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Roma

BRACCIANO: GIULIANO SALA CONDANNATO A RISARCIRE CON 200MILA EURO IL COMUNE

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Ulteriore colpevole inadempimento contestato dalla Procura all'ex sindaco Sala è quello di non aver istituito lo specifico organo deputato allo svolgimento del cosiddetto controllo analogo

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Red. Cronaca

Bracciano (RM) – La Corte dei Conti Sezione giurisdizionale per la Regione Lazio ha condannato l'ex sindaco Pd di Bracciano Giuliano Sala al risarcimento del danno nei confronti dell’ente locale Comune di Bracciano della somma di  200 mila euro compresa rivalutazione monetaria, oltre interessi legali
 
I fatti: La condanna per l'ex sindaco di Bracciano nasce dall'indagine portata avanti dalla Procura contabile in merito all'enorme danno arrecato al patrimonio della società partecipata Bracciano Ambiente spa e di conseguenza al Comune di Bracciano, quest'ultimo socio unico proprietario della Bracciano Ambiente spa, da parte di amministratori e dirigenti del Comune di Bracciano e di altri enti locali limitrofi, per un danno di svariati milioni di euro che ha determinato la decozione della società partecipata ovvero l'impossibilità di quest'ultima a poter onorare regolarmente, con mezzi normali di pagamento, le obbligazioni assunte alle scadenze pattuite, provocando quindi lo stato di pre-dissesto del comune di Bracciano di recente commissariato.

Condotta omissiva gravemente colpevole dell'ex Sindaco di Bracciano Nella sentenza di condanna la Procura contabile ha evidenziato il fatto che la società Bracciano Ambiente spa essendo una società in house di diritto privato, interamente partecipata dal Comune di Bracciano, è stata considerata a tutti gli effetti come articolazione interna dello stesso ente locale il quale, in relazione alle attività gestorie svolte dalla medesima, sia per conto dello stesso ente sia per conto di altri enti locali, come pure avuto riguardo alla tutela del patrimonio di risorse pubbliche alla stessa intestato, avrebbe dovuto svolgere quella puntuale attività di controllo, conosciuta con l’espressione di “controllo analogo”, attività quest'ultima che comporta un controllo non meramente formale sulla società, limitato cioè alla nomina degli amministratori, ma sostanziale e strutturale e, quindi, indirizzato a definire congiuntamente gli obiettivi gestionali da perseguire, le scelte gestionali strategiche da adottare, la quantità e la qualità dei servizi da erogare, il tutto in regime di continuo monitoraggio da parte dell’ente locale sui risultati raggiunti e sugli equilibri di bilancio da rispettare al fine di non travolgere i vincoli derivanti dal Patto di stabilità interno.
Sulla configurazione della società Bracciano Ambiente s.p.a. come società in house soggetta a forme di controllo puntuale e non diverso da quello esercitato dall’ente locale sui propri organi ed uffici, l’atto di citazione argomenta in modo alquanto esteso, richiamando in punto di diritto le conclusioni alle quali è approdata la giurisprudenza di legittimità, e in punto di fatto, i contenuti dello Statuto societario approvato nel 2004 e successivamente modificato nel 2008 e nel 2013, i verbali dei revisori dei conti dell’ente locale, nonché le indicazioni fornite a più riprese dalla stessa Sezione regionale di controllo di questa Corte nelle delibere nn. 37/2012 e 50/2013, indirizzi e valutazioni confermate, da ultimo, nella recente delibera n. 2/2015.
La presente fattispecie ha per oggetto il dissipamento della partecipazione sociale del Comune di Bracciano nella società partecipata in house Bracciano Ambiente dovuta, secondo parte attrice, alla condotta omissiva gravemente colpevole del Sindaco che, nella sua qualità di capo dei servizi comunali e rappresentante dell’ente locale nel Consiglio di amministrazione della stessa società, aveva l’obbligo di vigilare sulla gestione delle attività in generale ed, in particolare, sull’amministrazione dei beni comunali conferiti con specifico vincolo di destinazione al raggiungimento dei fini istituzionali dell’ente locale.
Tali beni, stimati nella somma di €. 2.600.000,00, conferiti alla società partecipata in data 29 dicembre 2010 e iscritti nel bilancio 2011, hanno configurato un’operazione di ricapitalizzazione del patrimonio sociale che, grazie all’apporto suindicato, ha consentito di iscrivere in bilancio una posta attiva pari a €. 3.217.113,00.

Una scelta arbitraria e disastrosa: L’operazione suindicata, però, si sarebbe rivelata una scelta arbitraria e disastrosa in quanto, al 31 dicembre 2012 il patrimonio netto era passato da €. 3.217.113,00 ad €. 1.945.704,00, con una perdita secca di €. 1.271.409,00, che la Procura ha ritenuto voce dannosa attribuita, inizialmente, al dirigente pro-tempore dell’area economico-finanziaria dell’ente locale Silla Marinella e ai membri del collegio di revisione del Comune di Bracciano Ferri Maurizio, Giulianelli Giorgio e Parroni Paola, destinatari di un primo invito a dedurre.
A seguito delle deduzioni opposte, la Procura ha ritenuto valide le giustificazioni opposte dagli invitati, giungendo alla archiviazione delle relative posizioni.

Del danno prodotto la Procura ha, allora, ritenuto responsabile il Sindaco pro-tempore Sala Giuliano, al quale è stato notificato apposito invito a dedurre cui hanno fatto seguito le deduzioni dell’interessato, le quali, però, non sono state ritenute sufficienti a superare l’addebito contestato che è così sfociato nell’atto di citazione all’esame del Collegio. Nell’atto introduttivo del giudizio, l’attore ha ritenuto che l’evento dannoso sia imputabile al Sindaco Sala che, a fronte di questa operazione di ricapitalizzazione non opportunamente seguita da una condotta degli amministratori della società finalizzata al raggiungimento di particolari obiettivi, non avrebbe intentato nei confronti di quest’ultimi la prevista azione di responsabilità volta al risarcimento dell’ingente danno prodotto, in aperto contrasto con la norma dell’articolo 2392 c.c., dimostrando, per di più, di non avere alcuna considerazione per l’utilizzo delle risorse pubbliche conferite alla società che le ha impiegate in modo del tutto arbitrario e antieconomico, anche a causa della violazione degli obblighi di vigilanza imposti al vertice dell’ente locale dalla norma dell’articolo 239, 1^ comma lettera C) del decreto legislativo n. 267/2000. L’obbligatorietà dell’azione a tutela del patrimonio sociale con la piena responsabilità del Sindaco per aver omesso, quale socio unico della società partecipata e legale rappresentante dell’ente locale, di attivare lo strumento normativo, configurerebbe circostanza aggravante per il fatto che la società Bracciano Ambiente s.p.a. è società in house: infatti, la caratteristica di questa società che consiste nell’essere interamente partecipata dall’ente locale che detiene la totalità del patrimonio sociale ha comportato che qualsiasi danno prodotto dagli amministratori nominati dal socio unico si riflette immancabilmente sul patrimonio dell’ente locale per cui, in assenza di specifico organo preposto alla cura di questo pubblico interesse, sussiste la competenza del Sindaco ad esercitare le azioni previste a tutela delle risorse pubbliche nei confronti degli amministratori sociali.

Ulteriore colpevole inadempimento contestato dalla Procura al sindaco Sala è quello di non aver istituito lo specifico organo deputato allo svolgimento del cosiddetto controllo analogo che, per quanto già detto, sarebbe destinato ad una verifica capillare delle attività poste in essere dalla società e avrebbe, quindi, evitato il dissipamento della partecipazione sociale.
Nell’atto di citazione è stata pure confutata l’eccezione di prescrizione dell’azione di responsabilità formulata dal convenuto sul presupposto che sarebbe decorso il quinquennio dall’adozione della delibera di ricapitalizzazione n. 104 del 29 dicembre 2009 rispetto alla data dell’invito a dedurre del luglio 2015, primo atto interruttivo della prescrizione; in effetti la delibera di ricapitalizzazione cui fare riferimento non sarebbe quella indicata dal convenuto, dove è stata adottata la semplice decisione di provvedere in tal senso, bensì la n. 101 del 29 dicembre 2010 nella quale la decisione è stata assunta in via definitiva con riferimento a specifici beni di proprietà comunale, il cui valore di stima è stato conosciuto solo dopo la predisposizione della perizia giurata. La Procura ha, comunque, ritenuto che l’operatività dell’intervenuta ricapitalizzazione del patrimonio sociale con le voci contabili iscritte in bilancio di esercizio dell’anno 2011 si sia realizzato soltanto a seguito della delibera dell’Assemblea straordinaria degli azionisti del 29 marzo 2011, atto notarile scritto avente rilevanza sia verso l’ente che verso i creditori della società. Trattandosi di conferimento di beni al patrimonio della società, la procedura da seguire, indicata dall’articolo 2343 c.c., dimostrerebbe l’infondatezza della tesi del convenuto e la correttezza di quella dell’attore che riconduce l’operatività del conferimento dei beni in natura alla descrizione e alla conseguente attestazione del valore di stima contenuta nella perizia giurata, valutazioni che fin tanto che decorre il termine di 180 giorni possono essere opposte, riviste e dar luogo anche ad una riduzione del capitale sociale con annullamento delle azioni che risultano scoperte, salvo il diritto del socio ad un’integrazione in denaro.

Da ultimo, la Procura, anche al fine di giustificare la richiesta di sequestro conservativo formulata contestualmente all’atto di citazione, ha rappresentato una serie di avvenimenti oggettivi e riscontri di atti giuridici a comprova della gravissima situazione in cui versa attualmente la società Bracciano Ambiente che ha indotto l’Autorità Giudiziaria penale di Civitavecchia a chiederne il fallimento. Con memoria depositata in data 1 aprile 2016, il convenuto, dopo aver brevemente riassunto la vicenda, ha nuovamente eccepito la prescrizione dell’azione di responsabilità, il cui dies a quo sarebbe da individuarsi nel dicembre 2009, quando l’ente locale, con la delibera consiliare n. 104, manifestava l’intenzione di procedere alla ricapitalizzazione della società e non quella successiva n. 101/2010 che, dopo aver effettuato la stima dei beni, dava atto dell’intervenuta ricapitalizzazione.
Nel merito, il Sala ha precisato che le due delibere con le quali si decideva di capitalizzare la società e successivamente si procedeva alla capitalizzazione con il conferimento dei beni immobili sono state assunte previa acquisizione dei pareri favorevoli del dirigente tecnico, del responsabile dell’area economico finanziaria e del collegio dei revisori dei conti :a tale delibera del Consiglio comunale risultano aver partecipato e votato con voto favorevole altri undici consiglieri ma nessuno dei soggetti indicati è stato citato dalla Procura. Inoltre, lamenta il convenuto, nessun riferimento ai presunti atti dannosi compiuti dagli amministratori della società sarebbero stati indicati dall’attore a fondamento della necessità di adozione dell’azione di responsabilità da parte del socio unico o della vigilanza sui beni comunali conferiti. In effetti, la perdita di esercizio rilevata al dicembre 2012, non sarebbe da ricollegare ad atti di mala gestio quanto alla riduzione dei ricavi delle vendite e delle prestazioni e all’incremento della voce di costo di bilancio “ammortamenti e svalutazione dei crediti” per circa €. 600.000,00.
Con riguardo alla contrazione dei ricavi, la stessa sarebbe giustificata sia dalla riduzione dei conferimenti in discarica sia dalla contrazione dei consumi dovuti alla crisi economica, mentre la svalutazione dei crediti che all’epoca ammontavano a circa €. 10.748.285 sono stati oggetto di prudente valutazione, tenendo conto sia di situazioni di inesigibilità già manifestate sia di inesigibilità future. In ogni caso, si è trattato di condotte legittime degli amministratori a fronte delle quali nessuna azione di responsabilità poteva e doveva essere esercitata dal socio unico. La società, peraltro, si sarebbe trovata in una situazione di grave difficoltà economica determinata proprio dalla necessità di gestire per oltre un decennio percolato esistente nei precedenti invasi gestiti dal pregresso concessionario senza ottenere il giusto riconoscimento economico dalla Regione Lazio.

Vengono, infine, citate nella memoria difensiva una serie di provvedimenti adottati dal convenuto a riprova del fatto che il medesimo non si sarebbe completamente dimenticato di vigilare sui beni comunali conferiti e a dimostrazione comunque di assenza di colpa grave nella condotta posta in essere. Alla pubblica udienza, il Pubblico Ministero ha richiamato l’atto introduttivo del giudizio, specificando che la chiamata in giudizio del convenuto nella sua qualità di Sindaco si fonda sul dovere imposto dalle norme di proteggere i beni comunali e di evitare lo sperpero delle risorse affidate per la cura dei servizi dell’ente locale.
La difesa, ribadendo la richiesta di rinvio del presente giudizio in quanto connesso all’altro discusso oggi nella stessa udienza e per il quale il Collegio ha disposto il rinvio, ha, preliminarmente, eccepito la nullità dell’atto di citazione per indeterminatezza del petitum, in quanto non sarebbe comprensibile se la condotta erronea del Sindaco Sala sia quella che ha determinato la capitalizzazione della società o se, invece, la mancata tutela dei beni comunali sia stata determinata dall’assenza di controllo sui medesimi affidati ad un organo che non ha correttamente svolto i compiti affidati. Nel primo caso, ha precisato che la responsabilità della capitalizzazione della società ricade sul Consiglio comunale che ha adottato la relativa delibera ma la Procura non ha ritenuto di convenire in giudizio i membri dell’organo collegiale, per cui il Sindaco, come organo esecutivo, non avrebbe potuto fare altro che dare esecuzione a tale deliberato. Nel secondo caso, invece, la mancata istituzione dellì’organo di controllo analogo rileverebbe esclusivamente per i servizi affidati dall’ente socio alla propria partecipata in house ma, nella specie, tale requisito non sussisterebbe in quanto la Bracciano Ambiente non è società in house e, comunque, i servizi di raccolta rifiuti sono stati in massima parte svolti a favore degli enti locali diversi dal Comune di Bracciano, socio unico, per cui nessun organo di controllo analogo avrebbe dovuto essere istituito.
Il convenuto ha tenuto a precisare, inoltre, che la gestione dei rifiuti, attività che ha determinato la pesante esposizione debitoria della società partecipata, era comunque un’attività da svolgere obbligatoriamente per motivi di ordine pubblico, per cui i flussi finanziari impiegati non potevano essere fonte di danno erariale, né gli amministratori della società potrebbero ritenersi responsabili per un’attività che doveva essere svolta. Inoltre, se la società è da ritenersi in house, come mai gli amministratori non sono stati citati in giudizio e poi se il danno è stato prodotto dal mancato pagamento delle fatture da parte degli enti locali conferenti, con l’attuale richiesta si duplicherebbe il danno già chiesto in refusione con il giudizio n. 74189, oggi rinviato.

In sede di replica, il Pubblico Ministero ha dedotto che l’istruttoria esitata nell’atto di citazione ha tratto origine dal parere negativo dell’organo di revisione del Comune di Bracciano e dalla delibera della Sezione regionale di controllo di questa Corte che ha ben scandito i termini della mala gestio; per quanto riguarda la mancata evocazione in giudizio del Consiglio comunale ha fatto presente che i membri dell’organo collegiale non avrebbero una cognizione tecnica della materia esprimendo solo un voto politico, affermazione che la difesa del convenuto ha respinto, riaffermando il contenuto gestionale delle delibere del Consiglio comunale che approvano il bilancio e il relativo assetto finanziario dell’ente locale.
 

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Guidonia, oggi la mobilitazione cittadina contro l’impianto TMB: gli ex 5 stelle Marco Cacciatore e Claudio Zarro in prima linea per dire no

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GUIDONIA (RM) – Mobilitazione a Guidonia-Montecelio per dire un «no al TMB dell’Inviolata», alla spalle della megadiscarica, seconda solo a Malagrotta, nel cuore del Parco Regionale Archeologico Naturale. «Il nostro territorio ha già dato», attacca Claudio Zarro, organizzatore e consigliere comunale, «c’è un’alta concentrazione di siti industriali e di roghi tossici che minano l’ambiente». L’appuntamento è per oggi pomeriggio, 7 agosto, alle ore 17.30 al Parco Giochi in prossimità dello svincolo autostradale del comune, di fronte a Bartolini. Con distanziamento fisico, ovviamente.

L’ Obiettivo è «dare un futuro sostenibile ai nostri figli, ai nostri nipoti, la difesa della salute è trasversale», riprende Zarro, «intendiamo sensibilizzare tutti i cittadini di Guidonia e dei territori limitrofi». E cioè, il VI Municipio di Roma e oltre, al di là della Tiburtina. «Dove insiste un’altra discarica simile all’Inviolata e il TMB di Rocca Cencia», fa eco il Comitato Spontaneo No TMB Guidonia, «coi suoi miasmi nauseabondi, a soli 14 chilometri da qui.  Non siamo contrari alla chiusura del ciclo dei rifiuti, troviamo assurdo che sia sempre il nostro quadrante a pagarne le conseguenze. La salute prima di tutto». Tra l’altro c’è il progetto di realizzare un impianto di Biogas a Lunghezza, ancora più vicino, e un’altra discarica sotto Villa Adriana, nel Comune di San Gregorio da Sassola. Per non parlare dei fumi alla diossina che si levano quasi ogni giorno dall’Albuccione, Salone e Salviati, tanto per gradire. «Basta, si devono ficcare in testa che non siamo il territorio della monnezza», risponde il Comitato, «occorre unire le forze. Invitiamo a partecipare massicciamente al sit-in, l’aria che respiriamo non ha confini, e a certificare la propria contrarietà firmando la petizione online [cliccare qui]».

Dalla Pisana, arriva il sostegno di Marco Cacciatore, Presidente della Commissione regionale sui Rifiuti, nettamente contrario al Piano della gestione e raccolta della Regione Lazio. «Parteciperò al sit-in di oggi», dichiara perentorio, «resto accanto ai territori, soprattutto a quelli preziosi come l’Inviolata, troppo vulnerabili. Nell’approvazione del Piano dei Rifiuti non si è risolta l’improbabile e poco opportuna localizzazione del TMB di Guidonia e non si risolve la troppo confusa e affrettata vicenda, che ha portato alla nuova autorizzazione. L’unico aspetto positivo deriva dal fatto che Roma è obbligata all’autosufficienza, pertanto la quantità di rifiuti ora previsti è, in questo primo momento, impossibile da giustificare razionalmente».

Infatti, secondo quell’autorizzazione, al momento rimasta tale, l’impianto dovrebbe smaltire una mole di immondizia pari a 190mila tonnellate l’anno. Un’enormità. «Noi diciamo no», riprende il consigliere comunale Zarro, «il TMB va dismesso, completamente». Per il Comitato Periferie Roma Est, in prima linea per l’alleggerimento e la conversione di Rocca Cencia, quella di Guidonia è una «battaglia sacrosanta», scrive il Presidente Marco Manna, «ci scusiamo per la nostra assenza, esprimiamo, comunque, la nostra solidarietà a all’iniziativa. È una battaglia di dignità e tutela della salute», prosegue, «che prima di tutto sancisce la nostra lungimirante Costituzione Italiana. Vi auguriamo di avere la caparbietà e la pazienza di porvi sempre con la prospettiva di affrontare questo così delicato e complesso tema, sempre con uno spirito solidaristico, senza farsi mai accecare da egoismi territoriali che oltre a non portare a nulla potrebbero portare a, come si dice, spostare il problema da una parte per portarlo da un’altra parte. Ci auguriamo e ne siamo convinti che le vostre battaglie saranno un ulteriore supporto alle tante battaglie ambientaliste volte a far comprendere ai decisori istituzionali l’idea che la salute non si baratta con niente e che lo sforzo che dovranno mettere in campo dovrà essere rivolto a superare con sistemi sostenibili e di prossimità queste situazioni ingiuste e insostenibili».

Le adesioni alla manifestazione non mancano, in molti in queste ora stanno facendo sentire la propria voce, il grido di disapprovazione. C’è poi chi dice che questa è soltanto una manovra politica: «consigliamo a costoro di farsi un giro a Rocca Cencia e di dare un’occhiata alla relazione della dottoressa Paola Michelozzi, Direttore dell’Unità di epidemiologia ambientale del Servizio Sanitario del Lazio», risponde il Comitato Spontaneo, «la quale conferma che le aspettativa di vita alla nascita in quella zona sono di tre anni inferiori rispetto a chi nasce e vive nel centro della città. Le polveri sottili (Pm10) sono così tanto e così di frequente al di sopra dei limiti e questo aumenta, e di molto, il rischio di ammalarsi di tumore. Dalle rilevazioni il fattore di rischio a Rocca Cencia si aggira tra l’11 e il 21% in più. Ovvero 9 punti percentuali sopra la media. Anche gli animali non hanno scampo. Parlassero con il signor Gianfranco Biagetti, se ne hanno il coraggio, che ha perso il figlio e il fratello, morti di cancro, oppure con altri che, come lui, piangono i propri cari. Stessero attenti a quel che dicono o scrivono, se non vogliono finire in Tribunale». Il messaggio è chiaro, esplicito il concetto, basta negazionismo.   

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Anguillara Sabazia, la famiglia Zugarelli rilancia il territorio con il Torneo di tennis “Replat Open”

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ANGUILLARA SABAZIA (RM) – Anguillara Sabazia sale agli onori delle cronache grazie al successo ottenuto dal torneo di tennis “Replat Open” che si è tenuto al Tennis Club Vigna di Valle della famiglia Zugarelli, una struttura accogliente dotata di campi da tennis, padel e piscina e un mini campo da beach tennis e volley.

Oltre cento i partecipanti nella splendida cornice di Vigna di Valle che hanno decretato il successo della manifestazione che ora promette altre nuove stagioni con l’ambizione di diventare un appuntamento fisso di respiro internazionale.

Ilvideo servizio trasmesso a Officina Stampa del 6/8/2020

Un torneo che si è potuto realizzare grazie ai tanti sponsor del territorio, tra cui attività storiche di Anguillara come Settimi Arredamenti, Queen Car 2000 ma anche catene importanti come Money360 oltre ai partners rappresentati dalle principali prestigiose agenzie immobiliari del circondario quali Area Immobiliare di Bracciano, Tetto Immobiliare di Anguillara, Living 360 e B&B Group.

Significative le parole del padrone di casa, il presidente Carlo Zugarelli, uno dei più talentuosi tennisti italiani nei primi anni ‘70 il quale ha puntato l’accento sull’importanza di manifestazioni come il torneo Replat per rilanciare un territorio meraviglioso.

Preziosa la presenza costante di Leonardo Zugarelli e le continue visite di Luca Zugarelli che si è diviso tra l’attività agrituristica e il tennis club. Di generazione in generazione, ottima la performance delle giovani promesse del tennis, i ragazzi di casa del Tennis Club Vigna di Valle Edoardo, Gabriele, Matteo, Ginevra e Susanna Zugarelli.

Sul posto sono intervenuti molti esponenti della politica di Anguillara Sabazia e non solo. Dall’amico della famiglia Zugarelli Sergio Manciuria, presidente dell’associazione AnguillaraSvolta e candidato Sindaco alle prossime elezioni comunali, presente sul palco per la premiazione finale insieme al consigliere regionale del Pd Emiliano Minnucci.

L’appuntamento è fissato dunque per il prossimo anno dove gli organizzatori promettono di bissare il successo ottenuto con questa edizione.

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Cronaca

Campagnano di Roma, grande attesa per la prima edizione del “Festival della Commedia Italiana”

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Domenica 9 agosto una serata “Cinema e motori” dedicata ai road movie più divertenti e un omaggio al grande Alberto Sordi

CAMPAGNANO DI ROMA (RM) – Campagnano di Roma, si prepara ad ospitare il tour del “Festival della Commedia Italiana”.

Domenica 9 agosto, in Piazza Cesare Leonelli, la prima edizione post lockdown, del “Festival della Commedia Italiana – Cinema e motori” si concentrerà in un’unica ma densa serata, dedicata ai più famosi e divertenti road movie.

Sarà una partenza a tutto gas fatta non solo di proiezioni ma ricca di contenuti, approfondimenti e tanti ospiti.

L’iniziativa, con il patrocinio del Comune di Campagnano, vuole essere per il paese l’inizio di un appuntamento fisso, entrando così a far parte del Festival della commedia italiana in Tour.

Il Sindaco Fulvio Fiorelli accogliendo l’iniziativa ha dichiarato “Speriamo che questo appuntamento diventi una tappa fissa delle nostre estati, in un territorio che ha sempre accolto il cinema e gli eventi dedicata alla cultura che possono solo arricchirlo”

 La manifestazione è nata nel 2016 da un’idea del direttore artistico Fabrizio Conti, con l’obiettivo di rendere omaggio ad uno dei generi quello della Commedia Italiana, che negli anni con i suoi grandi interpreti, ha saputo più di ogni altro incarnare i vizi e le virtù degli italiani.

In breve il successo riscosso ha trasformato la kermesse in un festival itinerante che ha assunto un volto diverso ed una sua unicità plasmandosi ogni volta sulle caratteristiche del luogo che le ha ospitate, diventando non solo un evento d’intrattenimento ma anche uno strumento per valorizzare e far conoscere il territorio, la cultura e le tradizioni di alcuni dei comuni più belli della nostra penisola.

Quale luogo migliore per ospitare la prima edizione del Festival della Commedia Italiana nella sua declinazione «Cinema e motori» se non Campagnano di Roma.

Il paese a nord della capitale pur conservando le sue antiche tradizioni, le arricchisce di crescente modernità, di cui lo spettacolare Autodromo di Vallelunga è un evidente esempio.

Il territorio di Campagnano di Roma da sempre è stato set di molti film e fiction televisive, dal Marchese del Grillo ai tanti road movie.  A partire da un cult come Delitto in Formula Uno di Bruno Corbucci girato nell’autodromo e nel borgo dove si svolgela scena finale dell’inseguimento con le macchine da corsa, al più recente “Ovunque Tu Sarai” di Roberto Capucci.

Proprio quest’ultima pellicola, presentata da alcuni dei suoi protagonisti,

l’attore Francesco Apolloni e la bellissima Ariadna Romero, verrà proiettata durante la serata.

Ta gli ospite anche l’attore e stuntman Massimo Vanni, noto come l’agente Gargiulo sempre al fianco di Tomas Milian.

La conduzione sarà affidata ad uno scatenato Fabrizio Sabatucci attore e presentatore,  anche lui tra i protagonisti del film Ovunque tu sarai.

 –L’OMAGGIO AD ALBERTO SORDI –  In programma, nel centenario della sua nascita, anche un omaggio  al  grande Alberto Sordi, attraverso il ricordo di due donne che lo hanno conosciuto intimamente e professionalmente,  la splendida attrice Valeria Marini e Paola Comin sua manager storica. A celebrare il grande Albertone nazionale anche l’attore Giorgio Gobbi l’inimitabile “Ricciotto” ed il simpatico e unico attore Stefano Natale cresciuto insieme a Carlo Verdone, nella casa accanto a quella del grande attore scomparso.

Cinema e Cibo : “Maccaroni Nando Mericoni”

In cartellone anche una interessante proposta culinaria, nel weekend del Festival i ristoranti di Campagnano di Roma inseriranno nel menù i “Maccaroni Nando Mericoni”, il celebre piatto di “Un Americano A Roma” che rappresenta  una delle scene più famose di Alberto Sordi e della storia del cinema. Ogni chef di ogni ristorante, rielaborerà a suo modo il piatto più famoso della nostra commedia.

Ancora una volta cibo e commedia stringono un patto inscindibile e sono tra i pilastri della nostra unica e meravigliosa cultura.

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