Connect with us

Roma

BRACCIANO, CASTEL MADAMA E GAETA FARMACIE COMUNALI: L'ASSOCIAZIONE ANTONINO CAPONNETTO SCRIVE A 5 PREFETTI

Clicca e condividi l'articolo

Tempo di lettura 5 minuti "Una grossa operazione che un gruppo di persone residenti in provincia di Caserta sta tentando di fare in alcuni comuni nel Lazio"

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura 5 minuti
image_pdfimage_print

di Ivan Galea
Bracciano (RM)
– L'Associazione Nazionale per la lotta contro le illegalità e le mafie “Antonino Caponnetto” accende i fari sulla vicenda relativa la gestione delle farmacie comunali, di Bracciano, Castel Madama e Gaeta, da parte della società Laziofarma-Farmacie Pubbliche Laziale SpA.

La "Caponnetto ha infatti depositato un esposto indirizzato ai Prefetti di Roma, Napoli, Salerno, Caserta e Latina, dove si legge tra l'altro: "Nel Lazio il percorso da loro seguito è apparso palesemente illegittimo e per certi aspetti anche illecito".

L'inchiesta de L'Osservatore d'Italia, partita su segnalazione del Comitato Cittadini di Bracciano in Movimento, viene quindi sostenuta dall'Associazione Antonino Caponnetto che allega all'esposto gli tabella che abbiamo redatto sul caso. 

Nell'inchiesta portata avanti da L'Osservatore d'Italia è stato evidenziato il fatto che la scelta del socio privato, per la partecipazione all'80%  delle quote di Laziofarma-Farmacie Pubbliche Laziale SpA., è ricaduta sulla società "Servizi Farmaceutici Integrati Srl" con sede in provincia di Latina la cui totalità delle quote – 100% – risulta essere di esclusiva proprietà della società Mages Srl con sede legale a Caserta.

Nell'inchiesta è stato anche sottolineato il fatto che la "Servizi Farmaceutici Integrati Srl"  è stata costituita a luglio 2015, ovvero dopo la pubblicazione del bando, da parte del Consorzio Coifal costituito dai Comuni di Bracciano, Castel Madama e Gaeta, per la selezione del socio privato in Laziofarma-Farmacie Pubbliche Laziale SpA. In pratica le farmacie comunali dei tre comuni si apprestano ad essere gestite da una società, la Laziofarma-Farmacie Pubbliche Laziale SpA che è composta per il 20% dal Consorzio Coifal (Bracciano, Castel Madama e Gaeta) e per l'80% dalla società di Latina  "Servizi Farmaceutici Integrati Srl" che è controllata al 100% da una società di Caserta la Mages Srl.

Di seguito riportiamo il testo dell'esposto presentato dall'Associazione Nazionale per la lotta contro le illegalità e le mafie “Antonino Caponnetto”

Lettera dell’Associazione Caponnetto ai Prefetti di Roma, Napoli. Salerno, Caserta e Latina: chiariamo questa benedetta storia delle farmacie “comunali” con il 20% ai Comuni e l’80% ai privati possono essere definite tali?

Associazione Nazionale per la lotta contro le illegalità e le mafie “Antonino Caponnetto”

Al Sig. Prefetto di ROMA
Al Sig. Prefetto di NAPOLI
Al Sig. Prefetto di SALERNO
Al Sig. Prefetto di CASERTA
Al Sig. Prefetto di LATINA

Ill.issimi Prefetti,
siamo stati informati di una grossa operazione che un gruppo di persone residenti in provincia di Caserta sta tentando di fare in alcuni comuni nel Lazio (quelli di Gaeta, Castelmadama e Bracciano , il primo in provincia di Latina e gli altri due in quella di Roma) dopo averlo già fatto in Campania dove ha preso già oltre 20 farmacie comunali, con la complicità probabilmente di alcune amministrazioni comunali:

Non conosciamo l’iter seguito in Campania ma nel Lazio il percorso da loro seguito è apparso palesemente illegittimo e per certi aspetti anche illecito.

Le tre farmacie “comunali” del Lazio saranno di proprietà dei Comuni per il 20% mentre il restante 80% è di proprietà dei privati

L’operazione anomala messa in piedi con probabilmente la complicità di amministratori comunali, che appare aver assunto la connotazione di un vero e proprio business , ha formato oggetto di diversi tabella di stampa che si allegano, nonché una circostanziata denuncia alla competente Autorità Giudiziaria .
Le scelte amministrative operate dagli amministratori comunali interessati a realizzare queste forme di accordo con i privati nella gestione delle farmacie comunali appaiono , sostanzialmente finalizzate ad arrecare ingiusti vantaggi agli stessi privati e viceversa, danni economici ai Comuni i cui amministratori forniscono il proprio appoggio a queste operazioni .

Questa Associazione Antimafia, che da anni impegnata a dispiegare azioni di denuncia alle competenti Autorità con finalità di prevenzione e di contrasto ai fenomeni di illegalità nella pubblica amministrazione e di ingerenza mafiosa, ha raccolto il grido di allarme delle associazioni di categoria.
In particolare da una prima lettura dei fatti riportati negli tabella si stampa che si allegano nonché dal contenuto nella denuncia prodotta dalle Associazioni professionali di categoria, questa Associazione ha individuato diverse ipotesi di violazioni di legge.
In particolare appare emergere come mediante l’adesione a società ( si citano a titolo di esempio la CISS, e la INCO.FARMA S.P.A.) si consegna nelle mani di una società privata la gestione di un servizio pubblico che potrebbe fruttare alle casse degli enti comunali profitti economici di gran lunga superiori rispetto a quelli effettivamente percepiti.

Appare evidente, in queste operazioni la violazione di legge in quanto le farmacie comunali possono essere gestite esclusivamente secondo le modalità di cui all’art. 9 della L. 457/1968 ( come modificato dall’art. 10 della L. 362/1991) e precisamente in una delle seguenti forme :
1) In economia
2) A mezzo aziende speciali
3) A mezzo consorzi tra comuni per la gestione di farmacie di cui sono titolari gli stessi comune e i farmacisti che al momento dalla costituzione della società, prestino servizio presso le farmacie di cui l’ente abbia la titolarità.

A tanto va aggiunto che la legge ha sancito il principio inderogabile dell’ inseparabilità tra la titolarità e la gestione delle Farmacie comunali. Principio questo ribadito dalla copioso giurisprudenza della Corte dei Conti ( cfr. pareri 26/2013PAR e 657/2011/PAR) e dall’art. 11 del Decreto-Legge 24 gennaio 2012, n. convertito con modificazioni dalla L. 24 marzo 2012, n. 27 .

Sull’illiceità di forme di partecipazione minoritarie da parte dei comuni a società per azioni di farmacie comunali si è pronunciata anche la Corte dei Conti , in quanto detta anomalia determina, tra l’altro, il venir meno del controllo analogo poiché il comune partecipa con una quota marginale ( cfr.Corte dei Conti sez. di controllo Lombardia 532/2012/par.) .

La stessa Corte di Giustizia (cfr. sent. 11/01/2005, c-26/03), invero, ha sancito che la presenza nella compagine sociale, della società affidataria del servizio, di soci privati è assolutamente incompatibile con l’affidamento , poiché la partecipazione al capitale da parte di soggetti privati , anche in misura minoritaria , esclude, in ogni caso , che tale amministrazione possa esercitare su detta società un controllo analogo a quello che essa esercita sui propri servizi .

Inoltre, l’art. 9 c. 1.9, della legge 475/1968 indica espressamente quali sono le modalità attraverso le quali gestire le farmacie di cui sono titolari i Comuni. Ebbene, nessuna delle modalità indicate può ricondursi al modello della concessione a terzi , anche nei casi in cui è preceduto da una gara pubblica .

Nello speciale settore del diritto farmaceutico non esiste , infatti,alcuna norma che prevede la possibilità di separare la titolarità della gestione delle farmacie comunali , risultando unicamente regolato il mantenimento della farmacia in capo all’ente locale
Inoltre, giova evidenziare che la corte costituzionale con sentenza 275 del 24.7.2003 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della legge 362/1991 nella parte in cui prevede la partecipazione a società di gestione di farmacie comunali , ritenendola incompatibile con qualsiasi altra attività nel settore della produzione

In merito a questo esposto, si sottopone alla valutazione dei Sig.ri Prefetti in indirizzo la possibilità di portare in essere le iniziative ritenute opportune per prevenire la reiterazione di condotte analoghe a quelle descritte da parte di altri amministratori comunai.
Si chiede, altresì, di valutare la possibilità di avviare, nei confronti degli amministratori che hanno reso possibile l’adozione di atti amministrativi contrastanti con le norme sopra richiamate , i procedimenti amministrativi volti all’applicazione delle misure di rigore di cui all’art. 141 comma 1, lett. a) , art. 142 commi 1 e 2, art. 138 del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267 .

IL SEGRETARIO NAZIONALE
Dr. Elvio Di Cesare
ALLEGATI : BRACCIANO, GAETA, E CASTEL MADAMA, BANDO FARMACIE PUBBLICHE: MI COSTITUISCO (DOPO IL BANDO) E VINCO
BRACCIANO: BUFERA SULLA GARA PER LA GESTIONE DELLE FARMACIE COMUNALI
BRACCIANO, BANDO FARMACIA COMUNALE: I CONTI CONTINUANO A NON TORNARE
BRACCIANO, BANDO FARMACIA COMUNALE: I CONTI NON TORNANO

 

Castelli Romani

Cabine fototessera, spengono 60 candeline: ad Ariccia un’eccellenza del “Made in Italy”

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura 4 minuti
image_pdfimage_print

Per celebrare questa storia nasce una collaborazione tra il Gruppo Dedem e Pininfarina

ARICCIA (RM) – A 60 anni si rifanno il look. Le cabine per fototessera, pezzi di storia del nostro Paese che dal 1962 fotografano le facce degli italiani e sono parte integrante della nostra geografia urbana, hanno ancora molto da raccontare e festeggiano il sessantesimo compleanno con un accordo con Pininfarina, per diventare ancora più iconiche e celebrare il Made in Italy e l’eccellenza italiana.

Dedem è l’azienda che produce ad Ariccia e gestisce le cabine per fototessera di tutta Italia

Da quando 60 anni fa installò la prima cabina a Roma, antenata del selfie, dentro la Galleria Alberto Sordi, fotografa le facce di tutti gli italiani. E racconta per immagini, con oltre 10 milioni di foto scattate l’anno, sei decenni di storia italiana, di cui ha registrato e accompagnato costumi, evoluzioni e cambiamenti, fotografandoli.

Esempio virtuoso e di successo di Made in Italy, oggi Dedem conta 500 dipendenti (tra i quali 200 tecnici sul campo). Nonostante le crisi congiunturali degli ultimi anni, ha continuato a crescere costantemente, aprendosi all’internazionalizzazione senza cedere alla delocalizzazione. E per dare continuità e compimento al progetto imprenditoriale dei fondatori, i manager dell’azienda hanno promosso un’operazione di management buy-out, acquisendo il Gruppo dai fondatori della società.

Oggi per celebrare questa storia nasce una collaborazione con Pininfarina, punta di diamante del design italiano e bandiera del made in Italy nel mondo. Da questo incontro nei prossimi mesi prenderà forma una nuova cabina per fototessera disegnata dall’azienda torinese, per celebrare la bellezza di questa storia profondamente italiana. Partendo dal prodotto attuale, Pininfarina andrà a definire un design, unico ed accattivante, per la nuova macchina curando l’intera esperienza dell’utente, attraverso le diverse fasi di progettazione. Prima dell’utilizzo, enfatizzando il design unico ed attrattivo, durante, prestando attenzione a tutti gli aspetti legati all’ergonomia e all’utilizzo sia della macchina che dell’interfaccia digitale e alla fine, creando una continuità formale tra gli elementi di design interni ed esterni e restituendo un’esperienza coerente tra il momento di fruizione ed il ritiro della fototessera.

È la storia di una cabina e di un’azienda che hanno sempre saputo rinnovarsi per essere al passo delle nuove tecnologie e delle mutate necessità del cittadino, dal bianco e nero al colore, dall’analogico al digitale, dai primordi della tecnologia all’avvento dei computer. Con più di 11mila apparecchiature (delle quali oltre 5mila cabine fototessera) dislocate prevalentemente tra Italia, Spagna e Israele, Dedem racconta un mondo in continua evoluzione, tra tradizione e progresso, andando incontro alla digitalizzazione e alla iper diffusione dei social con molteplici servizi, come i sistemi per la diretta acquisizione della foto digitale offerti alle Anagrafi dei Comuni o la app ImpressMe, che consente di stampare le foto conservate in smartphone e tablet.

Per rispondere alle sfide dei tempi, il Gruppo Dedem ha saputo mantenere salda la sua identità. Ha allargato il suo business al settore del leisure – con il brand di locali per il divertimento delle famiglie YOUNGO- e a quello dell’information technology e dell’e-government. E ha sempre strizzato l’occhio alle nuove tecnologie, scommettendo, con Prototek e Selltek, sulla stampa 3D e sulla simulazione di guida, divenendo azionista di Simfor, eccellenza spagnola specializzata nello sviluppo di sistemi di simulazione e realtà virtuale per la formazione dei conducenti di moto, auto e mezzi pesanti.

Con questo bagaglio di persone, idee e competenze, da sessant’anni Dedem è a servizio dell’uomo, semplifica la vita del cittadino, fotografa e accompagna il Paese che cambia.

Il convegno

Il Gruppo Dedem ha celebrato i suoi primi sessant’anni lo scorso fine settimana ad Ariccia, la bella cittadina in provincia di Roma che da oltre quarant’anni è il suo quartiere generale. Lo ha fatto con un convegno suddiviso in due momenti e introdotto dal Sindaco di Ariccia Gianluca Staccoli.

Dapprima, protagonisti del mondo dell’imprenditoria, dell’economia e delle istituzioni politiche si sono confrontati su Made in Italy e Imprese italiane come asset dell’economia nazionale, riflettendo sugli ingredienti vincenti delle aziende italiane che costituiscono la spina dorsale del nostro Sistema-Paese e sono alla base di quell’eccellenza italiana che ci rende grandi nel mondo.

A seguire, esponenti del mondo della cultura e studiosi del costume e della società hanno dialogato sul selfie in 200 anni di storia della fotografia; ragionando sul prodotto fototessera nelle sue molteplici accezioni di strumento di controllo sociale, veicolo di espressione artistica, mezzo di esplorazione identitaria. Come una sorta di tributo a quella “macchinetta”, antenata del selfie, che è il fulcro della storia passata, presente e futura del Gruppo Dedem e che, dalla sua tendina-sipario, come una vera e propria scatola magica, continua a proporre soluzioni utili al cittadino.

I festeggiamenti sono proseguiti, con spettacolo e musica, a Grottaferrata presso Villa Monte d’Oro, testimonial della serata i protagonisti della serie televisiva “Mare Fuori”.

Continua a leggere

Roma

Roma, “Signora non ci riconosce? Siamo amici di suo figlio…”: anziana salvata in strada dai Carabinieri

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Tempo di lettura < 1 minuto

image_pdfimage_print
ROMA – “Mi hanno fermata per strada e mi hanno detto, signora, non ci riconosce? Siamo amici di suo figlio, ha detto che ci deve pagare lei”. Questo è quanto ha dichiarato una signora di 78 anni ai Carabinieri della Stazione di Roma Talenti che l’hanno salvata dopo averla vista parlare con due sospetti individui in via Monte Massico incrocio via Monte Catinaccio, ieri pomeriggio. Coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, i Carabinieri hanno arrestato i due uomini di 67 e 42 anni, di Napoli, che ora sono accusati di truffa. I militari stavano transitando nel corso di un servizio di pattuglia e hanno notato l’anziana donna seduta in auto con i due uomini, con in mano delle banconote. La donna ha dichiarato che i due uomini le avevano fatto credere che il figlio gli doveva 1500 euro e che a pagarli doveva essere lei. Con abilità, come purtroppo sanno fare, hanno indotto la vittima anche a parlare con una persona al telefono che si è finta il figlio, rassicurandola, convincendola a salire a bordo dell’auto per andare a prelevare i soldi contanti presso uno sportello bancomat. Per fortuna, questa volta, i servizi di controllo e la particolare attenzione posta dall’Arma dei Carabinieri a livello Provinciale ha consentito di intercettare subito i loschi movimenti e di arrestare i due uomini in flagranza di reato. Condotti in mattinata presso le aule del Tribunale di piazzale Clodio, l’arresto di entrambi è stato convalidato e per loro è stato disposto, in attesa del processo, il divieto di allontanamento dal comune di Napoli, con obbligo di dimora e l’obbligo di permanenza in casa dalle ore 20 alle ore 6.



Continua a leggere

Castelli Romani

Rocca di Papa, con il sesto titolo di fila per ‘l’aussie’ Boyd Exell e il successo dell’Olanda si chiude il Mondiale di attacchi ai Pratoni del Vivaro

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Tempo di lettura 2 minuti

image_pdfimage_print
Con il successo dell’australiano Boyd Exell, al suo sesto titolo consecutivo, e dell’Olanda nella gara a squadre, cala il sipario sui FEI World Championships di attacchi ai Pratoni del Vivaro. Si concludono così le due settimane di rassegna iridata che hanno caratterizzato  l’inizio di una nuova era per l’impianto equestre di Rocca di Papa – Pratoni del Vivaro.
 
La scommessa della Federazione Italiana Sport Equestri di riqualificare il sito e riproporne il fascino sulla scena internazionale può dirsi vinta. Oltre 51 mila presenze, provenienti da tutto il Mondo, hanno reso onore ad otto giorni di grande sport e ad una cornice ambientale di prim’ordine.
 
“È stato un successo – dice un entusiasta Marco Di Paola, Presidente della Federazione Italiana Sport Equestri -. Abbiamo vissuto due settimane in cui sia il concorso completo che gli attacchi hanno offerto uno straordinario spettacolo sportivo. A goderne è stato un pubblico numeroso di appassionati, tra cui la massima autorità sportiva mondiale, il Presidente del CIO, Thomas Bach, che ha vissuto la giornata del cross country di sabato scorso (che ha fatto registrare il numero record di oltre 22mila presenze, ndr). Siamo soddisfatti soprattutto perché questo Mondiale segna la nuova vita del centro equestre dei Pratoni del Vivaro che, grazie alla sinergia istituzionale con il comune di Rocca di Papa e con la Regione Lazio, è tornato ad essere punto di riferimento degli sport equestri in Italia e nel Mondo e che adesso proseguirà ad ospitare eventi di primo piano ma anche ad accogliere attività di formazione relativa agli sport equestri”.
 
“Il futuro appartiene a questo luogo – è il commento di Diego Nepi Molineris, Direttore Generale di Sport e Salute che, insieme con Fise, ha condiviso la vision e vissuto l’evento iridato -. I Pratoni del Vivaro tornano ad essere la casa degli sport equestri. Continueremo a supportare la FISE nel far vivere ancora di più questo luogo, dove sport e natura si fondono e producono magia e fascino”.
 
Le due settimane di sport hanno rappresentato poi un’ottima vetrina per tutto il territorio dei Castelli romani, grazie anche al “villaggio del gusto” proposto da Coldiretti, ribadendo la valenza in termini economici, turistici e di promozione determinata dall’organizzazione di grandi eventi sportivi.
 
 
 



Continua a leggere

I più letti