ciò accada negli Stati Uniti”.

Per ora, tuttavia, gli Stati Uniti – dove il 43,6% degli adulti sono completamente vaccinati – si attengono alla loro politica di protezione contro la variante incoraggiando la vaccinazione, con poca pressione per nuovi blocchi o restrizioni simili.

Mentre la preoccupazione sta aumentando nei paesi con sistemi sanitari e programmi di vaccinazione ben sviluppati, la cosa più preoccupante è il potenziale impatto della variante Delta nei paesi più poveri.

Gli ospedali della capitale della Repubblica Democratica del Congo, Kinshasa, sono stati “travolti” dall’aumento dei contagi da Covid. Il presidente, Félix Tshisekedi, ha affermato che il Paese è nel mezzo di una terza ondata guidata in parte dalla variante Delta. “Prenderò misure drastiche per affrontare questa recrudescenza della malattia. Parliamo in particolare della variante indiana”, ha detto Tshisekedi, senza specificare quali misure avesse previsto.

Il governo dello Zimbabwe ha annunciato nel fine settimana un blocco localizzato di due settimane per i distretti di Hurungwe e Kariba dopo aver rilevato la variante Delta. Il governo ha affermato che negli ultimi tre giorni sono stati registrati più di 40 casi.

Continua a leggere

Ambiente

Cina, paura per la centrale nucleare ma per le autorità tutto nella norma

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Uno dei reattori EPR della centrale nucleare di Taishan, nel sud della Cina, ha fatto registrare “un aumento della concentrazione di alcuni gas nobili nel circuito primario”, ha fatto sapere il gruppo francese EDF.

EDF, uno dei gruppi che ha partecipato alla costruzione dell’impianto, “è stata informata dell’aumento della concentrazione di alcuni gas nobili nel circuito primario del reattore n.1 della centrale nucleare di Taishan, gestita dal TNPJVC, joint-venture di CGN (70%) e EDF (30%)”, si legge in un comunicato. Il circuito primario è un circuito sigillato che contiene acqua sotto pressione, che si scalda nella vasca del reattore a contatto di elementi combustibili.

Fra i gas cosiddetti “nobili” o rari, ci sono l’argon, l’elio, il krypton, l’argon o il neon

“La presenza di alcuni gas nobili nel circuito primario – precisa EDF – è un fenomeno noto, studiato e previsto dalle procedure di gestione dei reattori”. La tv americana CNN, sulla base di una lettera inviata da Framatome al Dipartimento per l’Energia americano, ha parlato di una possibile “fuga” nella centrale, dove ci sono due reattori EPR con tecnologia francese. Secondo la CNN, le autorità per la sicurezza cinesi avrebbero rilevato limiti “accettabili” di radiazioni all’esterno del sito per evitare di sospendere l’attività della centrale. 

Continua a leggere

I più letti