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Roma

CAMPAGNANO: EMERGENZA ARSENICO NELL’ACQUA “NELLA NORMA

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Tempo di lettura 2 minuti Il comune di Campagnano di Roma non ha un dearsenificatore ma avrà presto un campo da calcio innovativo con erba sintetica costato ben 450 mila euro per gli oltre 100 bambini del paese.

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Chiara Rai

Campagnano (RM) – Il comune di Campagnano di Roma non ha un dearsenificatore ma avrà presto un campo da calcio innovativo con erba sintetica costato ben 450 mila euro per gli oltre 100 bambini del paese.

C’è chi definisce questo un paradosso: in un momento di emergenza, le priorità sembrano essere altre. Un importo, quello per l’attività sportiva, chiesto in prestito alla Cassa Deposito e Prestiti con un tasso di circa il 5 per cento da restituire in 30 anni. Questo Comune ai confini con la Tuscia, tra gli ultimi a nord della provincia romana, combatte ancora con l’emergenza arsenico e mediamente registra circa 20 microgrammi per litro di acqua di arsenico.

Cioè il valore di deroga concessa ai fino al 1 gennaio 2013 dalla Regione Lazio, proprio per permettere agli stessi di portare a termine i lavori già programmati di abbattimento dell’arsenico fino al limite di legge consentito dall’Unione Europea pari a 10 microgrammi litro.

I lavori che il Comune di Campagnano ha assunto la responsabilità di fare, sono ancora fermi alle intenzioni. L’acqua di Campagnano è gestita da un ventennio dalla società CREA che opera, tra l’altro, anche a Termoli e Valmontone.

La cittadinanza è senza acqua potabile dal 1998, ovvero da quando la Commissione Europea ha fissato il limite dell'arsenico a 10 microgrammi per litro.

La CREA gestisce il pozzo del Salvatore, la sorgente Maggiorana e i due serbatoi comunali di Monte Razzano alto e Monte Razzano basso e via del Salvatore. Questa società avrebbe dovuto realizzare l’impianto di dearsenificazione (depuratore di arsenico), ma di fatto ne CREA e neppure l’amministrazione hanno dato esecuzione ai lavori. E’ da gennaio che il sindaco Francesco Mazzei ha emesso l’ordinanza di non potabilità dell’acqua e fino ad oggi non è successo nulla. Non ci sono autobotti di approvvigionamento ma soltanto delle fontanelle con impianto di erogazione dell’acqua ad osmosi inversa, costato all’incirca 7 mila euro, delle quali se ne conoscono i valori fino a giugno e su sollecitazione dell’associazione locale CampagnanoRap.

Non tutti gli anziani riescono a raggiungere le fontanelle per approvvigionarsi di acqua potabile e non c’è protezione civile che fornisca gratuitamente il servizio.

La fontanella di via nervi è borderline e con valori di arsenico in crescita: registra 9 microgrammi di arsenico rispetto ai 5 precedenti. Da gennaio è stata prevista l’installazione  a cura della Crea gestioni srl di altre tre fontane leggere che sono poi entrate in funzione a fine aprile.

Gli unici attivi sul caso dell’acqua “avvelenata” sono i membri dell’ associazione CampagnanoRap (rete di auto organizzazione popolare), i quali non solo hanno organizzato a giugno scorso un incontro pubblico scientifico sui problemi che l’ arsenico provoca alla salute umana tenuto dalla dottoressa Antonella Litta (Associazione medici per l'ambiente) ma hanno promosso una azione legale collettiva contro Crea gestioni srl per ottenere la riduzione della tariffa del 50 per cento fino all'entrata in vigore del depuratore e un rimborso forfettario per il danno biologico.

Con deliberazione di giunta comunale n° 22 del 27 gennaio 2011 si stabiliscono gli interventi  urgenti per la distribuzione di punti di approvvigionamento di acqua potabile per i comuni dell’Ato 1, fermo restando “che lo smaltimento dell’arsenico accumulato nei sistemi di filtrazione sia a carico della ditta fornitrice”. Per ora l’informazione sull’acqua scarseggia tanto quanto l’acqua potabile. Quando verrà risolta la situazione?

 

Cronaca

Bracciano, truffavano gli anziani: coppia in manette

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Nella mattinata del 17/08/2022, al termine di una complessa attività d’indagine, i Carabinieri della Sezione Operativa di Bracciano hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione della misura coercitiva degli arresti domiciliari, emessa dal Tribunale di Civitavecchia su richiesta della Procura, a carico di due soggetti, un 34enne e una 50enne campani, gravemente indiziati di essere i responsabili di 5 truffe ai danni di anziani, perpetrate tra maggio e luglio nei comuni di Manziana, Anguillara Sabazia, Grottaferrata, Lugo e Asola. Le vittime designate venivano contattate al telefono da persone che, spacciandosi per carabinieri, riferivano di un grave incidente stradale in cui il figlio o la figlia avevano cagionato gravi lesioni alla controparte; una volta rassicurata la vittima sulle condizioni di salute del congiunto che tuttavia, trovandosi in ospedale, non avrebbe potuto contattarla direttamente, i malviventi asserivano che se non avesse immediatamente corrisposto una cospicua somma di denaro, le conseguenze legali sarebbero potute essere molto gravi. Carpita dunque la fiducia dell’interlocutore, il cui unico pensiero in quei momenti non poteva che essere di agevolare in ogni modo possibile la soluzione del problema, il “finto carabiniere” concordava un incontro con la vittima, per il ritiro del denaro, al quale avrebbe provveduto un fantomatico avvocato, impersonato sempre dall’uomo. Così mentre la donna faceva “da palo” attendendo in macchina, l’uomo si recava presso l’abitazione dell’anziano caduto nella trappola, facendosi consegnare tutto il denaro contante prontamente disponibile (somme tra i 300 e i 3000 euro) e in alcuni casi anche gioielli di valore (orecchini, bracciali, anelli e fedi).

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Castelli Romani

Frascati, affidati i lavori per riaprire al pubblico il Parco archeologico di Cocciano

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Ancora interventi al Parco Archeologico di Cocciano a Frascati al centro di lavori di messa in sicurezza e fruibilità dell’area.

Il Parco Archeologico, inaugurato anni fa è ora chiuso perché necessita di essere sicuro per il pubblico che ne usufruisce. Il Ministero degli Interni di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze hanno finanziato la messa in sicurezza per 900 mila euro.

Il recupero della piena fruibilità avverrà sotto l’Alta Sorveglianza della Competente Soprintendenza Archeologica.

Nel Parco Archeologico di Cocciano sono conservati i resti della Villa dell’imperatore romano Tiberio (I sec. d. C.) ed un complesso turrito. Questo sito è caratterizzato da un’interessante compresenza di archeologia e edilizia storica che rendono il parco un unicum con elementi visivi di notevole bellezza, distendendosi su un terreno che scende gradatamente e nel quale sono emersi vari ambienti di epoca romana appartenenti alla villa, compresa una cisterna. Tutta la struttura è circondata da uliveto e offre una suggestiva vista su Roma. I lavori fanno seguito ai primi interventi di recupero dell’area archeologica, che erano stati effettuati più di dieci anni fa, e prevedono la messa in sicurezza degli spazi adiacenti il casaletto turrito, per adibirli a locali al servizio delle attività di tutela dei beni presenti nel parco: la grande cisterna ovale, i grottoni e le murature di epoca romana affioranti dal terreno.

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Castelli Romani

Nemi, ordinata la chiusura dello storico bar delle fragole per dei lavori fatti 30 anni fa

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Il bar intanto è aperto in attesa della verifica della documentazione attestante la regolarità del locale presentata dal tecnico del titolare

NEMI (RM) – Ordinata la chiusura dello storico “Bar delle Fragole” di Nemi di Corso Vittorio Emanuele per attività svolta in locali non agibili e su superfici non autorizzate.

La decisione è stata presa dal responsabile del servizio tecnico comunale, Massimo Salvatori, che ha ordinato la cessazione dell’attività di pubblico esercizio dopo il sopralluogo al locale effettuato dai Carabinieri che hanno riscontrato diverse irregolarità, in particolare:

  • L’apertura di un muro portante interno tra la sala di somministrazione e il laboratorio a freddo dietro il bancone;
  • Ampliamento della superficie di vendita rispetto quanto autorizzato nel corso degli anni;

La vedova dell’ex titolare del “Bar delle Fragole” e madre dell’attuale legale rappresentante, Stefania Fienili, ha precisato che nonostante l’ordinanza di cessazione di pubblico esercizio il Bar delle fragole non è stato chiuso.

La Fienili ha detto che il provvedimento dell’ufficio tecnico riguarderebbe presunti problemi relativi a lavori di ristrutturazione del locale effettuati fra il 1991 e 1992 dal marito venuto a mancare nel 2000.

Inoltre la Fienili ha fatto sapere che lo scorso venerdì 12 agosto, dopo un incontro con l’ufficio tecnico è stata inviata la documentazione comprovante la regolarizzazione dei lavori fatti all’epoca e che ad oggi si è in attesa di riscontro e per questo motivo il “Bar delle Fragole” è rimasto aperto.

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