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Cronaca

Bologna, ragazza tenta di stuprare uno spacciatore magrebino

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Tempo di lettura 2 minuti La giovane, in evidente stato di alterazione, si sarebbe avvicinata al marocchino per contrattare l’acquisto di una dose di stupefacenti, chiedendo di poter pagare “in natura”

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di Andrea Barbi

 

BOLOGNA – I protagonisti di questa particolare storia di cronaca accaduta l’altra notte nella zona universitaria di Bologna, in pieno centro storico, sono un magrebino vent’enne, residente nella città felsina da diversi anni e con regolare permesso di soggiorno, spacciatore noto alle forze dell’ordine del capoluogo emiliano e una ragazza tossicodipendente ventunenne, anch’ella residente in città e con precedenti penali per reati minori.

La giovane, in evidente stato di alterazione, si sarebbe avvicinata al marocchino per contrattare l’acquisto di una dose di stupefacenti, chiedendo di poter pagare “in natura” le sostanze, non avendo le necessarie risorse finanziarie. Al rifiuto del pusher, non intenzionato ad accettare le proposte sessuali, la ragazza avrebbe cominciato a dare in escandescenza. Calci, pugni e schiaffi al “malcapitato malvivente” che incapace di gestire la furia della avventrice si sarebbe dato alla fuga.

La 21enne decisa a vendicarsi di quella che ha interpretato come una umiliazione lo ha rincorso e a più riprese è riuscita a raggiungerlo riempiendolo di morsi e graffi. Nel caos della situazione alcuni indumenti del nordafricano sarebbero stati strappati con l'intenzione di morderlo nelle parti intime. Probabile che la reazione inaspettata e violentissima della ragazza sotto effetto di droghe non abbia inizialmente lasciato tempo di reazione al ragazzo.

In seguito, dopo essersi liberato dalle grinfie della assalitrice si è nascosto in un locale, dal quale ha telefonato alla polizia. E’ possibile che il pusher abbia scelto di non reagire con la forza, picchiando a sua volta la ventunenne per non rischiare di aggravare la sua situazione nei confronti della giustizia. All’arrivo della volante con 4 poliziotti a bordo la ragazza era ancora intenta a cercare la sua preda e nel tentativo di fermarla sono stati anch’essi aggrediti. I 4 agenti intervenuti sono finiti tutti al pronto soccorso, con prognosi tra i 3 e i 7 giorni, a causa dei ripetuti morsi e graffi subiti della giovane che, dopo essere stata arrestata e trasportata all’ospedale Maggiore da una ambulanza giunta appositamente in loco, è stata sedata dai medici. Il giorno seguente è stata dimessa dal nosocomio e ora a suo carico oltre alla denuncia sporta dallo spacciatore, per aggressione, pesa la denuncia per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Cronaca

Motta Visconti, rapina in banca: identificato e arrestato a Torre del Greco il terzo complice

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MOTTA VISCONTI (MI) – Arrestato a Torre del Greco (NA) con l’accusa di rapina aggravata in concorso U. G., classe 1975, con precedenti specifici. A mettere le manette ai polsi al pregiudicato, lo scorso venerdì, i Carabinieri del N.O.R. della Compagnia di Abbiategrasso (MI) coadiuvati nella fase investigativa ed esecutiva dai colleghi della locale Compagnia.

L’uomo, all’esito di articolata ed immediata indagine diretta dalla Procura della Repubblica di Pavia (Dott.ssa Diletta Balduzzi), è stato individuato quale terzo complice  della rapina commessa il 12 novembre scorso ai danni di un istituto bancario di Motta Visconti (MI) quando i militari della Sezione Operativa del N.O.R. di Abbiategrasso arrestavano in flagranza di reato due rapinatori in procinto di darsi alla fuga.

A seguito di perquisizione locale all’interno dell’appartamento di Torre del Greco nel quale il fuggitivo si stava nascondendo, i Carabinieri del locale N.O.R. rinvenivano 68 detonatori a miccia, oltre a circa 3.000 euro in contanti, motivo per cui il soggetto veniva anche tratto in arresto in flagranza di detenzione illecita di materiale esplodente.

L’arrestato, che già all’atto della rapina in Motta Visconti si trovava in licenza straordinaria dal carcere di Napoli Secondigliano, veniva quindi associato al Carcere di Poggioreale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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Alessandria, inosservanza norme anti Covid-19: Questore ordina chiusura di un locale per 30 giorni

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ALESSANDRIA – 30 giorni di sospensione della licenza per un pubblico esercizio di Alessandria. Il provvedimento è stato emesso dal Questore e notificato al locale nella mattinata di oggi dal personale della Divisione P.A.S.I (Polizia Amministrativa, Sociale e dell’Immigrazione) dopo che dal mese di luglio 2020, fino allo scorso mese di novembre, si sono susseguiti numerosi interventi e segnalazioni da parte dei Carabinieri della Stazione di Valenza, i quali hanno riscontrato numerose e reiterate violazioni amministrative, riguardanti anche la recente normativa per il contenimento del contagio da Covid-19.

Non solo. Nel lasso di tempo indicato, nel locale si sono verificate alcune risse e nelle conseguenti attività di controllo effettuate dal personale dell’Arma, è stata accertata la presenza di persone in stato di ubriachezza oltre che di numerosi pregiudicati, con a carico fattispecie reati di vario genere, dallo spaccio di stupefacenti, a reati contro il patrimonio e contro la persona.

L’esercizio pubblico è stato, altresì, oggetto di continue segnalazioni per disturbo della quiete pubblica, in particolare in orari serali e notturni.

Il decreto emesso dal Questore si è reso, pertanto, necessario, attesa la diminuita percezione di sicurezza registratasi nella cittadinanza ed, in particolare, in coloro che risiedono nella zona dove ha sede l’esercizio pubblico, al fine di arginare situazioni idonee a costituire pericolo per l’incolumità degli avventori e di impedire il reiterarsi di episodi analoghi, tali da creare pregiudizio al mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica.

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Da Tor Bella Monaca ai paesi del reatino per rubare nelle auto in sosta: arrestata coppia di ladri

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CANTALICE (RI) – I carabinieri della Stazione di Cantalice hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misura cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Rieti nei confronti di due soggetti residenti a Roma nel quartiere di Tor Bella Monaca.

I due sono ritenuti responsabili di aver perpetrato cinque furti su autovettura e un prelievo fraudolento mediante utilizzo illecito di carte bancomat.

Il provvedimento arriva a conclusione di un’articolata indagine condotta dai militari della Stazione Carabinieri di Cantalice e coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Rieti avviata nell’autunno del 2018.

L’indagine ha tratto origine da due denunce presentate nel mese di ottobre 2018 presso la Stazione di Cantalice a seguito del verificarsi nella stessa giornata di due distinti furti su autovettura.

Nel primo dei due casi, una donna aveva denunciato di aver subito il furto della propria borsa contenente circa 200 euro in contanti da parte di ignoti che avevano mandato in frantumi il finestrino della sua autovettura. Nel secondo caso, invece, un uomo aveva denunciato che ignoti, sempre dopo aver mandato in frantumi il finestrino della sua auto in sosta, si erano impossessati del telefono cellulare lasciato all’interno.

Entrambi i furti erano avvenuti lungo la via del Santuario, nei pressi del Santuario di San Felice all’Acqua.

Le primissime indagini hanno consentito di individuare il transito di un’autovettura sospetta, condotta da un uomo, risultata intestata invece ad una donna gravata da numerosi precedenti di polizia. L’analisi tecnica mediante interpolazione e confronto di numerosi dati riferiti alla rete telefonica mobile, la circolarità informativa tra i reparti dell’Arma ed altri dati estrapolati dalle banche dati in uso alle forze di polizia, hanno consentito ai militari della Stazione di Cantalice di appurare che nei mesi successivi si erano verificati ulteriori episodi analoghi, con modus operandi in tutto simili, indagando sui quali è stato possibile accertare la responsabilità dei due sospettati in complessivi cinque furti perpetrati anche in altri comuni del reatino, in particolare Frasso Sabino, Forano e nella stessa Rieti, sempre nelle immediate vicinanze di cimiteri e chiese.

Dalle indagini svolte, sono risultate chiare, quindi, le modalità d’azione dei malfattori che, partiti da Roma, si dirigevano vero la provincia di Rieti dove sceglievano i propri obiettivi prediligendo auto lasciate in sosta, anche per poco tempo, nei pressi di luoghi di culto e cimiteri. In una circostanza, avendo sottratto una borsa contenente oltre a 250 euro in contanti, anche una carta bancomat, i due sono riusciti anche ad effettuare un prelievo presso uno sportello ATM impossessandosi di altri 250 euro.

Complessivamente, gli autori dei furti si sono impossessati di una somma in denaro contante di circa 1.000 euro, oltre a telefoni cellulari, documenti ed altri effetti personali.

I soggetti tratti in arresto nell’operazione odierna con il supporto dei militari della Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Rieti, nonché di quelli della Stazione di Tor Bella Monaca, sono due cittadini italiani domiciliati nella Capitale.

Legati tra loro da una relazione sentimentale, sono risultati entrambi già gravati da numerosissimi precedenti di polizia. Per loro, sulla scorta degli elementi di reità acquisiti e valutate le esigenze cautelari, il G.I.P. ha disposto l’applicazione della misura di custodia cautelare in regime di arresti domiciliari.

Quanto accertato nel corso dell’indagine ricorda un’analoga attività investigativa condotta qualche tempo fa e conclusa nell’ottobre 2020 sempre dalla Stazione di Cantalice, che aveva consentito di individuare tre soggetti, anch’essi italiani, responsabili di ben 19 furti su autovettura e prelievi fraudolenti.

Anche in questa occasione, il suggerimento che è doveroso rivolgere a tutti è quello di non lasciare mai incustoditi denaro, documenti o altri beni come gioielli e telefoni cellulari all’interno delle autovetture, neanche se ci si deve allontanare per pochi secondi e nemmeno se si potrebbe pensare di trovarsi in luoghi sicuri, come nelle vicinanze di chiese o cimiteri. Il rischio, oltre alla perdita del denaro, è quello di dover far fronte a spese anche ingenti per riparare i vetri delle auto o per duplicare documenti o ancora per cambiare le chiavi di casa. In caso di furti di bancomat o carte di credito, procedere immediatamente al loro blocco e mai conservarle insieme al codice PIN.

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