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Cronaca

BELLUNO: STORIA DI UN TRUFFATORE CON 90 CONTI CORRENTI

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Tutti i successivi tentativi di ricontattare l'inserzionista, sia alla mail sia sull'utenza mobile indicata nell'annuncio rimanevano naturalmente vani.

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Redazione

Belluno – Identificato e denunciato un uomo che celandosi dietro innumerevoli false identità aveva truffato svariate vittime sparse in tutta Italia. E.G. nato a Napoli nel 1964, e lì residente, soggetto con numerosi precedenti penali è stato denunciato dal Commissariato di Cortina d'Ampezzo alla Procura della Repubblica di Caserta per i reati di art.640 c.p. (truffa) , art. 477 c.p. in rel. al 482 c.p. (falsità materiale) e art. 485 c.p. (falsità in scrittura privata). I FATTI Nell' aprile del 2013, un uomo di Cortina d'Ampezzo si presentava in Commissariato raccontando di essere stato vittima di una truffa on-line. Aveva infatti aderito ad uno specifico annuncio pubblicato su "aaannunci.it" interessato ad una macchina fotografica marca Nikon con relativo obiettivo Nikon. L'inserzione riportava come nome dell'inseritrice, "Marcella" di Pergine Valsugana (Trentino Alto Adige), con tanto di numero telefonico e indirizzo mail. Convinto quindi della bontà della trattativa, inviava 250,00 euro con le modalità indicate, rimanendo invano in attesa della consegna dell'oggetto. Tutti i successivi tentativi di ricontattare l'inserzionista, sia alla mail sia sull'utenza mobile indicata nell'annuncio rimanevano naturalmente vani. Iniziavano a quel punto una serie di accertamenti da parte del personale della Polizia Giudiziaria del Commissariato che portavano a comprendere che il denaro era confluito in un conto acceso on-line presso una filiale UniCredit spa, Agenzia Roma da tale A.R., residente a Napoli. In quel contesto era stata allegata una carta di identità avente numero seriale che nella realtà è assegnato ad altra persona. I successivi accertamenti portavano facilmente a comprendere che il nominativo A. R. era un nome di fantasia, così come quello di G.G. intestatario dell'utenza telefonica utilizzata per aprire il conto, mentre quello indicato nell'annuncio è assegnata ad un cittadino dello Sri Lanka. Poiché l'esperienza investigativa maturata nell'ambito delle truffe perpetrate mediante sistemi on-line – internet, peraltro di grande attualità, ha evidenziato le difficoltà d'identificazione degli autori i quali hanno oramai raffinato le tecniche riducendo sensibilmente le possibilità d'individuazione degli attori, gli uomini della P.G. di Cortina hanno ritenuto di non perseguire gli approfondimenti verso fonti investigative informatiche bensì seguendo la tracciabilità dei denari illecitamente percepiti dal nominativo A.R.. Così, dall'analisi della "lista movimenti" bancari relativi al c.c. dov'erano confluiti i 250 €. bonificati dal denunciante di Cortina rilevavano numerosi bonifici in entrata verosimilmente tutti legati ad altre truffe analoghe (su alcuni vi è addirittura la causale per il pagamento di una macchina fotografica e/o accessori analoghi). Quasi sempre ad ogni introito fraudolento conseguiva una operazione in uscita (probabilmente con l'intento di mantenere il c.c. sempre in "bianco"), verso altro soggetto. L'analisi di tutti i dati ottenuti (anagrafe dei conti – documenti utilizzati per l'accensione dei c/c – utenze telefoniche – ALIAS – elenchi bonifici in entrata e uscita e, non trascurabile le segnalazioni dei malcapitati presenti in internet), poi incrociati con l'interrogazione delle Banche Dati investigative delle forze di Polizia, permetteva di associare i vari ALIAS all'odierno indagato. In particolare si appurava che nell'accensione di un conto corrente on-line in Trieste veniva utilizzata una carta d'identità falsificata la cui effige altri ci riportava ad un soggetto pluripregiudicato di Napoli verso cui il Commissariato aveva già indirizzato indagini specifiche. L'elaborazione di tutti gli elementi e dati in possesso e l'ulteriore interrogazione delle banche dati scoperchiava il vaso di pandora, evidenziando che il soggetto utilizzava innumerevoli ALIAS accendendo principalmente in tutto il Nord Italia decine e decine di c/c on-line alimentati dai proventi delle truffe poste in essere senza soluzione di continuità. L'informativa di questo Commissariato dava finalmente un volto all'autore : E.G. nato a Napoli nel 1964, e lì residente, soggetto con numerosi precedenti penali. E.G., con i 9 ALIAS accertati risulta aver acceso sicuramente 90 c.c. on-line presso oltre 31 istituti bancari, sempre utilizzando documenti falsi (principalmente carte d'id. falsificate e/o prodotte ex novo con le numerazioni assegnate generalmente a persone fisiche esistenti quanto ignare, inoltre fornendo utenze sempre intestate a persone inesistenti). E' stato perciò denunciato alla Procura della Repubblica di Caserta per i reati di art.640 c.p. (truffa) , art. 477 c.p. in rel. al 482 c.p. (falsità materiale) e art. 485 c.p. (falsità in scrittura privata), per il reato commesso nei confronti del Cortinese cui sono succedute un lungo elenco di altre denunce da parte di vari Uffici e Comandi sparsi in Italia.

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Cronaca

Trinitapoli, rubano 7 quintali di uva: due fratelli in manette

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I Carabinieri della Stazione di Trinitapoli hanno dato esecuzione nella mattinata odierna alla misura cautelare della custodia in carcere a carico di C.V., classe ’94, pregiudicato e del fratello C.G., classe ’98, anch’egli pregiudicato. I due malviventi, entrambi residenti a Trinitapoli, sono ritenuti responsabili del reato di furto aggravato. L’articolata attività d’indagine dei militari dell’Arma ha permesso di ricostruire i fatti criminosi commessi dagli arrestati, che hanno poi consentito all’A.G. di emettere il provvedimento di custodia in carcere e agli arresti domiciliari.
I fatti sono riconducibili al mese di luglio scorso, allorquando i due fratelli, dopo essersi introdotti all’interno di un vigneto, in località “Coppa Malva Felice” del comune di Trinitapoli, asportavano sette quintali di uva, dal valore complessivo di euro 800,00 ca., per poi dileguarsi a bordo di un’autovettura risultata in uso ad uno dei malfattori.
Le immediate indagini consentivano di individuare nei due fratelli gli autori del furto nonché di accertare che l’autovettura usata dagli stessi per caricare la refurtiva ed allontanarsi fosse riconducibile ad uno di essi.
Così come disposto dall’Autorità Giudiziaria, C.V. è stato tradotto presso il Carcere di Foggia mentre C.G. è stato sottoposto agli arresti domiciliari.
L’attività investigativa dell’Arma, si inquadra in una più ampia attività di controllo del territorio e di contrasto al deplorevole fenomeno dei furti all’interno delle aziende e dei terreni agricoli.

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Dipendenti pubblici, dal 15 ottobre si torna in presenza

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La modalità ordinaria di lavoro nelle Pubbliche amministrazioni dal 15 ottobre torna ad essere quella in presenza. Lo prevede il Dpcm firmato dal Presidente del Consiglio, Mario Draghi.

Le Pa assicureranno che il ritorno in presenza avvenga in condizioni di sicurezza, nel rispetto delle misure anti Covid-19.

 “Con la firma del presidente del Consiglio decreto che fa cessare il lavoro agile come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nella Pubblica amministrazione, sottolinea, – afferma il ministro della Pubblica Amministrazione – si apre l’era di una nuova normalità e si completa il quadro avviato con l’estensione dell’obbligo di green pass a tutto il mondo del lavoro: dal 15 ottobre i dipendenti pubblici torneranno in presenza, e in sicurezza”.

“Con successivo decreto ministeriale, aggiunge, fornirò apposite indicazioni operative affinché il rientro negli uffici sia rispettoso delle misure di contrasto al Covid-19 e coerente con la sostenibilità del sistema dei trasporti. Nel frattempo, sono in corso le trattative per i rinnovi dei contratti pubblici, che garantiranno, una volta concluse, una regolazione puntuale dello smart working.

Non pregiudicare i servizi, avere strumenti tecnologici per comunicazioni sicure tra amministrazione e dipendenti come “una piattaforma digitale o un cloud” e piano per lo smaltimento degli arretrati. Sono alcune delle condizioni che saranno indicate nel decreto per il rientro graduale dei dipendenti pubblici in ufficio che sta preparando il ministro Renato Brunetta. Per il ricorso dello smart working nella pubblica amministrazione a partire dal 15 ottobre – e finché non arriveranno le regole con il rinnovo del contratto – si tornerà agli accordi individuali. 

Entro il 31 gennaio 2022, inoltre, ogni amministrazione dovrà presentare il Piano integrato di attività e organizzazione, all’interno del quale confluirà il Pola per il lavoro agile”. Con le regole e con l’organizzazione, conclude – “potrà finalmente decollare uno smart working vero, strutturato, ancorato a obiettivi e monitoraggio dei risultati, che faccia tesoro degli aspetti migliori dell’esperienza emergenziale e che assicuri l’efficienza dei servizi, essenziale per sostenere la ripresa del Paese, e la soddisfazione dei cittadini e delle imprese: il mio faro”. 

Su 3,2 milioni di dipendenti pubblici, 320mila, dunque il 10% dell’intera platea, non sarebbero ancora vaccinati. E’ la stima del governo contenuta nella relazione illustrativa che accompagna il Dpcm. 

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Fanpage, la Procura di Roma revoca il sequestro del video su Durigon

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Alla redazione di Fanpage.it è stata notificata la revoca del decreto di sequestro relativo all’inchiesta giornalistica sui fondi della Lega e sull’ex sottosegretario Claudio Durigon. Lo rende noto la stessa testata: “La Polizia Postale ha inviato alla direzione un nuovo provvedimento, firmato dalla Gip Claudia Alberti, dal procuratore della Repubblica Michele Prestipino Giarritta e dal procuratore aggiunto Angelantonio Racanelli, con cui si dispone la revoca delle misure che ci erano state notificate poco tempo prima”. 

Il direttore responsabile di Fanpage.it, Francesco Cancellato, ha spiegato in un video quanto accaduto: “Grazie.

È l’unica cosa che riusciamo a dire, dopo queste incredibili ventiquattro ore. La polizia postale ci ha notificato il decreto con cui la Procura di Roma ha disposto la revoca del sequestro preventivo e dell’oscuramento dei video relativi all’inchiesta Follow The Money sui fondi della Lega. Grazie, quindi. Perché senza l’enorme mobilitazione in difesa di Fanpage.it di colleghi, politici e di tanti, tantissimi cittadini, non crediamo che tutto questo sarebbe accaduto. Grazie, anche se non c’è nulla da festeggiare perché abbiamo semplicemente difeso un diritto che credevamo acquisito, quello della libertà della stampa, che invece ci era stato improvvisamente e incredibilmente negato”.

L’inchiesta di Fanpage risale ad alcuni mesi fa, ed aveva dato il via alle polemiche sull’allora sottosegretario all’Economia della Lega Durigon poi riaccese – fino alle dimissioni di fine agosto dall’esecutivo – dalla sua proposta di dedicare un parco di Latina, ora intitolato a Falcone e Borsellino, al fratello del duce, Arnaldo Mussolini. Nel video del giornale on line, ricorda la redazione, “l’onorevole Claudio Durigon diceva a un suo interlocutore che non bisognava preoccuparsi dell’inchiesta della procura di Genova sui 49 milioni di euro che la Lega avrebbe sottratto allo Stato italiano perché il generale della Guardia di Finanza ‘l’abbiamo messo noi'”.

Affermazioni che, secondo il decreto di sequestro del Tribunale capitolino, apparivano “lesive dell’immagine e della reputazione professionale e personale del comandante generale della Guardia di Finanza”, il generale Giuseppe Zafarana. La notizia del sequestro dell’inchiesta di Fanpage aveva suscitato ieri commenti allarmati da parte dell’Ordine dei giornalisti, della Fnsi e di esponenti politici di diversi partiti, dal Pd al M5s a Italia Viva.

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