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Rieti

Borgorose, incendi estivi: è di Pescorocchiano il piromane di Val de Varri

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BORGOROSE (RI) – Identificato, ammanettato e trasferito in carcere il presunto responsabile dell’incendio boschivo che si era verificato a “Val de Varri” in agro di Pescorocchiano lo scorso 22 agosto e che aveva interessato oltre 8.000.000 metri quadrati di superficie boscata ricadente tra i comuni di Pescorocchiano (RI), Borgorose (RI) e Sante Marie (AQ). L’incendio aveva impegnato per 12 giorni le squadre dei Vigili del Fuoco arrivate dalle provincie di Rieti, L’Aquila e Roma, oltre alle squadre della Protezione Civile e mezzi aerei della flotta antincendio Nazionale e Regionale.

 

All’uomo, residente nel comune di Pescorocchiano in provincia di Rieti, le cui iniziali sono F.M. viene ora contestato il reato di incendio boschivo che prevede una pena fino a dodici anni di reclusione. Ma oltre ai fatti di agosto, al presunto piromane viene contestato anche di essere l’autore dell’incendio appiccato lo scorso 3 novembre all’abitazione di proprietà dell’ATER, di via Marsicana n. 68 a Pescorocchiano. Dalle indagini, infatti, è emerso che alla base degli atti incendiari vi sarebbero presunte ragioni di natura personale, legate a rancori nei confronti terze persone. Il presunto piromane è stato identificato grazie alle indagini avviate dai Carabinieri forestali della Stazione di Borgorose e proseguite poi in collaborazione con la speciale Task Force del Gruppo Carabinieri Forestali di Rieti.

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Castelli Romani

Oltre 20 milioni di euro dalla Regione Lazio per buoni spesa: ecco come funziona

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La Regione Lazio con due apposite delibere di giunta approvate oggi su proposta dell’assessore alle Politiche sociali Welfare ed Enti locali Alessandra Troncarelli, sono stati approvati due provvedimenti: “Buono spesa” che stanzia 19 milioni di euro in favore dei Comuni e misure straordinarie per gli enti del terzo settore per un importo di 2 milioni di euro.

Nel dettaglio, i 19 milioni di euro sono così suddivisi:

7 milioni sono destinati ai Municipi di Roma Capitale, mentre i restanti 12 milioni sono ripartiti tra gli altri Comuni del Lazio, in proporzione alla popolazione.

“Le risorse di “Buono spesa” – spiega l’assessore Troncarelli – sono riservate all’acquisto di cibo, alla distribuzione di pacchi alimentari, nonché alla copertura dei costi sostenuti per i medicinali. Destinatari sono le famiglie e tutte quelle persone che, con l’attuale crisi, non hanno mezzi per far fronte ai bisogni primari. In un momento tanto difficile, la Regione Lazio sta mettendo in campo una serie di azioni concrete e immediate per alleviare le difficoltà delle fasce più vulnerabili, assicurando i beni di prima necessità e dando la possibilità di acquistare anche le medicine. È prevista la possibilità di usufruire delle convenzioni con gli enti del terzo settore per la distribuzione a domicilio”.

Per accedere al servizio, va presentata domanda al segretariato sociale territorialmente competente (anche per via telefonica o mail) oppure bisogna essere segnalati da parte degli enti del Terzo settore.

Tra i requisiti richiesti, l’essere in carico ai servizi sociali comunali oppure trovarsi in una situazione di bisogno a causa dell’emergenza derivante dalla epidemia, previa autocertificazione soggetta a successiva verifica.

Il buono spesa o pacco alimentare ha un valore di 5 euro a persona al giorno, elevabile a 7 euro in caso in cui il destinatario sia un minore. Al fine di raggiungere il maggior numero di soggetti possibile, il massimo importo concedibile per singolo nucleo familiare ammonta a 100 euro a settimana. Le spese per medicinali sono riconosciute in base alla situazione di disagio economico, fino a un massimo di 100 euro al mese.

I Comuni provvederanno tempestivamente all’erogazione dei buoni spesa o dei pacchi alimentari ai beneficiari, anche attraverso l’attivazione di accordi con le catene di distribuzione alimentare o con singoli esercizi per il servizio di consegna a domicilio. Fondamentale sarà anche il ruolo degli uffici di piano dei distretti socio-sanitari a supporto dei singoli Comuni.

“Con lo stanziamento in favore degli enti del terzo settore – continua l’assessore Troncarelli – diamo un ulteriore riconoscimento al mondo del volontariato che, ancora una volta, assicura un supporto insostituibile nella erogazione di servizi essenziali a favore delle fasce più deboli della popolazione”.

Tra le iniziative finanziate: acquisto e consegna al domicilio di pasti, beni di prima necessità, farmaci, alimentari, prodotti per igiene e profilassi; acquisto e distribuzione di dispositivi di protezione individuale dal Covid19 anche per gli ospiti di case di riposo, ‘dopo di noi’ e altre strutture di accoglienza; acquisto pasti per le mense sociali, per i dormitori e per le strutture di accoglienza. Le risorse sono destinate tramite avviso pubblico, per un massimo di 200mila euro per ciascun ente del terzo settore.

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Castelli Romani

Covid-19, il caro spesa e la necessità di spostarsi nei comuni limitrofi

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L’ordinanza interministeriale dello scorso 22 marzo relativa alle ulteriori misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale ha disposto che: “Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19, è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi
o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in comune diverso da quello in cui si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute.

Molti cittadini, soprattutto quelli che risiedono nei comuni più piccoli, dove spesso non sono presenti grossi supermercati in grado di proporre un’offerta di generi alimentari esaustiva, sia sotto il profilo dei prodotti messi in vendita sia, soprattutto, sotto quello delle offerte commerciali, si sono trovati in questi giorni ad assistere al fenomeno di lievitazione dei prezzi esposti nei piccoli punti vendita. Prezzi aumentati e non di poco, quindi distanziati in maniera troppo eccessiva da quelli che si trovano invece nei supermercati dei comuni limitrofi più grandi. Una pratica, quest’ultima, che in questo periodo di grave crisi economica, per le tasche di tutti, non è risultata certamente gradita da parte dei tanti consumatori che invece avrebbero preferito aiutare il commercio locale dei piccoli centri urbani.

Si può uscire dal proprio comune per fare la spesa?

Sulle FAQ della Regione Lazio si legge che si deve fare la spesa nel posto più vicino possibile a casa o, per chi non lavora a casa, al luogo di lavoro. Infatti, gli spostamenti devono essere limitati allo stretto necessario sia tra Comuni limitrofi che all’interno dello stesso Comune. In ogni caso, si deve sempre rispettare rigorosamente la distanza tra le persone negli spostamenti, così come all’entrata, all’uscita e all’interno dei punti vendita. Per questa ragione la spesa è fatta di regola nel proprio Comune, dal momento che questo dovrebbe garantire la riduzione degli spostamenti al minimo indispensabile. Qualora ciò non sia possibile (ad esempio perché il Comune non ha punti vendita), o sia necessario acquistare con urgenza un bene non reperibile nel Comune di residenza o domicilio, o, ancora, il punto vendita più vicino a casa propria si trovi effettivamente nel Comune limitrofo, lo spostamento è consentito solo entro tali stretti limiti, che dovranno essere autocertificati.

Non sembrerebbe dunque prevista la condizione di spostarsi nel comune limitrofo nel caso in cui uno o più prodotti alimentari venduti nel proprio comune di residenza o domicilio presentino dei prezzi “esagerati” rispetto a ai prezzi applicati dalle rivendite situate nei comuni limitrofi. E in tal senso sembra muoversi l’associazione Codici che ha presentato al Prefetto di Roma una richiesta ufficiale per l’autorizzazione in deroga per i residenti del Comune di Gallicano nel Lazio ad uscire dal territorio cittadino per gli approvvigionamenti alimentari.

Ovviamente qualora il prefetto di Roma dovesse esprimere un parere favorevole la regola si applicherebbe a tutti i comuni di pertinenza.

“Parliamo di un Comune – spiega l’avvocato Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – di circa 6.500 abitanti, che ospita due supermercati e tre negozi di alimentari. Prima delle ultime disposizioni del Governo, molti cittadini si recavano nei paesi vicini per fare la spesa, perché trovavano esercizi commerciali più grandi e più forniti. A seguito delle norme introdotte dall’ultimo Dpcm, ciò non è più possibile. Riteniamo questo fatto molto grave – sottolinea l’avvocato Giacomelli – perché le attività del piccolo Comune di Gallicano nel Lazio non sono fornitissime e stanno anche subendo dei rincari e dei ritardi nell’approvvigionamento delle merci, il tutto per colpa dei fornitori. A nostro avviso in un momento così delicato bisogna tutelare i cittadini – afferma il Segretario Nazionale di Codici – pertanto abbiamo chiesto l’autorizzazione per chi ne faccia richiesta ad uscire dal territorio comunale per potersi rifornire di generi alimentari, anche soltanto una volta a settimana”.

Insomma, aiutare il commercio locale è cosa buona e giusta, ma il commercio locale non esageri nel rialzare i prezzi. E a buon intenditor poche parole.

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Rieti

Città Ducale, minaccia la convivente di morte

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CITTA’ DUCALE (RI – Deferito per minacce ripetute e atti persecutori alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Rieti un 39enne di origine rumena abitante in Cittaducale.

I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Cittaducale sono intervenuti in una abitazione dove una donna, anch’essa rumena, era stata minacciata di morte dal convivente, davanti alla propria bambina di 10 anni.

La donna e la bambina venivano immediatamente allontanate e messe in sicurezza dal proprio aggressore, mentre l’uomo, per i relativi adempimenti, veniva accompagnato in caserma.

L’episodio è avvenuto al culmine di una lunga serie di soprusi, violenze psicologiche e minacce, che vanno avanti da più di un anno. La donna, anch’essa molto giovane e già madre di tre figlie, aveva iniziato una convivenza con il connazionale, che presto si è trasformata in un inferno. L’ingiustificata gelosia e un attaccamento morboso nei confronti della compagna, nonché un continuato abuso di alcol, hanno trasformato, ben presto, il giovane in un vero e proprio carceriere: niente abiti vistosi, niente trucco e successivamente niente amiche e passeggiate e ovviamente niente lavoro.

Dai divieti, sempre imposti con dura violenza, si è passati agli insulti, poi alle minacce, sempre molto pesanti, fino a far temere la donna per la propria incolumità. Il tutto fino al risolutivo intervento dei Carabinieri, allertati da una delle figlie della vittima, e finalmente la donna ha potuto denunciare l’incubo vissuto.

Raggiunto dalla misura cautelare dell’allontanamento d’urgenza dalla casa familiare, ai sensi dell’art. 384bis del codice di procedura penale, convalidata dal GIP del Tribunale di Rieti, l’uomo, è stato quindi costretto a lasciare la casa e ad allontanarsi dalla coraggiosa donna e dalle sue figlie, che finalmente sono tornate a vivere serene. Ora non potrà più avvicinarsi e frequentare il nucleo familiare se non a rischio di un arresto.

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