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Roma

BRACCIANO, CUPINORO. SEL: "SPUNTA IL LUNGO NASO DEL SINDACO PINOCCHIO"

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Riceviamo e pubblichiamo da SEL Lago di Bracciano

Bracciano (RM) – Finalmente si avvia, seppure in tono apparentemente dimesso, il piano scellerato da sempre voluto dal Sig. Sala e da questa amministrazione sedicente di centro sinistra; i nodi sono venuti al pettine, e tutti i veli sono caduti: Bracciano si appresta, finalmente, ad accogliere i rifiuti di Roma.
E’ un piano – ripetiamo, scellerato – che nei fatti è in continuità con una iniziativa tentata nel 2006 dall’allora sindaco Negri, a capo di una amministrazione di centro destra, con la firma di un protocollo d’intesa fra AMA Servizi s.r.l., Comune di Bracciano e Bracciano Ambiente S.p.A.; obiettivo era costituire un “polo” dei rifiuti di valenza regionale, realizzando un grande impianto di preselezione dei rifiuti.

Già allora fu lanciato l’allarme: << in una situazione in cui la raccolta differenziata nella nostra zona era mediamente attestata su livelli risibili, Cupinoro si apprestava ad accogliere grandissime quantità di rifiuti indifferenziati, con ciò attuando un vero e proprio boicottaggio alle politiche – che seppure faticosamente iniziano a farsi strada – di raccolta differenziata a monte e raccolta spinta del tipo “porta a porta” >>.

Fu posto, oltre alla questione di merito sulla gestione dei rifiuti, un altro punto che ha a che fare con il “buon governo” e la “buona politica”: << la necessità di attivare una sede di confronto ed elaborazione in cui tutti coloro che avevano “interessi” e ruolo nella vicenda – associazioni di cittadini e movimenti organizzati, amministratori, forze politiche e sindacali – potessero partecipare alle scelte: fu indicato il FORUM di Agenda 21 >>.

Oggi si parla di conferire a Cupinoro rifiuti – seppure trattati – in quantità assai limitata (20.000 tonnellate) in un tempo anch’esso limitato (entro la fine del 2013); e il Sig. Sala ci propina il solito fiume di parole assicurando che mai Cupinoro diventerà un’altra Malagrotta.

A parte il fatto che le leggi non consentono più di realizzare simili mostri, la nostra accusa al pinocchio nostrano è stata ed è un’altra: non credeva e non crede nella logica della raccolta differenziata, sposò – di fatto – il piano Polverini (volto a “risolvere il problema” riempiendo il Lazio di impianti di selezione di rifiuti indifferenziati, puntando a tante discariche e all’incenerimento), e lanciò – novello Caligola – attraverso il suo avvocato di fiducia nominato presidente della Bracciano Ambiente, l’idea di realizzare un grande impianto (per 130.000 tonnellate di rifiuti l’anno) di selezione dei rifiuti indifferenziati provenienti da tutto il Lazio (si parlò di grande realtà industriale di valenza regionale, e forse oltre), segnalando la possibilità di conferire a Cupinoro rifiuti trattati per 1 milione e mezzo di metri cubi. Una vera pazzia, segno di totale inadeguatezza tecnica e manageriale.

A questa si aggiunge un’altra accusa: perseverare nella gestione proprietaria e personale del potere, deridendo chi chiede di attivare il << Comitato della Trasparenza e Partecipazione che consenta ai cittadini di essere, ora, attori responsabili di scelte così importanti ed esercitare, poi, una funzione di “controllo democratico” accedendo ai dati tecnici e di gestione >>.
Non basta: il Sig. Sala è responsabile del disastro – da tempo annunciato – della società Bracciano Ambiente, che sta smembrando, svendendo e privatizzando: una follia all’ennesima potenza, evitabile se solo fosse sceso dal suo piedistallo dorato e avesse ascoltato chi, come noi, proponeva un dettagliato piano di ristrutturazione e rilancio

Non ci racconti frottole, e abbia il coraggio delle sue azioni; il piano è svelato: non è fare cassa subito (circa 1 milione e 200 mila euro a fronte delle 20.000 tonnellate di rifiuti romani) per sanare il buco di bilancio della Bracciano Ambiente, dovuto peraltro ai crediti della società nei confronti dello stesso Comune di Bracciano, attraverso una iniziativa limitata nello spazio e nel tempo peraltro spacciata come “solidarietà verso la capitale in emergenza”. Il piano è realizzare a Bracciano un grande polo dei rifiuti laziale, o forse anche oltre, approfittando della crisi di Roma e guardando ben oltre la fine di quest’anno; e lo vogliono fare senza idee, senza soldi: smembrando, svendendo, privatizzando, e mandando a casa lavoratrici e lavoratori.

CHIEDIAMO
CHE LA BRACCIANO AMBIENTE VENGA RAPIDAMENTE COMMISSARIATA, AFFIDANDONE LA GESTIONE A PERSONE CAPACI E MOTIVATE, CHE NON SIANO PRIGIONIERE DI CONFLITTI D’INTERESSE E SIANO MOSSE DAL SOLO OBIETTIVO DI GUARDARE ALL’INTERESSE DEI CITTADINI.
CHE SIA COSTITUITO IL COMITATO DELLA TRASPARENZA E PARTECIPAZIONE CHE CONSENTA AI CITTADINI DI ESSERE, ORA, ATTORI RESPONSABILI DI SCELTE COSÌ IMPORTANTI ED ESERCITARE, POI, UNA FUNZIONE DI “CONTROLLO DEMOCRATICO” ACCEDENDO AI DATI TECNICI E DI GESTIONE.

INVITIAMO
CITTADINI, ASSOCIAZIONI, FORZE POLITICHE E SINDACALI AD OPPORSI A QUESTA INCREDIBILE DERIVA CON TUTTI I MODI DEMOCRATICI POSSIBILI.
 

AUSPICHIAMO
CHE A QUESTO ENNESIMO ATTO SCELLERATO DA PARTE DEL SINDACO SALA REAGISCANO ANCHE LE VOCI DISSIDENTI DEL PARTITO DEMOCRATICO LOCALE CHE DA ANNI PER SPIRITO DI PARTITO TACCIONO. OGGI CREDIAMO CHE È IL MOMENTO DI USCIRE ALLO SCOPERTO E FINALMENTE PRENDERE CON CORAGGIO LE DISTANZE DA QUESTA RAPPRESENTAZIONE DELLA POLITICA CHE SVILISCE IL CONCETTO DI DEMOCRAZIA, SVUOTA LA PARTECIPAZIONE, SNATURA I VALORI DELLA SINISTRA.

 

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Metropoli

Canale Monterano, salvo il fico del Marchese del Grillo

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La pianta secolare dopo essere parzialmente crollata era rimasta gravemente danneggiata

CANALE MONTERANO (RM) – Salvo il fico centenario, rimasto danneggiato per cause naturali la scorsa settimana, meglio conosciuto come fico “di Don Bastiano”, presso il Convento di San Bonaventura a Monterano. Una vera e propria “icona” monteranese celebre, anche, grazie al film ‘Il marchese del Grillo’.

La pianta, situata all’interno del convento di San Bonaventura a Monterano nei giorni scorsi è crollata. Il grosso fico durante la notte tra il 25 e il 26 giugno ha subito il distaccamento di parte del tronco e dei rami ad esso collegati.

L’amministrazione comunale di Canale Monterano insieme alla Riserva si sono attivati immediatamente facendo rimuovere le parti schiantate o spezzate e facendo operare una potatura specifica delle parti sopravvissute. Così, grazie alle cure operate secondo le indicazioni prescritte dal tecnico forestale della Riserva Naturale, Dott. Fabio Scarfò, la pianta è stata salvata e ora gode nuovamente di un aspetto sano e bello.

“Vogliamo ringraziare la competente Soprintendenza per il supporto fornito dall’Assistente di zona Sig. Luigi Vittorini – commenta il Direttore della Riserva Naturale Regionale Monterano, Fernando Cappelli – e l’Azienda Agricola Camilletti Cesare, affidataria del servizio, per l’attenzione e la cura nei dettagli dimostrata nell’attuazione dell’intervento.”

“Incrociamo le dita – aggiungono il Sindaco di Canale Monterano, Alessandro Bettarelli e il Consigliere delegato alla Riserva Giovanni D’Aiuto – ma sembra che il peggio sia passato. L’augurio è di vedere il fico di San Bonaventura presidiare con la sua maestosa vecchiaia la navata di San Bonaventura per almeno altri cent’anni”.

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Metropoli

Anguillara, si ribalta betoniera: un ferito

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Traffico in tilt sulla Braccianese all’altezza di Anguillara Sabazia a causa di autobetoniera che si è rivaltata al km 12. Sul posto è intervenuta la squadra VVF di Bracciamo con l’ausilio dell’ autogru. Nessun altro mezzo è stato coinvolto, le cause dell’accaduto al momento restano imprecisate; è stato necessario l’intervento dei soccorritori VVf affinchè la persona venisse estratta viva ed ancora cosciente dalla cabine del mezzo industriale .La stessa è stata affidato al personale del 118 e trasportata al pronto soccorso.

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Roma

Roma, piazza Venezia: non si fermano all’alt dei Carabinieri e vanno a sbattere

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ROMA – Due ragazzi 19enni romani, a bordo di una moto, non si sono fermati all’alt di una pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Roma San Lorenzo in Lucina, questa notte, in piazza Venezia e si sono dati alla fuga, fino a raggiungere il Lungotevere Tor di Nona, dove hanno perso il controllo scivolando a terra, per fortuna senza farsi male.

Il conducente del veicolo è stato sottoposto a test con etilometro dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma, poiché in evidente stato di ubriachezza, risultando positivo all’esame, con tasso superiore al limite di legge per cui la patente gli è stata ritirata. Entrambi dovranno rispondere anche dell’accusa di resistenza a pubblico ufficiale.

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