Connect with us

Scienza e Tecnologia

Call of Duty Modern Warfare, è il momento della stagione 4

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Call of Duty Modern Warfare (qui la nostra recensione), noto come lo sparatutto più famoso del mondo, con l’arrivo della stagione 4 è pronto a garantire tutta una serie di contenuti gratuiti e a pagamento su Pc, Xbox One e PS4. La battaglia si fa più intensa a Verdansk e l’Armistizio è sull’orlo del collasso. Nel tentativo di puntellare le difese e di rinforzare sia la Coalizione che l’Alleanza per continuare a combattere, il Capitano Price arriva in mezzo al caos per contribuire alla fine del conflitto in corso. Mentre il nemico sta mettendo le fazioni della Coalizione e dell’Alleanza l’una contro l’altra, diventa sempre più difficile capire di chi fidarsi. Con Ghost e Alex già sul campo c’è solo da prepararsi a una battaglia ancora più grande al fianco di amici vecchi e nuovi.

Per quanto riguarda Warzone (qui la nostra recensione del Battle Royale di CoD) arrivano nuove modalità di gioco, inoltre una gran quantità di novità modificano il gameplay così come tutti lo conoscevano fino alla season 3. In alcune partite del Battle Royale bisognerà prestare attenzione ai tre nuovi colpi di scena che possono cambiare le sorti della partita. Questi hanno infatti un impatto sulla strategia e sull’approccio al gioco e possono verificarsi in qualsiasi match senza preavviso. Quando accadranno, si verificheranno sempre a metà partita. Ad esempio, dopo il primo drop kit e prima della chiusura del Gulag. Questi imprevisti sono: “Jailbreak”, “Fire Sale” e “Supply Chopper”. “Fire Sale” applica temporaneamente uno sconto fino all’80% sulla maggior parte degli articoli nelle Buy Station o li rende addirittura totalmente gratuiti. Quando si verifica tale evento è il momento perfetto per ritirare un UAV, una cassa di piastre corazzate per la propria squadra o anche una letale Killstreak. Inoltre nel tempo in cui quest’evento è attivo, riportare in vita un compagno di squadra o acquistare un kit di auto rianimazione è completamente gratuito. Se ci si trova a corto di soldi, una Fire Sale potrebbe essere l’occasione giusta per riarruolare un compagno di team, ma attenzione, si avranno solo 60 secondi, quindi le aree vicino gli shop diventeranno zona di guerra. L’evento “Supply Chopper” porta a Verdansk un elicottero non letale, ma pieno zeppo di soldi e armamenti. Il velivolo ha un sacco di vita, e richiederà più di un certo numero di razzi per essere abbattuto. L’elicottero non risponde al fuoco, ma è necessario agire in fretta perché mentre si è distratti per abbatterlo le squadre nemiche si muoveranno per uccidere i giocatori e rubare il contenuto dal relitto del mezzo. Una volta distrutto, dal Supply Chopper cadranno oggetti di alta qualità che i giocatori potranno raccogliere. Questi includono come minimo tre UAV, due casse di armature e scatole di munizioni, una maschera antigas, un lanciagranate e tonnellate di denaro. Quando si verifica un “Jailbreak”, invece, tutti i giocatori che sono stati uccisi saranno riportati di nuovo in partita. Sia che si stia aspettando il round 1v1 nel Gulag, sia che si stia osservando la partita dei propri compgni di squadra, appena compare l’evento si rientrerà in campo. Ci sarà un minuto di preavviso prima che si verifichi un Jailbreak per trovare un’ulteriore armatura o per assicurarsi di avere un’arma per i compagni di squadra che torneranno. I Jailbreak possono verificarsi in qualsiasi momento nel mezzo di una partita di un Battle Royale, quindi potrebbe valere la pena di rimanere spettatore, non si sa mai.  

In questa Stagione di Warzone debuttano poi due nuove modalità a tempo limitato: Juggernaut Royale e realismo. Nela prima, una variante della modalità Battle Royale, la famosa tuta corazzata della modalità Multiplayer atterra a Verdansk con tre lanci di rifornimenti che arrivano dal cielo. Una volta indossata, la corazza aumenterà la barra della salute, si avrà a disposizione una minigun e una colonna sonora metal di sottofondo. Con la corazza indosso si potrà ancora salire sui veicoli e fare scale, i danni ricevuti inoltre non avranno impatto sulla salute ma causeranno danni che colpiranno chiunque si trovi nelle immediate vicinanze. Se uno qualsiasi dei giocatori corazzati viene inviato al Gulag, dopo un breve periodo, un nuovo approviggionamento Juggernaut sarà contrassegnato sulla Tac-Map e atterrerà a Verdansk. Nella modalità realismo invece si seguono le stesse regole della modalità Multiplayer. Si avrà un HUD minimo e un aumento dei danni dei colpi alla testa. Il pacchetto della season 4 di Call of Duty Modern Warfare season 4 però offre anche la Warzone Rumble. Questa modalità è un immenso Deathmatch a squadre 50vs50. Questa quarta stagione di Call of Duty Modern Warfare vede arrivare al lancio un trio di nuove mappe, gratuito per i possessori della versione completa del titolo. Ogni nuova mappa è realizzata per una modalità di gioco diversa, Multiplayer, Guerra Terrestre e Scontro. Scrapyard, di Call of Duty: Modern Warfare 2, debutta in questa Stagione, e la piccola, divertente e frenetica mappa è proprio come la ricordano i veterani del gioco. In Barakett Promenade i giocatori di Warzone saranno in un territorio a loro familiare a Barakett Promenade, l’ultima mappa di Guerra Terrestre, disponibile al lancio della Stagione 4. Trench invece come suggerisce il nome di questa mappa di Scontro è una rete di trincee interconnesse. Anche se i giocatori possono uscire dalla trincea per muoversi più velocemente in tutta la mappa, ogni movimento esporrà la propria posizione al nemico, quindi riflessi veloci e tanta fortuna saranno i migliori alleati di chi si cimenterà in questo scenario. Per questa nuova stagione di Modern Warfare sono inoltre previste tre nuove modalità, tra cui un classico, insieme ad altre playlist Multiplayer, moshpit e aggiornamenti. In Team Defender un giocatore singolo deve tenere la bandiera mentre i suoi compagni di squadra li difendono. Utilizzare la comunicazione, le informazioni e le potenti serie di uccisioni è la via migliore per contrastare l’avversario. One in the Chamber è invece un classico tutti contro tutti, che inizia con i giocatori che si trovano in mano una pistola e un solo proiettile. È sufficiente un solo colpo per abbattere un nemico, ma e necessario mirare bene o si rimarrà senza le munizioni. Si avranno solo tre vite, quindi per vincere è fondamentale giocare con astuzia. In All or Nothing, un’altra modalità tutti contro tutti, i giocatori hanno un armamento limitato: solo una pistola e un coltello da lancio. Mirare con precisione per ottenere il maggior numero di uccisioni è la chiave per arrivare alla vittoria.

Il Battle Pass della Stagione 4 offre due nuove armi – il Fennec SMG (Tier 15) e il fucile d’assalto CR-56 AMAX (Tier 31) che tutti i giocatori di Modern Warfare e Warzone, possono ottenere gratuitamente. Inoltre, tutti i giocatori possono anche guadagnare il “Blank Stare”, un modello di fucile d’assalto Leggendario, un orologio Leggendario, una skin per il veicolo SUV, un modello di cecchino Leggendario per i lunghi combattimenti di Warzone chiamato “Brookside”, una pistola Leggendaria chiamata “Gavel”, 300 punti Call of Duty e altro ancora. Questi oggetti e altro ancora possono essere ottenuti attraverso 20 livelli di contenuti gratuiti, ottenibili nel Battle Pass semplicemente giocando. Il Fennec è un SMG a fuoco rapido con una solida precisione e un eccellente controllo. Ideale per i combattimenti a media distanza o ravvicinati, i giocatori possono estendere la gamma con gli accessori per canna ZLR 18” Deadfall o ZLR 16” Apex. Il fucile d’assalto CR-56 AMAX è estremamente ben bilanciato che crea un danno maggiore per abbattere rapidamente gli avversari. Con una grande portata e una velocità di sparo inimmaginabile, i giocatori possono equipaggiare quest’arma per aumentarne la mobilità, la maneggevolezza e il controllo per adattarla al loro stile di gioco. Un progetto Leggendario nella stessa famiglia è disponibile al livello 100 insieme ad una skin per veicoli, una skin Leggendaria per il capitano Price e Missioni Operatore per sbloccare ancora più skin perl’eroe della serie. Ancora più contenuti saranno presenti nel Negozio per tutta la durata della Stagione, comprese le nuove skin degli Operatori come “Bloodletter” per Nikto, progetti di armi e altro ancora. Ecco i dettagli sui due nuovi Operatori in arrivo nella Stagione 4: Gaz – Il sergente Kyle “Gaz” Garrick torna a Verdansk per unirsi all’Armistizio, dopo gli eventi della Campagna. Ufficiale delle forze speciali britanniche e membro della Task Force 141, Gaz è un esperto in eliminazioni di obiettivi primari, demolizioni, tattiche di armi, sorveglianza segreta e protezione dei VIP. Roze invece è un ex-Ranger dell’esercito americano, nonché un cacciatore delle montagne del Colorado. Eccelle in combattimenti ravvicinati e si unisce all’Alleanza come parte della fazione dei Jackals. Insomma, di carne a cuocere ce ne è davvero moltissima.

Francesco Pellegrino Lise

Continua a leggere
Commenta l'articolo

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Scienza e Tecnologia

Wasteland 3, alla conquista del Colorado

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Wasteland 3 è il terzo capitolo della storica saga di giochi di ruolo a tema post-apocalittico. In questo episodio i giocatori dovranno esplorare le gelide distese del Colorado, una regione piena di pericoli e misteri popolata da molte fazioni in guerra perenne tra loro. Il titolo, disponibile su Pc, Xbox One e Ps4, è un’opera talmente densa di contenuti da lasciare letteralmente a bocca spalancata. Quanto imbastito da InXile Entertainment è qualcosa fuori scala, qualcosa che necessita di decine e decine di ore di gioco per scalfirne appena la superficie. Narrativa di livello, una scrittura efficace e, soprattutto, un mondo incredibilmente vivo e in continua evoluzione: tutto senza dimenticare un gameplay profondo e articolato. Chiunque avesse aspettative decisamente alte per il titolo, non rimarrà deluso da Wasteland 3 e troverà un’avventura dall’altissima qualità di fondo, capace di ammaliare i vecchi appassionati e, al contempo, rivisitare in chiave moderna diverse le classiche meccaniche di gioco. Ma andiamo ad esaminare il gioco più da vicino: le storie narrate in questo terzo capitolo della saga portano i giocatori in un’ambientazione diametralmente opposta alla calda Arizona, dove si svolgevano i precedenti episodi. In Wasteland 3, come già accennato ci si troverà a vivere e combattere in un ghiacciato quanto inospitale Colorado post-apocalittico, con i ranger che hanno risposto alla chiamata d’aiuto del Patriarca, un auto-proclamatosi sovrano dello Stato dal polso di ferro. Come qualsiasi padre dal carattere forte e con il tempo a disposizione risicato, sono i figli il grande problema del Patriarca, con la prole del dittatore che si è sparpagliata tra le gelide lande del Colorado a tramare per deporre il padre. Il compito di chi gioca sarà, quindi, quello di recuperare i figli fuggiaschi e riportarglieli. Questo è, però, solo il punto di partenza di Wasteland 3, infatti, il seguito delle vicende è completamente nelle mani dei giocatori e dipenderà da un’incredibile serie di scelte che bisognerà fare nel corso dell’avventura. Decisione dopo decisione, il mosaico narrativo di Wasteland 3 andrà a comporsi poco alla volta, portando chi si trova dinanzi lo schermo su strade diverse e, soprattutto, sempre giustificate da quello che è stato il cammino dei ranger. Ricordate, mai, come nell’ultima opera di InXile Entertainment, vi potrete sentire padroni del vostro destino, capaci di scelte in grado di segnare la sorte di intere cittadine e della vostra reputazione nel mondo di gioco. In Wasteland 3 ad ogni azione corrisponde una conseguenza, nulla deve essere lasciato al caso, ogni minima risposta od ogni più piccolo gesto può cambiare il corso della storia. Questo diventa estremamente chiaro quando, dopo ore di gioco, ci si ritrova dinanzi alle conseguenze di una scelta fatta tempo prima o quando ci si imbatte in un accampamento ormai decimato solo perché in precedenza non si è portata a termine una missione secondaria. In situazioni come queste, la potenza narrativa di Wasteland 3 emerge in tutta la sua magnificenza. La storia quindi viene vissuta come un libro appassionante che si sviluppa attorno alle scelte del lettore, un po’ come era con i “librigame” negli anni ‘80.

A livello narrativo, l’intreccio proposto non è solo un mero esercizio di stile, ma anche e soprattutto un racconto nudo e crudo, capace di sbattere in faccia al giocatore la realtà umana di un mondo post apocalittico. Folli, disperati, fanatici, succubi e potenti: il prodotto di InXile Entertainment è un turbine di sentimenti umani, un museo di personalità ed emozioni, un incredibile spaccato della psiche umana. Nelle decine di ore di gioco che bisognerà passare in compagnia del “Team November”, ossia la squadra di Desert Ranger protagonista di Wasteland 3, capiterà di imbattersi in personaggi e vicende di ogni tipo, che porteranno più volte a varcare il labile confine tra il bene e il male. Ergersi paladini della giustizia non è mai stato così difficile, ma ricordate, esiste sempre una via da percorrere. Ad aumentare poi ancor di più l’immedesimazione nelle lande ghiacciate del selvaggio Colorado è finalmente il doppiaggio, una caratteristica richiesta a gran voce dai fan e arrivata grazie all’apporto di capitali dovuto all’ingresso di InXile Entertainment negli Xbox Game Studios. Un doppiaggio, solamente in inglese ma di buonissima fattura, che è riservato anche al più insignificante dei dialoghi e che concorre a innalzare incredibilmente la fruibilità del titolo. Se non siete particolarmente a vostro agio con la lingua d’oltremanica, fate attenzione: non è solo il doppiaggio a essere in inglese in Wasteland 3, bensì l’intero gioco. Considerando quanto siano predominanti i testi scritti, si tratta quindi di un aspetto da tenere in grande considerazione se si è interessati all’acquisto. Altro aspetto determinante per l’immedesimazione è poi l’introduzione di una visuale frontale dei personaggi principali durante alcuni dialoghi. Un’interessante aggiunta, che riesce anch’essa a dare un qualcosa in più in più alla narrazione.

Quali che siano le decisioni prese, bisognerà sempre essere pronti a guidare gli uomini attraverso numerose battaglie, che, pur non essendo l’unico elemento fondante del gameplay, sono indubbiamente al centro dell’esperienza di gioco e impiegheranno molto del tempo di chi gioca nelle distese desolate dell’America post-apocalittica. A un primo sguardo, i combattimenti non sembrano molto diversi da quelli visti in Wasteland 2, tuttavia da subito si può notare una differenza significativa: se nel predecessore era l’iniziativa di ogni personaggio a determinare l’ordine della battaglia, adesso durante il proprio turno ogni schieramento controlla i propri personaggi, l’uno dopo l’altro, per poi cedere l’azione alla fazione opposta. Quando il pallino del gioco è in mano al giocatore, si potranno posizionare i ranger sul campo di battaglia, usare le loro abilità o semplicemente attaccare gli avversari, ma anche muoverli con più cautela facendoli riparare dietro una copertura che offre protezione dagli attacchi nemici, risparmiare punti azione (la “valuta” con cui si “paga” ogni mossa sul campo di battaglia, dal movimento all’uso delle armi) per poi utilizzarli al turno successivo per avere a disposizione un attacco in più, preparare un agguato per i nemici che dovessero entrare nel raggio di tiro e così via. Le opzioni tattiche sono numerose e regalano combattimenti sempre intensi e soddisfacenti, con un adeguato grado di complessità ma senza essere del tutto inaccessibili per i giocatori meno esperti. Ci sono tante classi di armi, ognuna con proprietà diverse, oggetti rapidi che spaziano dai medikit, ai farmaci per potenziarsi temporaneamente in battaglia, oltre alle immancabili granate, è possibile pure usare le proprie abilità per hackerare torrette e droni e rivoltarli contro i loro padroni, o ancora usare la propria affinità con gli animali per fare la stessa cosa con le bestie e le creature del Colorado. Insomma, i modi con cui giungere al trionfo non mancano di certo. Inoltre, è molto importante sfruttare la conformità del terreno a proprio vantaggio, ripararsi dietro le coperture e posizionare i propri soldati nel modo migliore, senza lasciarli troppo scoperti e garantendosi una buona linea di tiro. È anche importante, soprattutto quando si fronteggiano gruppi di mutanti o di razziatori sanguinari, assicurarsi di essere i primi ad attaccare, così da guadagnare l’iniziativa e ottenere un vantaggio che può talvolta risultare decisivo, potendo sfoltire per bene i nemici prima ancora che possano reagire, tattica che risulta particolarmente utile se la difficoltà è impostata su “difficile”. Non è sempre possibile fare agguati ai propri nemici, in alcuni casi perché la battaglia parte dopo una conversazione, magari a causa di una decisione o di alcune parole di troppo, altre volte perché si viene individuati dai nemici e dobbiamo quindi concedere loro il primo turno. Esiste poi anche la possibilità di evitare alcuni scontri, ma il sistema di stealth, se così lo vogliamo chiamare, implementato dagli sviluppatori è molto basilare e purtroppo non molto appagante quanto gli scontri a fuoco. Inoltre, evitare il combattimento non dà alcun vantaggio, anzi vuol dire perdere molti preziosi punti esperienza, oltre al bottino che si può raccogliere dai cadaveri nemici. Prima di passare oltre, un piccolo appunto sul livello di sfida che ci si può aspettare da Wasteland 3: noi abbiamo impostati la difficoltà su difficile e ritengo sia la scelta migliore per chi ha un po’ di esperienza col genere e vuole essere messo almeno un po’ alla prova dagli scontri coi nemici, anche perché a normale si ha vita facile ed è quindi la modalità adatta per i giocatori meno esperti, o per quelli che non amano le battaglie a turni e non vogliono faticare troppo.

Naturalmente, in un gioco di ruolo profondo e ben strutturato come Wasteland 3 i combattimenti non sono l’unica attività su cui investire il proprio tempo. Fin da subito, in fase di creazione dei personaggi, bisognerà avere a che fare con tanti parametri da tenere sott’occhio e gestire, con ben sette attributi principali, numerose abilità e talenti speciali da scegliere e sviluppare ad ogni passaggio di livello. Ognuno di questi regola l’efficacia di ogni personaggio in sede di combattimento e nei diversi aspetti della vita di un ranger: ci si potrà concentrare soprattutto sui fucili da cecchino o sull’intimidazione, o sugli esplosivi, sulla leadership, oppure ancora sull’hacking. Quello che non è possibile fare è creare un personaggio che sia in grado di svolgere ogni compito alla perfezione, quindi l’opzione migliore è di specializzare ogni membro della propria squadra in abilità diverse e tra loro complementari, così da poter affrontare al meglio ogni situazione e aprirsi diverse possibilità interessanti, che possono sfociare in alcuni casi in strade e percorsi narrativi durante l’esplorazione. A proposito dell’esplorazione, è importante sottolineare che Wasteland 3 lascia sempre una certa libertà al giocatore: terminato il breve prologo, si avrà subito a disposizione una base a cui fare ritorno ogni volta che si vuole e un veicolo corazzato con cui spostarsi per il Colorado in completa libertà, pur se alcune zone possono richiedere qualche potenziamento per la propria vettura. La struttura è grosso modo quella del predecessore, con una mappa del mondo un po’ stilizzata in cui ci si può muovere liberamente, con la possibilità di scoprire bottini inaspettati ma anche il rischio di subire agguati improvvisi, e in cui trovano spazio diverse location che si possono esplorare poi meglio anche a piedi. Ed è proprio in queste zone che si passerà la maggior parte del tempo, in quanto sono i luoghi in cui si svolgono un po’ tutte le attività principali del gameplay, dai dialoghi con i personaggi, ai combattimenti, gli acquisti dai negozi e così via. Le location che si potranno visitare non sono molto grandi, e purtroppo ci sono anche frequenti caricamenti nel passaggio da un livello all’altro, ma contengono comunque diversi segreti da scoprire che vanno a premiare i giocatori più attenti… e quelli che hanno investito su alcune particolari abilità, dato che è impossibile scoprire ogni singolo contenuto di gioco nella stessa partita.

Ovviamente Wasteland 3 non è un titolo esente da problemi: ad esempio, il log delle missioni, dove sono racchiuse tutte le quest in cui si siamo imbattuti durante la nostra prova, non riesce infatti a tenere il passo delle vicende e più di una volta non abbiamo trovato registrato qualche progresso che avevamo invece raggiunto. La gestione dell’inventario, inoltre, avrebbe potuto essere migliorata e allo stato attuale risulta confusionaria e poco pratica. L’aspetto più fastidioso, per quanto non eccessivamente negativo, che abbiamo riscontrato è però quello relativo all’obbligo di avere tutti i personaggi sul medesimo punto per cambiare zona. Il che, ci teniamo a dirlo, non è per forza di cose un male, ma, considerando come più volte ci siamo trovati a lasciare erroneamente indietro un ranger a causa di un sistema di selezione talvolta impreciso, alla lunga il tutto diventa parecchio fastidioso, costringendo ad attendere per decine di secondi che anche gli ultimi personaggi raggiungano il punto in questione. A quanto detto fino ad ora si vanno infine ad aggiungere dei caricamenti lunghissimi. Per il resto, il lato tecnico è comunque riuscito e sebbene non riesca a competere con titoli di altri generi, i risultati del budget aggiuntivo concesso a questo terzo episodio sono piuttosto evidenti. Una menzione di onore deve essere fatta poi sia alle sorprendenti scelte stilistiche e artistiche di alcune zone o fazioni, sia alla colonna sonora, che si è rivelata di ottima fattura e decisamente azzeccata. Peccato solo per qualche calo di framerate in alcune zone, soprattutto a Denver, ma si tratta di un difetto che, siamo sicuri, verrà corretto già con le prime patch. Tirando le somme, nonostante alcune incertezze tecniche da risolvere con qualche patch, Wasteland 3 è un gioco di ruolo di qualità, capace di offrire ore e ore di missioni ricche di scelte e trasportare i giocatori in un contesto pericoloso quanto affascinante. Non è perfetto, ma se cercate un GdR dal sapore “old school” che mescoli sapientemente dialoghi, scelte e tanti combattimenti tattici a turni è il prodotto che fa per voi. Mettetevi alla prova nelle terre selvagge del Colorado e siamo certi che resterete stupiti dall’esperienza di gioco.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 8

Sonoro: 8,5

Gameplay: 8,5

Longevità: 8,5

VOTO FINALE: 8,5

Francesco Pellegrino Lise

Continua a leggere

Scienza e Tecnologia

Wiko View 5 e View 5 Plus, gli smartphone dalla maxi batteria

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Wiko porta in Italia due nuovi smartphone di fascia economica che, a parte il prezzo, puntano sulla quadrupla fotocamera posteriore e soprattutto sulle performance della batteria, che promette di durare tre giorni e mezzo con una ricarica. Se non ne potete più del cellulare che si scarica a fine giornata o peggio ancora anche prima, questo nuovo dispositivo sembra essere la perfetta soluzione ai vostri problemi. L’estetica di questi modelli punta su cornici contenute per la parte frontale e un retro che piazza la quadrupla fotocamera in una configurazione molto simile a quella proposta da Huawei da un anno a questa parte, con un riquadro nello spigolo in alto a sinistra, tre sensori da un lato e il quarto assieme al flash a fianco. Wiko View 5 e View 5 Plus hanno entrambi uno schermo da 6,55 pollici con un forellino che ospita la fotocamera frontale, da 8 megapixel. Sul retro i sensori sono quattro: il principale da 48 megapixel è affiancato da un grandangolo da 8 mp, da una lente macro (5 mp) e da un sensore per l’effetto bokeh. La batteria, da 5mila mAh, richiede solo due ricariche a settimana. La differenza tra i due smartphone è però sotto la scocca. Il Wiew 5 monta il processore MediaTek 6762D A25, 3 GB di Ram e 64 GB di memoria interna. Il modello Plus ha il chip MediaTek 6765, 4 GB di Ram e 128 GB di spazio d’archiviazione. Entrambi i dispositivi sono disponibili da questo mese. Il Wiko View 5 arriva in tre colori – Midnight Blue, Pine Green e Peach Gold – a circa 170 euro; il Wiko View 5 Plus è nelle finiture Aurora Blue o Iceland Silver a circa 200 euro.

F.P.L.

Continua a leggere

Scienza e Tecnologia

Railway Empire Complete Collection, diventa un magnate delle ferrovie

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Railway Empire complete collection arriva su console per la gioia di tutti gli appassionati dei titoli gestionali. Fino ad alcuni anni fa, questo particolare genere sembrava trovare la sua casa esclusivamente su PC, ma sono alcuni anni, invece, che molti dei titoli di punta che richiedono un’attività manageriale stiano emigrando anche verso il parco console a disposizione del mercato videoludico. Kalypso Media ha fatto del genere gestionale il suo cavallo di battaglia grazie a Tropico, Port Royale e anche Railway Empire, con la piena intenzione di far impazzire tutti quei giocatori che preferiscono utilizzare un’Xbox One, una Ps4 o una Switch piuttosto che un computer. Proprio Railway Empire attualmente è disponibile sotto forma di “complete collection” per console, comprendendo tutti i DLC usciti fino ad oggi, e quindi si presenta come un titolo davvero denso di contenuti e cose da fare. Il videogame all’interno della propria nicchia va a scavare un ulteriore cunicolo che conduce in una caverna ancora più nascosta: perché se i titoli manageriali strizzano l’occhio a una ristretta platea di videogiocatori, il titolo di Kalypso guarda a chi è prettamente interessato alla cultura americana, al sogno di una rivoluzione industriale e alla passione per i treni, pronti a collegare le numerose città degli Stati Uniti d’America con il prodigio dei binari e delle locomotive. Mantenendo forte il tema che era stato già utilizzato da Railroad Tycoon e Sid Meier’s Railroads, che negli anni 2000 avevano già dettato la direzione giusta per collegare le due coste americane, Railway Empire Complete Collection adesso prova a condurre i giocatori anche fuori dai confini americani: se la carriera, quindi, partirà esattamente da dove finisce il titolo base, i DLC spingeranno i giocatori in Europa, in Messico, nel Regno Unito e anche in Irlanda, alla ricerca di nuove steppe da ricollegare con la forza del vapore viaggiando su rotaie. Il titolo è ambientato tra il XIX e l’inizio del XX secolo, nel pieno dell’evoluzione del treno: è il 27 settembre del 1825 quando la Locomotion n.1 traina il primo treno commerciale della storia, sulla tratta che da Stockton-on-Tees porta a Darlington: passeggeri comuni, ma anche carri miniera, tutti a una velocità di 9 chilometri orari, quasi il doppio di quanto possa compiere oggi una persona a piedi, ma senza carichi in spalle. Un’evoluzione che di lì a poco avrebbe portato nel 1839 la prima ferrovia da Napoli a Portici, in Italia, fino ad arrivare una rete che nel 1869 negli Stati Uniti percorreva 4600 chilometri in appena quattro giorni, andando da San Francisco a New York. La società industriale partiva da lì, dal sogno di un collegamento che potesse ridurre le distanze e dare vita a una realtà sociale: il pendolarismo. Di lì a poco il treno divenne un simbolo dello sviluppo societario, nonché una bandiera della civiltà: ed è proprio in questo contesto che bisognerà creare il proprio impero ferroviario.

A livello di giocabilità, lo scopo di Railway Empire Complete Collection è quello di spingere chi si trova dinanzi lo schermo a collegare i paesi del mondo con i binari. La proposta ludica parte così dalla campagna, una modalità divisa in cinque capitoli che non fa altro che accompagnare attraverso un enorme tutorial, pronto a spiegare tutte le meccaniche, inizialmente ingarbugliate, del gioco. Grazie a queste cinque sessioni introduttive si avrà la possibilità di andare a scoprire anche alcuni momenti della storia dell’evoluzione del treno, vestendo i panni di un magnate che deve necessariamente guardare al profitto. D’altronde la costruzione di migliorie, di strutture più efficienti, nonché di binari sempre più ramificati, passa dalla disponibilità economica di chi gestisce la linea ferroviaria. Va da sé, insomma, che la campagna non fa altro che proporre quella che è quasi una prassi del genere, ossia sfruttare un single player con una sottile linea narrativa che fa da palliativo per spiegare tutte le numerose e spesso capillari meccaniche di gioco. Ovviamente tali meccaniche sono tutte intrecciate tra di loro e propongono diverse interfacce non sempre intuitive, ma comunque pronte a offrire tutti quegli strumenti che possono garantire il risultato sperato. Piuttosto, quindi, che propinare un tutorial fatto di numerosi documenti e di guida ai comandi più basilari, sacrificando una modalità single player che avrebbe soddisfatto solo chi non ha velleità di competizione reale, si passa a un tutorial comunque gradevole e che introduce subito all’esperienza definitiva. Railway Empire Complete Collection però oltre a offrire quanto già era presente nella versione base del gioco, mette a disposizione degli scenari tutti nuovi. Ognuno di essi metterà i giocatori dinanzi a determinate caratteristiche da gestire, con dei parametri ben precisi ai quali affidarsi, con delle strategie da seguire per poter evitare la bancarotta e arrivare al risultato finale in maniera soddisfacente. Questo perché verranno fornite delle missioni, così come nel tutorial iniziale, che pretenderanno il raggiungimento di determinati obiettivi e condizioni entro una data fornita. Gli scenari sono disponibili solo nella modalità apposita, dato che la campagna principale, quindi il tutorial, era stata pensata prima della pubblicazione delle espansioni. Accanto agli scenari c’è la modalità libera, ossia un mondo a totale disposizione per quanto riguarda la personalizzazione dei contenuti messi in campo: punti di partenza, fattorie, collegamenti e potenziali avversari saranno a totale discrezione di chi gioca, senza alcun tipo di vincolo.

Railway Empire Collection però dà il meglio di sé nella modalità Sandbox. Sebbene essa sia stata sdoganata la meraviglia riservata a tale modalità, che fino a qualche anno fa riusciva sempre a far comparire un sorriso inebetito sul volto dei videogiocatori che si sentivano in grado di poter fare tutto, aspettarsi oramai una tale proposta in un manageriale è abbastanza scontato: ecco, quindi, che questa tipologia di gioco permetterà di abbattere qualsiasi tipo di paletto, andando a costruire all’infinito ciò che si desidera, inserendo chi gioca in un contesto che scevro da obiettivi e richieste infinite, sarà in grado quasi far sentire chiunque un vero e proprio magnate delle ferrovie. La versione da console di Railway Empire Complete Collection si comporta bene, questo va detto. Non ci sono bug o glitch capaci di rendere la partita ingiocabile, ma nonostante questo, alcuni piccoli accorgimenti potevano migliorare ulteriormente l’esperienza. Tirando le somme, il titolo offre una grande boccata d’aria al prodotto di base. Kalypso Media ha davvero voluto portare qualcosa su cui i giocatori potessero spendere dozzine e dozzine di ore e, bisogna dire, che ci è riuscita. Il gioco però rimane quello, di base accessibile a molti neofiti del genere gestionale ma con una serie di problemi davvero basilari e sicuramente risolvibili con non troppo lavoro, mostrando proprio qui una pecca di volontà nella produzione. Tutto sommato, comunque, Railway Empire Complete Collection offre tantissime ore di divertimento, sia per i nuovi che per i veterani, portando su console un gestionale su cui puntare per una fase di relax giornaliera. Se volete scoprire se siete capaci di affrontare una sfida del genere o se da bravi appassionati volete mettervi alla prova, questo software sarà in grado di regalare molte soddisfazioni.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 7,5

Sonoro: 8

Gameplay: 7

Longevità:7,5

VOTO FINALE: 7,5

Francesco Pellegrino Lise

Continua a leggere

I più letti