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Esteri

BRUXELLES: CRESCE L'ALLARME TERRORISMO. LA CITTÀ È BLINDATA

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Chiuse le stazioni della metropolitana. Chiusi i due più grandi magazzini della capitale

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A.B.
 
Belgio – Innalzato il livello di allerta terrorismo a Bruxelles. Dall’OCAM, il centro nazionale di crisi belga, riferiscono di una “minaccia grave e imminente, cosa che richiede specifiche misure di sicurezza e raccomandazioni dettagliate alla popolazione”. L’allarme terrorismo è stato innalzato a quota 4, ciò significa che la minaccia è di estrema gravità. A tal proposito sono state anche prese delle misure preventive come la chiusura di tutte le stazioni della metropolitana, gli autobus però circolano in modo regolare, non tutti i tram però. Sono stati chiusi anche i due più grandi magazzini della capitale che sono Le Galeries Inno e sono state annullate persino le partite delle serie minori. Inoltre l’Ocam “raccomanda di annullare le partite di calcio di prima e seconda divisione” e chiede anche di “rafforzare il dispositivo poliziesco e militare”.
 
Ma come mai queste misure di sicurezza? La risposta arriva dal premier Charles Michel che riferisce che vi è “il rischio di attentati simili a Parigi, gli obiettivi potenziali sono centri commerciali, trasporti comuni, grandi eventi, che saranno annullati per consentire di risparmiare forze dell'ordine”, aggiunge inoltre “Non faremo commenti sull'inchiesta per motivi di sicurezza, il centro anti-crisi rivedrà il livello d'allarme domani a mezzogiorno, nel frattempo raccomandiamo a tutti i cittadini di rispettare le consegne di sicurezza e tenersi informarsi sui canali ufficiali”. Ieri sono stati rinvenuti dalla polizia, a Molenbeek, prodotti chimici e un arsenale. Secondo la Polizia e la macchina investigativa, l’Isis sta inviando i Foreing Fighter per colpire.
 
Prima degli attacchi a Parigi erano stati criptati dei messaggi ai Jihadisti del Regno Unito degli attacchi in Francia. Adesso i messaggi sono diventati ulteriormente criptati e viene chiesto loro quante armi hanno inoltre viene chiesto di rimanere in contatto con l’Isis online e attendere nuovi ordini su quando e dove attaccare. Una delle raccomandazioni che viene fatta loro è di colpire gli infedeli e non uccidere i musulmani. Probabilmente tale segnalazione da parte loro è dovuta in seguito agli attentati di Parigi, dove hanno perso la vita diversi Islamici. C’è la certezza che  Abdelhamid Abaaoud è stato ucciso nel blitz di Saint Denis, ma le ricerche nei confronti di Salah Abdeslam non si fermano. L’uomo è stato visto giovedì sera alla periferia di Bruxelles. 
 
La decisione ha avuto come conseguenza la chiusura di tutte le stazioni della metropolitana della capitale del Belgio come misura di precauzione. Gli autobus circolano normalmente, ma non tutti i tram. Chiusi i due più grandi magazzini della capitale, le Galeries Inno (cuore dello shopping della borghesia belga), diversi centri sportivi e annullata la partita di anticipo del campionato di serie A (D1) tra Lokeren e Anderlecht oltre alle partite di calcio delle serie minori, ma non la prima e seconda divisione. Chiusi anche il più grande cinema di Bruxelles, la multisala Kinepolis, annullati i concerti delle due maggiori sale da concerti – l'Ancienne Belgique e Cirque Royale – e chiusi il luogo simbolo della città cioè l'Atomium, l'edificio a forma di atomo, e il Parlamentarium, il centro visitatori del Parlamento Ue.

Esteri

Hong Kong, blitz della polizia all’Apple Daily: arrestati 5 dirigenti della testata giornalistica

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Il Dipartimento di sicurezza della polizia di Hong Kong ha fatto irruzione questa mattina negli uffici dell’Apple Daily, il tabloid pro-democrazia del tycoon Jimmy Lai, arrestando cinque dirigenti in base alla legge sulla sicurezza nazionale, incluso il suo direttore Ryan Law.
Il blitz è l’ultimo attacco contro la popolare testata che ha sostenuto il movimento a favore della democrazia del centro finanziario.

La polizia ha detto che cinque dirigenti sono stati arrestati “per collusione con un paese straniero o con elementi esterni per mettere in pericolo la sicurezza nazionale”.

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Esteri

Caso Marò, è finita: chiusi tutti i procedimenti a carico di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre

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La Corte Suprema indiana ha ordinato la chiusura di tutti i procedimenti giudiziari nel Paese a carico di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, i due Marò coinvolti nella morte di due pescatori indiani nel 2012. Lo riporta il giornale indiano in lingua inglese The Hindu.

La Corte Suprema indiana aveva rinviato la chiusura del caso lo scorso 19 aprile perche’ l’indennizzo di cento milioni di rupie (circa 1,1 milioni di euro) che l’Italia doveva versare alle famiglie delle vittime non era stato ancora depositato.

Nel corso dell’udienza del 19 aprile, che era stata presieduta dallo stesso presidente della Corte – Sharad Arvind Bobde – il procuratore generale dello Stato, Tushar Mehta, aveva dichiarato che “l’Italia ha avviato il trasferimento di denaro”, aggiungendo però che la somma non era ancora disponibile. Il nove aprile scorso la Corte aveva deciso che il caso sarebbe stato chiuso solo dopo il deposito del risarcimento pattuito. I due militari erano accusati di aver ucciso nel 2012 due pescatori indiani, al largo delle coste del Kerala: i fucilieri, che erano impegnati in una missione antipirateria a bordo della nave commerciale italiana Enrica Lexie, videro avvicinarsi il peschereccio Saint Antony e, temendo un attacco di pirati, spararono alcuni colpi di avvertimento in acqua. A bordo della piccola imbarcazione, però , morirono i due pescatori Ajeesh Pink e Valentine Jelastine, e rimase ferito l’armatore del peschereccio, Freddy Bosco. Dopo un lungo contenzioso, nel luglio del 2020 il tribunale internazionale dell’Aja, che aveva riconosciuto “l’immunità funzionale” ai fucilieri, aveva stabilito che la giurisdizione sul caso spettava all’Italia e aveva disposto il risarcimento alle famiglie delle vittime.

“Chiusi tutti i procedimenti giudiziari in India nei confronti dei nostri due marò, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. Grazie a chi ha lavorato con costanza al caso, grazie al nostro infaticabile corpo diplomatico. Si mette definitivamente un punto a questa lunga vicenda”. Lo scrive su twitter il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

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Ambiente

Cina, paura per la centrale nucleare ma per le autorità tutto nella norma

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Uno dei reattori EPR della centrale nucleare di Taishan, nel sud della Cina, ha fatto registrare “un aumento della concentrazione di alcuni gas nobili nel circuito primario”, ha fatto sapere il gruppo francese EDF.

EDF, uno dei gruppi che ha partecipato alla costruzione dell’impianto, “è stata informata dell’aumento della concentrazione di alcuni gas nobili nel circuito primario del reattore n.1 della centrale nucleare di Taishan, gestita dal TNPJVC, joint-venture di CGN (70%) e EDF (30%)”, si legge in un comunicato. Il circuito primario è un circuito sigillato che contiene acqua sotto pressione, che si scalda nella vasca del reattore a contatto di elementi combustibili.

Fra i gas cosiddetti “nobili” o rari, ci sono l’argon, l’elio, il krypton, l’argon o il neon

“La presenza di alcuni gas nobili nel circuito primario – precisa EDF – è un fenomeno noto, studiato e previsto dalle procedure di gestione dei reattori”. La tv americana CNN, sulla base di una lettera inviata da Framatome al Dipartimento per l’Energia americano, ha parlato di una possibile “fuga” nella centrale, dove ci sono due reattori EPR con tecnologia francese. Secondo la CNN, le autorità per la sicurezza cinesi avrebbero rilevato limiti “accettabili” di radiazioni all’esterno del sito per evitare di sospendere l’attività della centrale. 

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