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Bracciano, caso “La Lobbra”: cadono le accuse dei consiglieri di opposizione. Il GIP proscioglie l’architetto Becchetti perchè il fatto non sussiste

Il Sindaco Tondinelli: “Un polverone giudiziario che si è dissolto in fase preliminare senza arrivare neppure a processo”

BRACCIANO (RM) – Subito prosciolta perché il fatto non sussiste, dal Giudice per le Indagini preliminari del Tribunale di Civitavecchia, la capo area all’Urbanistica, Edilizia, Ambiente e Territorio del Comune di Bracciano Architetto Lidia Becchetti, difesa dall’Avvocato Antonello Madeo del foro di Roma, accusata del reato di “attestazione falsa” in merito a una variazione urbanistica riguardo alcuni terreni in località La Lobbra, nell’ambito di un contenzioso tra un privato cittadino e l’Amministrazione comunale.

L’accusa è scaturita a seguito di un esposto firmato dai consiglieri di opposizione

“A maggio del 2018 – dichiara il Sindaco Armando Tondinelli – l’Architetto Becchetti viene trascinata ingiustamente in Tribunale dopo un esposto che tutta la minoranza ha presentato alla Regione, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Civitavecchia, alla Prefettura di Roma e all’Autorità Nazionale Anticorruzione. Un polverone giudiziario che si è dissolto in fase preliminare senza arrivare neppure a processo. Ancora una volta, si è palesata la legittimità dell’azione di questa Amministrazione. L’Architetto Becchetti chiamato in causa dall’opposizione, ha dovuto difendersi in sede giudiziaria ricorrendo all’incarico professionale di un legale, che ora dovrà essere pagato dall’Amministrazione”.

“Sono cadute tutte le ingiuste accuse nei miei confronti, personalmente ho sempre agito nella legittimità, legalità e convinzione degli atti redatti”, dice l’Architetto Becchetti .

“Questa Amministrazione – ha concluso il Sindaco – continua a lavorare a beneficio della Comunità di Bracciano”.