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Roma

CAMPAGNANO, FLUORO E ARSENICO NELL'ACQUA: LA CREA CONDANNATA, "PAGHI GLI ONERI DI LEGGE"

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Per la nota vicenda dell'Arsenico e Fluoro oltre i limiti di legge la Società CREA è stata condannata a risarcire in via equitativa gli attori oltre al pagamento delle spese legali e degli oneri

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Redazione

Campagnano (RM) – L'Associazione CampagnanoR@P – cittadini in rete per i diritti ancora "combatte" con la questione dell'emergenza idrica e tutti gli strascichi che ne sono conseguiti. A seguito dell'Azione Legale Collettiva contro la CREA intentata da oltre 200 Cittadini residenti a Campagnano di Roma per la nota vicenda dell'Arsenico e Fluoro oltre i limiti di legge che ha impedito di utilizzare l'acqua per qualsiasi uso umano per due anni, la Società CREA è stata condannata dei Giudici dell'ufficio del Giudice di Pace di Tivoli a risarcire in via equitativa gli attori oltre al pagamento delle spese legali e degli oneri di Legge. A questa sentenza la società CREA si è opposta presentando Appello. Fin qui tutto regolare, ma ha dimenticato, ad oggi, di pagare gli oneri di Legge e quindi i costi di registrazione delle sentenze. Tali costi sono ricaduti sui cittadini a mezzo raccomandata dell'Agenzia delle Entrate che ne intimava il pagamento in solido (circa 30 euro a partecipante all'azione legale). Sarebbe bene che la CREA società partecipata al 100% dalla ACEA di cui il Comune di Roma è titolare del 51% delle azioni, pur avendo tutto il diritto di difendersi nelle varie sedi giuridiche, onori nel contempo le disposizioni dei Giudici pagando quanto dovuto all'erario senza far ricadere sui cittadini anche questo costo.
Ad oggi nonostante vari solleciti via PEC all'Ufficio Legale della ACEA presentati dal legale che patrocina la nostra causa, Avvocato Maurizio Moro, non abbiamo alcun riscontro concreto sull'avvenuto pagamento di quanto dovuto.
Sarebbe opportuno che il nuovo Consiglio comunale e la nuova Giunta sollecitassero al pagamento delle suddette spese legali la Società CREA Gestioni srl, per sanare questa ulteriore e vergognosa ingiustizia ai danni di cittadini, comunicando l'avvenuto pagamento entro e non oltre il 14 Lugio 2016, in quanto dopo tale data saremo costretti a provvedere al pagamento della tassa per evitare sanzioni successive.
In queste settimane inoltre si sono rincorse varie voci sull'effettiva potabilità dell'acqua sebbene sia in funzione il nuovo depuratore, i cui costi peraltro saranno a carico sempre dei cittadini dal 2017 con ulteriore significativo aumento della tariffa (oltre 30%). La salute e la corretta gestione di un “bene comune” come l'acqua sono troppo importanti per essere delegati unicamente ai diretti interessati. Riteniamo urgente per tacitare dubbi e sfiducia nell'utilazzare l'acqua del rubinetto, che siano al più presto resi pubblici i dati rilevati dalla ASL e dalla ARPA, Enti indipendenti preposti al controllo.
Proponiamo la costituzione di un Commissione Partecipata di controllo della qualità dell'acqua, con tecnici indicati dall'Amministrazione e cittadini volontari finalizzata al controllo della qualità dell'acqua e al corretto funzionamento del Servizio Idrico Integrato. La Commissione è peraltro prevista dalla Legge 5/2014 Art. 8 della Regione Lazio e quindi si tratterebbe di dare attuazione a quanto previsto dalla Legge stessa. Sarebbe anche un bel segnale di cambiamento dalla parte dei Cittadini

Metropoli

Guidonia Montecelio, bonificata l’area della Pista d’Oro

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GUIDONIA MONTECELIO (RM) – In questi giorni i curatori fallimentari che gestiscono il terreno della Pista d’Oro hanno provveduto a far pulire e bonificare l’area a loro spese.

“Dopo una serie di incontri anche sul posto tra la nostra Amministrazione ed i gestori dell’area, che ringrazio per la loro disponibilità, – dichiara il Sindaco di Guidonia Montecelio Michel Barbet – si è provveduto in un primo momento a mettere in sicurezza il piazzale allontanando gli occupanti abusivi e successivamente ad installare i New Jersey e provvedere alla pulizia e alla bonifica dai rifiuti che erano stati sversati sul posto. Un lavoro di sinergia che ha portato alla risoluzione di una problematica che affliggeva molti nostri concittadini”

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Roma

Roma, blitz antidroga a Boccea, Salario e Tor Bella Monaca

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ROMA – Nelle ultime 72 ore, ad esito di mirati blitz antidroga, i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma hanno arrestato quattro persone e denunciato altre due, con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

In manette è finito un 31enne romano, senza occupazione e con precedenti, trovato in possesso di diverse dosi di cocaina e 460 euro. Fermato a bordo della sua autovettura dai Carabinieri della Stazione Roma Madonna del Riposo, impegnati in un posto di controllo in via Tardini, zona Boccea, l’uomo è parso eccessivamente nervoso e agitato, cosa che ha portato i militari ad approfondire le verifiche. La perquisizione del veicolo, infatti, ha permesso di rinvenire la droga e il denaro, occultati nel cruscotto del veicolo. A quel punto il 31enne ha iniziato ad aggredire i Carabinieri, tentando anche di colpirli con testate, al fine di evitare l’arresto ma è stato immediatamente bloccato e portato in caserma dove è stato trattenuto in attesa del rito direttissimo.

In via Aniene, quartiere Salario, i Carabinieri della Stazione Roma Salaria hanno arrestato un 23enne albanese, già noto alle forze dell’ordine, sorpreso, all’interno di un’autovettura in sosta, a cedere dosi di cocaina ad un 45enne portoghese. I Carabinieri hanno sequestrato la droga, divisa in involucri termosaldati, e 1.450 euro in contanti, ritenuti provento dello spaccio. L’acquirente è stato identificato e segnalato all’Ufficio Territoriale del Governo di Roma, quale assuntore di sostanze stupefacenti. Il 23enne è stato portato e trattenuto in caserma, in attesa del rito direttissimo.

A Tor Bella Monaca, invece, i Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato un 21enne romano “pizzicato” a spacciare dosi di cocaina all’interno del parcheggio della fermata metro C “Fontana Candida/Due Leoni”.

Il pusher aveva appena ceduto, in cambio di denaro, un involucro contenente la sostanza stupefacente ad un 46enne, quando i Carabinieri sono intervenuti bloccandoli. Nelle sue tasche sono stati trovati, e sequestrati, alcuni grammi di cocaina. La successiva perquisizione nella sua abitazione, poco distante, ha permesso ai Carabinieri di sequestrare anche 6 g. di hashish. L’arrestato è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

Sempre a Tor Bella Monaca, ai domiciliari è finito anche un 64enne, originario della provincia di Viterbo, trovato in possesso di 30 dosi di cocaina, del peso complessivo di g. 45, e arrestato dai Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Frascati.

In via Luigi Masi, infine, i Carabinieri della Stazione Roma Trastevere hanno denunciato a piede libero due 16enni romani, studenti, trovati in possesso di 10 g di hashish e 190 euro in contanti

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Roma

Roma, Montespaccato: sfasciacarrozze si “allarga” in un terreno pieno di reperti

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ROMA – Madre e figlio, rispettivamente rappresentante legale e socio di un’attività di autodemolizione in zona Pineta Sacchetti, sono stati denunciati a piede libero dai Carabinieri della Stazione Roma Montespaccato – coadiuvati dai militari del Reparto Operativo del Comando Tutela Patrimonio Culturale – con le accuse di invasione di terreni e impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato.

Si tratta del risultato ottenuto a seguito di un’attività d’indagine partita a novembre dello scorso anno, quando un cittadino allertò i Carabinieri circa la presenza, nei pressi dei cassonetti dei rifiuti, di 12 cassette contenenti manufatti in terracotta, risultati, poi, essere reperti archeologici risalenti al I Secolo D.C..

Gli immediati accertamenti, scattati in stretta sinergia tra i Carabinieri della Stazione Roma Montespaccato e il personale specializzato dell’Arma dei Carabinieri che svolge attività di prevenzione e repressione a tutela del Patrimonio Culturale dello Stato, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno consentito di risalire al luogo di provenienza dei reperti: l’attività di demolizione auto che si era ingrandita, andando ad occupare abusivamente un terreno adiacente, di proprietà del Comune di Roma, utilizzato anche come deposito di reperti. Nel corso di una perquisizione, scattata nei giorni scorsi, in esecuzione di un decreto emesso dalla Procura della Repubblica di Roma, è emerso lo sconfinamento dell’attività nel terreno del comune di Roma, in cui erano presenti circa 300 frammenti di terracotta di varie dimensioni, della stessa tipologia di quelli recuperati a novembre 2020.

Per quanto sopra i Carabinieri hanno sequestrato i reperti e apposto i sigilli all’area interessata, affidandoli in custodia giudiziale al personale della Soprintendenza Speciale Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Roma.

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