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Roma

BRACCIANO: BOTTA E RISPOSTA TRA "SALVIAMO BRACCIANO" E IL SINDACO SUI CONTROLLI DELLA PROCURA IN COMUNE

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Tempo di lettura 2 minuti Dubitare è lecito e tentare di fugare i dubbi sillevati lo è altrettanto. Ai posteri l'ardua sentenza.

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Chiara Rai

A Bracciano, la partecipazione dei cittadini è molto alta e questo è sintomo che la democrazia è ancora viva e vegeta. La presenza di una associazione che vigila e monitora il territorio è fondamentale. Finché vivono il dibattito e la critica, rimane in piedi anche lo stimolo costruttivo rispetto ad una politica che s'interroga con spirito di servizio nei confronti dei cittadini.

"Salviamo Bracciano" ha inviato al sindaco Giuliano Sala una lettera aperta mediante la quale l'Associazione chiede chiarimenti su presunte iniziative giudiziarie che coinvolgerebbero l'amministrazione, con particolare riferimento al Capo Area, ing.Luigi Di Matteo. La richiesta è stata inoltrata per conoscenza a tutti i consiglieri del Comune di Bracciano, al Segretario, ai Revisori dei Conti e alla Procura della Repubblica.

Nella lettera dell'Associazione si parla del fatto che il Comune sia stato destinatario di verifiche da parte della Procura della Repubblica di Civitavecchia e che tali verifiche sino da considerarsi "decisamente allarmanti". Si legge inoltre che "sembrerebbe che sia stato sottoposto a sequestro penale un fascicolo relativo ad una sanatoria, anche in questo caso in quanto sarebbero stati riscontrati falsi in atti pubblici. Sembrerebbe altresì che il capo area Ing. Di Matteo, già imputato nel procedimento "Prato Giardino" per abuso di ufficio e falso, sia indagato per reati di falsificazione di documenti nelle vicende che hanno portato al sequestro del fascicolo della sanatoria ed in altre relative alla viabilità delle lottizzazioni di San Celso". Se tutti questi condizionali fossero affermativi e privi di di "se" è chiaro che si configurerebbe "un grave vulnus dell'attività amministrativa" come scrive il direttivo dell'Associazione "Salviamo Bracciano" che fondamentalmente chiede che venga fatta chiarezza su questi ultimi fatti che hanno investio l'amministrazione Sala e che interessano l'intera cittadinanza.  

Il sindaco di Bracciano Giuliano Sala ha inteso rispondere all'Associazione, facendo presente che i fatti esposti da "Salviamo Bracciano" riguardano "un controllo informatico fatto dalla Procura su uno dei server comunali ( che non è stato ne sequestrato ne acquisito) durante il quale sono stati copiati i file del registro del protocollo generale a partire dal 2005 fino ad oggi". Il primo cittadino fa presente che al momento non risulta siano contestati reati di alcun genere a chicchessia. Giuliano Sala invita altresì l'associazione ad "evitare la diffamazione di persone che, fino a prova contraria, hanno diritto a tutelare il proprio buon nome. 

Entrambe le lettere sono allegate al presente articolo. Dubitare è lecito e tentare di fugare i dubbi sillevati lo è altrettanto. Ai posteri l'ardua sentenza.

Cronaca

Cerveteri, oli esausti e rifiuti pericolosi in un’autofficina: sequestrata l’intera area e denunciato il titolare

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I Carabinieri della Stazione di Cerveteri, in collaborazione con i Carabinieri del Nucleo Forestale di Civitavecchia, nonché del personale A.S.L. e Ufficio Tecnico e Polizia Locale di Cerveteri hanno svolto un’attività ispettiva presso un’autofficina.
Nel corso del controllo sono emersi gravi violazioni, sia sul piano amministrativo che su quello ambientale: non solo l’esercizio verificato è risultato privo delle previste autorizzazioni e comunicazioni agli Enti preposti, ma l’area ove il medesimo sorge è risultata caratterizzata dalla presenza di varie tipologie di rifiuti, soprattutto olii esausti, speciali e pericolosi, non adeguatamente trattati come invece previsto dalla vigente normativa di settore.
Il titolare dell’attività, immediatamente sospesa, è stato pertanto segnalato per i vari profili di responsabilità sia all’Autorità Giudiziaria che a quella sanitaria, mentre l’intera area interessata è stata posta sotto sequestro.

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Cronaca

Monterotondo, ladre in azione: arrestate 3 giovani donne

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MONTEROTONDO (RM) – I Carabinieri della Compagnia di Monterotondo, hanno denunciato tre giovani donne di origini romene, appartenenti all’insediamento spontaneo di via Tiburtina a Roma, gravemente indiziate del reato di ricettazione.
Dopo una segnalazione di furto giunta al 112, i Carabinieri sono intervenuti in un supermercato eretino dove hanno fermato tre donne nel tentativo allontanarsi, dopo essere state notate mentre cercavano di impossessarsi di alcuni prodotti dagli scaffali.
I successivi accertamenti svolti dai Carabinieri hanno consentito di rintracciare il veicolo utilizzato dalle fermate, all’interno del quale i Carabinieri hanno rinvenuto un grosso quantitativo di prodotti alimentari asportati da un altro supermercato.
Le donne, non avendo fornito una valida giustificazione sulla provenienza della merce, sono state denunciate alla Procura della Repubblica di Tivoli per il reato di ricettazione, ed è stato notificato loro il provvedimento di allontanamento dal comune di Monterotondo, emesso dal Questore di Roma, con divieto di ritorno per 3 anni.

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Roma

Roma, minacciato al collo con due bottiglie di vetro e costretto a consegnare lo smartphone: in manette due uomini

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ROMA – I Carabinieri della Stazione Roma Madonna del Riposo hanno arrestato due cittadini romani – di 31 e 36 anni, entrambi già noti alle forze dell’ordine – gravemente indiziati dei reati di rapina e resistenza a Pubblico Ufficiale.
Un giovane, 22enne romano, ha denunciato di essere stato avvicinato da due uomini a lui sconosciuti che, in evidente stato psicofisico alterato, lo hanno afferrato al collo e minacciato con due bottiglie di vetro, facendosi consegnare lo smartphone per poi allontanarsi, in via di Boccea altezza metro Cornelia. Richiesto aiuto al 112, tramite alcuni passanti, sono interventi sul posto i Carabinieri della Stazione Roma Madonna del Riposo che grazie alla descrizione fatta dal giovane e tramite la localizzazione del telefono asportato, hanno individuato i due sospettati nei pressi della fermata metropolitana “Battistini”.
Alla vista dei militari, gli indagati hanno spintonato i Carabinieri al fine di darsi alla fuga ma sono stati bloccati. Con loro avevano ancora la refurtiva che è stata riconsegnata al 22enne.
Presso le aule di piazzale Clodio, il Tribunale di Roma ha convalidato l’arresto e ha disposto per i due la misura cautelare degli arresti domiciliari.

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