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Bracciano, le strade cittadine si rifanno il look: ecco tutte le vie interessate dai lavori

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BRACCIANO (RM) – Le strade di Bracciano si rifanno il look e promessa mantenuta per il primo cittadino Armando Tondinelli che in un video messaggio alla popolazione, trasmesso durante le festività natalizie, aveva annunciato l’imminente inizio dell’iter relativo l’affidamento dei lavori che ora vedono lo stanziamento di ben 730 mila euro per le strade cittadine e la partenza delle gare per l’affidamento dei lavori di asfaltatura.

Il Sindaco di Bracciano Armando Tondinelli ne aveva dato anticipazione durante le festività Natalizie

Inizio lavori previsto per Febbraio

”In questi primissimi giorni del 2019 – ha detto il primo cittadino Tondinelli – l’area manutenzioni del Comune di Bracciano ha emesso le disposizioni necessarie all’avvio degli iter di affidamento dei lavori di asfaltatura delle strade comunali. I lavori dovrebbero iniziare entro i primi 15 giorni di Febbraio”.

Tali atti fanno seguito al progetto definitivo per i lavori di asfaltatura delle strade elencate nella relazione prot. n.22011 del 26/06/2018.

“Le strade sono numerose – prosegue Tondinelli – e i lavori procederanno in lotti funzionali cosi come previsto dall’art. 52 del D.Lgs. 50/2016” al fine di assicurare funzionalità, fruibilità e fattibilità, dato che le vie oggetto di restyling si trovano collocate in diverse parti del territorio, e anche di agevolare l’accesso delle microimprese, piccole e medie imprese. Osservando la cautela del buon padre di famiglia, abbiamo aspettato che i conti fossero in ordine ma adesso parte la fase operativa proiettata al restituire a Bracciano un nuovo volto. Già registriamo una nota molto positiva dopo le feste data dal bilancio di affluenza di migliaia di visitatori che hanno scelto Bracciano per vivere il ricco calendario di eventi proposti. Siamo pronti a volare alto”.

“Il decoro urbano e la manutenzione ordinaria – dichiarano Fabrizio Marcantoni (consigliere delegato alle Manutenzione) e Giulia Mo (Vicepresidente del Consiglio, delegata ai Parchi, Giardini e Decoro Urbano) – sono tra le priorità dell’amministrazione Tondinelli che con buonsenso sta finalmente attuando quel giusto e atteso cambiamento che merita la cittadinanza di Bracciano”.

Le strade oggetto di asfaltatura sono:

Lotto 1: Via Braccianese Claudia e Via Principe di Napoli (Det. n.327 del 28/12/2018);
Lotto 2: Via del Pepe, Via Frà Giovanni, Via Traversa Baglione, Via Claudia e Via S. Spirito (Det. n.328 del 28/12/2018);
Lotto 3: Via Ruggeri, Via Varisco e Via dei Tigli (Det. n.331 del 28/12/2018);
Lotto 4: Via dei Quadri, Via Ponte Vecchio e Via Carlo Cattaneo (Det. n.332 del 28/12/2018);
Lotto 5: Via dei Cappuccini, Via della Selciatella, Via Bassano di Sutri e Via Spallettoni (Det. n.333 del 28/12/2018);
Lotto 6: via Cavour, via S. Francesco, via S. Negretti, via Odescalchi, Piazza Dante e via Sala (Det. n.334 del 28/12/2018);
Lotto 7: via Trento, via Regina D’Italia e via Garibaldi (Det. n.335 del 27/12/2018)

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Castelli Romani

Genzano, sindaco “accoltellato alle spalle”? Sapeva tutto. Ecco com’è andata

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Se ne sono dette e scritte tante sull’attuale momento politico di Genzano e sulle dinamiche che hanno portato ad un processo che appare ormai irreversibile.

Purtroppo nell’azione compulsiva di copiare e incollare comunicati per apparire in cima e racimolare pugni di letture si è persa di vista la concretezza di saper leggere attentamente perlomeno quello che è successo all’interno della maggioranza e che cosa ha portato alle dimissioni di massa dei consiglieri del Movimento 5 stelle Maurilio Silvestri, Marco Fermanti, Claudio Mariani e Alessandro Scoppoletti proprio mentre Daniele Lorenzon era partito per il Giappone.


Una pugnalata alle spalle?

Niente affatto, Lorenzon era al corrente che se non avesse mantenuto fede ai suoi impegni il fotofinish sarebbe stato l’inesorabile caduta. Dunque piuttosto che leggere o raccontare la storia di un ragazzo pugnalato alle spalle è necessario analizzare l’ennesima delusione da parte dei consiglieri M5S che hanno visto anche in questa occasione sfumare una promessa che se fosse stata mantenuta non si sarebbe creato questo disastroso epilogo.


Perché i consiglieri M5S si sono dimessi?

Le dimissioni non sono state un fulmine a ciel sereno. Ormai era pian piano maturata una insoddisfazione da parte dei consiglieri di maggioranza che sono stati palesemente esclusi dalle decisioni prese dal giovane sindaco il quale li teneva in considerazione (parole dei consiglieri dimissionari ma comunque il clima teso era facilmente percepibile durante i consigli comunali, l’ultimo in particolare) “solamente quando vi era necessità del loro voto in consiglio, dimenticando che invece era stato eletto grazie alla trionfante campagna corale “IL SINDACO SIAMO NOI” che faceva proprio della partecipazione e della condivisione i propri valori principali”.


Tanti sono stati campanelli d’allarme. Ma prima di partire cosa ha fatto Lorenzon per causare la corsa alle dimissioni dei suoi?

Il sindaco dunque sapeva che se avesse continuato a svilire, sminuire, demoralizzare la sua squadra avrebbe finito col perdere la loro fiducia. Tant’è che l’ennesima azione che ha portato alle dimissioni è stata messa in atto dal sindaco Daniele Lorenzon la sera prima della sua partenza quando il capogruppo Fermanti, Scoppoletti, Mariani, Nasoni e Silvestri si sono riuniti con l’intento di salvare il salvabile prima che Lorenzon partisse.

Il sindaco aveva promesso una sua dichiarazione ufficiale nella quale avrebbe annunciato una soluzione della crisi prima della partenza ma poi ha rifiutato il confronto, anche se alcuni gli avevano già annunciato le dimissioni e altri erano in procinto di seguirli. Nonostante questo non ha voluto parlare con i suoi consiglieri. Da lì altra delusione e altri dimissionari. 
Lorenzon sapeva ma è voluto partire lo stesso e le foto in stile vacanza che sta diffondendo dicono tutto. Con la crisi in atto nella sua Città ampiamente avvertita nell’ultimo consiglio quando non si riusciva ad eleggere il presidente del Consiglio comunale non sarebbe stato opportuno rimandare la partenza? Meglio onorare l’impegno col Giappone che con la sua squadra che gli avrebbe consentito di restare al timone?

I consiglieri M5S sono stati molto chiari: “La giovane età, la totale inesperienza e la mancanza di vere competenze professionali sarebbero potute essere colmate dall’entusiasmo, dalla forza e dalle qualità di un gruppo che si è sempre posto al suo fianco per offrire sostegno, idee, progetti e totale abnegazione. Invece, sin dall’insediamento, il sindaco si è isolato dal gruppo del quale era espressione e dai cittadini che avevano riposto in lui la fiducia, spendendosi nella costruzione di strutture organizzative e modalità che avevano il solo fine di operare autonomamente e al di là di quelli che erano gli indirizzi politici e le aspettative della cittadinanza”.


Dopo tre anni è stato onorato il programma elettorale?


Assolutamente no. Nonostante le buone intenzioni, l’affabilità e il fatto indubbio che Lorenzon non è una persona “navigata della politica”, purtroppo sono stati disattesi i principali punti del programma elettorale, primi fra tutti il coinvolgimento dei cittadini e delle associazioni del territorio nelle decisioni strategiche e di forte impatto.

Il sindaco non ha coinvolto il Consiglio, “sminuendo in maniera poco democratica il ruolo dei consiglieri comunali”.

Di fatto, non ha messo in atto i regolamenti comunali approvati in consiglio, “ignorando gli Ordini del giorno depositati dai consiglieri di maggioranza – così come dichiarato dai consiglieri stessi – rappresentando nei consessi intercomunali posizioni non condivise dal gruppo consiliare, ignorando totalmente i tanti progetti, le proposte, le iniziative che i consiglieri hanno prodotto in questi due anni e mezzo. Come già detto nella lettera aperta, presenteremo un resoconto affinché i cittadini sappiano e possano giudicare in prima persona”.

Non è stato preso contropiede

Dunque in questa storia non c’è nessuna vittima e nessun carnefice. Nessun disegno dietrologico riferito a quanto successo. C’è un Sindaco che avrebbe potuto includere ma che ha di fatto escluso i suoi dalle decisioni. Purtroppo veramente perché avrebbe potuto rappresentare quel cambiamento promesso ai genzanesi che di fatto non c’è stato



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Sanità Lazio, Barillari (M5s) scrive al ministro Tria: “Grave criticità relativa al fondo di dotazione”

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Nuova bagarre tra Pd e M5s sul campo della Regione Lazio o meglio sulla Sanità laziale Dal luglio 2008 sotto commissariamento, era previsto il ripristino della gestione ordinaria entro il 31 dicembre 2018, ma la strada sembra essere ancora lunga.

Barillari (M5s): “Grave criticità relativa al fondo di dotazione”

Il 10 marzo scorso Davide Barillari, consigliere regionale del Lazio del M5S nonché membro della Commissione Sanità, ha inviato una lettera al ministro dell’Economia Giovanni Tria nella quale asserisce che “a quanto risulta dal verbale della riunione congiunta del tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti regionali con il comitato permanente per la verifica dei livelli essenziali di assistenza del 26 luglio 2018, persiste una grave criticità relativa al fondo di dotazione negativo per -994,247 mln euro, la cui risoluzione è stata richiesta fin dal 2011”.

Un buco di quasi un miliardo di euro

Molti si interrogano sul fatto che Zingaretti mantenga le cariche di neo Segretario del Pd, Governatore della Regione Lazio e Commissario alla Sanità. Tre scranni impegnativi che si interessano di dossier delicati i quali richiedono precisione e molto studio per garantire l’efficienza.
Ma il M5S alla Regione Lazio chiama in causa anche il Ragioniere Generale dello Stato, Daniele Franco e il ministro della Salute, Giulia Grillo.

Lo stesso Barillari avverte: “Ho incontrato lo staff del ministro Grillo che mi ha confermato l’interesse di proseguire lungo la strada di verifica di questo fondo di dotazione perché è un dato per capire se il Lazio a marzo 2019, il prossimo tavolo di verifica dei (Lea) livelli essenziali di assistenza sarà in grado di uscire dal commissariamento oppure no”.

I dubbi non sono solo politici o tecnici ma di forte carattere finanziario

Zingaretti e il suo assessore alla sanità si dicono orgogliosi del fatto che l’indice dei Lea sia aumentato. Ma su questo ci sono forti dubbi dato che i livelli essenziali di assistenza contengono numerosi e diversi valori, alcuni dei quali sono in negativo. Come anche le Asl: nemmeno una in attivo e il disavanzo in perenne rosso. È vero come riporta lo stesso Barilli che il sistema sanitario è in risanamento grazie alla Gsa (gestione sanitaria accentrata) che copre i debiti ma la cassa è lungi dall’equilibrio.

Criticità sul fondo di dotazione. Nella lettera il consigliere grillino riporta un risultato uscito dal tavolo tecnico: il conto consolidato della Regione Lazio è l’unico in Italia a presentare un fondo di dotazione negativo per il quale non sono note le motivazioni (..) e continua a rappresentare una rilevante criticità con riferimento all’effettiva chiusura di ogni partita di debito pregressa.

Un nodo da sciogliere necessariamente per uscire dal commissariamento

La Regione è in allerta su questo punto e c’è chi si domanda se sia anche del tutto risolvibile. Sul tema è intervenuta con un’intervista il ministro Grillo: “Lasciamo fare ai responsabili dei tavoli di monitoraggio il loro lavoro. Certo, quando leggo nei verbali che il Lazio è l’unica regione che da anni ha un fondo di dotazione negativo per circa 1 miliardo qualche domanda me la pongo. Le liste sono chiaramente un indicatore importante dello stato di salute in una regione, ma non sono un fattore dirimente nel commissariamento”.

Gli ultimi due punti posti all’attenzione del ministro dell’Economia che si ritrovano nella lettera riguardano l’ultimo appuntamento del tavolo tecnico e la possibilità di creare un fondo parallelo. L’ultimo tavolo tecnico di cui fa parte anche la società Kpmg in forma di advisor insieme ai tecnici del ministero dell’economia e della salute è fissato per marzo 2019 ma i dati sui quali discutere saranno disponibili solo a giugno. Mentre Barillari richiama il ministero di via XX Settembre a vigilare sull’eventuale realizzazione di un fondo dove far defluire i debiti inagibili cosi da tenerli fuori bilancio.

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Cultura e Spettacoli

Roberta Bruzzone: “Il mio messaggio per difendersi dai manipolatori affettivi”. Grande attesa per l’appuntamento a Castel Gandolfo

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Grande attesa per l’appuntamento con la Psicologa forense e Criminologa investigativa più famosa d’Italia Roberta Bruzzone che sarà a Castel Gandolfo il prossimo 29 marzo 2019 al Teatro comunale Petrolini (ore 19) per parlare del suo ultimo libro “Io non ci sto più”.

Un vademecum fondamentale per riconoscere i manipolatori affettivi, le cosiddette “sanguisughe” della vita degli altri, egocentrici e che assorbono energie e potenziale di altre persone a loro vicine per nutrire il proprio disturbo narcisistico, la propria carenza di autostima.

Bruzzone fa chiaramente capire nel suo libro come tornare ad essere padroni della propria vita, eliminando qualsiasi manipolatore, personaggi pericolosi e negativi, che di fatto ostacolano la crescita personale, il successo, la serenità, la felicità di chi ha accanto. Chi sta vicino al manipolatore affettivo è una vittima e deve prenderne coscienza e uscire dal vortice.

Onorata il Sindaco di Castel Gandolfo Milvia Monachesi: “Credo – ha detto – che avere nella nostra Città la dottoressa Roberta Bruzzone rappresenti un importante momento di riflessione contro il femminicidio e la violenza di genere. È un tema che ci troviamo spesso ad affrontare proprio con l’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica e le tante donne che necessitano di supporto morale e psicologico”.

Ad intervistare Roberta Bruzzone sarà  la giornalista Chiara Rai: “Roberta Bruzzone – ha detto Chiara Rai – ha delle competenze professionali uniche nel suo genere oltre ad avere in carico come perito e consulente i casi di cronaca nera più famosi d’Italia degli ultimi anni. È amata da tutti per la sua schiettezza ed è diventata una delle massime esperte di criminologia investigativa e psicologia forense degli ultimi tempi. Intervistarla per me che la seguo da molti anni significa contribuire ad arricchire un bagaglio personale e a trasmettere qualcosa a chi avrà il piacere di ascoltarci. Un appuntamento quello del 29 marzo a Castel Gandolfo da non perdere sicuramente”.  

Per la presidente di Gens Albana Cinthia Vercelloni il 29 marzo rappresenta una vera e propria occasione per tutte le donne: “Ho letto il libro di Roberta Bruzzone – ha detto Vercelloni – e mi sento di consigliarlo a tutte le persone che vivono un momento in cui hanno perso di vista la propria vita per mettere al centro delle loro attenzioni un vero e proprio manipolatore affettivo che vuole prendere le decisioni al loro posto e non solo. La violenza psicologica si può insinuare nella nostra vita in maniera silente ma poi quando colpisce può lasciare segni indelebili”.

All’evento interverranno anche la presidente di CulturiAmo Maria Grazia Piccirillo che con Chiara Rai sta curando un approfondimento di quelli che sono i valori che accompagnano fino alla prossima edizione del PREMIO CASTEL GANDOLFO 2019 che si terrà a Castel Gandolfo il prossimo 6 settembre 2019.

Non mancheranno gli interventi del Vice Sindaco Cristiano Bavaro, dell’Avvocato Marta Toti che in particolare cura la difesa di numerose donne vittime di violenza e al contempo è Presidente del Consiglio Comunale di Castel Gandolfodel Consigliere con delega ai Servizi Sociali Francesca Barbacci Ambrogi che ha curato già diversi eventi volti ad apportare un contributo al tema della violenza di genere.

Appuntamento dunque a Castel Gandolfo venerdì 29 marzo 2019 ore 19 al Teatro comunale Petrolini per l’appuntamento con Roberta Bruzzone. L’evento è organizzato e promosso dal Comune di Castel Gandolfo e dalle associazioni AgenSal, Gens Albana e CulturiAmo. 

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