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Berlusconi: 80 anni e non sentirli

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Oggi, 29 settembre 2016, compie 80 anni Silvio Berlusconi. Un politico, un imprenditore, il Dorian Gray che non invecchia mai

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di Angelo Barraco

Milano – “La sicurezza del potere si fonda sull'insicurezza dei cittadini” disse Leonardo Sciascia. Parole dal retrogusto amaro e quasi sgradevole che se raffrontate con la realtà odierna, emerge lo specchio di una politica prettamente illusoria e ingannevole che fa leva su quelle che sono le problematiche sociali che dai salotti televisivi vengono dipinte come semplici pratiche d’ufficio risolvibili in tempi brevi e nella tanto palese quanto becera bugia dall’altro lato vi è un popolo che vive nella speranza del cambiamento sociale. Ma quello che state leggendo non è certamente un articolo sulle fandonie che i politici raccontano ogni giorno ma è una breve introduzione che vuole metaforicamente raccontare una politica del passato che non si evolve con il passare del tempo ma tende a replicarsi per mantenere giovane il suo aspetto, esattamente come Dorian Gray, il famoso personaggio del romanzo di Oscar Wild, che trova il modo per rimanere eternamente giovane: “Il valore di un'idea è assolutamente indipendente dalla sincerità dell'uomo che la enuncia; anzi è probabile che quanto meno l'uomo è sincero tanto più sia intelligente sia l'idea”. La politica odierna in mano a Renzi che rappresenta perfettamente lo specchio di un contraddittorio espresso mediante una bandiera politica dai colori diversi rispetto alle promesse e alle azioni che dovrebbe  compiere nei confronti dei cittadini. La prova oggettiva che lo Stato Italiano è privo di bandiere politiche  che rappresentano la maggioranza e l’opposizione è riscontrabile nel silenzio assenso dei cittadini dinnanzi ai  tanto visibili quanto imbarazzanti comportamenti e promesse da marinaio dei politicanti  che rendono le bandiere tanto sventolate a destra e a manca un fattore prettamente simbolico. L’ideale di maggioranza e opposizione è diventato una mera utopia poiché il bipartitismo si è annullato a seguito di una saturazione messa in atto dai politicanti che hanno ammorbato da destra a sinistra i cittadini di becere e insulse promesse, dandole in pasto per un pugno di voti come fossero carne da macello e sottraendo il tutto al momento dell’ottenimento del risultato finale.
 
Oggi, 29 settembre 2016, compie 80 anni Silvio Berlusconi. Un politico, un imprenditore, il Dorian Gray che non invecchia mai e che si riflette perfettamente nella politica odierna che maldestramente vuole imitare quelli che sono stati i fasti di un ventennio sull’orlo del precipizio. Malgrado l’età, porta con se la grinta che lo ha accompagnato dal maggio 1994, data in cui divenne un carismatico Premier e annuncia a reti unificate: “L’Italia è il paese che amo, qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti. Qui ho imparato da mio padre e dalla vita il mio mestiere d’imprenditore, qui ho anche appreso la passione per la libertà. Ho scelto di scendere in campo e di occuparmi della cosa pubblica perché non voglio vivere in un paese liberale governato da forze immature e uomini legati a doppio filo a un passato politicamente ed economicamente fallimentare. Per poter compiere questa scelta di vita ho rassegnato oggi stesso le mie dimissioni da ogni carica sociale nel gruppo che ho fondato. Rinuncio dunque al mio ruolo di editore e di imprenditore per mettere la mia esperienza e tutto il mio impegno a disposizione di una battaglia in cui credo con assoluta convinzione e con la più grande fermezza”. Un leader carismatico che sin da subito si è imposto agli italiani, mettendo a nudo quelle che erano le sue radici e abbattendo un muro tra politicante e soggetto passivo, cercando di istaurare un dialogo ai fini del raggiungimento di un obiettivo comune attraverso una politica che abbracciava un’ideale diverso rispetto a quello fallimentare del passato e per compiere ciò ha messo a nudo se stesso davanti a tutti coloro che lo hanno scelto dichiarando pubblicamente le sue rinunce ed evidenziando con determinazione e fermezza il suo obiettivo. Rivelatosi poi palesemente fallimentare, becero e deludente come aria fritta.  Sarà un compleanno intimo quello dell’ex Cavaliere, che sarà festeggiato ad Arcore, Villa San Martino con gli amici e i parenti e chissà se ci saranno anche Emilio Fede, il chirurgo plastico e due spogliarelliste per rallegrare la serata. Da alcune indiscrezioni emerge che si tratterà di una cena intima in cui ci saranno i cinque figli, inoltre ha pregato tutti di non fare regalo e se proprio voglio che facciano beneficienza. Cena riservata in cui si prevede aperitivo, antipasto, due primi, un secondo e dolci. Tra gi invitati dovrebbero presenziare Michela Brambilla, Giovanni Toti. Venerdì mattina partirà per gli Stati Uniti per un controllo al cuore. Fonti di FI riferiscono che i familiari vogliono che “che ci sia un controllo medico prima di dare il via libera ad un ritorno a tutto campo di Berlusconi in politica, con tanto di comizi” e chi ultimamente è stato accanto a lui spiega che “Non è mai stato così bene da mesi”. Tale trasferta però potrebbe essere anche il nuovo trampolino di lancio per un nuovo ed imminente ritorno in politica: sarà così? In mer L’ex Cavaliere ha chiesto espressamente di non voler nessun regalo ma un suo amico gli ha fatto pervenire direttamente a Villa San Martino un regalo di compleanno speciale, una Lancia Astura del 37, insomma uno di quei regali che ci si fa tutti i giorni! Intanto anche i suoi avversari politici hanno rivolto a lui i migliori auguri attraverso la testata giornalistica de Il Tempo: Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano ha detto “Gli auguro altri ottant’anni di vita (spero privata) perché possa rifondere agli italiani tutti i danni fatti nei primi ottanta”. Francesco Rutelli che nel 2001 lo sfidò per Palazzo Chigi ha detto invece “Auguri a un avversario mai considerato come un nemico. Bravo a creare il pluralismo tv. Bravo col Milan. Molto meno al governo. Un commento meditato lo facciamo nel 2043 (50esimo della discesa in campo pro- Fini e anti-Rutelli)”. Ovviamente non mancherà la nuova compagna Francesca Pascale e chissà se ci sarà anche Dudù a rallegrare gli ospiti.
 
E’ l’anno delle riconciliazioni politiche e affettive ed emerge un Berlusconi pronto ad aprire le porte del cuore per lasciare da parte i rancori di un passato ormai lontano. Emerge infatti che, a distanza di due anni da battesimo del primo figlio di Eleonora, avrebbe incontrato in una stanza d’albergo di Milano l’ex moglie Veronica Lario. Sarebbe stato un incontro a quattro occhi, lontano dalle telecamere, per chiudere un contenzioso che si protraeva da troppo tempo dopo il divorzio. Veronica vorrebbe porre fine a tutto ciò attraverso una somma di 100 milione di euro, l’offerta sarebbe però poco superiore ai 50. Ma la sua grinta e determinazione che lo hanno portato in auge per poi far collassare il paese nell’oblio dei deliri di onnipotenza renziani sembra essere tornata poiché ha incontrato nella sua villa ad Arcore Salvini e la Meloni che lo hanno raggiunto per porre gli auguri di compleanno. Il trittico vuole creare un’alternativa a Renzi immediata, in modo tale che se dovesse passare al referendum il no, il salto nel buio sarebbe mera utopia poiché vi sarebbe già un’alternativa. Un incontro che ha voluto rafforzare i punti focali di una politica che brancola nel buio ed è prima di struttura ma che emerge dal carisma e dalla voglia di rimettersi in gioco da parte di un uomo che per anni ha retto in mano le sorti del paese, direzionandolo verso mete certamente discutibili ma sicuramente concretizzate da una bandiera e da un’ideale identificativo e rappresentativo. Berlusconi infatti, nel corso dell’incontro, ha voluto far capire che qualora non ci fosse Renzi ci sarebbe il centrodestra e non certamente Grillo.
 
L’idea del trittico Berlusconi-Salvini-Meloni è quello di creare un asse politico. Una politica nuova e fresca quindi, rispetto alla politica tradizionale che da sempre ha attorniato l’ex Cavaliere. Salvini in fondo ha sempre cercato di portare in auge il suo partito mediante l’uso di messaggi trasmessi attraverso il mezzo televisivo che da sempre hanno fatto leva sulle problematiche sociali che affliggono il paese. Problematiche sociali su cui certamente l’odio e la denigrazione non possono porre rimedio ne tantomeno essere ritenute la reale soluzione al problema, ma con una dose insana di vittimismo ha portato nelle piazze di tutta Italia una fitta schiera di sostenitori sempre pronti ad appoggiare ideali confusi e poco chiari. Tutto ciò si contrappone con quanto fatto in passato da Berlusconi, che attraverso il mezzo televisivo arrivava in modo diretto nelle case degli italiani, mirava dritto all’obiettivo schiacciando senza mezze misure avversari di ogni fazione. Una politica che non si abbassava all’insulto pubblico ma comunque ugualmente fallimentare ai fini di un oggettivo e concreto miglioramento del paese. L’alleanza tra Salvini e Berlusconi fa scuotere la testa a molti italiani poiché preannuncia il ritorno in campo di un leader carismatico e rafforza la posizione di un soggetto che si autoproclama leader del suo orticello. Salvini ha dichiarato in merito a questo incontro con l’ex Cavaliere e i progetti futuri “È giusto ragionare di cose da fare, e quindi ben venga la cancellazione della legge Fornero, l'abolizione degli studi di settore, il blocco dell'immigrazione clandestina e la riduzione delle tasse. Ma parlare di poltrone e ministeri è l'ultima delle mie preoccupazioni e non interessa al momento né alla Lega, né agli italiani”. La Meloni usa il pugno duro invece “Berlusconi parla di accordi inesistenti su un futuribile governo nazionale di centrodestra per cercare di far dimenticare che nelle ultime settimane le scelte compiute dal suo partito vanno in tutt'altra direzione, cioè in quella di un rinverdito patto con Matteo Renzi e il suo pessimo Governo. È un modo come un altro per provare a recuperare un elettorato di FI che non capisce perché Berlusconi si sia rifiutato di sostenere la candidatura di un suo storico alleato. E queste dichiarazioni dimostrano che la ragione è tutt'altro che nei contenuti. Infatti, se a Roma FdI rappresenta una politica dalla quale prendere le distanze, non si capisce perché a livello nazionale sia invece cosa buona e giusta un'alleanza con noi”. Tutti i nodi vengono al pettine e Berlusconi ha detto la sua in merito alla posizione di Stefano Parisi “Non so se dovevo aspettarmi qualcosa di diverso. Certo, da quello che ho visto mi è parsa un’adunata poco scintillante e un po’ troppo professorale” ha detto, sottolineando poi che “Parisi l’ha citata pochissimo, quasi come se volesse tenersi a distanza dall’eredità berlusconiana. Forse è così. Di certo, Stefano può far riavvicinare a noi un pezzo di società civile e di imprenditoria con cui Forza Italia non parla da un pezzo”. Berlusconi è certamente un uomo criticato per la sua politica sfacciata e priva di coerenza, per i suoi innumerevoli passi politici attraverso il quale ha arrecato danni al paese mediante l’uso di scorciatoie insane ma bisogna ricordare è anche l’uomo della comunicazione e dei media poiché ha cambiato il volto della televisione italiana poichè nella seconda metà degli anni 70 vengono aperte le strade all’editoria televisiva che fino a poco tempo prima era limitata alle sole reti private. Nel 78 Berlusconi rileva Telemilano che due anni dopo sarà rinominata Canale 5 e diventa rete televisiva nazionale. Fonda Fininvest che coordina le attività. Certamente quella tv d’intrattenimenti di un tempo in cui c’era il buon Mike e ormai è un lontano ricordo poiché oggi rimangono barlumi di risate cosparse di sangue divenuto mercimonio per fare un ottimo share. Berlusconi è l’uomo dello sport quando nel 1986 acquista l’Associazione Calcio Milan, portando in auge la squadra con ottimi acquisti e vittorie. Ma è anche l’uomo della P2, tessera numero 1816 codice E.19.78 gruppo 17, fascicolo 0625. Anche se lui ha sempre negato l’appartenenza alla logica Massonica di Gelli “Non ricordo la data esatta della mia iscrizione alla P2, ricordo comunque che è di poco anteriore allo scandalo. Non ho mai pagato una quota di iscrizione, né mai mi è stata chiesta”. Ma è anche l’uomo delle donne degli scandali e dei processi come quello di Ruby, dove è cavaliere fu accusato di corruzione per aver versato alle ragazze cospicue somme di denaro per il loro silenzio. Barbara Guerra che, in un messaggio audio inviato tramite Whatsapp ad Ioana Visan dice di essere insoddisfatta per non aver ricevuto la macchina che aveva chiesto al tesoriere di Giuseppe Spinelli, tesoriere di Silvio Berlusconi. E dice “Domani butto giu' il cancello di Arcore comunque, vado a rubargli una macchina al vecchio”, Barbara Guerra, in un altro file audio, dice: “Ho appena richiamato Arcore e mi sono incazzata che io sono la p…… sono a 35 anni zitella perche' la p…… del presidente non la vuole piu' nessuno,  mi sono incazzata come una bestia, io del bla bla bla del burattino di Spinelli non me ne faccio piu' un c…. gli ho detto di riferirlo al presidente che se no io vado la' e gli chiamo magistrati giornalisti e inquirenti,  stasera veramente gli entro in casa”. La donna si lamenta con Spinelli e invia un sms nel febbraio 2014 dove scrive: “Dica al presidente che sono nella merda per colpa sua. Sto aspettando ancora la consegna della vettura. Io andro' con il mio legale in questura se non mi risolve i problemi che lui mi ha recato! Non ho ricevuto nulla. Ho urgenza per la vettura ragioniere. Grazie”. Politica, affari, donne, imprenditoria e scandali di ogni tipo con relativi processi: è questa la vita di un uomo che ha sempre guardato il paese dall’alto al basso, professando il bene per un paese che sta stringendo la cinghia ormai da troppi anni ma che comunque rimane un esempio di sfacciata disonesta onestà. Tanti auguri di buon compleanno Silvio! 

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Ambiente

Fiume Arrone, niente da fare per il primo tratto: le paratie sul lago di Bracciano restano chiuse

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Niente da fare per il primo tratto del fiume Arrone, che va dalle sponde del lago di Bracciano in località “La Marmotta” ad Anguillara Sabazia fino alla località “La Mola” sempre ad Anguillara Sabazia, dove resteranno chiuse le paratie che impediscono all’acqua del lago di immettersi nel fiume.

Il Consigliere regionale M5s Valerio Novelli, presidente della Commissione Agricoltura e Ambiente ha ricordato che ad oggi non si è ancora chiuso il procedimento aperto dalla Procura per il disastro ambientale che ha colpito il lago di Bracciano nel 2017 e che la Regione Lazio, recentemente, ha negato all’Acea di captare temporaneamente acqua per pulire le condutture ferme ormai da quasi 4 anni. Quindi andare ad aprire oggi le paratie per lasciare affluire acqua nell’Arrone è impensabile.

Il Consigliere regionale del Lazio M5s Valerio Novelli presidente della Commissione Agricoltura e Ambiente e il direttore dell’ANBI Lazio Andrea Renna ospiti della trasmissione Officina Stampa per un approfondimento sulla situazione del fiume Arrone

L’Arrone è un fiume di straordinaria bellezza, lungo 35 chilometri, nasce nella parte sud-orientale del lago di Bracciano ad Anguillara Sabazia e sfocia a Fiumicino nel mar Tirreno tra Maccarese e Fregene.

Questo fiume sta morendo nel tratto iniziale che va dal lago di Bracciano – La Marmotta ad Anguillara Sabazia – fino alla Mola sempre ad Anguillara Sabazia. Il letto del fiume, in questo tratto, è quasi asciutto. Le paratie poste sul lago sono chiuse e il fiume è secco perché, probabilmente, l’attenzione è più concentrata a non far abbassare il livello del lago di Bracciano piuttosto che alimentare un fiume così ricco di storia che ora rischia l’estinzione.

Il video servizio sulla situazione relativa il primo tratto del fiume Arrone

Perché le paratie sono chiuse? In realtà non c’è una risposta certa ma solo supposizioni. Nel 2015 è stato stabilito con un protocollo tra i comuni rivieraschi, parco e regione che lo zero idrometrico del lago di Bracciano è pari a 163,04 metri sul livello del mare. L’Acea, grazie alla convenzione stipulata nel 1984 può prelevare acqua del lago fino a un limite massimo di 161,90 metri. Chiaramente con le paratie del fiume Arrone aperte l’acqua a disposizione dei prelievi sarebbe di minore portata. Chissà che non sia proprio questo il problema? Di fatto per non far morire quella parte di fiume e tutti i pesci che vi dimorano si dovrebbe tornare ad alimentare, magari regolandone l’apertura e la chiusura delle paratie in determinati periodi dell’anno. 

Il fiume Arrone è immerso nel Parco di Bracciano Martignano. Nel fiume Arrone sono state riscontrate alcune specie di pesci di interesse comunitario come il Vairone, il Barbo, il Cobite, che riesce a sopravvivere anche in acque particolarmente povere di ossigeno in quanto possiede un’elevata superficie branchiale e riesce a svolgere una respirazione intestinale, e il ghiozzo di Ruscello anch’esso rinvenuto nel primo tratto del fiume Arrone e buon indicatore della qualità delle acque. Quale futuro per questo storico corso d’acqua?

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Ambiente

Osservatorio Anbi sulle risorse idriche: in Sicilia è siccità annunciata

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Nel resto d’Italia situazione confortante soprattutto al sud

Pur essendo cresciute di una quarantina di milioni di metri cubi da dicembre, le disponibilità d’acqua in Sicilia rimangono abbondantemente sotto i livelli di inizio 2020 (-210,36 milioni di metri cubi), prologo ad un’annata particolarmente siccitosa. A metterlo in evidenza è il report settimanale dell’Osservatorio sulle Risorse Idriche, attivato dall’ANBI, il cui Presidente, Francesco Vincenzi, guarda con preoccupazione all’arrivo dei mesi caldi: “Permanendo l’attuale tendenza idrica, si preannunciano gravi problemi per l’approvvigionamento d’acqua all’agricoltura dell’Isola, penalizzata anche da schemi irrigui incompiuti.”

Se restano confortanti i livelli degli invasi nella vicina Calabria, continua anche il recupero idrico della Puglia, dove non solo si registra una disponibilità maggiore di quasi 120 milioni di metri cubi rispetto ad un anno fa, ma gli invasi di Osento e di Capaccio hanno raggiunto la quota massima, superando la media del recente decennio.

Sono finiti, invece, i benefici delle piogge sulla Basilicata, le cui disponibilità idriche subiscono una contrazione di quasi 13 milioni di metri cubi, pur rimanendo abbondantemente al di sopra dei livelli 2020 (+ 163 milioni ca.).

Analogo è l’andamento in Campania dove, in assenza di precipitazioni da una settimana, i principali fiumi (Volturno, Sele, Garigliano) registrano livelli idrometrici in discesa, seppur superiori alla media del quadriennio 2017-2020; in lieve calo anche i volumi del lago di Conza della Campania e degli invasi del Cilento.

Nel Lazio, le altezze idrometriche dei fiumi Tevere, Sacco e Liri-Garigliano sono al top del recente quadriennio, così come positivi permangono i livelli dei laghi di Bracciano e di Nemi.
Sono altresì le precipitazioni a creare condizioni idriche differenziate in Abruzzo: deficit idrico in alcune zone costiere meridionali ed invece abbondanza d’acqua negli invasi marsicani ed aquilani con la diga di Penne, che trattiene 3,46 milioni di metri cubi d’acqua, un livello mai raggiunto dal 2016.
Sempre più vicino alla capienza massima è anche il bacino del Maroggia, in Abruzzo, oggi a 4,93 milioni di metri cubi a fronte di un limite fissato a mmc. 5,80.

I fiumi delle Marche (Potenza, Esino, Tronto, Nera, Sentino) hanno tutti portate superiori agli anni più recenti, ma inferiori al 2018.

E’ ottima la condizione dei bacini della Sardegna, ora al 93,76% della capacità autorizzata; nello stesso periodo dell’anno scorso trattenevano l’88,13%.
Sotto media, invece, sono i fiumi della Toscana (Arno, Sieve, Serchio, Ombrone) così come, in maniera addirittura più marcata, i principali corsi d’acqua dell’Emilia-Romagna (Reno, Secchia, Trebbia, Taro, Savio).

Per quanto riguarda il fiume Po, la settimana è stata caratterizzata dal lento esaurimento delle portate dopo le abbondanti precipitazioni nelle settimane precedenti, ma a Pontelagoscuro si registra ancora +6% rispetto alle medie di periodo. Febbraio risulta esser un mese molto positivo per la quantità di portata presente nel Grande Fiume, che segna un +32% rispetto alle medie. Per fine mese è previsto che la portata si allinei alle medie di periodo fino alla venuta delle prime precipitazioni primaverili. Stazionario è il quantitativo di innevamento su tutto l’arco alpino, mentre è in lenta diminuzione sull’Appennino; i valori restano comunque abbondantemente sopra le medie di periodo.
Si confermano buone le condizioni idriche dei fiumi veneti (Adige, Brenta, Piave, Livenza, Bacchiglione) così come dell’Adda in Lombardia e dei grandi laghi settentrionali, tutti sopra la media stagionale con un surplus di circa il 16% sul 2020.

Altalenante è, infine, il quadro, che si coglie in Piemonte con Maira, Dora Baltea e Stura di Lanzo in calo rispetto ad un anno fa, mentre Sesia, Pesio e Tanaro sono in significativa crescita; in Val d’Aosta prosegue l’eccezionale performance della Dora Baltea, che segna una portata di 27,6 metri cubi al secondo contro una media mensile pari 3!

“La situazione registrata – sottolinea Massimo Gargano, Direttore Generale dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) – evidenzia la necessità di realizzare nuove infrastrutture a servizio del territorio: dai bacini medio-piccoli all’ampliamento del servizio irriguo. Dal Governo attendiamo un segnale di confronto sul nostro Piano di Efficientamento della Rete Idraulica del Paese, capace di creare oltre 21.000 posti di lavoro con un investimento pari a circa 4 miliardi e 339 milioni di euro.”

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Salute

Covid-19, Rt verso il superamento della soglia 1: nuovo Dpcm fino al 6 aprile

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La variante inglese, a maggior diffusione, sarà presto prevalente. L’Rt si appresta a superare la soglia 1.

Le terapie intensive in 5 regioni sono sopra la soglia critica del 30%. Con questi dati, “non ci sono le condizioni per allentare le misure di contrasto alla pandemia”.

E il nuovo Dpcm che entrerà in vigore dal 6 marzo, coprirà anche le vacanze di Pasqua, fino a martedì 6 aprile. E’ netto il ministro della Salute Roberto Speranza nel ribadire al Parlamento la linea della prudenza, in continuità col Conte 2.

Mentre il leader della Lega Matteo Salvini continua a reclamare “un cambio di passo” e nella maggioranza si allargano le richieste di riaperture serali di ristoranti ed altre attività.

Per una definizione del Dpcm si attendono i dati del monitoraggio settimanale del venerdì ed il premier Mario Draghi tesse la sua tela europea in vista del Consiglio straordinario di oggi e domani.

I numeri delle ultime 24 ore indicano un nuovo balzo dei positivi: sono 16.424 contro i 13.314 del giorno precedente. Calano le vittime: 318 contro 356, mentre il tasso di positività sale al 4,8% (+0,4%) e i malati intubati sono 11 in più. Il Bresciano – ieri in ‘arancione rafforzato’ – oggi fa segnare il picco di contagi, con 901 casi. Altri Comuni entrano in zona rossa e l’Alto Adige estende fino al 14 marzo il lockdown duro.

Speranza offre una prospettiva positiva: si vede “finalmente la luce in fondo al tunnel”. Il Covid, grazie alla progressione della campagna vaccinale, “può essere arginato”. Ma, avverte, “in questo ultimo miglio non possiamo assolutamente abbassare la guardia. Non ci sono oggi le condizioni epidemiologiche per allentare le misure di contrasto”. Sottovalutare i rischi, dice il ministro, porterebbe ad “una nuova diffusione incontrollata del contagio, che metterebbe nuovamente in crisi i nostri ospedali e renderebbe più difficile la nostra campagna di vaccinazione”. Ecco perchè, osserva, “sarebbe un grave errore se all’improvviso, senza una chiara evidenza scientifica”, ci fosse un cedimento delle prescrizione adottate. La strada è invece quella di continuare a differenziare le misure sul pano regionale, agendo in modo proporzionale alla situazione di contagio di ciascun territorio: strategia che “ci ha permesso finora di non ricorrere ad altri lockdown generalizzati”.

L’emergere delle varianti condizionerà la campagna vaccinale e dunque vanno tenute sotto controllo. Proprio negli ultimi giorni è stata segnalata, da parte di cinque Regioni la necessità di 25 zone rosse per contenere focolai. Si tratta, evidenzia Speranza, di “misure restrittive indispensabili”, pur nella consapevolezza che comporteranno sacrifici. In proposito il titolare della Salute ha assicurato che il Governo è impegnato a promuovere “congrui ristori” per le attività colpite. Ma la bussola nella scrittura del nuovo Dpcm sarà “il principio di tutela e salvaguardia del diritto fondamentale alla salute”, perché “non ci può essere vera crescita, senza sicurezza sanitaria”.

In Gazzetta Ufficiale, intanto, è stato pubblicato il decreto legge che proroga il divieto di spostamenti tra le regioni fino al 27 marzo, consentendo comunque “il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione”. Le faq – non aggiornate – presenti sul sito del Governo precisano che anche le seconde case rientrano in questa definizione. Ma le ordinanze regionali o locali che hanno istituito le zone rosse o ‘arancione rafforzato’, come nel Bresciano, vietano questi spostamenti e dunque vanno rispettate perchè più restrittive delle norme nazionali.

Entra in vigore il nuovo decreto: spostamenti tra Regioni vietati fino al 27 marzo

Oggi Speranza e la ministra degli Affari regionali Mariastella Gelmini, si confronteranno con Regioni, Province e Comuni sulle nuove misure da adottare. Una riunione che arriva a poche ore dalla sentenza con cui la Consulta – accogliendo il ricorso del governo contro la legge anti Dcpm della Valle d’Aosta – ha stabilito che spetta allo Stato, non alle Regioni, determinare le misure necessarie al contrasto della pandemia.

Dai territori comunque sale forte la richiesta di inserire nei provvedimenti anche i ristori per le attività economiche che vengono temporaneamente colpite dalle chiusure. L’apertura dei ristoranti a cena viene invocata dalla leader di FdI, Giorgia Meloni. Insiste sulla linea ‘aperturista’ Matteo Salvini: “credo che un ritorno alla vita e all’attività di categorie chiuse da troppo tempo – osserva – sia un’idea condivisa con il presidente Draghi. Salute e lavoro non sono su piani separati: a rischio due milioni di posti di lavoro. Ci rendiamo conto del problema?”. Nessuna marcia indietro del governatore dem dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, che ieri aveva appoggiato la posizione del leader leghista. “Quando il ministro Franceschini, che mi sembra faccia ancora parte del Pd – ricorda – ha proposto, quando potrà essere consentito, di riaprire non solo i musei, ma anche cinema e teatri, fa una proposta di buon senso”. Anche il sindaco di Firenze Dario Nardella, invita a riaprire i ristoranti la sera.

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