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Editoriali

BRUXELLES, E’ PARTITA L’INCHIESTA EUROPEA SUL LAVORO DELLA TROIKA

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Il ruolo della Troika ha giudizi severi da parte dei deputati del parlamento europeo

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di Cinzia Marchegiani

Bruxelles – E’ partita l’inchiesta parlamentare europea che porterà sotto lente d’ingrandimento il lavoro della Troika, a fine marzo il Parlamento Europeo affronterà con la votazione plenaria la relazione sul lavoro svolto dalla BCE nel 2012. I relatori a capo di questa iniziativa, il socialista Liem Hoang Ngoc e l’europarlamentare austriaco del centro destra Othmar Karas hanno accolto i dubbi in merito al lavoro sui salvataggi dei paesi della zona euro che hanno imposto condizioni assai rigorose dai rappresentati dei creditori internazionali, il denaro per i salvataggi proviene da prestiti bilaterali dei paesi della zona euro, tramite gli organismi appositamente creati, come il MES (Meccanismo europeo di stabilità), e dal FMI (Fondo Monetario Internazionale). Una delegazione della  Commissione ECON ha già visitato Cipro e Portogallo, presto si recherà in Irlanda e in Grecia. Hoang Ngoc spiega la finalità di questa commissione: "Questa inchiesta è stata istituita per fornire risposte a tutti coloro la cui vita è stata influenzata dalla Troika. Da quando la Troika è intervenuta la prima volta in Grecia, vi è la necessità di valutare in modo trasparente e democratico se esso sia stato il metodo d'azione migliore.”

Purtroppo gli effetti negativi economici, sociali dell’eccessiva austerità innescate per poter ricevere aiuto da parte del meccanismo europeo di stabilità ha prodotto solo riforme economiche senza logica e portatrice di cambiamenti e assetti geopolitici che hanno segnato le storie umane, i diritti e i doveri degli stati membri sottoposti all’inquisizione della Trioka (Commissione Europea, Banca Centrale Europea,BCE e Fondo Monetario Internazione, FMI)
L’ECON in agenda entro questo mese ha organizzato varie audizioni in cui i politici attuali ed ex della Troika prenderanno la parola, interverranno, il commissario agli affari economici e monetari, Olli Rehn, l’ex presidente della BCE, Jean-Claude Trichet e il direttore del Meccanismo europeo di stabilità, Klaus Regling, mentre a causa del proprio regolamento interno, il Fondo Monetario Internazionale non potrà partecipare al dibattito sulla trasparenza della Troika.

Il ruolo della Troika ha giudizi severi da parte dei deputati del parlamento europeo, Marisa Matias (Sinistra Unita, Portogallo) senza giri di parole afferma che la BCE è intervenuta ben al di là delle proprie competenze interferendo con le politiche economiche e fiscali nei paesi in cui sono stati necessari i piani di salvataggio:”l'azione della BCE ha avuto un impatto sulle scelte degli Stati membri in questione, in particolare rispetto alla capacità d'investire in lavoro e crescita.”

Il deputato italiano di centro-sinistra Gianni Pittella, relatore per il Parlamento della relazione annuale della BCE del 2012, ha indicato che è necessario un nuovo sistema per organizzare i piani di salvataggio:”La BCE deve avere un ruolo di consulenza e non politico e la troika dovrebbe essere sostituita da un sistema in cui la Commissione è posta al centro del meccanismo e per il quale deve rendere conto al Parlamento".
L’inchiesta ancora da ultimare porrà quesiti importanti sulla legittimità democratica delle misure imposte, in particolare in Irlanda, Cipro, Slovenia, Grecia, Portogallo e Italia, ad un primo esame sembra accogliere solo commenti critici,  nella plenaria di fine marzo o aprile il parlamento europeo chiederà alla commissione europea maggiori poteri di controllo e forse facendo uscire il FMI, Fondo Monetario Europeo.

Le elezioni europee alle porte sembrano aver umanizzato il ruolo dell’Unione Europea, nazioni in crisi economia e umanitaria, cambiamenti degli assetti politici e strategici sono diventati motivo di studio ed interesse, molti si chiedono..ma prima dov’erano? Sembra un iter ormai convalidato, le elezioni parlamentari riescono a illuminare e attivare la curiosità sui gravi disagi che le politiche miopi e sorde hanno prodotto. La cristallizazione dell’economia e del lavororo, la disoccupazione  ai masimi storici, malasanità da deficit di risorse, collasso delle strutture aziendali pubbliche e private, desertificazione industriale e aziendale, abbandono all’istruzione, aumento della povertà ora sembrano trovare un interlocutore. E così, anche l’europa si desta, peccato che nel frattempo molte famiglie  (piccoli stati della società) siano fallite e senza la forza motrice del lavoro molte sono senza una casa. E’ stata scippata con una violenza inaudita la dignità di poter offrire ai propri cari il necessario per una vita decorosa…sotto lo sguardo gelido e impietoso dei nuovi amministratori, ma le politiche dell'UE non dovevano e essere al servizio dei cittadini europei?
La commissione si preannuncia seria, forse saranno declassati o estromessi i crudeli sansionatori, ma questi danni irreversibili chi li pagherà?
 

Editoriali

Covid-19, perché non si deve disdire il vaccino!

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Quello che sto per scrivere toccherà le viscere dei più dissidenti e negazionisti personaggi che in questo caos della pandemia hanno delle responsabilità enormi: sono incoscienti abilitati alla navigazione, bulimici di consensi con teorie strampalate, fuorvianti e pericolose.

Devo fare una premessa quasi obbligata: sia il Governo precedente che in parte quello attuale hanno mostrato una palese incapacità a far ripartire l’Italia. Stanno continuando a fare la conta dei positivi lasciando che un intero Paese sprofondi nella crisi più nera. Gli italiani non mettono a tavola il bilancio dei contagiati con l’Rt per companatico. Ma fanno la fila alla Caritas, risparmiano, cercano lavoro, abbassano le saracinesche per non rialzarle più.

Tutti noi siamo devastati dal dolore delle perdite di parenti, amici, conoscenti che abbiamo subito a causa del Covid. È innegabile il Covid esiste, ha messo in ginocchio il mondo con 2.888.530 morti ad oggi. In Italia contiamo 111.070 morti, più della Francia che ne conta 96.678, della Germania con 77.013 e della Spagna con 75.783. Non è un scherzo anche se molte di queste persone (non sono numeri ma persone!) sono morte con il Covid perché avevano patologie pregresse. Il virus li ha stroncati.

Detto questo ci sono 111 mila morti in Italia su circa 60 milioni di abitanti. L’Italia è il terzo paese dell’Unione Europea per popolazione dopo Germania e Francia e il 23esimo al mondo. La mortalità ha dunque inciso per l’1,85 % della popolazione contro una media annua dell’1,07%.

In Italia sono in media 230mila i decessi ‘ogni anno legati a malattie del sistema circolatorio (ischemie, infarti, malattie del cuore e cerebrovascolari).

Fatta questa premessa con numeri alla mano sostengo convintamente che soprattutto la popolazione anziana deve vaccinarsi per proteggersi dall’effetto mortale del Covid

I vaccini che abbiamo a disposizione evitano lo sviluppo di forme gravi di malattia: salvano la vita, soprattutto a quei soggetti che hanno già diverse patologie e che qualora venissero colpiti dal virus con un altissima probabilità morirebbero. Lo dicono i numeri.

Quindi vaccinarsi in questo momento è quanto mai fondamentale perché ci permette di immunizzarci e proteggerci dalla malattia e dalla sua trasmissione.

Fondamentale è sapere che il vaccino anti Covid non contiene il virus e non provoca la malattia. Il vaccino contiene una molecola, “RNA Messaggero” grazie alla quale viene prodotta una proteina presente sul Sars-Cov2 e responsabile del Covid-19.

Gli effetti del vaccino colpiscono meno di una persona ogni 100 individui e i possibili effetti sono limitati a dolore localizzato nella zona dove viene somministrato, mal di testa e eventuale febbre, dolori muscolari e stanchezza. Il tutto per uno o due giorni al massimo. Un prezzo accettabile rispetto al rischio di perdere la vita.

Ora è il momento della responsabilità, non ascoltiamo più ne leggiamo più “consigli mediatici fuorvianti” di invasati dell’ultima ora, ma diamo peso soltanto alle parole della scienza e dei medici che hanno in cura i propri pazienti e conoscono il loro quadro clinico. Il resto sono solo chiacchiere. Vacciniamoci per tornare presto alla normalità.

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Il governo della sopravvivenza e l’atroce dilemma quasi amletico…

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Sopravvivere alla pandemia con il sorriso sulle labbra e la schiena china, acconsentire passivamente per poi soccombere, in catalettica attesa della ineluttabile fine causata dagli eterni lockdown improvvidamente imposti da chi speranza predica e che speranza non dà, oppure se sia più umano disobbedire ai dictat del regime per contrastare i morsi della fame ed affrontare a viso aperto la povertà galoppante: questo è l’atroce dilemma, quasi amletico.

Il governo Draghi, per costituzione è nato come un governo di salvezza ma i fatti dimostrano che trattasi più di uno di sopravvivenza. Il professore Draghi, in parte per la sua alta professionalità ed in parte per la sua  figura  prestigiosa  da tutti  riconosciuta sia in casa che all’estero, è stato chiamato dal presidente Mattarella in un momento critico della storia italiana, per mettere  le sue competenze a disposizione  d’un piano per la vaccinazione e a un secondo compito, più gravoso, per gestire il Recovery Plan.

Come presidente del Consiglio Draghi porta un handicap. In parlamento sta il suo tallone d’Achille che renderebbe la sua missione quasi impossibile

E’ stato chiamato a dirigere un governo di “salvezza” composto da una maggioranza bulgara, multi partitica, litigiosa, riottosa, orfana di idee e di progetti. L’unico accordo raggiunto univocamente fra di loro è “non mollare la poltrona, whatever it takes”.  Ecco perché anziché governo di salvezza il presente governo è in effetti un governo di sopravvivenza.

Draghi ha preso in consegna un parlamento reduce di due gestioni “Conte”, caratterizzate di video conferenze, promesse a gogò, elargizione di strenne varie per invigorire i “costruttori” ed i “responsabili”, trascinando l’Italia sull’orlo del precipizio.

Sembra che l’offerta a Draghi è stata condizionata; accettare l’incarico comprensivo dell’accollo di tutto l’apparato di Palazzo Madama e di Montecitorio. Draghi accettò ed oggi il Paese si è ritrovato con il vecchio barattato per nuovo. Niente di nuovo sotto le stelle. Ho letto da qualche parte: “Procrastinare è l’arte di stare al passo con ciò che è successo ieri, per evitare il domani”. Niente di meglio per definire la politica del primo, secondo e l’attuale  “Conte ter”.

Corre il Covid-19 e il governo lo rincorre, chiudendo Comuni e Regioni, abbassando saracinesche e facendo sparire panchine dai giardini pubblici, multando chi osa affacciarsi per strada nelle ore non consentite ed ogni attività produttiva esala l’ultima speranza di poter un giorno risollevarsi. Cresce la disoccupazione e la povertà si accanisce sempre più sui già poveri di ieri aggiungendo  nuovi che i vari lockdown stanno mietendo.

La fame sta travolgendo intere nuclei familiari e la rabbia sta salendo a livelli preoccupanti

Le varie dimostrazioni di disobbedienza che affollano le piazze non sono  che l’emergere delle prime colate di lava che il vulcano paese espelle. Il governo forse farebbe bene a non sottovalutare questo  “punto di fusione”.

I mass media, dall’olimpo delle loro “certezze” e lo stesso si può dire dei vari politici  e pseudo esperti che adornano i salottini dei talk show televisivi ogni sera, ogni giorno feriale e anche festivo, omni presenti come sopra mobili in una vetrina, si affaticano ad esternare  comprensione e commiserazione verso gli stenti e la degradata  indecenza in cui sono scivolate tante famiglie causa gli avventati lockdown. Bontà loro però  tengono a raccomandare a questo popolo, che il Pontefice ben ebbe ad   identificare  nella “cultura dello scarto”, di essere comprensivi, di pensare a tanti morti, tanti in terapia intensiva, ad attendere con fiducia  perché il ministro prevede che ormai stiamo percorrendo l’ultimo miglio.

Quanto sia solidale raccomandare agli altri il digiuno quando si è satolli!

Tanti buontemponi vedono il lume in fondo al tunnel solamente che il tunnel è lungo ormai più di dodici mesi e a chi manca “il pane quotidiano” gli si è appannata la vista ed il lume non lo vede più.

Che fare? Ecco che si presenta l’atroce dilemma. Sopravvivere alla pandemia con il sorriso sulle labbra e la schiena china , acconsentire passivamente per poi soccombere, in catalettica attesa della ineluttabile fine, protetto dagli eterni lockdown finche non accada l’irreparabile o disobbedire  ai dictat del regime per contrastare i morsi della fame ed affrontare a viso aperto la povertà galoppante, rischiando il morso della “variante” ed il tristissimo epilogo.

Quale è più tormentoso, sparire di virus e di lockdown o spegnersi lentamente  di stenti e di fame? Questo è l’atroce dilemma, quasi amletico.

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Proteste davanti a Montecitorio, Fsp Polizia: “Esasperazione comprensibile e incontenibile, e noi ne facciamo le spese. Bisogna dare altre risposte”

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“Rivolgiamo la nostra solidarietà e gli auguri di pronta guarigione ai colleghi feriti durante le proteste davanti a Montecitorio, ed anche a tutti gli altri comandati in un servizio ben ‘più pesante e opprimente’ di quel che si possa pensare. Quanto accaduto non deve certamente meravigliare, né si può pensare che i problemi siano finiti qua. Piuttosto, di fronte al protrarsi di uno stato di cose che schiaccia la cittadinanza sotto al peso di sacrifici insostenibili, è inevitabile che riprenda la sequela di proteste e manifestazioni di ogni genere da parte di tutte le più disparate categorie sociali ormai allo stremo. E’ indispensabile censurare senza se e senza ma ogni tipo di violenza che, lunghi dall’affermare le legittime istanze di chi scende in piazza, fa passare in secondo piano, oltre che dalla parte del torto, chiunque abbia qualcosa da dire. Ma con altrettanta onestà intellettuale non possiamo che rilevare come questa esasperazione generalizzata sia comprensibile e ormai incontenibile, e ciò significa che bisogna dare ai cittadini risposte diverse. Al momento, come sempre, solo le forze dell’ordine si ritrovano a raccogliere e fronteggiare gli sfoghi di un livello di disperazione che non può e non deve essere sottovalutato. Pensare di gestire questa situazione ormai non più emergenziale, dato che va avanti da oltre un anno, da una prospettiva scollata dalla realtà di chi invece non riesce più a tenere in piedi la propria esistenza costruita magari dopo una vita di lavoro, significa sottovalutare pericoli seri e reali per la sicurezza interna del paese”.  

Così Valter Mazzetti, Segretario Generale Fsp Polizia di Stato, commentando la notizia del ferimento di due agenti negli scontri registrati a Piazza Montecitorio, durante il sit-in di protesta di diverse categorie contro le chiusure decise dal governo.

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