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BIOLOGICO: UN AIUTO CONTRO IL TUMORE

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L’Italia già da alcuni anni si trova ai primi posti della graduatoria europea per la superficie coltivata con ortaggi, cereali, uva e olive biologici.

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A cura della dott.ssa Monia D’Amico Biologa Nutrizionista

In Italia il mercato del biologico è in forte espansione registrando un consistente aumento di interesse, da parte del consumatore. Secondo una ricerca dell’Aiab (Associazione italiana per l’agricoltura biologica) nel primo semestre del 2013, si è registrato un incremento dell’8,8 % del mercato biologico contro il calo del 3,7% del consumo alimentare convenzionale. L’Italia già da alcuni anni si trova ai primi posti della graduatoria europea per la superficie coltivata con ortaggi, cereali, uva e olive biologici. 
 

Un prodotto biologico è veramente sicuro come si dice?
ll biologico risulta sicuramente più salutare del prodotto convenzionale possedendo un maggiore valore nutritivo e meno prodotti chimici tossici per la salute.
Una valutazione completa degli effetti sulla salute legati alla nutrizione biologica rispetto a prodotti alimentari convenzionali può essere complicata poiché non ci sono abbastanza dati sull’argomento.
E’ noto che come per i prodotti convenzionali, i nutrienti contenuti negli alimenti biologici sono variabili a causa delle differenze che si sono utilizzate nella copertura del suolo e nella maturità del prodotto. L’apporto di nutrienti che si ritrova in un prodotto varia anche da agricoltore ad agricoltore e di anno in anno. Tuttavia, ci sono studi che mostrano in modo netto che le varietà biologiche forniscono dei livelli significativamente maggiori di vitamina C, ferro, magnesio e fosforo, rispetto al prodotto non biologico.
Sono più elevati i livelli di sostanze nutritive ma significativamente più bassi i livelli di nitrati e residui di pesticidi. Inoltre, con l'eccezione di frumento, avena e vino, gli alimenti biologici in genere forniscono maggiori livelli di antiossidanti fitochimici (antociani, flavonoidi e carotenoidi). 
Studi in vitro con frutta e verdura biologici hanno dimostrato una maggiore attività antiossidante, un’azione di soppressione dell'azione mutagena di composti tossici e inibizione della proliferazione di alcune linee cellulari tumorali. Chiari benefici per la salute sono stati dimostrati dal consumo di latticini biologici nei confronti della dermatite allergica (2).
I prodotti biologici sono regolamentati da una specifica e rigorosa normativa europea che prevede il controllo e la certificazione del processo produttivo. L'agricoltura biologica è sottoposta a controlli che riguardano tutta la filiera produttiva e l’avvenuto controllo deve comparire sull'etichetta. Il sistema di controllo è uniforme in tutta l'Unione Europea e stabilito, sia per la coltivazione delle piante che per l'allevamento degli animali, da specifici regolamenti dell'Unione Europea stessa.

Mangiare biologico vuol dire anche rispettare la salute dell’uomo e dell’ambiente in cui viviamo.

Tutti i prodotti derivati da agricoltura biologica sono ottenuti mediante tecniche che escludono l'uso di prodotti chimici di sintesi come concimi, antiparassitari e pesticidi ma utilizzando come fertilizzanti concimi organici (letame), prodotti derivati dal mondo naturale, (animale, vegetale, o minerale).
Inoltre sono previste lavorazioni ridotte del terreno e rispetto delle stagionalità nelle coltivazioni.
I terreni utilizzati per l’agricoltura biologica sono lontani da fonti di inquinamento (industrie, autostrade, ecc) e non devono essere stati trattati con prodotti chimici per alcuni anni.
Il sistema produttivo su cui si basa l’agricoltura biologica esclude qualsiasi ingrediente proveniente da organismi geneticamente modificati, conservando e migliorando le caratteristiche del suolo e rispettando le varie forme di vita e la biodiversità.
L’agricoltura biologica contribuisce alla riduzione del consumo energetico necessario per la produzione dei prodotti chimici di sintesi e preserva l’ambiente e il suolo dai residui di concimi, pesticidi e sostanze contaminanti che inquinano le falde acquifere.
Gli animali dai quali si ricavano carni e derivati biologici devono essere alimentati rispettando il loro fabbisogno con prodotti vegetali ottenuti anch'essi con metodo di produzione biologico, coltivati di preferenza nella stessa azienda o nel comprensorio in cui l'azienda ricade.
L'allevamento biologico è strettamente legato alla terra e i sistemi di allevamento adottati devono soddisfare i bisogni etologici e fisiologici degli animali. E' vietato l'impiego di razze ottenute mediante manipolazione genetica e utilizzo di antibiotici negli animali come avviene negli allevamenti intensivi.
Non sempre un alimento biologico sano e pregiato è anche più buono nel sapore e più bello nell’aspetto.

Non sempre frutta e verdura biologici sono apprezzati per la loro bontà o per le loro forme e colori accattivanti nonostante siano nutrizionalmente più validi. Se guadiamo nel reparto ortofrutta biologico vedremo spesso frutti più piccoli del normale, meno colorati e meno attraenti, verdure di piccolo taglio e ortaggi non lucidi e che appaiono un po’ come se fossero stati appena raccolti. La frutta e verdura biologica poi rispettando la stagionalità non sempre sono disponibili con tutta la varietà che troviamo per i corrispondenti prodotti convenzionali. Queste caratteristiche rendono i prodotti poco appetibili da parte del consumatore.
Un prodotto i cui ingredienti sono ottenuti interamente da materie prime biologiche risulta sempre più pregiato rispetto al convenzionale e questo lo possiamo vedere facilmente leggendo gli ingredienti in etichetta del prodotto che solitamente sono scelti con maggiore cura rispetto agli ingredienti tradizionali. Un esempio importante a tale riguardo è nel prodotto da forno industriale tradizionale come un biscotto o una fetta biscottata che contiene tra i grassi sempre grasso o olio di palma di scarso valore nutrizionale ma che spesso nell’equivalente prodotto biologico è sostituito da olio extravergine d’oliva. Questo è uno dei punti forti di questi prodotti che non può essere sottovalutato.
Mangiare biologico vuol dire avere un’alimentazione più variata
Nei negozi biologici troviamo spesso molta più varietà di un determinato prodotto, rispetto al medesimo in un supermercato convenzionale. Il consumo di cibo biologico è associato ad una maggiore scelta, da parte del consumatore, nel prodotto da aquistare: per intenderci e rimanere all’esempio precedente un biscotto tradizionale è quasi sempre di frumento mentre un biscotto biologico spesso è di kamut (speciale varietà del grano duro), di farro ( un varietà di frumento molto antica) o di altre farine di cereali integrali. Si possono trovare molti tipi diversi di riso, compresi riso integrale e semintegrale e molte varietà di legumi. I negozi biologici spesso contengono pure accanto ai formaggi e alle carni e al pesce molti prodotti contenenti proteine di origine vegetale adatti al consumo da parte di vegetariani e vegani: tofu e formaggi vegetali, seitan e salumi vegetali. Dato quanto è importante la varietà nella nostra alimentazione, questo aspetto valorizza ancora di più il prodotto biologico rispetto al prodotto tradizionale.

Come riconosciamo i prodotti biologici
Sulle confezioni dei prodotti biologici devono comparire etichette riportanti le seguenti diciture ed informazioni obbligatorie:
1. da agricoltura biologica – regime di controllo CEE
2. nome e sigla organismo di controllo
3. codice del produttore
Il controllo delle produzioni biologiche in Italia viene effettuato da appositi organismi autorizzati e riconosciuti dalla CEE che effettuano controlli periodici nelle aziende, e analisi delle produzioni garantendo l'applicazione dei regolamenti comunitari.

Il prodotto biologico ha un costo superiore rispetto al medesimo prodotto convenzionale.
Il prezzo più elevato è dovuto ai costi superiori per il produttore che deve, per esempio, diserbare un campo di ortaggi a mano senza usare prodotti chimici, essiccare la pasta a velocità più lenta, sostenere i costi di riconversione dei campi da convenzionali a biologici. Solo un adeguato sovrapprezzo (che vada a coprire i maggiori costi e rischi), può rendere conveniente coltivare in modo biologico. Tuttavia, le differenze si stanno riducendo, soprattutto per alcuni tipi di alimenti (olio, vino, pasta). Questo è dovuto al fatto che è cresciuta la disponibilità e reperibilità del prodotto biologico non più solamente in piccoli negozi specializzati ma anche nella grande distribuzione. In tutti i supermercati troviamo scaffali adibiti ai prodotti biologici e spesso lo stesso supermercato produce prodotti biologici con la sua etichetta a prezzi più bassi del produttore esclusivamente biologico.

Ovviamente non è possibile eliminare del tutto la differenza di prezzo ma è auspicabile un alleggerimento dei costi con la crescente diffusione di questi prodotti negli ipermercati e il possibile coinvolgimento delle multinazionali dell’alimentazione. In questo senso, nuove forme di distribuzione dei prodotti, come ad esempio la “filiera corta”, potrebbero ridurre ancora i costi: si tratta di un sistema che ha ormai la sua rete ben consolidata nei cosiddetti GAS, ovvero i Gruppi d’Acquisto Solidali (rintracciabili anche su Internet), nei quali diverse famiglie (in genere 10-15) contrattano direttamente con il produttore l’acquisto di prodotti a prezzi vantaggiosi.

Contatti:
Dott.ssa Monia D’Amico Biologa Nutrizionista 3476003990

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A Roma riunita una piccola Europa

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Si è svolto, al palazzo del Quirinale in Roma, il 16° incontro dei Capi di Stato del “Gruppo Arraiolos”

Il Gruppo “Uniti per l’Europa” o “Gruppo Arraiolos” – che riunisce i Capi di Stato di Italia, Bulgaria, Germania, Estonia, Irlanda, Grecia, Croazia, Lettonia, Ungheria, Malta, Austria, Polonia, Portogallo, Slovenia e Finlandia – prende il nome da una citatdina dell’entroterra portoghese dove, il 18 ottobre 2003, i Capi di Stato di Finlandia, Germania, Lettonia, Polonia, Portogallo e Ungheria si sono incontrati informalmente, su invito dell’allora Presidente portoghese Jorge Sampaio, per discutere attuali complesse questioni europee.

L’eterogeneità di uno schema che riunisce Paesi estremamente diversi per dimensione, situazione economica e localizzazione geografica è stata così ben accolta che, negli anni, il gruppo si è progressivamente ampliato fino alle dimensioni attuali. L’Italia partecipa agli incontri dal 2006, quando sono stati organizzati a Dresda, e ha accolto i Capi di Stato del Gruppo Arraiolos a Napoli nel giugno 2009.

Le due sessioni di lavoro, una la mattina e l’altra nel pomeriggio, hanno avuto come temi: “Unione Europea sulla via dell’autonomia strategica: responsabilità e opportunità” e “Il contributo dell’Unione Europea al multilateralismo nel mondo post-pandemia”. Al termine dei lavori i Presidenti hanno rilasciato dichiarazioni alla stampa. Hanno preso parte alla riunione i Capi di Stato di Italia, Germania, Estonia, Irlanda, Grecia, Croazia, Lettonia, Ungheria, Malta, Austria, Polonia, Portogallo, Slovenia e Finlandia.

Mattarella: l’Europa è al bivio

Molto apprezzato l’intervento del presidente Mattarella per il quale “Ci troviamo a un punto di svolta molto importante per l’Unione europea, un punto nel quale, a mio avviso, senza remore e senza temi intoccabili, dobbiamo prima di tutto impegnarci per completare tanti cantieri aperti nella nostra integrazione. La nuova fase ha bisogno di basi molto solide: lo dobbiamo alle nuove generazioni di europei. Come la pandemia ci ha dimostrato, nella drammatica tristezza del suo sopravvenire, le sfide di questi anni ci chiamano ad alzare il nostro livello di ambizione. Il Next Generation è il nostro orizzonte, la nostra strategia per il futuro. E il percorso per realizzarlo è l’autonomia strategica dell’Unione. Sul fronte della politica estera di difesa, la recente vicenda in Afghanistan sprona e dimostra ulteriormente quanto sia ineludibile compiere un passo avanti per costruire una credibilità maggiore dell’Unione in termini di sicurezza; una credibilità ovviamente complementare con la Nato e tesa al rafforzamento della cornice del reciproco sostegno e rispetto tra gli Stati. Di fronte a carenze e omissioni, vi sono tanti commentatori, tanti opinionisti e esponenti della società civile che si chiedono spesso dove sia l’Europa e come intenda muoversi. Sono interrogativi che chiedono una maggiore presenza dell’Europa. Il nostro impegno deve essere, allora, colmare questo divario tra le attese e la risposta che l’Unione europea è capace di dare per costruire un futuro nel quale l’Unione sia protagonista e possa parlare autorevolmente, con un’identità precisa. Credo che questo serva, fortemente, alla causa della pace internazionale e alla tutela degli interessi dei popoli dell’Unione europea”.

Significativa la battuta del presidente austriaco che ha detto, ringraziandolo, che “Mattarella costituisce per me un modello, anche se lui non lo sa”.

Per la Finlandia, necessario rafforzare i denominatori comuni

Anche il Presidente della Repubblica finlandese Sauli Niinistö ha partecipato alla riunione del Gruppo Arraiolos dei Presidenti Europei il 15 settembre 2021 a Roma., avendo anche un incontro bilaterale con Mattarella il giorno seguente. Nel suo discorso, Niinistö ha affrontato il ruolo globale dell’UE. Secondo il Presidente, il rischio per l’Europa è quello di passare da soggetto a oggetto nell’accelerata competizione delle superpotenze. La bussola strategica, che l’Ue sta attualmente preparando per definire le linee guida della sua cooperazione in materia di sicurezza e difesa, è un buon strumento, ma “deve anche essere sulla mappa”. Il Presidente ha osservato che tutti conoscono il paradosso per cui trovare soluzioni globali comuni diventa più difficile man mano che i problemi e le sfide comuni diventano più urgenti. Per superare questo paradosso sono necessari denominatori comuni. Secondo il Presidente, la Finlandia intende utilizzare il 50° anniversario della riunione della CSCE, Conferenza sulla Sicurezza e Cooperazione Europea per rivitalizzare lo ‘Spirito di Helsinki’ nel 1975 in tutto il mondo. “La conferenza originale di Helsinki si è distinta proprio per questo spirito: la volontà di dialogare tra avversari e concorrenti, costruire fiducia e cercare denominatori comuni, anche piccoli all’inizio”.

Nell’incontro bilaterale con Mattarella, sono stati approfonditi gli argomenti discussi nelle sessioni plenarie e nel confro0nto è stata riscontrata sintonia sull’estensione della sovranità a livello europeo. Tra Roma ed Helsinki c’è stata poi una comune adesione al piano di investimenti europeo su digitale e transizione ecologica.

La prossima riunione del Gruppo sarà ospitata a Malta l’anno prossimo.

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Ambiente

Premio Lago di Castel Gandolfo, la Commissione Europea protagonista: riconoscimento al dott. Daniel Calleja

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La Commissione Europea protagonista del Premio Lago di Castel Gandolfo attraverso il riconoscimento conferito al dottor Daniel Calleja, Direttore Generale del Servizio Giuridico a Bruxelles.

Calleja è stato destinatario del prestigioso Premio Castel Gandolfo dedicato all’”Acqua e la vita” in quanto simbolo e alto rappresentante di questo tema. Dal 2015 al 2020, Calleja è stato il Direttore Generale dell’Ambiente della Commissione Europea (DG ENV). Ha ricoperto quel ruolo dopo aver avuto la responsabilità di Direttore Generale per l’Industria, l’Impresa e poi anche del Mercato Interno (DG ENTR e DG GROW) dal 2011 al 2015. Dimostrandosi un leader europeo e mondiale nel settore Ambiente, che ben conosce anche quello dell’industria. Grazie a questa grande esperienza anche dell’industria, ha potuto essere protagonista di alcune tra le riforme più ambiziose nel panorama europeo, quale la direttiva quadro sull’acqua nell’U.E. e la stesura della proposta del Green Deal europeo.  Esperienze delle quali l’Unione Europea continua a beneficiare perché Calleja è oggi al vertice del Servizio Giuridico della Commissione Europea, guardiana dei Trattati e dello stesso stato di diritto Ue. Dei quali fanno parte le norme Ue a tutela dell’ambiente.

Calleja ha dedicato un video saluto a tutti i protagonisti del Premio Lago di Castel Gandolfo.

Importanti le sue parole: “Vorrei innanzitutto ringraziare gli organizzatori per avere pensato di dedicare il Premio all’Unione Europea, ne sono onorato. In secondo luogo vorrei dire alcune parole sul tema che è stato scelto: l’acqua, elemento fondamentale per il nostro pianeta, è per l’umanità fonte di vita purificazione ristoro e benessere da sempre, non a caso le città sorgevano vicino alle fonti d’acqua. E ne è esempio anche la bellissima città che ci ospita, Castelgandolfo e il suo splendido lago. Quando però gli equilibri del nostro pianeta vengono disturbati per colpa del cambiamento climatico o dell’inquinamento, l’acqua può trasformarsi anche in fonte di grandi disagi e disperazione. Sono ancora impresse nella mia mente le terribili immagini degli allagamenti che questa estate hanno colpito il Nord Europa in particolare la Germania il Belgio e l’Olanda. Così come l’eccesso d’acqua anche la carenza d’acqua può essere un grande problema, pensiamo ad esempio agli effetti della certificazione sulla nostra economia ma anche sulle popolazioni e sulle migrazioni. Per queste ragioni e per molte altre ancora l’implementazione del Green Deal europeo rappresenta una delle priorità della Unione Europea per implementare l’accordo di Parigi e limitare il surriscaldamento del nostro pianeta. Diverse azioni sono previste per preservare il delicato equilibrio del ciclo delle acque per garantire l’accesso all’acqua potabile di buona qualità e soprattutto per far sì che questa risorsa sempre più preziosa venga utilizzata e qualora possibile anche riutilizzata nel modo più efficiente possibile. La strategia di contrasto all’inquinamento recentemente adottata dalla Commissione Europea si basa su tre pilastri: terra aria e acqua. il tema dell’acqua è un tema molto vicino ai cittadini europei e vorrei infatti ricordare che il diritto all’acqua potabile è stato oggetto della prima iniziativa cittadina Europea presentata a Bruxelles, la raccolta di più di un milione di firme in tutta Europa ha portato infatti alla recente revisione della direttiva sull’acqua potabile di cui mi sono occupato in quanto Direttore Generale per l’Ambiente. Grazie a questa direttiva abbiamo garantito l’accesso, in particolare alle persone più vulnerabili, all’acqua con i più elevati standard di qualità a livello mondiale. Oltre a questo provvedimento, vorrei menzionare una legge europea molto importante per i paesi che hanno problemi di siccità come l’Italia la Spagna e molti altri che punta al riutilizzo delle acque per fini agricoli una iniziativa promossa da Simona Bonafè deputata Europea italiana e che si inserisce nell’ambito della strategia sull’economia circolare. Infatti Grazie a questo regolamento sarà possibile riutilizzare 6,6 miliardi di metri cubi d’acqua entro il 2025, evitando più del 5% di estrazioni diretta dai corpi idrici e dalle falde acquifere. Vorrei concludere il mio intervento sottolineando che l’acqua è anche uno strumento fondamentale per la lotta alle pandemie non solo come strumento per garantire il rispetto delle norme igieniche fondamentali come lavarsi la mani ma anche come strumento di allerta rapida e monitoraggio veloce. Infatti, grazie al monitoraggio delle acque reflue urbane è stato possibile monitorare gli sviluppi del covid 19 il nascere di focolai nelle diverse città europee e soprattutto la presenza e diffusione delle diverse varianti. L’Unione Europea ha promosso e finanziato lo sviluppo di un protocollo europeo e la creazione di una piattaforma digitale per lo scambio dei dati tra i diversi paesi che ha dato e continua a dare risultati veramente straordinari e l’Italia partecipa attivamente a questo programma anche grazie al supporto del centro di ricerca di Ispra e diverse città italiane sono state pioniere. Questa è l’ennesima dimostrazione dell’importanza vitale dell’acqua per tutti noi. Vi ringrazio per la vostra attenzione”.

Il PREMIO LAGO DI CASTEL GANDOLFO continua a perseguire la tutela dell’ambiente con una particolare attenzione alla prevenzione dell’inquinamento delle acque. Il tema permanente è “Acqua e Vita” e si declina attraverso gli ambiti: ambiente, economia, occupazione, territorio e cultura.

La manifestazione, mirando alla valorizzazione delle bellezze e ricchezze naturalistiche e storico-culturali del territorio, risponde anche alle aspettative del mondo dell’agricoltura, del turismo e delle attività produttive.

L’evento, ogni anno, coinvolge istituzioni, Amministrazioni, enti ed Aziende deputate a dare una risposta alle aspettative dei cittadini e imprenditori. Data e luogo della manifestazione possono variare in relazione ai temi sociali che vengono affrontati.

Per il 2021 la serata della premiazione si è tenuta venerdì  10 settembre con inizio alle ore 20,00 sulle rive del lago Albano a Castelgandolfo presso la location “I Quadri” in via dei Pescatori, 21.

Le personalità premiate sono state individuate tre quelle ritenute espressione di realtà virtuose o che si sono distinte per azioni di rilievo morale e istituzionale promuovendo i valori fondanti della Costituzione della Repubblica Italiana. 

All’interno della manifestazione sono stati altresì consegnati dei riconoscimenti speciali a realtà del territorio nazionale e locale.

Il Premio Lago di Castel Gandolo ritiene fondamentale la concertazione fra tutti i portatori d’interesse, al fine di progettare azioni sinergiche e mirate alla tutela e valorizzazione del territorio, accelerando i tempi decisionali e beneficiando dello snellimento delle procedure burocratiche. 

Temi come l’ambiente e l’energia, strettamente correlati a quello del climate change, sono da sempre elementi importanti nel panorama della sicurezza internazionale e fattori centrali nel confronto tra stati. Fondamentali nella loro dimensione geopolitica ed economica e, per questo, spesso oggetto di alleanze, rivalità o conflitti.

Nei prossimi anni intorno al tema della transizione ecologica, tecnologica ed energetica, si giocherà una parte considerevole della competizione geopolitica globale e la stessa sicurezza nazionale degli stati ne sarà fortemente interessata. Ma le nuove condizioni ambientali generate anche dalla crisi climatica (desertificazione, innalzamento dei mari, nuove rotte artiche, eventi meteorologici catastrofici) potrebbero rappresentare una sfida rilevantissima, sotto più punti di vista, per il loro impatto in alcune aree geografiche e le conseguenze sulle popolazioni e la vivibilità di certe regioni.

Da qui la necessità di essere sempre più resilienti, e reattivi, rispetto alle nuove tipologie di minacce emergenti, anche di origine ambientale sviluppando una strategia comune tra tutti i Paesi europei e gli alleati atlantici, che tenga conto sia degli aspetti più generali del problema, delle loro ricadute globali, ma ovviamente anche quelli più “regionali” derivanti dalla nostra posizione geografica tra regioni fortemente esposte a questi rischi come quella artica, il Mediterraneo e l’Africa.

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Cronaca

Covid, in calo contagi e decessi: negli ospedali i ricoverati quasi esclusivamente i non vaccinati

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Dai decessi per Covid ai contagi, la settimana 8-14 settembre, rispetto alla precedente, ha visto tutti i numeri in calo: scendono -14,7% i nuovi casi (33.712 rispetto a 39.511), del -6,7% i decessi (389 rispetto 417), dell’-8,8% le persone in isolamento domiciliare (117.621 rispetto a 128.917), del -3,3% i ricoveri con sintomi (4.165 rispetto a 4.307) e del -1,6% le terapie intensive (554 rispetto a 563). Lo rileva il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, che sottolinea come in ospedale ci siano “quasi esclusivamente persone non vaccinate”.

“E’ inaccettabile la presa di posizione di personaggi pubblici, tra cui medici e politici, che, sovvertendo la metodologia della ricerca scientifica, alimentano la disinformazione mettendo a rischio la salute delle persone. Soprattutto di quelle indecise, che rifiutano vaccini efficaci e sicuri confidando in protocolli di terapia domiciliare non autorizzati o addirittura in farmaci dannosi e controindicati”. Così Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe nel nuovo report settimanale, interviene nel dibattito scatenato dal convegno promosso dalla Lega e ospitato pochi giorni fa in Senato, in cui si è parlato di terapie alternative contro il Covid, tra cui l’antiparassitario ivermectina e l’idrossiclorochina, entrambi sconsigliati dalle autorità sanitarie. Un comportamento per Cartabellotta tanto più rischioso considerando il particolare contesto in cui ci troviamo. “Il progressivo aumento delle coperture vaccinali e l’adesione ai comportamenti individuali – spiega – hanno permesso di contenere la quarta ondata e i nuovi casi e i ricoveri hanno finalmente iniziato a scendere. Tuttavia con l’autunno alle porte, la riapertura delle scuole e i 9,4 milioni di persone, oltre agli under 12, che non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose di vaccino, si rischia una ripresa della circolazione del virus e un aumento delle ospedalizzazioni con conseguenti limitazioni nell’assistenza ai pazienti non Covid-19”.

“Non ci libereremo facilmente del coronavirus Sarscov2, ma in futuro dovremo essere pronti ad affrontare nuove pandemie dovute ad agenti patogeni sconosciuti. La prossima pandemia potrebbe essere dovuta ad un virus influenzale, ma anche ad un agente diverso”. A dirlo Gianni Rezza, direttore della Prevenzione del ministero della Salute, al Congresso Amit (Argomenti di Malattie Infettive e Tropicali) in corso a Milano. “Bisognerà essere pronti con piani pandemici sia contro i virus influenzali che altri a più ampio spettro, facendo tesoro di quanto appreso con la pandemia da Covid-19 .

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