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BIOLOGICO: UN AIUTO CONTRO IL TUMORE

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L’Italia già da alcuni anni si trova ai primi posti della graduatoria europea per la superficie coltivata con ortaggi, cereali, uva e olive biologici.

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A cura della dott.ssa Monia D’Amico Biologa Nutrizionista

In Italia il mercato del biologico è in forte espansione registrando un consistente aumento di interesse, da parte del consumatore. Secondo una ricerca dell’Aiab (Associazione italiana per l’agricoltura biologica) nel primo semestre del 2013, si è registrato un incremento dell’8,8 % del mercato biologico contro il calo del 3,7% del consumo alimentare convenzionale. L’Italia già da alcuni anni si trova ai primi posti della graduatoria europea per la superficie coltivata con ortaggi, cereali, uva e olive biologici. 
 

Un prodotto biologico è veramente sicuro come si dice?
ll biologico risulta sicuramente più salutare del prodotto convenzionale possedendo un maggiore valore nutritivo e meno prodotti chimici tossici per la salute.
Una valutazione completa degli effetti sulla salute legati alla nutrizione biologica rispetto a prodotti alimentari convenzionali può essere complicata poiché non ci sono abbastanza dati sull’argomento.
E’ noto che come per i prodotti convenzionali, i nutrienti contenuti negli alimenti biologici sono variabili a causa delle differenze che si sono utilizzate nella copertura del suolo e nella maturità del prodotto. L’apporto di nutrienti che si ritrova in un prodotto varia anche da agricoltore ad agricoltore e di anno in anno. Tuttavia, ci sono studi che mostrano in modo netto che le varietà biologiche forniscono dei livelli significativamente maggiori di vitamina C, ferro, magnesio e fosforo, rispetto al prodotto non biologico.
Sono più elevati i livelli di sostanze nutritive ma significativamente più bassi i livelli di nitrati e residui di pesticidi. Inoltre, con l'eccezione di frumento, avena e vino, gli alimenti biologici in genere forniscono maggiori livelli di antiossidanti fitochimici (antociani, flavonoidi e carotenoidi). 
Studi in vitro con frutta e verdura biologici hanno dimostrato una maggiore attività antiossidante, un’azione di soppressione dell'azione mutagena di composti tossici e inibizione della proliferazione di alcune linee cellulari tumorali. Chiari benefici per la salute sono stati dimostrati dal consumo di latticini biologici nei confronti della dermatite allergica (2).
I prodotti biologici sono regolamentati da una specifica e rigorosa normativa europea che prevede il controllo e la certificazione del processo produttivo. L'agricoltura biologica è sottoposta a controlli che riguardano tutta la filiera produttiva e l’avvenuto controllo deve comparire sull'etichetta. Il sistema di controllo è uniforme in tutta l'Unione Europea e stabilito, sia per la coltivazione delle piante che per l'allevamento degli animali, da specifici regolamenti dell'Unione Europea stessa.

Mangiare biologico vuol dire anche rispettare la salute dell’uomo e dell’ambiente in cui viviamo.

Tutti i prodotti derivati da agricoltura biologica sono ottenuti mediante tecniche che escludono l'uso di prodotti chimici di sintesi come concimi, antiparassitari e pesticidi ma utilizzando come fertilizzanti concimi organici (letame), prodotti derivati dal mondo naturale, (animale, vegetale, o minerale).
Inoltre sono previste lavorazioni ridotte del terreno e rispetto delle stagionalità nelle coltivazioni.
I terreni utilizzati per l’agricoltura biologica sono lontani da fonti di inquinamento (industrie, autostrade, ecc) e non devono essere stati trattati con prodotti chimici per alcuni anni.
Il sistema produttivo su cui si basa l’agricoltura biologica esclude qualsiasi ingrediente proveniente da organismi geneticamente modificati, conservando e migliorando le caratteristiche del suolo e rispettando le varie forme di vita e la biodiversità.
L’agricoltura biologica contribuisce alla riduzione del consumo energetico necessario per la produzione dei prodotti chimici di sintesi e preserva l’ambiente e il suolo dai residui di concimi, pesticidi e sostanze contaminanti che inquinano le falde acquifere.
Gli animali dai quali si ricavano carni e derivati biologici devono essere alimentati rispettando il loro fabbisogno con prodotti vegetali ottenuti anch'essi con metodo di produzione biologico, coltivati di preferenza nella stessa azienda o nel comprensorio in cui l'azienda ricade.
L'allevamento biologico è strettamente legato alla terra e i sistemi di allevamento adottati devono soddisfare i bisogni etologici e fisiologici degli animali. E' vietato l'impiego di razze ottenute mediante manipolazione genetica e utilizzo di antibiotici negli animali come avviene negli allevamenti intensivi.
Non sempre un alimento biologico sano e pregiato è anche più buono nel sapore e più bello nell’aspetto.

Non sempre frutta e verdura biologici sono apprezzati per la loro bontà o per le loro forme e colori accattivanti nonostante siano nutrizionalmente più validi. Se guadiamo nel reparto ortofrutta biologico vedremo spesso frutti più piccoli del normale, meno colorati e meno attraenti, verdure di piccolo taglio e ortaggi non lucidi e che appaiono un po’ come se fossero stati appena raccolti. La frutta e verdura biologica poi rispettando la stagionalità non sempre sono disponibili con tutta la varietà che troviamo per i corrispondenti prodotti convenzionali. Queste caratteristiche rendono i prodotti poco appetibili da parte del consumatore.
Un prodotto i cui ingredienti sono ottenuti interamente da materie prime biologiche risulta sempre più pregiato rispetto al convenzionale e questo lo possiamo vedere facilmente leggendo gli ingredienti in etichetta del prodotto che solitamente sono scelti con maggiore cura rispetto agli ingredienti tradizionali. Un esempio importante a tale riguardo è nel prodotto da forno industriale tradizionale come un biscotto o una fetta biscottata che contiene tra i grassi sempre grasso o olio di palma di scarso valore nutrizionale ma che spesso nell’equivalente prodotto biologico è sostituito da olio extravergine d’oliva. Questo è uno dei punti forti di questi prodotti che non può essere sottovalutato.
Mangiare biologico vuol dire avere un’alimentazione più variata
Nei negozi biologici troviamo spesso molta più varietà di un determinato prodotto, rispetto al medesimo in un supermercato convenzionale. Il consumo di cibo biologico è associato ad una maggiore scelta, da parte del consumatore, nel prodotto da aquistare: per intenderci e rimanere all’esempio precedente un biscotto tradizionale è quasi sempre di frumento mentre un biscotto biologico spesso è di kamut (speciale varietà del grano duro), di farro ( un varietà di frumento molto antica) o di altre farine di cereali integrali. Si possono trovare molti tipi diversi di riso, compresi riso integrale e semintegrale e molte varietà di legumi. I negozi biologici spesso contengono pure accanto ai formaggi e alle carni e al pesce molti prodotti contenenti proteine di origine vegetale adatti al consumo da parte di vegetariani e vegani: tofu e formaggi vegetali, seitan e salumi vegetali. Dato quanto è importante la varietà nella nostra alimentazione, questo aspetto valorizza ancora di più il prodotto biologico rispetto al prodotto tradizionale.

Come riconosciamo i prodotti biologici
Sulle confezioni dei prodotti biologici devono comparire etichette riportanti le seguenti diciture ed informazioni obbligatorie:
1. da agricoltura biologica – regime di controllo CEE
2. nome e sigla organismo di controllo
3. codice del produttore
Il controllo delle produzioni biologiche in Italia viene effettuato da appositi organismi autorizzati e riconosciuti dalla CEE che effettuano controlli periodici nelle aziende, e analisi delle produzioni garantendo l'applicazione dei regolamenti comunitari.

Il prodotto biologico ha un costo superiore rispetto al medesimo prodotto convenzionale.
Il prezzo più elevato è dovuto ai costi superiori per il produttore che deve, per esempio, diserbare un campo di ortaggi a mano senza usare prodotti chimici, essiccare la pasta a velocità più lenta, sostenere i costi di riconversione dei campi da convenzionali a biologici. Solo un adeguato sovrapprezzo (che vada a coprire i maggiori costi e rischi), può rendere conveniente coltivare in modo biologico. Tuttavia, le differenze si stanno riducendo, soprattutto per alcuni tipi di alimenti (olio, vino, pasta). Questo è dovuto al fatto che è cresciuta la disponibilità e reperibilità del prodotto biologico non più solamente in piccoli negozi specializzati ma anche nella grande distribuzione. In tutti i supermercati troviamo scaffali adibiti ai prodotti biologici e spesso lo stesso supermercato produce prodotti biologici con la sua etichetta a prezzi più bassi del produttore esclusivamente biologico.

Ovviamente non è possibile eliminare del tutto la differenza di prezzo ma è auspicabile un alleggerimento dei costi con la crescente diffusione di questi prodotti negli ipermercati e il possibile coinvolgimento delle multinazionali dell’alimentazione. In questo senso, nuove forme di distribuzione dei prodotti, come ad esempio la “filiera corta”, potrebbero ridurre ancora i costi: si tratta di un sistema che ha ormai la sua rete ben consolidata nei cosiddetti GAS, ovvero i Gruppi d’Acquisto Solidali (rintracciabili anche su Internet), nei quali diverse famiglie (in genere 10-15) contrattano direttamente con il produttore l’acquisto di prodotti a prezzi vantaggiosi.

Contatti:
Dott.ssa Monia D’Amico Biologa Nutrizionista 3476003990

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Covid-19, il vaccino “Made in Italy” sarà prodotto nel Lazio. Michela Califano (PD): “Oggi facciamo un altro passo in avanti!”

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La UE ha approvato l’aiuto di Stato italiano di 40 milioni di euro per le attività di ricerca e sviluppo dell’impresa biotecnologica ReiThera, con sede nel Lazio.

Soddisfazione da parte della Consigliera regionale PD del Lazio Michela Califano

“Grazie a un lavoro di diplomazia – ha detto Califano – abbiamo ottenuto che la Commissione europea finanzi con 40 milioni di euro le attività di ricerca e sviluppo del vaccino italiano che verrà prodotto nel Lazio, insieme allo Spallanzani, dalla ReiThera. Una splendida notizia che ci riempie di orgoglio. Siamo stati i primi a credere in un vaccino made in Italy che ci rendesse autonomi. Oggi facciamo un altro passo in avanti!”

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Ambiente

Fiume Arrone, niente da fare per il primo tratto: le paratie sul lago di Bracciano restano chiuse

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Niente da fare per il primo tratto del fiume Arrone, che va dalle sponde del lago di Bracciano in località “La Marmotta” ad Anguillara Sabazia fino alla località “La Mola” sempre ad Anguillara Sabazia, dove resteranno chiuse le paratie che impediscono all’acqua del lago di immettersi nel fiume.

Il Consigliere regionale M5s Valerio Novelli, presidente della Commissione Agricoltura e Ambiente ha ricordato che ad oggi non si è ancora chiuso il procedimento aperto dalla Procura per il disastro ambientale che ha colpito il lago di Bracciano nel 2017 e che la Regione Lazio, recentemente, ha negato all’Acea di captare temporaneamente acqua per pulire le condutture ferme ormai da quasi 4 anni. Quindi andare ad aprire oggi le paratie per lasciare affluire acqua nell’Arrone è impensabile.

Il Consigliere regionale del Lazio M5s Valerio Novelli presidente della Commissione Agricoltura e Ambiente e il direttore dell’ANBI Lazio Andrea Renna ospiti della trasmissione Officina Stampa per un approfondimento sulla situazione del fiume Arrone

L’Arrone è un fiume di straordinaria bellezza, lungo 35 chilometri, nasce nella parte sud-orientale del lago di Bracciano ad Anguillara Sabazia e sfocia a Fiumicino nel mar Tirreno tra Maccarese e Fregene.

Questo fiume sta morendo nel tratto iniziale che va dal lago di Bracciano – La Marmotta ad Anguillara Sabazia – fino alla Mola sempre ad Anguillara Sabazia. Il letto del fiume, in questo tratto, è quasi asciutto. Le paratie poste sul lago sono chiuse e il fiume è secco perché, probabilmente, l’attenzione è più concentrata a non far abbassare il livello del lago di Bracciano piuttosto che alimentare un fiume così ricco di storia che ora rischia l’estinzione.

Il video servizio sulla situazione relativa il primo tratto del fiume Arrone

Perché le paratie sono chiuse? In realtà non c’è una risposta certa ma solo supposizioni. Nel 2015 è stato stabilito con un protocollo tra i comuni rivieraschi, parco e regione che lo zero idrometrico del lago di Bracciano è pari a 163,04 metri sul livello del mare. L’Acea, grazie alla convenzione stipulata nel 1984 può prelevare acqua del lago fino a un limite massimo di 161,90 metri. Chiaramente con le paratie del fiume Arrone aperte l’acqua a disposizione dei prelievi sarebbe di minore portata. Chissà che non sia proprio questo il problema? Di fatto per non far morire quella parte di fiume e tutti i pesci che vi dimorano si dovrebbe tornare ad alimentare, magari regolandone l’apertura e la chiusura delle paratie in determinati periodi dell’anno. 

Il fiume Arrone è immerso nel Parco di Bracciano Martignano. Nel fiume Arrone sono state riscontrate alcune specie di pesci di interesse comunitario come il Vairone, il Barbo, il Cobite, che riesce a sopravvivere anche in acque particolarmente povere di ossigeno in quanto possiede un’elevata superficie branchiale e riesce a svolgere una respirazione intestinale, e il ghiozzo di Ruscello anch’esso rinvenuto nel primo tratto del fiume Arrone e buon indicatore della qualità delle acque. Quale futuro per questo storico corso d’acqua?

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Ambiente

Osservatorio Anbi sulle risorse idriche: in Sicilia è siccità annunciata

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Nel resto d’Italia situazione confortante soprattutto al sud

Pur essendo cresciute di una quarantina di milioni di metri cubi da dicembre, le disponibilità d’acqua in Sicilia rimangono abbondantemente sotto i livelli di inizio 2020 (-210,36 milioni di metri cubi), prologo ad un’annata particolarmente siccitosa. A metterlo in evidenza è il report settimanale dell’Osservatorio sulle Risorse Idriche, attivato dall’ANBI, il cui Presidente, Francesco Vincenzi, guarda con preoccupazione all’arrivo dei mesi caldi: “Permanendo l’attuale tendenza idrica, si preannunciano gravi problemi per l’approvvigionamento d’acqua all’agricoltura dell’Isola, penalizzata anche da schemi irrigui incompiuti.”

Se restano confortanti i livelli degli invasi nella vicina Calabria, continua anche il recupero idrico della Puglia, dove non solo si registra una disponibilità maggiore di quasi 120 milioni di metri cubi rispetto ad un anno fa, ma gli invasi di Osento e di Capaccio hanno raggiunto la quota massima, superando la media del recente decennio.

Sono finiti, invece, i benefici delle piogge sulla Basilicata, le cui disponibilità idriche subiscono una contrazione di quasi 13 milioni di metri cubi, pur rimanendo abbondantemente al di sopra dei livelli 2020 (+ 163 milioni ca.).

Analogo è l’andamento in Campania dove, in assenza di precipitazioni da una settimana, i principali fiumi (Volturno, Sele, Garigliano) registrano livelli idrometrici in discesa, seppur superiori alla media del quadriennio 2017-2020; in lieve calo anche i volumi del lago di Conza della Campania e degli invasi del Cilento.

Nel Lazio, le altezze idrometriche dei fiumi Tevere, Sacco e Liri-Garigliano sono al top del recente quadriennio, così come positivi permangono i livelli dei laghi di Bracciano e di Nemi.
Sono altresì le precipitazioni a creare condizioni idriche differenziate in Abruzzo: deficit idrico in alcune zone costiere meridionali ed invece abbondanza d’acqua negli invasi marsicani ed aquilani con la diga di Penne, che trattiene 3,46 milioni di metri cubi d’acqua, un livello mai raggiunto dal 2016.
Sempre più vicino alla capienza massima è anche il bacino del Maroggia, in Abruzzo, oggi a 4,93 milioni di metri cubi a fronte di un limite fissato a mmc. 5,80.

I fiumi delle Marche (Potenza, Esino, Tronto, Nera, Sentino) hanno tutti portate superiori agli anni più recenti, ma inferiori al 2018.

E’ ottima la condizione dei bacini della Sardegna, ora al 93,76% della capacità autorizzata; nello stesso periodo dell’anno scorso trattenevano l’88,13%.
Sotto media, invece, sono i fiumi della Toscana (Arno, Sieve, Serchio, Ombrone) così come, in maniera addirittura più marcata, i principali corsi d’acqua dell’Emilia-Romagna (Reno, Secchia, Trebbia, Taro, Savio).

Per quanto riguarda il fiume Po, la settimana è stata caratterizzata dal lento esaurimento delle portate dopo le abbondanti precipitazioni nelle settimane precedenti, ma a Pontelagoscuro si registra ancora +6% rispetto alle medie di periodo. Febbraio risulta esser un mese molto positivo per la quantità di portata presente nel Grande Fiume, che segna un +32% rispetto alle medie. Per fine mese è previsto che la portata si allinei alle medie di periodo fino alla venuta delle prime precipitazioni primaverili. Stazionario è il quantitativo di innevamento su tutto l’arco alpino, mentre è in lenta diminuzione sull’Appennino; i valori restano comunque abbondantemente sopra le medie di periodo.
Si confermano buone le condizioni idriche dei fiumi veneti (Adige, Brenta, Piave, Livenza, Bacchiglione) così come dell’Adda in Lombardia e dei grandi laghi settentrionali, tutti sopra la media stagionale con un surplus di circa il 16% sul 2020.

Altalenante è, infine, il quadro, che si coglie in Piemonte con Maira, Dora Baltea e Stura di Lanzo in calo rispetto ad un anno fa, mentre Sesia, Pesio e Tanaro sono in significativa crescita; in Val d’Aosta prosegue l’eccezionale performance della Dora Baltea, che segna una portata di 27,6 metri cubi al secondo contro una media mensile pari 3!

“La situazione registrata – sottolinea Massimo Gargano, Direttore Generale dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) – evidenzia la necessità di realizzare nuove infrastrutture a servizio del territorio: dai bacini medio-piccoli all’ampliamento del servizio irriguo. Dal Governo attendiamo un segnale di confronto sul nostro Piano di Efficientamento della Rete Idraulica del Paese, capace di creare oltre 21.000 posti di lavoro con un investimento pari a circa 4 miliardi e 339 milioni di euro.”

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