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Primo piano

Berlusconi: 80 anni e non sentirli

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Oggi, 29 settembre 2016, compie 80 anni Silvio Berlusconi. Un politico, un imprenditore, il Dorian Gray che non invecchia mai

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di Angelo Barraco

Milano – “La sicurezza del potere si fonda sull'insicurezza dei cittadini” disse Leonardo Sciascia. Parole dal retrogusto amaro e quasi sgradevole che se raffrontate con la realtà odierna, emerge lo specchio di una politica prettamente illusoria e ingannevole che fa leva su quelle che sono le problematiche sociali che dai salotti televisivi vengono dipinte come semplici pratiche d’ufficio risolvibili in tempi brevi e nella tanto palese quanto becera bugia dall’altro lato vi è un popolo che vive nella speranza del cambiamento sociale. Ma quello che state leggendo non è certamente un articolo sulle fandonie che i politici raccontano ogni giorno ma è una breve introduzione che vuole metaforicamente raccontare una politica del passato che non si evolve con il passare del tempo ma tende a replicarsi per mantenere giovane il suo aspetto, esattamente come Dorian Gray, il famoso personaggio del romanzo di Oscar Wild, che trova il modo per rimanere eternamente giovane: “Il valore di un'idea è assolutamente indipendente dalla sincerità dell'uomo che la enuncia; anzi è probabile che quanto meno l'uomo è sincero tanto più sia intelligente sia l'idea”. La politica odierna in mano a Renzi che rappresenta perfettamente lo specchio di un contraddittorio espresso mediante una bandiera politica dai colori diversi rispetto alle promesse e alle azioni che dovrebbe  compiere nei confronti dei cittadini. La prova oggettiva che lo Stato Italiano è privo di bandiere politiche  che rappresentano la maggioranza e l’opposizione è riscontrabile nel silenzio assenso dei cittadini dinnanzi ai  tanto visibili quanto imbarazzanti comportamenti e promesse da marinaio dei politicanti  che rendono le bandiere tanto sventolate a destra e a manca un fattore prettamente simbolico. L’ideale di maggioranza e opposizione è diventato una mera utopia poiché il bipartitismo si è annullato a seguito di una saturazione messa in atto dai politicanti che hanno ammorbato da destra a sinistra i cittadini di becere e insulse promesse, dandole in pasto per un pugno di voti come fossero carne da macello e sottraendo il tutto al momento dell’ottenimento del risultato finale.
 
Oggi, 29 settembre 2016, compie 80 anni Silvio Berlusconi. Un politico, un imprenditore, il Dorian Gray che non invecchia mai e che si riflette perfettamente nella politica odierna che maldestramente vuole imitare quelli che sono stati i fasti di un ventennio sull’orlo del precipizio. Malgrado l’età, porta con se la grinta che lo ha accompagnato dal maggio 1994, data in cui divenne un carismatico Premier e annuncia a reti unificate: “L’Italia è il paese che amo, qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti. Qui ho imparato da mio padre e dalla vita il mio mestiere d’imprenditore, qui ho anche appreso la passione per la libertà. Ho scelto di scendere in campo e di occuparmi della cosa pubblica perché non voglio vivere in un paese liberale governato da forze immature e uomini legati a doppio filo a un passato politicamente ed economicamente fallimentare. Per poter compiere questa scelta di vita ho rassegnato oggi stesso le mie dimissioni da ogni carica sociale nel gruppo che ho fondato. Rinuncio dunque al mio ruolo di editore e di imprenditore per mettere la mia esperienza e tutto il mio impegno a disposizione di una battaglia in cui credo con assoluta convinzione e con la più grande fermezza”. Un leader carismatico che sin da subito si è imposto agli italiani, mettendo a nudo quelle che erano le sue radici e abbattendo un muro tra politicante e soggetto passivo, cercando di istaurare un dialogo ai fini del raggiungimento di un obiettivo comune attraverso una politica che abbracciava un’ideale diverso rispetto a quello fallimentare del passato e per compiere ciò ha messo a nudo se stesso davanti a tutti coloro che lo hanno scelto dichiarando pubblicamente le sue rinunce ed evidenziando con determinazione e fermezza il suo obiettivo. Rivelatosi poi palesemente fallimentare, becero e deludente come aria fritta.  Sarà un compleanno intimo quello dell’ex Cavaliere, che sarà festeggiato ad Arcore, Villa San Martino con gli amici e i parenti e chissà se ci saranno anche Emilio Fede, il chirurgo plastico e due spogliarelliste per rallegrare la serata. Da alcune indiscrezioni emerge che si tratterà di una cena intima in cui ci saranno i cinque figli, inoltre ha pregato tutti di non fare regalo e se proprio voglio che facciano beneficienza. Cena riservata in cui si prevede aperitivo, antipasto, due primi, un secondo e dolci. Tra gi invitati dovrebbero presenziare Michela Brambilla, Giovanni Toti. Venerdì mattina partirà per gli Stati Uniti per un controllo al cuore. Fonti di FI riferiscono che i familiari vogliono che “che ci sia un controllo medico prima di dare il via libera ad un ritorno a tutto campo di Berlusconi in politica, con tanto di comizi” e chi ultimamente è stato accanto a lui spiega che “Non è mai stato così bene da mesi”. Tale trasferta però potrebbe essere anche il nuovo trampolino di lancio per un nuovo ed imminente ritorno in politica: sarà così? In mer L’ex Cavaliere ha chiesto espressamente di non voler nessun regalo ma un suo amico gli ha fatto pervenire direttamente a Villa San Martino un regalo di compleanno speciale, una Lancia Astura del 37, insomma uno di quei regali che ci si fa tutti i giorni! Intanto anche i suoi avversari politici hanno rivolto a lui i migliori auguri attraverso la testata giornalistica de Il Tempo: Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano ha detto “Gli auguro altri ottant’anni di vita (spero privata) perché possa rifondere agli italiani tutti i danni fatti nei primi ottanta”. Francesco Rutelli che nel 2001 lo sfidò per Palazzo Chigi ha detto invece “Auguri a un avversario mai considerato come un nemico. Bravo a creare il pluralismo tv. Bravo col Milan. Molto meno al governo. Un commento meditato lo facciamo nel 2043 (50esimo della discesa in campo pro- Fini e anti-Rutelli)”. Ovviamente non mancherà la nuova compagna Francesca Pascale e chissà se ci sarà anche Dudù a rallegrare gli ospiti.
 
E’ l’anno delle riconciliazioni politiche e affettive ed emerge un Berlusconi pronto ad aprire le porte del cuore per lasciare da parte i rancori di un passato ormai lontano. Emerge infatti che, a distanza di due anni da battesimo del primo figlio di Eleonora, avrebbe incontrato in una stanza d’albergo di Milano l’ex moglie Veronica Lario. Sarebbe stato un incontro a quattro occhi, lontano dalle telecamere, per chiudere un contenzioso che si protraeva da troppo tempo dopo il divorzio. Veronica vorrebbe porre fine a tutto ciò attraverso una somma di 100 milione di euro, l’offerta sarebbe però poco superiore ai 50. Ma la sua grinta e determinazione che lo hanno portato in auge per poi far collassare il paese nell’oblio dei deliri di onnipotenza renziani sembra essere tornata poiché ha incontrato nella sua villa ad Arcore Salvini e la Meloni che lo hanno raggiunto per porre gli auguri di compleanno. Il trittico vuole creare un’alternativa a Renzi immediata, in modo tale che se dovesse passare al referendum il no, il salto nel buio sarebbe mera utopia poiché vi sarebbe già un’alternativa. Un incontro che ha voluto rafforzare i punti focali di una politica che brancola nel buio ed è prima di struttura ma che emerge dal carisma e dalla voglia di rimettersi in gioco da parte di un uomo che per anni ha retto in mano le sorti del paese, direzionandolo verso mete certamente discutibili ma sicuramente concretizzate da una bandiera e da un’ideale identificativo e rappresentativo. Berlusconi infatti, nel corso dell’incontro, ha voluto far capire che qualora non ci fosse Renzi ci sarebbe il centrodestra e non certamente Grillo.
 
L’idea del trittico Berlusconi-Salvini-Meloni è quello di creare un asse politico. Una politica nuova e fresca quindi, rispetto alla politica tradizionale che da sempre ha attorniato l’ex Cavaliere. Salvini in fondo ha sempre cercato di portare in auge il suo partito mediante l’uso di messaggi trasmessi attraverso il mezzo televisivo che da sempre hanno fatto leva sulle problematiche sociali che affliggono il paese. Problematiche sociali su cui certamente l’odio e la denigrazione non possono porre rimedio ne tantomeno essere ritenute la reale soluzione al problema, ma con una dose insana di vittimismo ha portato nelle piazze di tutta Italia una fitta schiera di sostenitori sempre pronti ad appoggiare ideali confusi e poco chiari. Tutto ciò si contrappone con quanto fatto in passato da Berlusconi, che attraverso il mezzo televisivo arrivava in modo diretto nelle case degli italiani, mirava dritto all’obiettivo schiacciando senza mezze misure avversari di ogni fazione. Una politica che non si abbassava all’insulto pubblico ma comunque ugualmente fallimentare ai fini di un oggettivo e concreto miglioramento del paese. L’alleanza tra Salvini e Berlusconi fa scuotere la testa a molti italiani poiché preannuncia il ritorno in campo di un leader carismatico e rafforza la posizione di un soggetto che si autoproclama leader del suo orticello. Salvini ha dichiarato in merito a questo incontro con l’ex Cavaliere e i progetti futuri “È giusto ragionare di cose da fare, e quindi ben venga la cancellazione della legge Fornero, l'abolizione degli studi di settore, il blocco dell'immigrazione clandestina e la riduzione delle tasse. Ma parlare di poltrone e ministeri è l'ultima delle mie preoccupazioni e non interessa al momento né alla Lega, né agli italiani”. La Meloni usa il pugno duro invece “Berlusconi parla di accordi inesistenti su un futuribile governo nazionale di centrodestra per cercare di far dimenticare che nelle ultime settimane le scelte compiute dal suo partito vanno in tutt'altra direzione, cioè in quella di un rinverdito patto con Matteo Renzi e il suo pessimo Governo. È un modo come un altro per provare a recuperare un elettorato di FI che non capisce perché Berlusconi si sia rifiutato di sostenere la candidatura di un suo storico alleato. E queste dichiarazioni dimostrano che la ragione è tutt'altro che nei contenuti. Infatti, se a Roma FdI rappresenta una politica dalla quale prendere le distanze, non si capisce perché a livello nazionale sia invece cosa buona e giusta un'alleanza con noi”. Tutti i nodi vengono al pettine e Berlusconi ha detto la sua in merito alla posizione di Stefano Parisi “Non so se dovevo aspettarmi qualcosa di diverso. Certo, da quello che ho visto mi è parsa un’adunata poco scintillante e un po’ troppo professorale” ha detto, sottolineando poi che “Parisi l’ha citata pochissimo, quasi come se volesse tenersi a distanza dall’eredità berlusconiana. Forse è così. Di certo, Stefano può far riavvicinare a noi un pezzo di società civile e di imprenditoria con cui Forza Italia non parla da un pezzo”. Berlusconi è certamente un uomo criticato per la sua politica sfacciata e priva di coerenza, per i suoi innumerevoli passi politici attraverso il quale ha arrecato danni al paese mediante l’uso di scorciatoie insane ma bisogna ricordare è anche l’uomo della comunicazione e dei media poiché ha cambiato il volto della televisione italiana poichè nella seconda metà degli anni 70 vengono aperte le strade all’editoria televisiva che fino a poco tempo prima era limitata alle sole reti private. Nel 78 Berlusconi rileva Telemilano che due anni dopo sarà rinominata Canale 5 e diventa rete televisiva nazionale. Fonda Fininvest che coordina le attività. Certamente quella tv d’intrattenimenti di un tempo in cui c’era il buon Mike e ormai è un lontano ricordo poiché oggi rimangono barlumi di risate cosparse di sangue divenuto mercimonio per fare un ottimo share. Berlusconi è l’uomo dello sport quando nel 1986 acquista l’Associazione Calcio Milan, portando in auge la squadra con ottimi acquisti e vittorie. Ma è anche l’uomo della P2, tessera numero 1816 codice E.19.78 gruppo 17, fascicolo 0625. Anche se lui ha sempre negato l’appartenenza alla logica Massonica di Gelli “Non ricordo la data esatta della mia iscrizione alla P2, ricordo comunque che è di poco anteriore allo scandalo. Non ho mai pagato una quota di iscrizione, né mai mi è stata chiesta”. Ma è anche l’uomo delle donne degli scandali e dei processi come quello di Ruby, dove è cavaliere fu accusato di corruzione per aver versato alle ragazze cospicue somme di denaro per il loro silenzio. Barbara Guerra che, in un messaggio audio inviato tramite Whatsapp ad Ioana Visan dice di essere insoddisfatta per non aver ricevuto la macchina che aveva chiesto al tesoriere di Giuseppe Spinelli, tesoriere di Silvio Berlusconi. E dice “Domani butto giu' il cancello di Arcore comunque, vado a rubargli una macchina al vecchio”, Barbara Guerra, in un altro file audio, dice: “Ho appena richiamato Arcore e mi sono incazzata che io sono la p…… sono a 35 anni zitella perche' la p…… del presidente non la vuole piu' nessuno,  mi sono incazzata come una bestia, io del bla bla bla del burattino di Spinelli non me ne faccio piu' un c…. gli ho detto di riferirlo al presidente che se no io vado la' e gli chiamo magistrati giornalisti e inquirenti,  stasera veramente gli entro in casa”. La donna si lamenta con Spinelli e invia un sms nel febbraio 2014 dove scrive: “Dica al presidente che sono nella merda per colpa sua. Sto aspettando ancora la consegna della vettura. Io andro' con il mio legale in questura se non mi risolve i problemi che lui mi ha recato! Non ho ricevuto nulla. Ho urgenza per la vettura ragioniere. Grazie”. Politica, affari, donne, imprenditoria e scandali di ogni tipo con relativi processi: è questa la vita di un uomo che ha sempre guardato il paese dall’alto al basso, professando il bene per un paese che sta stringendo la cinghia ormai da troppi anni ma che comunque rimane un esempio di sfacciata disonesta onestà. Tanti auguri di buon compleanno Silvio! 

Ambiente

Cambiamenti climatici, Fridays for Future scende nelle piazze

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Fridays for Future scende nelle piazze per lo Sciopero Globale per il Clima. “Dopo tre anni da quando hanno iniziato a scioperare – spiega l’associazione dei giovani ambientalisti in Italia – i responsabili politici continuano a parlare, parlare, parlare. Facendo credere che si stia facendo qualcosa, quando non è così: il 2021 è previsto essere l’anno con le emissioni più alte di sempre”. 

Centinaia di studenti a Venezia, andiamo davanti a Comune – I giovani veneziani rispondono presente all’appello dello sciopero globale per il clima ‘Fridays for future’. Erano circa in 400 attorno alle 9.30 in piazzale Roma, con cartelli e striscioni inneggianti alla salvaguardia dell’ambiente, ma il numero dei partecipanti è cresciuto costantemente con il passare dei minuti. “Abbiamo deciso di essere qui, perché come diciamo da tanto tempo siamo arrivati a un punto di non ritorno e non ne possiamo più – dicono gli attivisti -. Siamo stanchi dell’immobilismo davanti alla crisi climatica. Siamo a Venezia, una delle città che subirà per prima gli effetti del cambiamento climatico e non possiamo stare con le mani in mano”. Dopo il sit-in ai piedi del ponte di Calatrava, gli studenti si muoveranno lungo Strada Nuova: “L’intenzione, – spiegano – è quella di arrivare sotto Ca’ Farsetti (sede del Comune). Il pianeta può cambiare solo da noi giovani, perché chi sta seduto negli uffici deve capire che il pianeta sta morendo e siamo noi quelli che avremo il compito di cambiare il mondo”. Dispiegamento di forze dell’ordine per garantire la sicurezza della manifestazione: erano circa una ventina i carabinieri in antisommossa distribuiti sul ponte di Calatrava e davanti al Palazzo Grandi Stazioni, supportati dagli agenti della polizia locale, impegnati nel far rispettare l’ordine e il distanziamento sociale. 

“Salvare futuro non ha prezzo”, corteo in centro Roma – Al grido “salvare il futuro non ha prezzo” gli studenti del Fridays for future sfilano al centro di Roma. “Gli effetti della crisi climatica sono sempre più devastanti, non possiamo stare fermi mentre il nostro presente e futuro bruciano!” hanno sottolineato gli organizzatori lanciando l’iniziativa. Centinaia i ragazzi che stanno partecipando al corteo che da piazza Vittorio sfilerà per le strade del centro della Capitale fino a piazza della Repubblica.

Giovani Friday for Future tornano in piazza a Torino – Sono migliaia i partecipanti al corteo colorato dei Fridays for Future, primo appuntamento dell’anno con lo sciopero globale per il clima. Il corteo è partito da piazza Statuto a Torino. “Invitiamo i cittadini a leggere i programmi delle diverse coalizioni – spiegano riferendosi alle imminenti elezioni amministrative – La cosa importante non sono le vaghe promesse di intervento, ma una lista di misure precise, rapide e puntuali da adottare come un cronoprogramma che indichi di quanto è in quanto tempo devono essere abbattute le emissioni”. Il corteo percorrerà piazza XVIII Dicembre, via Cernaia, via Pietro Micca, per concludersi in Piazza castello. Tra gli striscioni “La nostra casa sta andando a fuoco”, “Non c’è un pianeta B”.

Fridays for Future il 1 ottobre in piazza con Greta a Milano – Il primo ottobre un grande sciopero con Greta Thunberg in piazza a Milano. Lo annuncia una delle portavoci dei Fridays for future Italia, Martina Comparelli, ora nelle strade del capoluogo lombardo per la manifestazione globale sul clima, dove – dice – “al momento siamo più di 5mila”.Alla pre-Cop26 a Milano- spiega -“non ci saremo, nessuno di noi entrerà. I Fff Italia sono stati totalmente ignorati da questo governo; ma ci faremo sentire da fuori: il primo ottobre faremo un grande sciopero con Greta a Milano. Le nostre proposte ci sono da tempo – conclude – sono contenute nel documento ‘Ritorno al futuro’,un Piano per ripartire”.

Anche a Bari studenti in piazza dopo due anni – Anche a Bari gli studenti dei Fridays for future sono tornati a scendere in piazza dopo due anni per aderire allo sciopero globale del clima. L’ultimo corteo risale al novembre 2019, prima della pandemia. Alcune centinaia di studenti baresi manifestano per chiedere con striscioni e megafoni “giustizia climatica”. “È ora che cominci la rivoluzione” è scritto su alcuni striscioni. “Cambiamo il sistema non il clima”, “Ci avete rotto i polmoni” sono solo alcuni degli slogan scelti per il sit-in in corso in piazza Libertà, davanti alla sede della Prefettura di Bari. Al centro della manifestazione non soltanto le questioni climatiche, ma anche “la giustizia sociale che deve andare di pari passo con quella ambientale”, e la scuola: “dopo quasi due anni di didattica a distanza a causa della pandemia, pretendiamo una scuola in presenza” dicono i ragazzi, lamentando che “la vera criticità sono i mezzi di trasporto dove si creano assembramenti e per i quali nulla è stato fatto in tutto questo tempo” e chiamando in causa le istituzioni locali.

Giovani tornano in piazza anche a Bolzano – Anche a Bolzano i giovani sono tornati in piazza per manifestare per l’ambiente. Dopo la pausa forzata della pandemia, circa duecento ragazzi e ragazze si sono radunate in piazza Tribunale. “Lasciateci un futuro”, “Non si torna indietro” oppure “Salviamo la terra! E’ l’unico pianeta con la pizza!”, così gli slogan di alcuni cartelli e striscioni. Dalle scalinate del Tribunale sono intervenuti i relatori che hanno rinnovato l’appello a misure tempestive per la salvaguardia del clima.

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Economia e Finanza

Mario Draghi all’assemblea di Confindustria: “Il Governo non ha intenzione di aumentare le tasse”

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“La crescita che abbiamo davanti è un rimbalzo, legato alla forte caduta del prodotto interno lordo registrata l’anno scorso. Nel 2020, l’economia italiana si è contratta dell’8,9%, una delle recessioni più profonde d’Europa. Era dunque inevitabile che alla riapertura si accompagnasse una forte accelerazione dell’attività. La sfida per il Governo – e per tutto il sistema produttivo e le parti sociali – è fare in modo che questa ripresa sia duratura e sostenibile.” Lo dice, all’assemblea di Confindustria, il premier auspicando un “patto economico, produttivo, sociale del Paese”. “Ci sono tantissime cose di cui discutiamo continuamente che possono essere materia di questo patto – ha rilevato -. La definisco una prospettiva economica condivisa. Bisogna mettersi seduti tutti insieme”

Il presidente del Consiglio ha anche tenuto a precisare che il governo non intende aumentare le tasse. “Voglio riaffermare, penso sia importante, -che il governo da parte sua non ha intenzione di aumentare le tasse. In questo momento i soldi si danno e non si prendono”.  

“Le previsioni del governo che presenteremo a giorni stimano una crescita intorno al 6% quest’anno, a fronte del 4,5% ipotizzato in primavera”, ha detto  Draghi. 

“Per assicurare la sostenibilità della ripresa dobbiamo prima di tutto impedire che ci siano altre significative ondate di contagio – ha aggiunto il premier – Il governo sta agendo con la massima determinazione per evitare nuove chiusure. Voglio quindi ringraziare ancora una volta gli italiani per la convinzione con cui hanno aderito alla campagna vaccinale, e le imprese per l’impegno dimostrato nel cooperare alla sua organizzazione”.

“Dobbiamo evitare i rischi congiunturali che si nascondono dietro questo momento positivo, preservare buone relazioni industriali, perché assicurino equità e pace sociale e accelerare con il nostro programma di riforme e investimenti, per migliorare il tasso di crescita di lungo periodo dell’economia italiana”, ha sottolineato Draghi  

“A oggi, oltre 41 milioni di italiani hanno completato il ciclo vaccinale, quasi il 77% della popolazione con più di 12 anni – ha detto ancora -. E siamo vicini a raggiungere e poi superare l’obiettivo che c’eravamo posti, ovvero immunizzare entro fine settembrel’80% della popolazione vaccinabile”.

 ll “green pass” – per il presidente del Consiglio, è uno strumento di libertà e sicurezza, per difendere i cittadini e i lavoratori e tenere aperte le scuole e le attività economiche. Voglio ringraziare Confindustria che ha da subito lavorato insieme al governo e ai sindacati per trovare un accordo sull’estensione del “green pass” ai luoghi di lavoro”

“Se riusciremo a tenere sotto controllo la curva del contagio, potremo allentare ulteriormente le restrizioni che sono ancora in vigore – ad esempio nei luoghi di lavoro, nei cinema, nei teatri, negli stadi e negli altri spazi di sport e cultura”

“Nel mese di ottobre – ha annunciato Draghi -, intendiamo approvare un provvedimento che dia impulso alla concorrenza. A voi imprese chiedo di appoggiarlo con convinzione. Il rafforzamento dell’economia passa attraverso l’apertura dei mercati e non la difesa delle rendite”.   

“Niente è più facile che nel momento in cui il quadro complessivo cambia ha sottolineato -, le relazioni industriali vadano particolarmente sotto pressione e invece bisogna essere capaci di tenerle. Le parole di Bonomi suggeriscono che si possa iniziare a pensare a un patto economico, produttivo, sociale del Paese. Ci sono tantissime cose di cui discutiamo continuamente che possono essere materia di questo patto. La definisco una prospettiva economica condivisa. Bisogna mettersi seduti tutti insieme”. 

“Le buone relazioni industriali sono il pilastro della unità produttiva – ha continuato -. Questa mia frase viene da apparente somiglianza tra oggi e il dopoguerra come ricordava Bonomi prima, c’è stata una catastrofe, come allora, c’è una forte ripresa, come allora, con tassi che abbiamo visto solo in quegli anni”, ha affermato Draghi.

“Mi è venuto spontaneamente di chiedermi come mai dopo gli anni ’60 si sono interrotti i tassi di crescita e, come mi disse un amico, il giocattolo si è rotto. Le mutazioni del quadro internazionale, Bretton Woods, il prezzo del petrolio, due guerre, la grande inflazione, hanno cambiato il quadro internazionale, ma anche in questo quadro così difficile alcuni Paesi hanno affrontato gli anni ’70 con successo e una caratteristica che separa gli altri Paesi dall’Italia è il sistema delle relazioni industriali che lì sono state buone, mentre da noi col finire degli anni ’60 si è assistito alla totale distruzione delle relazioni industriali. Perciò insisto su questo, perché niente è più facile che nel momento in cui il quadro cambia, le relazioni vadano particolarmente sotto pressione e invece bisogna essere capaci di tenerle”. 

Confindustria si augura che il premier Mario Draghi “continui a lungo nella sua attuale esperienza” e avverte: prosegua “senza che i partiti attentino alla coesione del Governo pensando alle prossime amministrative con veti e manovre in vista della scelta da fare per il Quirinale”. Il presidente Carlo Bonomi dedica ampio spazio della sua relazione all’assemblea annuale degli industriali alla figura di Draghi, uno degli “uomini della necessita”, diverso dagli “uomini della provvidenza” come chi ha dato vita a “un regime ventennale di oppressione” e dagli “uomini del possibile”, quelli del “calcio alla lattina”, del “rinvio eterno”. Le riforme bisogna farle adesso. Basta rinvii, basta giochetti, basta veti. Davvero basta”, avverte il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, esprimendo la “preoccupazione” per il cronoprogramma per le rforme legate al Pnrr che “rischia di slittare”. Per gli industriali “è una strada profondamente sbagliata quella del gioco a risiko delle bandierine del consenso effimero”. Confindustria “si opporrà a tutti coloro che vorranno intralciare il precesso delle riforme”; ” A chi flirta con i no vax invece di pensare alla sicurezza di cittadini e lavoratori, come a chi pensa che questo Governo è a tempo”.

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Esteri

Usa, ok di Fda a somministrazione 3 dose Pfizer da 65 anni in su

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La Food and Drug Administration (Fda), l’agenzia Usa preposta al controllo dei farmaci, ha autorizzato la terza dose del vaccino Pfizer per le persone dai 65 anni in su e per quelle fragili, ossia ad alto rischio di contrarre forme severe di Covid-19 o di gravi complicazioni.

L’agenzia ha seguito le raccomandazioni date nei giorni scosi dal suo comitato di esperti indipendenti. A breve dovrebbe esprimersi anche i Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), l’agenzia federale Usa per la prevenzione delle malattie.

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