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Bracciano, il Sindaco Tondinelli sulla nota di Tellaroli: “Spiace per il consigliere Cinque Stelle, le casse del Comune godono di ottima salute”

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BRACCIANO (RM) – “Il consigliere di opposizione Marco Tellaroli è tornato a dare i numeri mettendosi in contraddizione con il documento del Revisore dei Conti sul rendiconto del 2019 in cui si registra non soltanto un 50 per cento circa di introiti in più nelle casse comunali rispetto al 2018 ma anche il saldo di tesoreria in attivo di oltre circa 1 milione e 600 mila euro. È dal 2016 che continua a rendersi ridicolo dicendo che andremo in dissesto ma ormai, anno dopo anno, lo smentiscono i numeri e i documenti contabili del Comune. Negli anni passati, il consigliere dei Cinque Stelle ha addirittura messo in discussione la Corte dei Conti perseverando in un’azione sciocca che ci fa soltanto sorridere ma a cui dobbiamo forzatamente rispondere perché non vogliamo passino messaggi assurdi e sbagliati ai cittadini che per troppi anni hanno dovuto subire una gestione scellerata e irresponsabile dei soldi pubblici. 

Basta fare un ragionamento che vale per tutte le menzogne dette che ledono l’immagine del Comune: se la Corte dei Conti avesse trovato problemi di cassa o rilevato rischi avrebbe già dichiarato il dissesto ma questo non è successo e non succederà. Ci dispiace per il consigliere Tellaroli ormai rimasto solo con un paio di personaggi in cerca d’autore al seguito. Dicesse la verità: gli da fastidio che abbiamo risanato le casse del Comune, gli da fastidio che non abbiamo dovuto accendere nessun nuovo mutuo rispetto agli oltre 120 mutui accesi in passato, gli da fastidio che i soldi che abbiamo utilizzato sono residui dei mutui accesi dalle precedenti amministrazioni, mutui di cui i cittadini già pagavano le rate. Gli da fastidio che siamo riusciti a non indebitare nessuno anzi abbiamo ridotto il debito pro capite dei cittadini di Bracciano. Gli da fastidio che non ricorriamo alle anticipazioni di cassa, gli da fastidio che non abbiamo alzato le tasse dei cittadini di Bracciano anzi, le abbiamo abbassate. La verità è che abbiamo recuperato di più di quanto previsto dal piano di riequilibrio e che adesso le casse dell’Ente sono sane e godono di ottima salute. Noi alle parole alleghiamo i fatti ed è per questo che mettiamo a disposizione il documento contabile dei Revisori dei Conti del Comune di Bracciano. Non ci sorprende il fatto che il partito che rappresenta sia ormai quasi completamente svanito e abbia perso ogni sorta di credibilità. Capiamo che quando si arriva al capolinea è molto difficile scendere ma invitiamo Tellaroli a smetterla di fare terrorismo mediatico e mettersi davvero a ricoprire il suo ruolo di attenta opposizione. Così sta solo dimostrando di non conoscere la macchina amministrativa e rischia di perdere anche gli ultimi due supporters delle cause perse rimasti”. Così in una nota il Sindaco di Bracciano Armando Tondinelli

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Anguillara Sabazia, Daniele De Vito lascia la Lega: “Ora personaggi il cui cambio di casacca è virtù”

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L’ex coordinatore locale della Lega Daniele De Vito lascia definitivamente il partito di Salvini e lo fa tramite una nota da cui traspare delusione rispetto alle aspettative che probabilmente De Vito riponeva nello schieramento politico. Ecco la nota di De Vito:

“Il partito ha tradito la sua vocazione- dice – non è un luogo dove regna la meritocrazia ma altre logiche. Ho aderito alla LEGA con la convinzione che il percorso proposto da Salvini ponesse al centro dei propri obiettivi un rinnovamento del nostro territorio. Appariva scontato che per realizzare questo progetto fosse necessario valorizzare le donne e gli uomini e le risorse attribuendo alla classe dirigenziale una profonda melodia soprattutto alla luce degli eccezionali risultati delle elezioni Europee. Purtroppo dopo le Europee la melodia si è interrotta e nel partito, soprattutto nel Lazio, sono cambiati gli assetti. Non faccio riferimenti ma punto il dito contro la nuova LEGA dove non si riconoscono nomine e posizioni dominanti. Dopo più di tre anni di lavoro, sacrificio personale, mi hanno confermato il ruolo di coordinatore, una gratifica onorevole, adeguata e dovuta per il rispetto della comunità locale. Ma d’improvviso l’incarico, così come quello di capolista, mi è stato rinnegato a favore di personaggi il cui cambio casacca è una virtù e non una vergogna! Davanti all’evidenza di tanti meriti sconosciuti a me e al mio direttivo preferisco abbandonare definitivamente queste logiche di partito . Tenetevi i nominati e continuate a prendere a calci la meritocrazia. Ma senza di noi. Credo ancora più nella politica fatta da persone che non hanno interessi personali da perseguire e amano il territorio, non lo usano”

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Editoriali

Anguillara Sabazia, disamina politica tra Genoveffo, Anastasio e… Cenerello

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Da fine maggio sono iniziati i tavoli del centrodestra, tavoli difficili, animati da personalismi e da tanti protagonisti non disposti a fare il famoso passo indietro per il bene del Paese e dopo due mesi tondi tondi di riflessioni e pensieri, Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia hanno deciso di convergere sulla candidatura dell’avvocato Angelo Pizzigallo, figlio del pediatra Antonio Pizzigallo che dal ’95 è sulla scena politica di Anguillara. Una persona stimata da tanti senza dubbio ma certamente non un volto nuovo della politica.

Chi alla scorsa tornata elettorale aveva fatto l’ennesimo passo indietro “per il bene di Anguillara”, parliamo di Sergio Manciuria, a questo giro si è sfilato senza se e senza ma

La ragione predominante, secondo chi scrive s’intende, è stata che Pizzigallo quando nel 2016 chiese a Manciuria di sostenerlo promise altrettanto “per la prossima tornata elettorale” con una stretta di mano e di amicizia come si fa tra persone legate da una reciproca stima personale che tutt’ora rimane in piedi, non abbiamo dubbi, nonostante lo strappo. Le parole hanno un peso e Manciuria, nonostante non fosse entrato in consiglio comunale ha fatto una strenua opposizione ai pentastellati, ha messo la faccia su tante questioni senza risparmiarsi e come abbiamo sempre sostenuto anche pubblicamente, insieme a Silvio Bianchini sono stati le voci strenue e solitarie di opposizione e presenza costante ad Anguillara. Bianchini e Manciuria, senza se e senza ma.

La politica delle vecchie logiche di partito che decide dall’alto cosa deve avvenire in un campo già martoriato dai danni dei Cinque Stelle

Ma torniamo alla disanima politica. Pizzigallo (senior) che promise pieno sostegno a Sergio Manciuria ha probabilmente perso la memoria o attuato il principio molto in auge in alcuni ambienti per cui in amore e in politica tutto è concesso e il “tradimento” è una delle varianti più presenti.

Dunque Pizzigallo Junior è il candidato ufficiale del centrodestra mentre “Cenerentola Manciuria” è stato lasciato fuori da qualsiasi analisi ma, come insegna la celebre novella, potrebbe essere proprio lui a finire dritto al gran ballo del principe anche se non è il figlio legittimo della politica ma un civico che ha scelto di correre con la sua AnguillaraSvolta e lasciare da parte quelli che definisce i “riciclati”, la “politica delle vecchie logiche di partito che decide dall’alto cosa deve avvenire in un campo già martoriato dai danni dei Cinque Stelle”.

Manciuria a Falconi: “Ci vediamo al ballottaggio”

Immediate le reazioni, anche inaspettate da parte di persone che avrebbero dovuto obbedire come soldati per spirito di politica e di appartenenza. Parliamo del giovane e valente Antonio Fioroni, colui che in tempi non sospetti, per pura coerenza e onestà intellettuale, ha lasciato la maggioranza pentastellata e si è seduto all’opposizione non condividendo più le azioni dell’amministrazione Anselmo perché totalmente opposte al programma elettorale con cui i pentastellati erano arrivati al governo della città. Fioroni, tempo dopo, si è avvicinato a Fratelli d’Italia, il suo ingresso (non sappiamo se poi veramente effettivo) era stato festeggiato alla Pisana dai vertici regionali del partito della Meloni. Ebbene Fioroni, dopo pochi minuti dall’ufficializzazione di Pizzigallo Junior è uscito con un post inequivocabile su Facebook, condividendo la candidatura a sindaco di Sergio Manciuria: “Per me è una questione di rispetto della parola d’onore che cercherò di affrontare con cuore, competenza e coraggio, rimettendomi alle decisioni degli elettori e non sottostare alle vecchie logiche politiche – impostate solo per stare insieme per vincere e non per fare squadra – di coloro che i problemi di Anguillara li hanno letti sui giornali lasciando ad altri l’onere di provare a risolverli”.

Altri fermenti, altri auguri sono arrivati a Manciuria ma probabilmente per spirito di cordialità politica e stima: Giovanni Chiriatti (purgato dai Cinque Stelle nonostante abbia contribuito in maniera determinante alla vittoria della Anselmo) anche lui coerente con le idee e distante dai pseudo pentastellati che hanno malgovernato Anguillara.

E gli auguri a Manciuria sono arrivati anche da Francesco Falconi, l’avvocato che ha ufficializzato qualche giorno fa la sua scesa in campo con una lista civica. Emblematico il riscontro agli auguri di Falconi da parte del presidente di Anguillara Svolta: “Ci vediamo al ballottaggio”.

I Cinque Stelle è assai probabile che non riusciranno a fare una lista e non si presenteranno alla imminente tornata elettorale. Ed è anche probabile che, anche se rimasti una manciata disallineata e disorganizzata, riservino colpi di scena mettendosi a stampella di candidati insospettabili.

Nel centrosinistra forse aspettavano le mosse del centrodestra

Anche da quelle parti si nota paralisi e confusione. Ci sarebbero le persone valide da candidare e con ottime possibilità di vincere ma per strani influssi astrali le carte jolly non vengono ancora calate e probabilmente non verranno calate. Ancora non c’è alcuna ufficializzazione ma soltanto un gran parlare.

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Anguillara Sabazia, elezioni 2020: mentre il centrodestra ufficializza la candidatura di Pizzigallo junior Manciuria (AnguillaraSvolta) prende le distanze e corre da solo

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Manciuria: “Puntiamo alla squadra non alle logiche dei singoli”

ANGUILLARA SABAZIA (RM) – “E’ arrivato il momento di dire un ‘NO’ forte e chiaro alla irrinunciabile vanità di Pizzigallo, che si ricandida a primo cittadino per la sesta volta consecutiva dal 1999 con scarni risultati e annuncio la mia candidatura a sindaco”.

Così in una nota Sergio Manciuria presidente di “AnguillaraSvolta” a margine della notizia che il candidato sindaco per la coalizione di centrodestra, rappresentata da Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Cambiamo è l’avvocato Angelo Pizzigallo.

Manciuria dunque correrà con la propria lista per la conquista di palazzo Orsini

“Una candidatura indipendente, – dice il presidente di AnguillaraSvolta – una candidatura rappresentativa di tutti quei cittadini che per Anguillara vogliono un’amministrazione libera dai vecchi arnesi della politica riciclati per l’occasione e di chi li sostiene sperando sul contentino che mai otterrebbe con i voti. Nulla di personale nei confronti della “controfigura” del figlio Angelo usata per nascondersi dietro i fallimenti delle competizioni precedenti e soprattutto dove in questi quattro anni di amministrazione grillina invece di stare con la gente per le scuole, i sensi unici e tanto altro, ha brillato dai banchi dell’opposizione per il silenzio assoluto”.

Annuncia così il presidente di AnguillaraSvolta, Sergio Manciuria, la soluzione condivisa per una candidatura unitaria della coalizione di 4 anni fa ad Anguillara e la decisione di scendere in campo direttamente candidandosi a sindaco.

“Alcuni invocano l’unità soltanto a parole – è la riflessione di Manciuria – guardano al proprio orticello incapaci di promuovere l’identità di una lista di partito e senza mai essere disposti ad agevolare un percorso comune in ragione di un altro unicamente autoreferenziale. Dalla caduta della fallimentare amministrazione a 5 Stelle ho lavorato ad una candidatura che fosse sintesi di un perimetro identitario facendo nuovamente un passo di lato per giungere ad una soluzione che rispecchiasse le attese di tutti e, soprattutto, dei cittadini. Nonostante la nostra leale collaborazione, non è andata come speravamo grazie anche a coloro che della stretta di mano ne fanno un vanto ma poi puntualmente la disattendono per un illusorio strapuntino”.

“A quanto pare – sottolinea il presidente di AnguillaraSvolta – c’è chi crede di vivere ancora nel Regno delle Due Sicilie e ritiene la nostra città un feudo, una questione familiare, dimostrando di non voler collaborare ad un progetto comune per il bene della città. Anche questa volta i soliti cortigiani, con la scusa di essere quarantenni come i predecessori pentastellati e di rappresentare il nuovo, stanno seguendo una strada di stampo borbonico, continuando ad agire secondo logiche che si sono ripetutamente rivelate perdenti, dimostrando di non volere tenere conto delle risposte ricevute dagli elettori”.

“Ciò che resta di un’area politica e del tempo che fu – conclude Manciuria – si assumerà la responsabilità di avere impedito la nascita di una lista unitaria . Per me è una questione di rispetto della parola d’onore che cercherò di affrontare con cuore, competenza e coraggio, rimettendomi alle decisioni degli elettori e non sottostare alle vecchie logiche politiche – impostate solo per stare insieme per vincere e non per fare squadra – di coloro che i problemi di Anguillara li hanno letti sui giornali lasciando ad altri l’onere di provare a risolverli”.

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