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Roma

BRACCIANO, SCOPERTA ARCHEOLOGICA; RITROVATO L'"AVANZO DI UN SEPOLCRO ANTICO" SCOPERTO IN PASSATO DAL PROFESSOR NIBBY

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Tempo di lettura 3 minuti La scoperta più recente, un monumento funerario romano, ha il sapore del calamaio e della carta ingiallita

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Luca Pagni

Bracciano (RM) – Enzo Ramella, presidente dell'associazione "Terre degli Orsini" ci segnala una recente scoperta archeologica fatta nell’area del Lago di Bracciano.

Protagonista della scoperta archeologica è l’“Antica Pisciarelli”, l’area boschiva e misteriosa a nord della piccola frazione di bracciano, racchiusa dentro i margini occidentali del Parco Regionale di Bracciano e Martignano. Mimetizzati tra l’amena vegetazione del luogo abbondano i resti, suggestivi e solitari, dell’antica Forum Clodii, la famosa mansio tardo repubblicana della via Clodia, e le maestose rovine di tre acquedotti antichi.

Il percorso, studiato e documentato dal presidente dell’associazione, dott. Enzo Ramella, archeologo recentemente addottoratosi in storia moderna, è un organismo vivo in continua evoluzione, per il susseguirsi di nuove scoperte sul territorio o per il rinvenimento nelle fonti d’archivio di notizie inedite.

La scoperta più recente, un monumento funerario romano, ha il sapore del calamaio e della carta ingiallita: essa è avvenuta, infatti, seguendo le parsimoniose indicazioni di Antonio Nibby.

Il famoso professore dell’Archiginnasio della Sapienza, attorno agli anni ’20 del XIX sec., visitò il territorio di Pisciarelli in due distinte occasioni: la prima per ricercare le sorgenti dell’Acquedotto Paolo, colossale opera di ingegneria idraulica seicentesca che recuperava (parzialmente) l’antica Acqua Traiana; la seconda per rintracciare i resti dell’abitato romano di Forum Clodii.

Di questa seconda escursione il Nibby ci lascia traccia nel I° tomo dell’“Analisi storico-topografico-antiquaria della Carta de’ dintorni di Roma”, in cui accenna dell’“avanzo di un sepolcro antico” posto sulla sommità del colle di S. Liberato, ad oriente di una “gran cisterna quadrilunga”, già nota. L’area ove indirizzare le ricerche era così determinata, mentre il passaggio della via Clodia nei pressi della cisterna (testimoniato dall’affioramento del selciato antico) precisava ulteriormente la superficie boschiva da indagare: i romani, infatti, costruivano i monumenti funerari lungo le vie di comunicazione, affinché potessero testimoniare la potenza e la ricchezza della famiglie committenti. La battuta di ricerca è stata proposta ai partecipanti dell’“Anteprima” della “Giornata del Camminare” (promossa da Feder Trek) organizzata dalle associazioni “Terre degli Orsini” e “Tesori del Lazio” il 12 ottobre 2013 lungo i sentieri dell’archeonatura Antica Pisciarelli. La ricerca, proposta come attività ludica, ha dato luogo al rinvenimento, all’interno della fitta boscaglia, di residui di strutture murarie adagiate sull’orlo di una grande buca.

“Uscendo da questa vigna e proseguendo a salire pel sentiero, che segue un andamento del diverticolo antico, dopo un mezzo miglio, sul ripiano del monte è l'avanzo di un sepolcro antico, e ad oriente di questo una gran cisterna quadrilunga, costrutta a sacco, con scaglie di selce, divisa in due grandi aule o corsie da tredici pilastri, il che le fa dare dal volgo il nome di colonnacce, e che probabilmente servi per la villa di Mezia. Essa è lunga 180 piedi , larga 34 e verso occidente, dove il monte sfalda è sorretta da contrafforti. L'interno è suddiviso da muri e fabbricati moderni, anche essi in rovina.

La strada diretta che da Roma conduce a Bracciano è l'antica via Claudia,
della quale di tratto in tratto s'incontrano tracce del pavimento,
e che dirama a sinistra della Cassia poco dopo la stazione della Storta…”

L’associazione “Terre degli Orsini” ha immediatamente allertato l’archeologo Giuseppe Cordiano dell’università di Siena, da anni impegnato nel territorio con il progetto Sabazia Stagna. Accompagnato in situ lo studioso ha immediatamente confermato la natura della scoperta: trattasi, infatti, di un sepolcro tardo-repubblicano di tipo a torre, realizzato in opus incertum (stessa tecnica usata per le vicine Colonnacce), mentre la presenza dell’enorme fossa sarebbe da attribuirsi a scavi clandestini.

La struttura funeraria, opportunamente studiata, potrà svelare nuove e preziose informazioni sulla mansio romana di Forum Clodii.

E’ auspicabile dunque che il sito riceva la giusta attenzione da parte delle autorità, e che possa diventare oggetto di ulteriori indagini.

“Terre degli Orsini” è un’associazione di operatori culturali e del turismo che vorrebbero unificare l’offerta di ospitalità sul territorio del lago di Bracciano, per presentarla ai tour operator nelle fiere specializzate. Parallelamente l’associazione si occupa di incentivare l’interesse per il territorio proponendo riletture originali dell’offerta naturalistica e storico-artistica del circondario circumlacuale e formulando percorsi e proposte di attività di alto livello: una di queste è il percorso di archeonatura “Antica Pisciarelli”. “Archeonatura” è un concetto sviluppato da Terre degli Orsini per rispondere alla crescente domanda di turismo all’aria aperta: indica, infatti, la presenza di una rete di sentieri naturalistici, adatti a trekking e MTB, lungo i quali fanno la loro apparizione, a volte timide, a volte possenti, le vestigia del passato, sia esso prossimo o remoto, intrecciate in modo che il protagonista non sia il tempo, ma lo spazio, ovvero il luogo che le ospita.
 

Metropoli

Canale Monterano, salvo il fico del Marchese del Grillo

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La pianta secolare dopo essere parzialmente crollata era rimasta gravemente danneggiata

CANALE MONTERANO (RM) – Salvo il fico centenario, rimasto danneggiato per cause naturali la scorsa settimana, meglio conosciuto come fico “di Don Bastiano”, presso il Convento di San Bonaventura a Monterano. Una vera e propria “icona” monteranese celebre, anche, grazie al film ‘Il marchese del Grillo’.

La pianta, situata all’interno del convento di San Bonaventura a Monterano nei giorni scorsi è crollata. Il grosso fico durante la notte tra il 25 e il 26 giugno ha subito il distaccamento di parte del tronco e dei rami ad esso collegati.

L’amministrazione comunale di Canale Monterano insieme alla Riserva si sono attivati immediatamente facendo rimuovere le parti schiantate o spezzate e facendo operare una potatura specifica delle parti sopravvissute. Così, grazie alle cure operate secondo le indicazioni prescritte dal tecnico forestale della Riserva Naturale, Dott. Fabio Scarfò, la pianta è stata salvata e ora gode nuovamente di un aspetto sano e bello.

“Vogliamo ringraziare la competente Soprintendenza per il supporto fornito dall’Assistente di zona Sig. Luigi Vittorini – commenta il Direttore della Riserva Naturale Regionale Monterano, Fernando Cappelli – e l’Azienda Agricola Camilletti Cesare, affidataria del servizio, per l’attenzione e la cura nei dettagli dimostrata nell’attuazione dell’intervento.”

“Incrociamo le dita – aggiungono il Sindaco di Canale Monterano, Alessandro Bettarelli e il Consigliere delegato alla Riserva Giovanni D’Aiuto – ma sembra che il peggio sia passato. L’augurio è di vedere il fico di San Bonaventura presidiare con la sua maestosa vecchiaia la navata di San Bonaventura per almeno altri cent’anni”.

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Metropoli

Anguillara, si ribalta betoniera: un ferito

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Traffico in tilt sulla Braccianese all’altezza di Anguillara Sabazia a causa di autobetoniera che si è rivaltata al km 12. Sul posto è intervenuta la squadra VVF di Bracciamo con l’ausilio dell’ autogru. Nessun altro mezzo è stato coinvolto, le cause dell’accaduto al momento restano imprecisate; è stato necessario l’intervento dei soccorritori VVf affinchè la persona venisse estratta viva ed ancora cosciente dalla cabine del mezzo industriale .La stessa è stata affidato al personale del 118 e trasportata al pronto soccorso.

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Roma

Roma, piazza Venezia: non si fermano all’alt dei Carabinieri e vanno a sbattere

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ROMA – Due ragazzi 19enni romani, a bordo di una moto, non si sono fermati all’alt di una pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Roma San Lorenzo in Lucina, questa notte, in piazza Venezia e si sono dati alla fuga, fino a raggiungere il Lungotevere Tor di Nona, dove hanno perso il controllo scivolando a terra, per fortuna senza farsi male.

Il conducente del veicolo è stato sottoposto a test con etilometro dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma, poiché in evidente stato di ubriachezza, risultando positivo all’esame, con tasso superiore al limite di legge per cui la patente gli è stata ritirata. Entrambi dovranno rispondere anche dell’accusa di resistenza a pubblico ufficiale.

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