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Bracciano, assemblea pubblica dopo il taglio degli alberi

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BRACCIANO (RM) – “Partecipazione dei cittadini sul taglio degli alberi a Bracciano”. Sabato 12 ottobre alle ore 17 in Aula consiliare del Comune di Bracciano è promosso un incontro pubblico. A darne notizia è GASP – Associazione Antifascista di Promozione Sociale

Dopo l’esposto e la richiesta di accesso civico presentati lo scorso 18 settembre dal Gruppo d’Intervento Giuridico onlus – Lazio in merito al taglio alberature in via Odescalchi a Bracciano, il Capo Gabinetto del Ministero per i Beni Culturali, prof. Lorenzo Casini, aveva invitato, con nota Prot. 0025505-24/09/2019 la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per l’area metropolitana, provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale a garantire l’accesso alla documentazione in suo possesso.

A seguito della nota, la Soprintendenza ha invitato il Gruppo di Intervento Giuridico alla presa visione e acquisizione dei documenti per il giorno 27 settembre 2019 presso gli Uffici di via Cavalletti 2, Roma.

Dall’esame del fascicolo queste alcune delle informazioni ottenute

“A seguito del nostro esposto – dichiarano dal Gruppo d’Intervento Giuridico onlus – Lazio – la Soprintendenza si è rivolta (20 settembre 2019) al Sindaco di Bracciano chiedendo di fornire con urgenza informazioni sugli interventi di abbattimento alberi in via Odescalchi. Con tale lettera la Soprintendenza chiede al Sindaco di “relazionare nel merito delle azioni intraprese e della normativa di riferimento applicata”, chiarendo che non risultava pervenuta dal Comune di Bracciano nessuna comunicazione o attivazione di procedimento. Da ciò – proseguono – si desume che il Comune di Bracciano ha compiuto un intervento programmato di taglio alberi senza munirsi dell’autorizzazione paesaggistica richiesta dal D.P.R. n. 31/2017 (Allegato A, punto A 14) per aree sottoposte a vincolo paesaggistico quali il Lungolago e via Odescalchi. La Soprintendenza, fra l’altro, ha chiesto al Sindaco se sia stata valutata la possibilità di misure alternative al taglio (presidi strutturali di supporto), quindi invitandolo a considerare l’adozione di interventi in sostituzione dei previsti abbattimenti.

Il Comune di Bracciano ha risposto con nota prot. 34036 del 25 settembre 2019, ricordando una Determinazione dell’Area Manutenzioni del 14 maggio 2019 che ha incaricato un dottore forestale di effettuare indagini con monitaoraggio del patrimonio arboreo della città. Tutti gli alberi risultano esser stati identificati e numerati a fini di schedatura per l’analisi di rischio. Presso la Soprintendenza sono visionabili, alla data del 27 settembre, 132 schede riguardanti 20 alberi del Parco di via del lago (abbattimento valutato per gli alberi n. 7 e 17), 20 alberi nel Parco di via Cavour (abbattimento valutato per gli alberi n. 27, 28, 29, 39), 34 alberi in via Odescalchi (abbattimento valutato per gli alberi n. 53, 61, 64, 67, 73), 5 alberi in viale Regina d’Italia (destinato all’abbattimento il n. 75), 36 alberi in via Principe di Napoli (destinati ad abbattimento i n. 83, 86, 90, 91, 94, 97, 98, 102, 109, 114 e 115, alcuni con prescrizioni aggiuntive), 1 albero nel parcheggio via U. Bombieri, 3 in via S. Lucia (abbattimento per il n. 118) e 13 alberi in via Claudia (abbattimento per i n. 120, 122 e 132). Il Comune non ha sinora comunicato alla Soprintendenza le schede degli alberi del Lungolago, per cui risulta presentato un esposto da un soggetto privato a seguito degli interventi avvenuti già prima di quelli in via Odescalchi.
Allegata alla nota del Comune di Bracciano è l’Ordinanza del Sindaco n. 128 del 2 agosto 2019, che pone il termine di 30 giorni per l’abbattimento degli alberi presenti sul territorio di Bracciano come individuati nella relazione tecnica del dottore forestale depositata agli atti d’ufficio.
L’Ordinanza n. 128 stabilisce che all’abbattimento “dovrà seguire la conseguente idonea piantumazione da effettuarsi nei periodi consoni all’attecchimento ed alla vegetazione previa progettazione che dovrà ottenere l’autorizzazione paesaggistica”. Dunque, il Sindaco di Bracciano ha ritenuto che solo la progettazione di una nuova piantumazione sia soggetta al procedimento di autorizzazione paesaggistica.

Ciò contrasta palesemente con la strada che sarebbe stata più ragionevole (se non più legittima!) proprio alla luce della presa di posizione della Soprintendenza. Se, infatti, proprio quest’ultima chiede al Sindaco di Bracciano di considerare l’adozione di interventi sostitutivi all’abbattimento, ove possibile, non è forse vero che la via scelta dal Sindaco di procedere senza previa consultazione con la Soprintendenza, motivata (prot. 34065 inviato al Gruppo di Intervento Giuridico) con l’art. 54 TUEL, ha impedito una più approfondita ponderazione di tutti gli interessi in gioco, specialmente quelli tutelati dal vincolo paesaggistico? Ci sono leggi e buon senso da osservare. Nessun sindaco – concludono dal Gruppo d’Intervento Giuridico onlus – Lazio – può fare quello che vuole. Ora il coinvolgimento della Soprintendenza sia di beneficio per il patrimonio arboreo della città.”

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Impianto e discarica Roncigliano, tuona Andreassi: “Cara Raggi, caro Zingaretti, Albano non pagherà la vostra incapacità”

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di Luca Andreassi, Professore Università Roma Tor Vergata e consigliere delegato ai Rifiuti del Comune di Albano Laziale

C’è un impianto di gestione dei rifiuti. Uno di quei vecchi TMB in cui entra il rifiuto dei cassonetti stradali ed esce rifiuto che finisce in discarica o incenerito.

L’impianto è quello di Roncigliano ad Albano.

Ed era il 2016 quando andò a fuoco. (Mica solo quello di Roncigliano. Perché gli impianti TMB oltre che inutili – se si fa una buona differenziata – sono anche dannosi).

Ad inizio estate, ci comunicano che i vecchi proprietari del sito industriale di Roncigliano hanno ceduto in locazione ad una terza società un ramo d’azienda.

Guarda caso proprio quello che comprende l’impianto TMB andato a fuoco.

Contestualmente, i nuovi proprietari ci comunicano che è loro intenzione riattivare l’impianto.

Ma come?! – diciamo noi – Non serve un impianto TMB! Un impianto che tratti l’indifferenziato dei cassonetti stradali in una città che è all’82% di differenziata e, comunque in un’area vasta, i Castelli Romani, estremamente virtuosa in termini di differenziazione dei rifiuti!

E poi l’autorizzazione scade ad agosto.

Anche la Regione Lazio la pensa come noi. L’autorizzazione è scaduta. Se proprio i nuovi proprietari vogliono realizzare un impianto TMB che presentino il progetto e attivino tutta la procedura di richiesta autorizzativa.

Fin qui la logica.

Da qui in poi, un susseguirsi di colpi di scena.

A settembre la Regione Lazio, per mano della stessa dirigente che aveva affermato che l’autorizzazione era scaduta (come se fosse una cosa su cui ci possa essere discussione) afferma che “contrariamente a quanto ritenuto e precedentemente affermato”, a seguito della cessione del ramo d’azienda, l’autorizzazione doveva intendersi prorogata. Fino al 2023.
Autorizzando di fatto la rimessa in funzione dell’impianto.

E’ evidentemente una cosa folle.

La Città di Albano pertanto propone ricorso al TAR, con il supporto dell’ Associazione Culturale Contro Tutte Le Nocività, richiedendo la sospensiva. Convinti che la procedura di proroga di un’autorizzazione scaduta effettuata in questo modo abbia dei dubbi di liceità. E richiedendo un intervento immediato perché, come certificato da ARPA Lazio, ufficio tecnico della Regione Lazio (dalla cui penna è uscita la proroga dell’autorizzazione), esistono anche problemi di superamento di sostanze inquinanti nei pozzi spia.

Due giorni fa ci viene notificato la decisione del TAR, ovvero che la nostra richiesta è respinta perché il TAR ritiene che si tratti di una mera volturazione.

Caspita. Mera volturazione. Ma è quello l’oggetto del nostro ricorso! Ovviamente nessun interesse nei confronti dell’impatto ambientale.

Aspettiamo il merito del TAR. Ricorreremo al Consiglio di Stato. Intraprenderemo ogni tipo di protesta che riterremo adeguata ad impedire l’ipotesi di una riapertura.

La situazione di Roncigliano è figlia di una totale assenza di programmazione in materia di gestione dei rifiuti.

Caro Presidente Zingaretti, cara Sindaca Raggi continuate a discutere litigando, o facendo finta di farlo, sull’ubicazione della nuova discarica che dovrebbe risolvere il problema di Roma.

Consapevoli, escludo l’ipotesi alternativa, ovvero che non sappiate di cosa state parlando, che una discarica non risolve assolutamente nulla e che, probabilmente, non serve neanche a gestire l’emergenza romana.

E mentre questo accade, città come Albano che vincono premi su premi e sono all’82% di differenziata diventano vittime di questa totale assenza di programmazione. Non ve lo consentiremo. Albano non pagherà la vostra incapacità.

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Caldo a Natale: è il quarto anno dal 1800

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Un Natale bollente con temperature anomale chiude un 2019 che si classifica fino a ora in Italia come il quarto più caldo dal 1800 facendo registrare una temperatura media nei primi undici mesi superiore di 0,88 gradi la media storica. È quanto emerge dalle elaborazioni Coldiretti sulla base degli ultimi dati di Isac Cnr dei primi dieci undici mesi dell’anno, che rileva le temperature da oltre 200 anni.

“Gli effetti del caldo – sottolinea Coldiretti – si fanno sentire sulla natura dove sono stati sconvolti i normali cicli stagionali come in Puglia dove gli alberi di pero a causa del clima pazzo sono già in fiore a dicembre mentre a nulla vale più la programmazione degli agricoltori che raccolgono broccoli, cavoli, sedano, prezzemolo, finocchi, cicorie, bietole, tutti maturati contemporaneamente per le temperature primaverili. La classifica degli anni interi più caldi lungo la Penisola negli ultimi due secoli si concentra nell’ultimo periodo e comprende il 2018, il 2015, il 2014 e il 2003”.

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Allarme valanghe, morti in Piemonte, in Alto Adige e in valle D’Aosta

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Faceva parte di un gruppo di quattro scialpinisti lo snowboarder travolto e ucciso da una valanga sopra Alagna, nel Vercellese. Due sono stati coinvolti solo in parte e sono usciti da soli dalla neve, mentre un terzo è sceso a valle alla ricerca del segnale telefonico.

L’allarme è scattato alle 12.40, quando la centrale operativa ha inviato sul posto, nei pressi del passo della Civera, un eliambulanza del 118 con a bordo un tecnico e l’unità cinofila del Soccorso Alpino.

Secondo la ricostruzione dei soccorritori, la valanga era divisa in due lingue. I tecnici hanno iniziato le ricerche in un punto, mentre l’elicottero è sceso ad Alagna per recuperare altri due tecnici del soccorso alpino e della guardia di finanza. Questa seconda squadra è stata portata sull’altra propaggine della valanga, che ha subito trovato il disperso grazie all’apparecchio Artva di cui era dotato il sepolto. Con il capo a circa 60 centimetri di profondità, è stato estratto dalla neve, stabilizzato e trasportato in condizioni gravissime all’ospedale di Borgosesia, dove è morto.

Travolta da una valanga e precipitata in un crepaccio roccioso sull’Alpe di Siusi, una donna altoatesina di 62 anni di Brunico non ce l’ha fatta a sopravvivere all’incidente avvenuto stamani verso le tredici mentre faceva una passeggiata sulla neve con le ciaspole. A lanciare l’allarme è stato l’escursionista che era con lei e che la precedeva sugli sci. Il soccorso alpino, in elicottero, l’ha individuata e liberata dalla neve dopo nemmeno mezz’ora dalla caduta, ma ormai la donna non respirava più.

Una guida alpina valdostana, Roberto Ferraris, di 49 anni, è morta dopo essere stata travolta da una valanga nella Valtournenche, in Valle d’Aosta. L’incidente si è verificato nella zona di punta Fontana Fredda, a circa 2.300 metri di quota, sopra la frazione Cheneil. La vittima, che stava facendo scialpinismo, faceva parte del Soccorso alpino della guardia di finanza di Cervinia

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