Connect with us

Roma

BERTONE "RESTITUISCE" 150 MILA EURO AL BAMBINO GESÙ

Clicca e condividi l'articolo

La fondazione: "Il cardinale ha riconosciuto che tutto quello che è successo ha costituito per il nostro ospedale un danno"

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

I.G.

"Il cardinale Bertone non ha avuto direttamente denaro però ha riconosciuto che tutto quello che è successo ha costituito per il nostro ospedale un danno e quindi ci viene incontro con una donazione di 150mila euro, quindi una donazione importante, per sostenere i nostri progetti di ricerca per le malattie orfane". Ad annunciarlo è la presidente della fondazione Bambino Gesù, Mariella Enoc, parlando dello scandalo Vatileaks e della vicenda che ha riguardato il cardinale Bertone venuta alla luce dal libro di Emiliano Fittipaldi "Avarizia" secondo cui il porporato avrebbe pagato la ristrutturazione di un suo immobile a Roma con i soldi della Fondazione Bambino Gesù. "La somma che donerà Bertone – sottolinea la Enoc – sono tanti perché alla fine, per tanti motivi, non so in che misura, ma certamente il cardinale non ha avuto direttamente denaro, e quindi questo è un atto che gli abbiamo chiesto di fare ma che lui ha fatto volentieri. Il mio incontro con lui – aggiunge – è stato molto sereno. Credo che sia un bel gesto, anche un po' di riconciliazione col passato".

Bertone: è una donazione volontaria "Dopo aver chiarito la mia totale estraneità alla vicenda ho deciso di aiutare un progetto di ricerca per manifestare il mio attaccamento e la mia dedizione al Bambino Gesù, così come ho fatto precedentemente con il Gaslini di Genova". Così l'ex segretario di Stato racconta quanto già anticipato dalla presidente della Fondazione ammettendo che "la vicenda ha arrecato un danno materiale e morale al Bambino Gesù". "La presidente Enoc – spiega il cardinale – mi ha presentato un progetto di ricerca sulle malattie rare e io ho accettato". Poi il porporato, che devolverà la somma a rate precisa: "Il mio contributo è una donazione volontaria, non un risarcimento"

La ristrutturazione dell'attico Parquet in listone di legno rovere oltre 20 mila euro, impianto di diffusione sonora da 19 mila euro, deumidificatore ad altissima efficienza 17 mila euro. Sono solo alcune voci del capitolato per la ristrutturazione dell’attico per il cardinale Tarcisio Bertone: la ristrutturazione più contestata d’Italia.


La versione del cardinale Bertone ha smentito che la ristrutturazione fosse stata pagata dalla fondazione. E anzi, ha sostenuto di avere versato al Governatorato la somma di 300 mila euro, richiesta come contributo per i lavori di restauro. Le indagini interne, poi, hanno dimostrato che in effetti il Governatorato ha pagato quella cifra all’azienda che fa capo a Gianantonio Bandera. Così come la Fondazione del Bambino Gesù ne ha pagata una di 200 mila. Entrambe hanno come causale i lavori di ristrutturazione dell’appartamento di Palazzo San Carlo. Le stesse opere, insomma, sarebbero state pagate due volte. La prima con i risparmi della fondazione, la seconda dal Governatorato. Circostanza sulla quale ora si vuole fare chiarezza.

Le intercettazioni Spiega il quotidiano diretto da Ezio Mauro come l’indagine, nella parte che riguardava il fallimento dell’Idi, l’Istituto dermatologico italiano, sia stata poi trasmessa per competenza al tribunale di Roma che il 2 ottobre scorso ha disposto l’archiviazione per monsignor Giuseppe Versaldi e il professor Giuseppe Profiti, allora presidente del Bambin Gesù:

«Tra le intercettazioni allegate c’era proprio questa con Bertone, che non è mai stata sfiorato dall’inchiesta. È la vigilia di Natale del 2013 e i due parlano della Finanziaria appena approvata. Profiti: «L’aggiorno così poi le arriverà il solito, il solito memo che le mando (..) È finita la legge di stabilità. Ci hanno dato quei soldi in più, che ci serviranno per salvare l’Idi come d’accordo… C’è solo un po’ di, insomma, come un articoletto, un paio di articoletti un po’ antipatici, ma, come lei può immaginare non le dico in quale città, sui soldi che vengono dati al Bambin Gesù».

Bertone: «Ah!».

P.: «Quindi qui a Genova, insomma, se la sono un po’, se la sono un po’ presa (ridendo) ». B.: «Eh! Beh!».

P.: «Tutto lì. Però, niente! Una cosa, una cosetta locale, tutto lì».

B.: «Però, però, però a loro hanno dato qualcosa?».

P.: «Hanno dato cinque milioni, eminenza. Il titolo era che “Bambin Gesù batte Gaslini ottanta a cinque!”».

B.: «Eh!». P.: «Eh! E quindi questo li ha un po’ irritati (…)». B.: «Ma, ma scusi, loro hanno, hanno delle situazioni che…».

P.: «Eminenza, sono un ospedale piccolo. Sono grande come Palidoro, ormai. Ha presente Palidoro?». (…) B.: «Hanno quegli atteggiamenti lì (…) Gli atteggiamenti irosi e gelosi che nuocciono. Loro non capiscono che collegandosi ottengono, separandosi non ottengono (…) come città».

P. «Genova! C’è niente da fare. La causa del declino di una città».

I due parlano poi di cose di Vaticano e il riferimento probabilmente è al presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova che era appena stato estromesso dalla Congregazione per i vescovi. B.: «Purtroppo, sta di fatto anche l’altro fatto che, diciamo così, il Presidente è stato…». P.: «Ma non dà le dimissioni! Cioè, agli occhi di noi laici è inspiegabile. Gli ha tolto il segretario, annunciato un diverso modo elettorale. Già quello, insomma, è il motivo per cui uno dovrebbe… ma, una cosa del genere ha nominato un suo sostituto nella Congregazione dei vescovi, anzi! Complimenti a lei e a don Versaldi per la conferma». Ridono. P.: «Quindi, insomma, il messaggio è chiaro, eh! Forse un po’ brutale, forse». B.: «Eh! Un po’, po’ tanto (…)».

Continua a leggere
Commenta l'articolo

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Metropoli

Guidonia Montecelio, bonificata l’area della Pista d’Oro

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

GUIDONIA MONTECELIO (RM) – In questi giorni i curatori fallimentari che gestiscono il terreno della Pista d’Oro hanno provveduto a far pulire e bonificare l’area a loro spese.

“Dopo una serie di incontri anche sul posto tra la nostra Amministrazione ed i gestori dell’area, che ringrazio per la loro disponibilità, – dichiara il Sindaco di Guidonia Montecelio Michel Barbet – si è provveduto in un primo momento a mettere in sicurezza il piazzale allontanando gli occupanti abusivi e successivamente ad installare i New Jersey e provvedere alla pulizia e alla bonifica dai rifiuti che erano stati sversati sul posto. Un lavoro di sinergia che ha portato alla risoluzione di una problematica che affliggeva molti nostri concittadini”

Continua a leggere

Roma

Roma, blitz antidroga a Boccea, Salario e Tor Bella Monaca

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

ROMA – Nelle ultime 72 ore, ad esito di mirati blitz antidroga, i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma hanno arrestato quattro persone e denunciato altre due, con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

In manette è finito un 31enne romano, senza occupazione e con precedenti, trovato in possesso di diverse dosi di cocaina e 460 euro. Fermato a bordo della sua autovettura dai Carabinieri della Stazione Roma Madonna del Riposo, impegnati in un posto di controllo in via Tardini, zona Boccea, l’uomo è parso eccessivamente nervoso e agitato, cosa che ha portato i militari ad approfondire le verifiche. La perquisizione del veicolo, infatti, ha permesso di rinvenire la droga e il denaro, occultati nel cruscotto del veicolo. A quel punto il 31enne ha iniziato ad aggredire i Carabinieri, tentando anche di colpirli con testate, al fine di evitare l’arresto ma è stato immediatamente bloccato e portato in caserma dove è stato trattenuto in attesa del rito direttissimo.

In via Aniene, quartiere Salario, i Carabinieri della Stazione Roma Salaria hanno arrestato un 23enne albanese, già noto alle forze dell’ordine, sorpreso, all’interno di un’autovettura in sosta, a cedere dosi di cocaina ad un 45enne portoghese. I Carabinieri hanno sequestrato la droga, divisa in involucri termosaldati, e 1.450 euro in contanti, ritenuti provento dello spaccio. L’acquirente è stato identificato e segnalato all’Ufficio Territoriale del Governo di Roma, quale assuntore di sostanze stupefacenti. Il 23enne è stato portato e trattenuto in caserma, in attesa del rito direttissimo.

A Tor Bella Monaca, invece, i Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato un 21enne romano “pizzicato” a spacciare dosi di cocaina all’interno del parcheggio della fermata metro C “Fontana Candida/Due Leoni”.

Il pusher aveva appena ceduto, in cambio di denaro, un involucro contenente la sostanza stupefacente ad un 46enne, quando i Carabinieri sono intervenuti bloccandoli. Nelle sue tasche sono stati trovati, e sequestrati, alcuni grammi di cocaina. La successiva perquisizione nella sua abitazione, poco distante, ha permesso ai Carabinieri di sequestrare anche 6 g. di hashish. L’arrestato è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

Sempre a Tor Bella Monaca, ai domiciliari è finito anche un 64enne, originario della provincia di Viterbo, trovato in possesso di 30 dosi di cocaina, del peso complessivo di g. 45, e arrestato dai Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Frascati.

In via Luigi Masi, infine, i Carabinieri della Stazione Roma Trastevere hanno denunciato a piede libero due 16enni romani, studenti, trovati in possesso di 10 g di hashish e 190 euro in contanti

Continua a leggere

Roma

Roma, Montespaccato: sfasciacarrozze si “allarga” in un terreno pieno di reperti

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

ROMA – Madre e figlio, rispettivamente rappresentante legale e socio di un’attività di autodemolizione in zona Pineta Sacchetti, sono stati denunciati a piede libero dai Carabinieri della Stazione Roma Montespaccato – coadiuvati dai militari del Reparto Operativo del Comando Tutela Patrimonio Culturale – con le accuse di invasione di terreni e impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato.

Si tratta del risultato ottenuto a seguito di un’attività d’indagine partita a novembre dello scorso anno, quando un cittadino allertò i Carabinieri circa la presenza, nei pressi dei cassonetti dei rifiuti, di 12 cassette contenenti manufatti in terracotta, risultati, poi, essere reperti archeologici risalenti al I Secolo D.C..

Gli immediati accertamenti, scattati in stretta sinergia tra i Carabinieri della Stazione Roma Montespaccato e il personale specializzato dell’Arma dei Carabinieri che svolge attività di prevenzione e repressione a tutela del Patrimonio Culturale dello Stato, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno consentito di risalire al luogo di provenienza dei reperti: l’attività di demolizione auto che si era ingrandita, andando ad occupare abusivamente un terreno adiacente, di proprietà del Comune di Roma, utilizzato anche come deposito di reperti. Nel corso di una perquisizione, scattata nei giorni scorsi, in esecuzione di un decreto emesso dalla Procura della Repubblica di Roma, è emerso lo sconfinamento dell’attività nel terreno del comune di Roma, in cui erano presenti circa 300 frammenti di terracotta di varie dimensioni, della stessa tipologia di quelli recuperati a novembre 2020.

Per quanto sopra i Carabinieri hanno sequestrato i reperti e apposto i sigilli all’area interessata, affidandoli in custodia giudiziale al personale della Soprintendenza Speciale Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Roma.

Continua a leggere

I più letti