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Ambiente

Canale Monterano, bracconiere dai lacci d’acciaio sorpreso a cacciare nella Riserva

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BRACCIANO – Cacciava di frodo nella area proibita della Riserva di Monterano, utilizzando una tecnica vietata e particolarmente crudele; esche e lacci creati con cavi d’acciaio che uccidono indiscriminatamente animali selvatici, domestici e di specie protette, infliggendo loro una lunga agonia. Infatti, gli esemplari che finiscono in queste trappole, trovano la morte solo dopo ore di sofferenze, per dissanguamento o strangolamento.

Nel corso di servizi mirati alla tutela dell’ambiente, i carabinieri della Sezione Radiomobile insieme al personale “Guardiaparco” di Canale Monterano, hanno sorpreso il bracconiere, un 56enne del posto, proprio nel momento in cui stava posizionando la sua ultima trappola.

Al termine della successiva perquisizione presso l’abitazione dell’uomo, i militari hanno rinvenuto e sequestrato un altro laccio metallico ed un fucile da caccia regolarmente detenuto.

Il cacciatore è stato, infine, denunciato in stato di libertà di all’Autorità Giudiziaria, per violazione dell’esercizio venatorio.

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Ambiente

Consorzi di bonifica ed irrigazione: Alessandro Folli, eletto Presidente del Sindacato d’impresa dei Consorzi di ANBI (Snebi)

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ROMA – Il milanese, Alessandro Folli, Presidente del Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi e di ANBI Lombardia, è stato eletto al vertice dello S.N.E.B.I., il Sindacato d’impresa  cui fanno riferimento i Consorzi di bonifica ed irrigazione aderenti ad ANBI (Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue);  l’elezione è avvenuta all’interno del rinnovato Consiglio Nazionale emerso dall’Assemblea del Sindacato, svoltasi a Roma.

Folli, che ha una lunga esperienza come dirigente ed amministratore pubblico, subentra a Massimiliano Pederzoli, che lascia la carica dopo 14 anni e cui l’odierna Assemblea ha rivolto un sentito ringraziamento per il lungo e gravoso impegno.

Presenti: il Sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon; il Presidente di ENPAIA, Giorgio Piazza con il Vicepresidente, Pier Paolo Baretta ed il Direttore Generale, Roberto Diacetti; il Presidente di ANBI, Francesco Vincenzi; i Segretari Nazionali di FLAI-CGIL, FAI-CISL e FILBI-UIL

Il Sindacato Nazionale degli Enti di Bonifica e di Irrigazione (S.N.E.B.I.) è nato nel 1950, su approvazione del Consiglio Nazionale ANBI, per rappresentare gli interessi dei Consorzi  nei settori sindacale e della disciplina contrattuale collettiva, nella regolamentazione dei rapporti di lavoro, nonché in materia di  legislazione sociale.

Lo S.N.E.B.I. stipula contratti e accordi collettivi per la disciplina dei rapporti di lavoro; provvede allo studio dei problemi di carattere generale, attinenti all’organizzazione dei servizi e degli uffici dei Consorzi; effettua ricerche e studi nel campo del diritto del lavoro, del diritto sindacale e delle assicurazioni sociali; assicura uniformità di orientamenti in tema di interpretazione ed applicazione dei contratti collettivi, dei provvedimenti legislativi e regolamentari; provvede alla consulenza legale in materia di disciplina dei rapporti di lavoro, di organizzazione dei servizi e degli uffici consorziali; entra a far parte di enti, istituzioni ed associazioni, i cui compiti siano rilevanti per l’attività dei Consorzi associati. Dark Acc

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Ambiente

Emergenza acqua, quasi un miliardo di investimenti e 4mila posti di lavoro: sinergia tra Consorzi di bonifica e Governo

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Il Sindacato Nazionale Enti di Bonifica, Irrigazione e Miglioramento Fondiario e “l’ Associazione Nazionale Consorzi di Tutela Gestione Territorio e Acque Irrigue” (Anbi) hanno reso proficuo e interessante l’incontro dal tema “Consorzi di bonifica e capitale umano, opportunità di crescita economica e occupazionale derivante dalla sicurezza dei territori e dalla disponibilità di acqua irrigua di qualità per un made in Italy agroalimentare di eccellenza” che si è tenuto oggi (8 aprile 2019) a Roma presso l’NH Hotel Collection Roma Vittorio Veneto.

Il Piano Irriguo Nazionale e il Piano Nazionale Invasi che prevede un investimento complessivo di oltre 800 milioni di euro garantirà almeno 4 mila posti di lavoro grazie ai cantieri in fase di avvio.

I lavori dell’assemblea, come sottolineato dal presidente SNEBI Massimiliano Pedersoli, contemplano una riflessione su quanto la sicurezza, qualità dei territori e la disponibilità di intere acque di irrigazione possano essere considerate il motore di una crescita economico – occupazionale con particolare attenzione verso strutture come i Consorzi di bonifica e le loro specifiche professionalità.

Il presidente ANBI Francesco Vincenzi considera questa fase di apertura dei cantieri, un significativo tassello in favore di una agricoltura e di un territorio di qualità oggi a rischio per le conseguenze dei cambiamenti climatici: “Ringraziamo il ministro Centinaio e la struttura del dicastero per la collaborazione prestata nel Comune interesse del Paese”.


Per il Direttore Generale ANBI Massimo Gargano è una vittoria dell’Italia del Fare di cui è testimone la mole di progetti per oltre un miliardo e 300 milioni di euro presentati ai consorzi di bonifica a seguito del bando. È un patrimonio di progetti definitivi ed esecutivi che mettiamo a servizi o del Paese; per questo indichiamo la necessità di ulteriori stanziamenti in favore dei progetti già giudicati ammissibili e che non è stato possibile finanziare in questa occasione”.

Presente all’importante evento promosso da SNEBI anche il Sottosegretario al Ministero Lavoro e Politiche Sociali Claudio Durigon molto soddisfatto del “ruolo fondamentale” che hanno i consorzi di bonifica.

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Natura gambizzata o abbattuta, nell’indifferenza di tutti (comprese le associazioni di protezione della natura) in provincia di Frosinone

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FROSINONE – In tutta la provincia di FR, non so negli altri capoluoghi, è una caccia spietata e implacabile … agli alberi! Preda particolare sono i maestosi pini che rallegrano anzi rallegravano la vista e ci danno ossigeno: ma gli abnegati e solidari giustizieri non disdegnano  le querce secolari possenti, i tigli, i lecci…. Tale perfino lascivia per gli alberi non si è divulgata ed estesa  per manutenerli e curare e magari trapiantarli, come ci si aspetterebbe in un contesto di civiltà, bensì per eliminarli, per estirparli e cancellarli: e quando non possono abbatterli per una qualche ragione, allora intelligentemente e sapientemente  ne prolungano e rendono la morte ancora più crudele, capitozzandoli cioè privandoli della ramificazione e facendo restare solo il tronco, un moncherino! Viene cancellata perfino la immagine naturale dell’albero, trasformandolo in un pezzo di legno in piedi! Ma perché tale sadismo, tale odio provinciale frusinate contro gli alberi, queste creature generose e innocue che ci danno gratuitamente vita e bellezza? Quale spettacolo nell’intera provincia si para davanti a tutti  a quelle mani ormai monche che si levano al cielo  implorando per il dolore, a quelle sagome mutilate e sciancate che nulla più  hanno delle maestose creature che una volta erano, dall’inizio della storia: non c’è nulla ad aver catalizzato l’attenzione anzi la libidine dei sindaci come la caccia ai nuovi untori,  agli alberi!

Quale penoso spettacolo

Quei pini regali abbattuti come cristi in croce lungo la Casilina e altrove e poi quegli alberi che non sono più alberi, che si levano al cielo ischeletriti e sgangherati, come sgangherata e miserevole è la provincia di Frosinone, oggi ancora di più! Nella sua esistenza ognuno di noi sicuramente non ha visto mai una amministrazione pubblica intervenire per curare e controllare lo stato di salute e professionalmente potare, un albero: non esiste, come non esiste verniciare i pali della pubblica illuminazione o una pubblica recinzione o una tabella stradale o manutenere un marciapiede: si aspetta semplicemente che venga il momento -quando arrivano gli attesi e bramati soldi della Regione o dello Stato!!- per eliminare il ‘vecchio’ e rimettere il ‘nuovo’ e così la moneta grande circola! Altro che manutenere!

La manutenzione non dà soldi né mazzette!

Questa tabula rasa di alberi in provincia nella pregiudizievole indifferenza del prefetto, delle forze dell’ordine,  nel pilatismo della magistratura, nella assenza totale anche delle associazioni di protezione della natura  e del paesaggio, portata avanti dall’ASTRAL regionale, dalla Provincia e dai Comuni entusiasti unanimi  del genocidio, si fonda su una scoperta impareggiabile fatta in provincia di Frosinone, un primato assoluto mondiale: gli alberi sono assassini! Gli alberi ammazzano il bipede!

Ci arrestiamo e lasciamo che sia il lettore a sentenziare

Ma sia rammentato che la fortuna vera degli autori e propagatori della notizia degli alberi assassini e del generalizzato massacro e annientamento di queste indifese e preziose creature  è che la gente, cioè le vittime, non si rendono conto, lascia fare, ignava e inerte, non interviene, come invece avviene nelle società civili. Questa è la disgrazia, questa è la buona sorte di questi scellerati e scomposti assassini della natura.

Nella sola città di Parigi entro il prossimo anno, 2020, in sei anni, hanno piantato ventimila alberi!  E in merito così scrive  il sindaco di Parigi: “siccome il clima sta mutando, allora diventa molto importante piantare alberi! Credo che tutti lo abbiano ormai capito. Più verde, più si respira meglio”. Parole troppo semplici ed elementari per essere comprese dai grandi uomini illuminati  della provincia di Frosinone, abituati a ben altri discorsi! In questo contesto di tragedia civile e di autolesionismo  e di massimo insulto e nocumento verso la comunità da parte di tutte le pubbliche istituzioni della provincia di Frosinone, si distingue ed eccelle la Diocesi che in questi giorni ha provveduto alla piantazione di  numerose pianticelle in un terreno del capoluogo all’iniziativa di ”adotta un albero” seguendo gli appelli del Papa. L’eterna lotta dunque tra la barbarie e la ignoranza criminale da un lato e la civiltà e la cultura da un altro.

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