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Cronaca

Maltempo: allerta in Veneto. Preoccupazione per il Bellunese

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VENETO – Allerta maltempo in Veneto, con i vigili del fuoco e Protezione Civile pronti ad intervenire,anche se, per ora, non sono segnalate particolari criticità, se non emergenze locali.

Come a nell’Agordino e nella Val Belluna dove ieri c’è stata una pioggia intensa (200 millimetri) che ha portato a vari smottamenti e diffusi allagamenti da parte di torrenti, le cui esondazioni hanno coinvolto case e strade.

Solo il bellunese ha registrato 120 interventi dei pompieri sui 330 totali fatti in Veneto. Sono sotto costante osservazione il fiume Tagliamento per la probabile piena e il torrente Posima nel vicentino che è esondato costringendo a lasciare la propria casa alcune famiglie. Sotto controllo anche il fiume Brenta e il fiume Bacchiglione.

Per adesso la Sala Operativa della Protezione Civile della Regione Veneto non segnala emergenze particolari, pur riferendo che la ‘macchina’ è pronta ad ogni evenienza. Apprensione a Venezia per le previsione del Centro Maree che indica una massima di 150 cm per le ore 14.

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Cronaca

Piacenza, l’incubo di una donna perseguitata dal suo ex violento: arrestato

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Due anni di appostamenti, persecuzioni, messaggi. Una non vita. I carabinieri di Piacenza hanno arrestato per violenza sessuale aggravata e atti persecutori un operaio 35enne. La vittima è la sua ex, coetanea.
    Secondo quanto ricostruito, dopo essere stato lasciato al termine di una relazione di due anni l’uomo ha trasformato la vita della donna in un inferno. Prima con centinaia di sms e chiamate, seguiti da biglietti lasciati sulla sua auto. Poi ha iniziato a pedinarla sul lavoro e a farle appostamenti notturni sotto casa. In due occasioni, chiedendole un incontro chiarificatore, l’avrebbe costretta con violenza a subire atti sessuali, arrivando anche alle minacce di morte.
    Le indagini svolte dai carabinieri hanno permesso al gip del tribunale di Piacenza di emettere l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’operaio.

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Cronaca

Napoli, Blitz del Ros contro la camorra: colpita l’Alleanza di Secondigliano. Cento arresti

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Duro colpo alla Camorra grazie a una imponente operazione all’alba dei carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Napoli, con l’esecuzione su tutto il territorio nazionale di oltre 100 provvedimenti cautelari emessi dal Gip di Napoli su richiesta della Procura nei confronti di appartenenti ai clan Contini, Mallardo e Licciardi. I cento arresti hanno colpito duramente l’alleanza di Secondigliano.

L’attività di indagine è stata condotta anche con l’apporto investigativo della Polizia di Stato e della Dia. Contestualmente, la GdF ha sequestrato un ingente patrimonio.

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Cronaca

Viminale su Sea Watch, la Corte Europea dei diritti umani conferma la tesi di Salvini: porti chiusi ai trafficanti di esseri umani

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E’ stato respinto, fa sapere il Viminale, il ricorso presentato dai migranti soccorsi sulla Sea Watch alla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo per chiedere all’Italia di consentire lo sbarco.

“Anche la Corte Europea di Strasburgo conferma la scelta di ordine, buon senso, legalità e giustizia dell’Italia: porti chiusi ai trafficanti di esseri umani e ai loro complici. Meno partenze, meno sbarchi, meno morti, meno sprechi. Indietro non si torna”, commenta il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha respinto la richiesta avanzata dalla nave Sea Watch 3 affinché siano adottate “misure provvisorie” che consentano l’approdo sulla terraferma delle 42 persone migranti, a bordo della nave da 13 giorni. Nessuna misura provvisoria, dunque. La conferma è arrivata dalla stessa Cedu. Immediato il commento del ministro dell’Interno Salvini: «Anche Strasburgo ci dà ragione, porti chiusi».

La Corte nella sua decisione ha scritto anche che “conta sulle autorità italiane affinché continuino a fornire l’assistenza necessaria alle persone a bordo di Sea Watch 3, che sono vulnerabili a causa della loro età o delle loro condizioni di salute”.

I ricorrenti, cioè il capitano della Sea Watch 3 e una quarantina di migranti, avevano invocato gli articoli 2 (diritto alla vita) e 3 (divieto di trattamenti inumani e degradanti) della Convenzione, chiedendo di essere sbarcati subito con un provvedimento provvisorio d’urgenza per poter presentare una richiesta di protezione internazionale. La Corte ha rivolto alcune domande alle parti e ha chiesto loro di rispondere lunedì 24 giugno. Al Governo è stato chiesto quante persone erano state già sbarcate dalla nave, il loro possibile stato di vulnerabilità, le misure previste dal Governo, nonché la situazione attuale a bordo della nave. Le domande rivolte ai richiedenti riguardavano le loro condizioni fisiche e mentali il loro possibile stato di vulnerabilità. Oggi, dopo aver esaminato le risposte ricevute, la Corte ha deciso che non c’erano sufficienti motivazioni per chiedere al Governo italiano di applicare un provvedimento provvisorio di sbarco. Tale provvedimento viene infatti concesso, precisa la Corte, “nei casi eccezionali in cui i richiedenti sarebbero esposti – in assenza di tali misure – a un vero e proprio rischio di danni irreparabili”. 

Nello stesso momento però il Garante dei detenuti ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma per richiedere una verifica su eventuali aspetti penalmente rilevanti nell’attuale blocco della Sea Watch 3. Il Garante afferma che “non può né intende intervenire su scelte politiche che esulano dalla propria stretta competenza”, ma ricorda che “è suo dovere agire per fare cessare eventuali violazioni della libertà personale, incompatibili con i diritti garantiti dalla nostra Carta, e che potrebbero fare incorrere il Paese in sanzioni in sede internazionale”. 

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