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Bracciano, test rapidi. Scende in campo l’esercito: aperto un punto Drive Through Difesa

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BRACCIANO (RM) – Ieri, 4 gennaio 2021, su richiesta della ASL Roma 4 il Comando Artiglieria ha aperto, nel Piazzale “XV Giugno” della caserma “Montefinale”, un Drive Through Difesa per sostenere e supportare il lavoro del Servizio Sanitario Nazionale per la somministrazione dei test antigenici rapidi che saranno effettuati da medici di Medicina Generale e pediatri del Distretto Roma 3.

La struttura, ultimata già dalla settimana di Natale, sarà a disposizione di diciassette medici di medicina generale del distretto F3 (Bracciano, Trevignano Romano, Anguillara Sabazia, Manziana e Canale Monterano) e consentirà ai medici delle tre diverse Unità di Cure Primarie (UCP) che hanno aderito all’iniziativa, di poter effettuare i tamponi in sicurezza e scongiurando tutte quelle problematiche connesse con l’utilizzo degli studi medici privati.

Il Sindaco, Armando Tondinelli, ha voluto sottolineare il grande gesto di collaborazione che rappresenta un aiuto concreto alla cittadinanza e lo ha voluto fare ringraziando il Generale Fabio Giambartolomei Comandante del Comando Artiglieria, perché ancora una volta ha riconfermato l’assoluta ed incondizionata disponibilità di tutti i militari a supportare la comunità braccianese in ogni criticità.

Nel mese di novembre, in seguito alla risalita della curva dei contagi, erano state individuate alcune unità dipendenti per contribuire, a livello locale, all’operazione “Igea”.

Intento del Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, con l’operazione “Igea” è quella di sostenere le aziende sanitarie nella somministrazione dei tamponi con l’attivazione dei Drive Through Difesa (DTD) sull’intero territorio nazionale.

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Castelli Romani

“Copid 2020”: la segnalazione di Luciano Sciurba, un grande “cronista di strada”

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L’intervista [VIDEO] di Chiara Rai a Luciano Sciurba

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Senza un minimo d’imbarazzo, senza deontologia, senza pudore e soprattutto senza chiedere…. le foto, i testi e didascalie del noto fotoreporter de Il Messaggero per l’area dei Castelli Romani Luciano Sciurba vengono costantemente copiate e messe su siti di giornali online che però proteggono con tanto di Copyright le foto sgraffignate al cronista.

Ma non sarebbe meglio chiedere?

Questa è un po’ la domanda che si fa Luciano Sciurba come altri colleghi che fanno dell’originalità il proprio punto di forza in un mestiere sempre più da tastiera e meno da strada, ma Luciano è un cronista di strada, uno di quelli che si precipita sul posto e scatta con l’occhio di chi ha una esperienza ventennale sul territorio.

Sciurba ha chiamato questo fenomeno “Copid 2020”, perché virale è ormai diventata questa condotta di prendere, magari modificare qualche parola o i contorni della foto e poi pubblicare a tutto spiano: “Copiano soprattutto – dice Sciurba intervistato da L’Osservatore d’Italia – i testi dei vari fatti di cronaca che escono su Il Messaggero online. Io li chiamo spesso “leoni da tastiera” che guardano le altre testate, prendono e incollano tutto, spesso e volentieri incollano anche dei piccoli refusi…

Dietro alla firma di un giornalista o allo scatto di un fotoreporter c’è un lavoro professionale fatto sul campo con tanti rischi che si corrono, alle “simpatie” e “antipatie” che si riscuotono a seconda di ciò che si racconta, alle gogne mediatiche e non, ai pettegolezzi di alcuni neo colleghi o aspiranti tali cui piace screditare per chissà quali meccanismi e inneschi.

“Il lavoro di cronista di strada – continua Luciano Sciurba – comporta tanti rischi e pericoli e questo accadeva sia prima del Covid che a maggior ragione in questo momento delicato di pandemia che richiede un grande sforzo psicofisico. E vedere che qualcuno fa copia incolla di foto o testi sul web dopo che svolgi un duro lavoro fatto sul campo è una cosa molto fastidiosa per non usare altri termini. Non me ne faccio un problema personale perché da oltre 20 anni lavoro sul territorio ma è una condotta che non posso avallare, proprio non si fa! Se serve qualcosa si può anche provare a chiedere, non c’è nulla di male. Non significa che se sono in molti a copiare e incollare allora diventa quasi consentito farlo, le persone corrette non lo devono fare”.

Finirà questo copia e incolla virulento sfruttando il lavoro altrui per qualche click sul proprio sito?

Chi approccia a questo mestiere adesso non può pretendere di avere gli stessi contatti che ha una persona sul campo da 20 anni, ci vuole rispetto e scarpe comode per iniziare a camminare!

Ecco una delle foto più recenti di Luciano Sciurba in top alla classifica delle più copiate…

Può sembrare banale ma in piena pandemia, uscire e scattare un ingresso di un nosocomio evidentemente non è così scontato… meglio fare un autentico “Copid 2020”.

L’intervista [VIDEO] di Chiara Rai a Luciano Sciurba – cliccare sull’immagine per seguire

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Cronaca

Polizia Ferroviaria, ecco il bilancio 2020

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Due milioni e mezzo le persone controllate, con un aumento del 49% rispetto al 2019. 751 arrestati e 9.493 indagati: è questo il primissimo bilancio di fine anno dei controlli della Polizia Ferroviaria, grazie anche al maggior impegno connesso all’attività “anti covid”.

Numerosi anche i sequestri: 230 armi, 4 da fuoco, 164 da taglio e 62 improprie nonché circa 4 kg di cocaina, 2,5 kg di eroina e oltre 62 kg di hashish.

Durante l’anno sono state impiegate 200.864 pattuglie in stazione e 24.644 a bordo treno. Sono stati presenziati complessivamente 51.403 convogli ferroviari. Sono stati inoltre predisposti 12.488 servizi antiborseggio in abiti civili, sia negli scali che sui convogli. 187 sono i ricercati catturati.

La riduzione delle presenze negli scali ferroviari, legata anche al lockdown, ha determinato un calo generalizzato dei principali fenomeni delittuosi. In particolare i furti nelle stazioni e sui treni hanno fatto registrare una flessione del – 60% rispetto allo scorso anno, con il passaggio da 4.572 a  1.831 eventi.

Le attività di prevenzione sono state incentivate con un aumento delle giornate straordinarie di controllo del territorio per un totale di 29 operazioni: 7 “Alto Impatto” e 7 “Stazioni Sicure”,  finalizzate al contrasto delle attività illecite maggiormente ricorrenti in ambito ferroviario; 5 “Rail Safe Day”, finalizzate a prevenire comportamenti impropri o anomali, spesso causa di investimenti,  5 “Oro Rosso”, finalizzate al contrasto dei furti di rame e 2 “Action Week Merci pericolose”, finalizzate al potenziamento dei controlli, nel trasporto ferroviario, di tali sostanze.

In campo internazionale è proseguita l’attività di cooperazione nell’ambito del network europeo di polizie ferroviarie RAILPOL, allo scopo di migliorare le tecniche specialistiche e di rafforzare la collaborazione tra i Paesi membri attraverso il reciproco scambio di informazioni, la definizione di comuni strategie operative e la programmazione di azioni di controllo congiunte. 3 le “Rail Action” a cui l’Italia ha partecipato, organizzate per prevenire possibili azioni terroristiche o eversive.

Sono continuati i servizi congiunti di vigilanza anche sui treni viaggiatori transfrontalieri con il concorso delle polizie europee, in particolare di Austria e Germania, per prevenire attività illecite a carattere transnazionale, con particolare riferimento all’immigrazione clandestina. Le attività congiunte, oltre a quelle ordinarie in ambito nazionale, svolte sia in stazione che a bordo treno, hanno permesso di rintracciare complessivamente 2.291 stranieri in posizione irregolare e di presenziare 158 treni sulla tratta Trento – Brennero.

L’attività di contrasto ai furti di rame, che in ambito ferroviario spesso causano ritardi alla circolazione dei treni e consistenti disagi per i viaggiatori, si è tradotta in 1.793 controlli ai centri di raccolta e recupero metalli, in circa 8.942 servizi di pattugliamento delle linee ferroviarie ed in 1.719 servizi di controllo su strada a veicoli sospetti. Tale articolato dispositivo ha consentito il recupero di oltre 58 t del cosiddetto “oro rosso” di provenienza illecita, l’arresto di 6 persone e la denuncia di 133 soggetti. Il fenomeno in ambito ferroviario è risultato ulteriormente ridimensionato con un calo di furti del – 42% ed un incremento delle quantità di rame recuperato, raddoppiate  rispetto allo scorso anno.

E’ inoltre proseguita l’attività del nucleo specialistico N.O.I.F. (Nucleo Operativo Incidenti Ferroviari) impegnato in occasione di disastri ferroviari o di incidenti di particolare complessità, come quello avvenuto il 14 gennaio a Napoli nella collisione tra due convogli della metropolitana Linea 1: quello del 6 febbraio, nei pressi di Lodi, lungo la linea ferroviaria ad alta velocità  Milano- Bologna, dove un treno Freccia, poco dopo la partenza, è uscito dalla sede ferroviaria; quello del 19 agosto, quando un convoglio Trenord, sulla tratta Lecco- Milano, è deragliato nella stazione di Carnate – Usmate, nella provincia di Monza Brianza.

Nell’ambito dei controlli delle merci pericolose, sono state effettuate 174 verifiche su 1.816 carri ferroviari, italiani e stranieri. 85 le irregolarità riscontrate nel corso di 2 specifiche settimane di ispezioni dedicate, che si sono affiancate alle ordinarie attività di controllo, svolte dal personale della Specialità.

Nel 2020 gli agenti della Polizia Ferroviaria hanno rintracciato 580 persone scomparse, di cui 505 minori. In particolare, lo scorso 15 settembre a Bari è stato rintracciato un quindicenne che si era allontanato dall’abitazione di famiglia da qualche giorno, mentre lo scorso 9 giugno ad Ancona Centrale è stata rintracciata una giovanissima ragazzina, a bordo di un convoglio diretto a Milano e proveniente da Bari, che si era allontanata da casa per raggiungere la sorella nel capoluogo lombardo.     

Tante le storie a lieto fine e diversi i salvataggi, sia di aspiranti suicidi che di persone colte da malore, nonché di viaggiatori che, non rispettando le regole di comportamento, hanno messo a repentaglio la propria incolumità. Come nel caso verificatosi a Formia il 16 dicembre, quando un trentottenne ha cercato di attraversare a piedi i binari, nonostante alcune difficoltà di deambulazione, finendo per cadere sulla sede ferroviaria. L’intervento provvidenziale dei poliziotti ha evitato l’investimento da parte di un treno  che stava per sopraggiungere. A Ferrara, il 18 giugno e a Milano, il 24 agosto, si è invece verificato il salvataggio di due viaggiatori colti da malore in stazione: i 2 sono stati soccorsi in un primo momento dagli agenti della Polfer che hanno praticato il massaggio cardiaco fino all’arrivo dei sanitari.

Diversi gli episodi registrati anche quest’anno, di ragazzi sui binari per giochi e sfide che avrebbero potuto avere conseguenze tragiche. Spesso in questi casi i giovani protagonisti ignorano i pericoli presenti nelle stazioni o sui treni. Per questo la Polizia Ferroviaria è da tempo impegnata nelle scuole per promuovere in particolare tra gli adolescenti la cultura della sicurezza individuale in ambito ferroviario. Sono stati circa 25.000 gli studenti raggiunti nel corso dell’anno, purtroppo condizionato dal decorso della pandemia, nell’ambito del progetto di educazione alla legalità, “Train…to be cool”, realizzato in collaborazione con il MIUR e con il supporto scientifico della Facoltà di Medicina e Psicologia dell’Università di Roma La Sapienza. L’iniziativa, dalla sua nascita (2014), ha consentito di raggiungere più di 300.000 studenti in oltre 3.180 incontri.

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Cronaca

Esercito Italiano, tra emergenza COVID e supporto ai cittadini: oltre 11mila militari durante le festività in operazioni all’estero e sul territorio nazionale

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Il 2020 è appena terminato e prosegue senza sosta il lavoro degli uomini e delle donne dell’Esercito, impegnati sia in Italia sia in missioni internazionali all’estero.

Oltre 3.000 soldati italiani, provenienti da ogni reparto dell’area operativa o logistica dell’Esercito, sono impiegati in decine di missioni a guida ONU, NATO e Unione Europea e stanno operando in diversi teatri di crisi. Più di 7.000 invece sono i militari che in questo momento stanno operando sul territorio nazionale in supporto a cittadini e Istituzioni locali, in attività di concorso a seguito di pubbliche calamità (tra queste le attività volte a fronteggiare l’emergenza epidemiologica in atto) e in supporto alle forze di polizia nel contrasto della criminalità e nella prevenzione di possibili attacchi terroristici.


Con l’impiego all’estero di assetti operativi, specialistici e logistici, nonché tramite i propri advisors militari, deputati a consigliare e addestrare le Forze Armate di Paesi che versano in situazione di crisi, anche quest’anno l’Esercito ha fornito il suo contributo nella costruzione di quelle condizioni di sicurezza e di sviluppo la cui mancanza è causa di instabilità di molte aree e regioni considerate strategiche per l’Italia. 

In Afghanistan, il comando del contingente schierato a Herat è affidato alla Brigata Alpina “Julia” mentre da qualche settimana, presso il Quartier Generale della NATO a Kabul, l’Italia ha assunto il vice-comando della Missione Resolute Support. La Brigata “Sassari” è invece responsabile del settore ovest della missione UNIFIL, nel sud del Libano e nella capitale Beirut, nell’agosto scorso, è stata condotta l’Operazione “CEDRI”, con la quale si è intervenuti con un ospedale da campo dell’Esercito e diversi assetti specialistici in soccorso alla popolazione libanese in seguito alla deflagrazione di 2.700 tonnellate di nitrato di ammonio, che ha devastato la città. In Iraq, i militari dell’Esercito, insieme a componenti di altre Forze Armate, addestrano le Forze di sicurezza curde (Peshmerga) e irachene nell’ambito dell’operazione “Prima Parthica”, mentre attività analoga viene condotta in Somalia, Niger e Mali (con le European Union Training Missions). In Libia, il personale che opera presso l’ospedale militare da campo di Misurata, nell’ambito della missione MIASIT, continua a fornire assistenza sanitaria alla popolazione. In Kosovo, dove dal 2013 l’Italia detiene la leadership della missione NATO, il contingente KFOR è attualmente su base 5° Reggimento Artiglieria Terrestre “Superga”. 200 soldati sono impiegati nella missione NATO Enhanced Forward Presence in Lettonia e ulteriori contingenti sono dislocati in altri Paesi e aree del mondo.

Per garantire una rotazione tra i reparti e una presenza costante all’estero, per tutto il 2020 l’Esercito ha addestrato e approntato le proprie unità, fornendo personale specialistico per numerosi altri impegni internazionali e mantenendo operativa un’aliquota di forze facenti parte delle Forze di Reazione Rapida della NATO.


Contestualmente, i militari dell’Esercito, congiuntamente alle Forze dell’Ordine, sono impegnati in 53 città nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure”, per la vigilanza di installazioni sensibili e il presidio delle principali aree metropolitane del Paese. Nell’operazione si inseriscono le attività condotte in Campania in risposta all’emergenza “Terra dei Fuochi”, per la prevenzione e il contrasto di crimini ambientali. Dall’inizio dell’operazione a oggi sono state arrestate complessivamente più di 16.500 persone; oltre 14.000 individui sono stati fermati e più di 26.000 sono stati denunciati a piede libero. Sono stati inoltre effettuati controlli a circa 5 milioni e 300 mila persone e a più di 1 milione e 800 mila mezzi, sequestrati oltre 14.000 veicoli, 1352 armi e quasi 2 tonnellate e mezzo di sostanze stupefacenti.

L’Esercito, inoltre, in stretto coordinamento con le altre Forze Armate, è intervenuto sin dal mese di marzo, allo scoppio dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, mettendo a disposizione tutte le capacità e i mezzi necessari per la gestione e il contenimento del virus: dalle sanificazioni di locali pubblici e di culto al controllo di aree e città, sino all’allestimento di ospedali da campo. Attualmente sono circa 1.400 i soldati impiegati nell’ambito dell’Operazione IGEA, avviata nel mese di ottobre su iniziativa del Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, volta a incrementare la capacità nazionale di effettuazione di tamponi. Sono stati allestiti Drive-Through-Difesa (DtD) su tutto il territorio e montati ospedali militari da campo ad Aosta, Perugia e Cosenza, mentre medici e infermieri dell’Esercito, presso gli ospedali militari di Milano o del Policlinico “Celio” di Roma, hanno assistito e curato giornalmente i cittadini colpiti dal virus. In questi giorni, l’impegno dell’Esercito, con le altre Forze Armate, prosegue con l’operazione EOS a supporto della campagna di vaccinazione anti-Covid-19. “Voi, amici dell’Esercito Italiano, ci avete dato la lezione di una testimonianza di coraggio che non ha fuggito i pericoli ma spesso è andata a cercare le situazioni più complesse e rischiose, incuranti della fatica e del pericolo”, con queste parole Monsignor Santo Marcianò, Ordinario Militare per l’Italia, ha voluto riassumere l’impegno dell’Esercito in questo 2020 di lotta al Coronavirus.


Numerosi, inoltre, sono stati gli interventi dell’Esercito a seguito di eventi calamitosi, condotti in sinergia con la Protezione civile per il soccorso della popolazione e il ripristino della viabilità: dall’alluvione che il mese scorso ha colpito il paese di Bitti, nel nuorese, all’esondazione del fiume Panaro, a Nonantola (MO), in seguito alla quale reparti del Genio sono intervenuti sin dalle prime ore dell’evento per fornire assistenza e far evacuare le persone rimaste isolate. Nell’estate scorsa, l’Aviazione dell’Esercito è stata impiegata nella Campagna Antincendi Boschivi e nella tutela del patrimonio naturale, conducendo missioni per 90 ore di volo e oltre 300 lanci di acqua su roghi che hanno interessato Sicilia, Lazio e Piemonte e altre regioni, per un totale di 300 mila litri sversati.

Esercito in prima linea anche al Mo.SE. di Venezia: i militari del 7° Reggimento Trasmissioni, stabilmente presenti nella control room della bocca di porto del Lido 3, forniscono supporto costante nelle verifiche di funzionamento e mantenimento della rete di trasporto di dati, consentendo il sollevamento in contemporanea delle 4 barriere mobile protettive dell’importante opera ingegneristica della laguna.

In linea con le missioni assegnate alla Forza Armata, nel 2020 gli artificieri dell’Esercito in forza ai reparti del Genio hanno eseguito più di 2.700 bonifiche di ordigni esplosivi e residuati bellici (la maggior parte dei quali risalenti alla Seconda Guerra Mondiale), alcuni di notevole complessità e del peso di centinaia di libbre, come le bombe rinvenute a Mestre, Fiumalbo (MO), Palermo, Bolzano. Negli ultimi 10 anni sono stati oltre 34.000 gli interventi di disinnesco e brillamento portati a termine.

L’ultimo intervento, in ordine di tempo, è il concorso alla Protezione Civile fornito dalla Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli” in soccorso alla popolazione colpita dal terremoto in Croazia.


Un impegno dinamico e poliedrico quello dell’Esercito, capace di rispondere a eventi e situazioni di emergenza con una reattività di intervento tipica di una Forza Armata coesa e disciplinata, che nel 2020 si è confermata “faro di tecnologia e innovazione”, tanto per l’introduzione in servizio di nuovi sistemi, quanto per le molte campagne di sperimentazione volte allo sviluppo capacitivo di piattaforme ed equipaggiamenti (tra queste la campagna nel campo della Robotica e dei Sistemi Autonomi, lanciata lo scorso ottobre).

Gli uomini e le donne dell’Esercito continueranno a operare, come hanno sempre fatto, per la difesa e la sicurezza del Paese e dei suoi cittadini, consapevoli dei principi e dei valori peculiari di chi ha scelto di indossare l’uniforme e servire il Paese in armi. Nel ricordare i sui motti, “Noi ci siamo sempre” e “Di più insieme”, l’Esercito augura all’Italia e agli italiani un 2021 di rilancio per tutti.

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