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Cronaca

CANICATTI' E LICATA: SGOMINATA BANDA DI RAPINATORI

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Vista preclusa qualsiasi possibilità di un'ulteriore tentativo di fuga, una della banda, consegnava la pistola Mauser cal. 7,65 utilizzata per la rapina

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Redazione

Canicattì (AG) – E' durata poche ore la libertà di tre rapinatori canicattinesi, un uomo e due donne, in trasferta a Camastra. Ieri 30 maggio, alle ore 10:00 circa due donne ed un uomo si presentavano alla porta della gioielleria di Camastra. La proprietaria, tratta in inganno dalla presenza di due donne, ha tranquillamente aperto la porta blindata convinta di aver a che fare con dei normali clienti. Invece, i tre appena all'interno, sotto la minaccia di una pistola si facevano consegnare dall'attonita proprietaria gli astucci a rotolo, conservati in cassaforte, contenenti bracciali, collane ed anelli in oro. Portato a termine il colpo i tre, si dileguavano a piedi per le vie del piccolo centro. Scattato l'allarme, i Carabinieri delle Compagnie di Canicattì e Licata, coordinati dalla centrale operativa del Comando Provinciale, riuscivano a circoscrivere immediatamente l'intera zona bloccando tutte le arterie che da Camastra conducono ai centri vicini. I malviventi, viste precluse le via stradali di fuga, abbandonavano l'auto appena fuori il centro abitato di Naro e si allontanavano a piedi, per le campagne circostanti. Dopo qualche ora una "gazzella" della Compagnia di Canicattì bloccava uno dei rapinatori sulla provinciale Naro – Canicattì, nell'atto di nascondersi dietro il muro di un canale di scolo. Avendo già la descrizione somatica dei rapinatori, a nulla serviva il tentativo dello stesso di sviare i militari, dichiarandosi vittima della rapina della propria autovettura da parte di alcune persone armate. Quasi in contemporanea, a pochi chilometri di distanza, carabinieri dei Nuclei Operativi di Canicattì e Licata, notati movimenti sospetti nei pressi di un casolare abbandonato, vi facevano irruzione sorprendendo all'interno le due rapinatrici. Una di queste tentava una disperata fuga ma veniva bloccata dopo poche decine di metri. Vista preclusa qualsiasi possibilità di un'ulteriore tentativo di fuga, la stessa consegnava la pistola Mauser cal. 7,65 utilizzata per la rapina, che aveva ancora addosso. Nascosto in un anfratto della casa veniva rinvenuto l'intero bottino del valore complessivo di euro 100000. I tre, condotti presso gli uffici del Nucleo Operativo di Canicattì, venivano dichiarati in arresto e dopo i rilievi segnaletici e dattiloscopici venivano posti a disposizione della Procura della Repubblica di Agrigento che ne disponeva la detenzione agli arresti domiciliari. Con l'arresto dei predetti, i Carabinieri non considerano concluse le indagini, perché la modalità d'attuazione della rapina è simile ad altre compiute sia in provincia di Agrigento che in quella di Caltanissetta. I militari stanno effettuando le verifiche del caso con l'ausilio, anche, delle comparazioni dattiloscopiche e fisico-somatiche.

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Cronaca

Vaccino anti Covid-19: la Pfizer riduce l’invio delle dosi

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La Pfizer ha ridotto di circa 165 mila dosi il nuovo invio di vaccini. Lo rende noto l’ufficio stampa del Commissario Straordinario per l’emergenza, Domenico Arcuri, in un comunicato in cui si ribadisce che la decisione di Pfizer è stata “unilaterale” e che ha “unilateralmente redistribuito le dosi da consegnare ai 293 punti di somministrazione sul territorio italiano. Di conseguenza, e in modo del tutto arbitrario”, nella “prossima settimana a fronte delle 562.770 dosi previste, verranno consegnate 397.800 dosi”. Una decisione “non condivisa né comunicata agli uffici del Commissario, produrrà un’asimmetria tra le singole Regioni”. 

Abruzzo, Basilicata, Marche, Molise, Umbria e Valle d’Aosta sono le uniche regioni che non avranno tagli nella distribuzione dei vaccini Pfizer-BioNTech. E’ quanto emerge dalla ripartizione delle dosi (considerate ormai 6 ogni fiala e non più 5) resa nota dall’ufficio di Arcuri. L’Emilia Romagna, Lombardia e Veneto con circa 25mila dosi sono le regioni più penalizzate, poi il Lazio con 12 mila la Puglia con 11.700.

Al via intanto i primi richiami del vaccino anti-Covid allo Spallanzani di Roma. “Tra oggi e domani faremo il richiamo agli operatori sanitari e delle Uscar che sono stati vaccinati il 27 dicembre. Sono in tutto 130” ha detto il direttore sanitario dell’istituto Francesco Vaia. Allo Spallanzani stamattina per l’avvio dei richiami anche l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato.

“E’ davvero sconsigliabile” utilizzare un tipo di vaccino anti-Covid per la prima dose e uno diverso per la seconda. Lo ha detto Arcuri, intervistato a Domenica In su Rai1. “Se ci si vaccina con Pfizer è consigliabile che la dose di richiamo la si faccia con lo stessa vaccino – ha spiegato -. Il termine di intervallo di tre settimane fra prima e seconda dose pensiamo che sia bene rispettarlo”.

“Arcuri mi ha convocato per chiedermi di realizzare dei piccoli spot per una campagna di sensibilizzazione sulla necessità di vaccinarsi e io ho aderito immediatamente”. Così il regista premio Oscar Giuseppe Tornatore con Domenico Arcuri a Domenica In, nel corso della quale viene presentato il primo spot. 

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Milano, donna positiva all’alcol test travolge con l’auto un carabiniere

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MILANO – Carabiniere investito da un auto mentre è in servizio. Il fatto è successo ieri durante la serata a Milano, durante un posto di controllo predisposto in via Ravenna, quando il militare, appartenente alla Stazione Milano Vigentino, è stato investito da un’autovettura Nissan Micra, proveniente dallo stesso senso di marcia, condotta da una donna italiana classe ’73, residente a Milano, incensurata.

Dai primi accertamenti, il Carabiniere, che in quel momento stava fornendo appoggio al capo servizio impegnato nel controllo di un veicolo fermato poco prima, per cause in corso d’accertamento è stato improvvisamente travolto alle spalle dall’automobile, venendo scaraventato a terra e riportando, a seguito della caduta, una ferita lacero-contusa all’arcata sopracciliare destra e policontusioni al viso, al bacino ed al braccio destro.

Nella circostanza, la conducente ha rifiutato le cure mediche mentre il militare, rimasto vigile e cosciente, è stato soccorso da sanitari del 118 e trasportato, in codice verde, al Policlinico di Milano, ove si trova in osservazione precauzionale sebbene gli accertamenti diagnostici abbiano escluso traumi e fratture.

I Carabinieri, entrambi dotati dei dispositivi ad alta visibilità, avevano attuato il controllo in un luogo adeguatamente illuminato, mantenendo in funzione il lampeggiante del mezzo di servizio al fine di segnalare la loro presenza.

E’ successivamente intervenuto sul posto personale della Polizia Locale che ha accertato che i documenti di guida, circolazione e assicurativi sono risultati in regola ed all’esito dei rilievi ha deferito in stato di libertà la donna per il reato di guida sotto l’influenza dell’alcol poiché risultata positiva all’alcoltest con tasso pari a 0,94 g/l, sospendendole la patente di guida e sottoponendo a fermo amministrativo l’autovettura.

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Viterbo, ASL: 34 i casi di Covid-19 registrati oggi

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3 decessi nelle ultime 24 ore e 46 i positivizzati

VITERBO – 34 casi accertati di positività al COVID-19 sono stati comunicati, entro le ore 11, dalla sezione di Genetica molecolare di Belcolle al Team operativo Coronavirus della Asl di Viterbo.

Gli ultimi referti di positività sono collegati a tamponi eseguiti su cittadini residenti o domiciliati nei seguenti comuni: 6 a Civita Castellana, 6 a Viterbo, 4 a Nepi, 3 a Corchiano, 3 a Ronciglione, 2 a Tuscania, 2 a Vitorchiano, 1 a Canepina, 1 a Canino, 1 a Caprarola, 1 a Ischia di Castro, 1 a Montefiascone, 1 a Oriolo Romano, 1 a Orte, 1 a Tarquinia.

Dei casi odierni, 25 presentano un link epidemiologico con casi precedentemente accertati e già isolati, 9 sono collegati a persone che hanno dichiarato di essere sintomatiche al drive in. Stanno trascorrendo la convalescenza nel proprio domicilio 24 persone, 1 è attualmente ricoverata presso le strutture COVID aziendali.

Il Team operativo Coronavirus ha attivato le misure di prevenzione e di protezione, al fine di contenere la diffusione del virus, irrobustendo la catena dei contatti stretti, con la preziosa collaborazione delle Amministrazioni comunali.

In totale, alle ore 11 di questa mattina, i casi di positività al COVID-19, residenti o domiciliati nella Tuscia, salgono a 10177.

La Asl, con estremo rammarico, comunica il decesso, avvenuto nelle ultime 24 ore, di 3 pazienti ricoverati presso le strutture COVID di Belcolle: 1 cittadina di 88 di Viterbo, 1 cittadino di 92 anni di Bassano Romano, 1 cittadina di 90 anni di Cellere.

Oggi è stata comunicata ai soggetti istituzionalmente competenti la fine del periodo di isolamento o la negativizzazione dal COVID-19 di 46 pazienti residenti o domiciliati nei seguenti comuni: 17 a Viterbo, 5 a Civita Castellana, 4 a San Lorenzo Nuovo, 3 a Montefiascone, 2 a Celleno, 2 a Monte Romano, 2 a Sutri, 2 a Tuscania, 1 a Blera, 1 a Canepina, 1 a Caprarola, 1 a Montalto di Castro, 1 a Orte, 1 a Ronciglione, 1 a Soriano nel Cimino, 1 a Vetralla, 1 a Vitorchiano.

Al momento, delle persone refertate positive al Coronavirus, 29 sono ricoverate nel reparto di Malattie infettive, 5 ricoverate presso la Terapia intensiva COVID di Belcolle, 68 ricoverate presso la Medicina COVID di Belcolle, 17 ricoverate presso la Medicina riabilitativa COVID di Montefiascone, 1543 stanno trascorrendo la convalescenza nel proprio domicilio. Sale a 8243 il numero delle persone negativizzate, 272 sono le persone decedute. Dall’inizio dell’emergenza COVID, nella provincia di Viterbo sono stati effettuati 88671 tamponi, 469 nelle ultime 24 ore. Ad oggi i cittadini che hanno concluso il periodo di isolamento domiciliare fiduciario sono 14420.

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