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Viterbo

BASSANO ROMANO, SCORIE INCENERITORI NEI MATTONI DI CASA NOSTRA?

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La Regione Lazio ha ritenuto di non assoggettare il progetto della Tuscia Prefabbricati a Valutazione di Impatto Ambientale, riconoscendo all'iter autorizzativo la via semplificata.

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Luca Pagni

Bassano Romano (VT) – Rischi ambientali ed alla salute degli uomini, scaturirebbero dall'uso di ceneri e scorie per produrre conglomerati cementizi come chiede di poter fare la Tuscia Prefabbricati a Bassano Romano. 

Il progetto industriale è stato sospeso dalla Provincia di Viterbo in attesa di cambio destinazione d'uso e del certificato di agibilità, delle strutture ex Colacem. Nel caso di specie, tali documenti andranno richiesti direttamente  al Comune di Bassano Romano, che ha già espresso vari pareri negativi, sia tecnici che di volontà politica, fin dal 2010. 

Sono stati presentati Ricorsi al Tar sia dal Comune che da alcuni imprenditori agricoli e turistici e da associazioni varie, per scongiurare un disastro ambientale a ridosso della linea ferroviaria Fl3 Roma Viterbo, di zone turistiche e di aree verdi protette da vincoli anche europei. Questo per non parlare di ippovie e di coltivazioni di patate ed olii Dop, che potrebbero essere contaminate da un progetto industriale che si trova nel bel mezzo di una riserva di caccia e di aree destinate a pascolo dell'Università Agraria, tutelate dalla Legge Galasso. 

Inoltre il progetto di recupero di rifiuti non pericolosi per la realizzazione di conglomerati cementizi in CLS, ad oggi non sembra poter garantire la salubrità di aria, terra ed acqua, non essendo state previste la campanatura dei nastri trasportatori ne la sigillatura dei camion che ogni giorno dovrebbero trasportare 158 tonnellate di materiali vari, tra cui polveri di carbone potenzialmente cancerogene, sulla strada della stazione che non ha 8 metri di carreggiata e già presenta punti di cedimento sulla ferrovia e sulla strada provinciale sottostante.

Nonostante tutto la Regione Lazio ha ritenuto di non assoggettare il progetto a Valutazione di Impatto Ambientale, riconoscendo all'iter autorizzativo la via semplificata.

Secondo l 'Arpa:

“Nel valutare i possibili recuperi delle scorie prodotte dall’incenerimento dei rifiuti bisogna porre attenzione alle possibilità di inquinamento del suolo, sottosuolo e acque sotterranee e superficiali, dovuto appunto alla presenza dei metalli pesanti e dei cloruri. 

Intanto la Colacem attesta che il cemento con polveri e scorie sarebbe più resistente.

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Roma

A tutta birra da Viterbo fino a Roma inseguita dalle pattuglie dei Carabinieri: travolge un militare e danneggia una vettura dell’Arma

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Mercoledì, nel pomeriggio, i Carabinieri della Stazione di Vetralla, durante un servizio perlustrativo, hanno intercettato un’auto guidata da una donna che, a forte velocità, percorreva il tratto urbano della via Cassia. I militari si sono prontamente posti all’inseguimento dell’autovettura che, all’uscita dell’abitato, li ha tuttavia distanziati. Tramite le Centrali Operative delle Compagnie di Viterbo e Ronciglione, è stato predisposto un posto di controllo nella zona di Sutri dove, poco dopo, la donna è stata fermata dai militari della locale Stazione Carabinieri.

Dopo aver consegnato i documenti, la conducente è tuttavia ripartita all’improvviso, inseguita dalla pattuglia della Stazione di Sutri. Allertate tutte le pattuglie della zona, l’autovettura ignorava nuovamente l’alt impostogli dai militari della Stazione Forestale di Caprarola, che si trovavano sulla Cassia all’altezza del Golf Club. A Monterosi è stata informata anche la Centrale Operativa del Comando Provinciale di Roma. L’inseguimento si è protratto sulla Cassia bis fino all’ingresso del Grande Raccordo Anulare, dove la fuggitiva è stata costretta a fermarsi a causa del traffico.

La donna è stata subito affiancata dagli operanti, ma è riuscita nuovamente a riprendere la fuga, travolgendo nell’occasione un militare della Stazione di Sutri e danneggiando l’autovettura dei Carabinieri Forestali. Imboccato il Grande Raccordo Anulare è stata individuata da un equipaggio della Stazione Carabinieri di Formello ed uno della Sezione Radiomobile della Compagnia Carabinieri Roma-Cassia, che, insieme a quella dei Carabinieri Forestali, sono riusciti, circondandola con le vetture di servizio ed obbligandola ad arrestare la propria marcia all’altezza dell’uscita Nomentana, garantendo la sicurezza degli altri utenti della strada.

Nell’occasione, dato che l’esagitata rifiutava nuovamente di scendere dal proprio mezzo che teneva acceso, al fine di evitare il pericolo che la stessa potesse nuovamente darsi alla fuga, uno dei militari presenti ha repentinamente infranto il vetro dell’autovettura, impossessandosi delle chiavi di avviamento. La malfattrice, che non ha fornito le motivazioni del proprio comportamento, è stata condotta presso la caserma della Compagnia Carabinieri Roma-Cassia, venendo tratta in arresto per resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale, in attesa delle ulteriori decisioni della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma

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Cronaca

Nepi, arrestato pregiudicato ricercato in Germania per rapina

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NEPI (VT) – I Carabinieri della Stazione di Nepi hanno arrestato un pregiudicato di origini sarde, ma da tempo residente a Nepi, che era ricercato poiché colpito da mandato di arresto europeo.

L’ uomo che era ricercato in Germania per rapina, è stato localizzato a Nepi dai Carabinieri della Stazione in collaborazione con l’ ufficio SIRENE, ed immediatamente dichiarato in arresto. Dopo essere stato prima condotto in caserma per le formalità previste è stato successivamente condotto nel carcere di Frosinone

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Viterbo

Orte: la fermata dell’alta velocità diventa realtà

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“La notizia che anche la Provincia di Viterbo così come la provincia di Frosinone avrà la fermata dell’Alta Velocità ad Orte ci rallegra”. A dichiararlo in una nota è Raimondo Chiricozzi
Presidente Comitato Ferrovia dei Due Mari Coordinatore ORT provincia di Viterbo: “Finalmente anche la nostra Provincia -prosegue – potrà collegarsi al mondo attraverso le Ferrovie. Sapevamo del grande lavoro che la Regione Lazio, l’on Enrico Panunzi, l’assessore Mauro Alessandri e naturalmente il Presidente Zingaretti svolgevano per concludere favorevolmente la proposta salita dai cittadini, che hanno trovato in tutti i politici del viterbese di tutti gli schieramenti la loro cassa di risonanza”.

La riunione di Orte del 2018 che ha visto la presenza di tutti i rappresentanti dei partiti politici è stata determinante a far comprendere la precisa volontà delle popolazioni, che da tempo chiedono di rompere l’isolamento e il diritto alla mobilità. Anche l’Osservatorio regionale dei trasporti (ORT ) ha fatto la sua parte stimolando la Regione affinché non venisse messa in sordina la richiesta.

L’annuncio dato dall’amministratore delegato delle ferrovie dello stato è quindi una vittoria dei cittadini che l’hanno cercata e finalmente ottenuta.

Questa conquista apre nuovi spazi e possibilità concrete anche alla CIVITAVECCHIA ANCONA ed in particolare alla riapertura della tratta ferroviaria Civitavecchia Orte che determina il riequilibrio del territorio e lo sviluppo economico di tutto il Centro Italia .

Ferrovia che ha enormi potenzialità favorite dall’avere ben quattro nodi ferroviari che favoriscono il collegamento con tutte le località disposte nei quattro punti cardinali. Civitavecchia ( Roma Pisa Torino ecc) , CapranicaSutri ( linea Fs Roma Viterbo), Fabrica di Roma ( linea ex Roma nord Roma Viterbo e la possibile realizzazione dell’anello ferroviario Circumcimina) ed infine Orte ( Roma Firenze Milano – Terni Perugia Ancona).

Forse sta prendendo consistenza quella che per la mobilità è una cosa indispensabile e cioè l’effetto rete. Concetto che da tempo come Comitato per la riapertura della Civitavecchia CapranicaSutri Orte e come ORT abbiamo più volte esplicitato .

Un concetto finora poco utilizzato e che permette la libertà di movimento. In sostanza al cittadino deve essere offerta la possibilità di raggiungere con i mezzi pubblici i posti dove andare, siano essi vicini che lontani.

La chiusura negli ultimi 40 anni di 6000 km di ferrovie a favore della realizzazione di strade riteniamo sia stata la sciagura più grande che potesse realizzarsi in Italia.

In altre nazioni sono corsi ai ripari da tempo. Anche l’Italia deve percorrere questa impostazione che è ormai improcrastinabile. Limitare la mobilità stradale è un dovere che la politica deve assumere. Ben venga quindi l’Alta Velocità ad Orte: “Facciamo seguire a questa scelta opportuna – conclude Chiricozzi – scelte mirate a favore delle generazioni future e per il diritto alla mobilità, nel rispetto dell’ambiente e della salute”.

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