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Politica

Cannabis legale: scintille tra Lega e M5s

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La cannabis è il nuovo fronte di scontro tra Lega e Movimento 5 Stelle. La proposta di legalizzazione “non passerà mai e non è nel contratto di governo”. Lo ha detto il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini sulla proposta di legge del Movimento 5 Stelle sulla cannabis, a margine dell’inaugurazione della sede dell’Ugl a Milano. “C’è qualche parlamentare che si preoccupa di legalizzare le canne – ha ribadito Salvini successivamente in una diretta su Facebook – Non è una priorità del paese non c’è nel contratto di governo”. Sulla stessa linea Forza Italia. “La tutela dei giovani dalle dipendenze è un impegno che tutto il quadro politico dovrebbe condividere. Ecco perché siamo fermamente contrari ala legalizzazione della cannabis proposta dal Movimento 5 Stelle e tanto superficialmente caldeggiato dallo sesso Beppe Grillo”. Lo dichiara la deputata di Forza Italia Annagrazia Calabria. “Quello che viene definito ‘uso ricreativo’ della cannabis – prosegue – è, in realtà, un grave pericolo per le nuove generazioni, che devono essere avviate a maturare la cultura della salute e del rispetto di sé, non dello sballo. Peraltro, quella che imprudentemente viene definita ‘droga leggera’, come dimostrano molti studi apre le porte al consumo di stupefacenti pesanti e può causare l’insorgere di patologie psichiche latenti. Il senso di responsabilità deve prevalere sulla demagogia”, conclude
“Al Ministro Salvini che dice che la legalizzazione della cannabis non passerà mai – scrive l’ex senatore Radicale Marco Perduca dell’Associazione Luca Coscioni – diciamo: fatelo discutere e vediamo cosa accade. Siamo certi che molti sostenitori, ed eletti, della Lega sono privatamente a favore, in politica occorre assumersi delle responsabilità, niente di meglio che discuterne liberamente e apertamente nelle sedi opportune”. “Noi – ricorda Perduca – abbiamo raccolto oltre 68mile firme per chiedere una regolamentazione legale della produzione, consumo e commercio della cannabis e per depenalizzare l’uso e detenzione di tutte le altre sostanze. Tutte misure che, tra le altre cose, aiuterebbero il lavoro di chi vuole garantire sicurezza anche attraverso la lotta alla criminalità organizzata. Il Parlamento ne discuta e vedremo quel che succede”.

M5s lancia la cannabis legale,scintille con la Lega

Il M5s deposita al Senato alcune proposte di legge per la legalizzazione dell’uso e della vendita della cannabis e dei suoi derivati e scoppia un nuovo caso con gli alleati di governo. “Le proposte sulla legalizzazione dell’uso della cannabis non sono concordate. E’ un tema che non è nel contratto del governo e che non è nell’agenda della Lega” avverte il ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana. E’ uno strappo che fa il paio con la difesa della pensione di cittadinanza ai disabili su cui Matteo Salvini ha già lanciato battaglia. “Ci sorprende che vengano presentati disegni di legge che sembrano più provocazioni che altro” si lamenta infatti il ministro della Famiglia. Ma la ‘provocazione’ del M5s lascia di stucco anche le altre forze politiche. Se i Radicali plaudono all’iniziativa ricordando che già dal 2016 giace in Parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare presentata a loro nome, dell’ Associazione Coscioni e di altre organizzazioni, il Pd resta cauto. “Non ci sono droghe di serie A e B. Sono tutte pericolose e su un tema così importante non ci si può limitare a un dibattito parlamentare, serve un referendum” propone il dem Stefano Pedica. Nettamente contraria è invece Forza Italia. “Non passerà mai” avverte Maurizio Gasparri mentre Andrea Mandelli argomenta: “L’idea che la Cannabis non sia nociva è sbagliata”. Quanto al M5s le proposte depositate arrivano dai senatori Matteo Mantero e Lello Ciampolillo. Il primo prevede la possibilità di coltivare fino a 3 piante in casa propria e di detenere fino a 15 grammi di sostanza a casa e 5 grammi fuori. E sulla contrarietà della Lega argomenta: “Non tutti i rappresentanti della Lega sono così contrari, molti colleghi con cui ho parlato la pensano diversamente”. Ciampolillo ha invece depositato due diversi ddl che autorizzano la coltivazione di 4 piante: uno per uso terapeutico e l’altro ricreativo. “Il fiore di cannabis, al contrario di alcool e tabacco, non ha mai fatto del male a nessuno” scrive in un post e la sua proposta viene rilanciata anche dal blog di Beppe Grillo.

Editoriali

L’Italia e l’urlo di Munch: gigante salvaci tu!

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Una fra le varie analisi della celeberrima opera “L’Urlo di Munch”, quella di Sonia Cappellini per Storia dell’Arte, ha il pregio di suscitare nel lettore nuove interpretazioni ed una nuova simbologia del dipinto di Edward Munch.

Per chi scrive, quell’urlo ben sia conforme con il grido dell’Italia pensando al suo angoscioso futuro, grida per paura, per dolore e urla per rabbia. L’autrice dell’analisi nel farci notare il volto umano sfigurato, simbolicamente in quel volto non può che esserci il volto del “Belpaese”, completamente anch’esso sfigurato, deturpato, umiliato e vilipeso.

Quando, sempre l’autrice, descrivendo il dipinto dice che la figura “sembra a malapena mantenersi in posizione eretta, quasi non avesse spina dorsale” a noi il pensiero va a un’Italia depauperata, divisa tra mille interessi lobbistici, le numerose correnti, frazionismi e fazioni di partiti senza alcuna reale conoscenza del paese reale, i tanti carrieristi in lotta eterna per il potere, un fiume carsico di corruttori, corrotti ed evasori attraversando il sottosuolo della penisola e colate di lava di malcontento e conclamata povertà che si accumulano nelle periferie sia al nord che al sud pronti a divampare.
Per finire con la simbologia, il dipinto mostra “quell’essere umano” che mentre sostiene la testa sembra chiudere le orecchie e Sonia Cappellini commenta: “come se la stessa persona non fosse in grado di sostenere il grido che lei stessa sta emettendo”.

E’ proprio così, l’Italia chiude le orecchie perché, ahinoi, non è in grado di supportare oltre perchè l’Italia ha rotto gli argini e la “cloaca massima” nazionale ha invaso puri e duri.
Soccombono le istituzioni e gli organi di garanzia, langue la vita sociale e agonizza la giustizia. Anela la democrazia ed il diritto sta venendo mortificato.

La libertà di opinione si mette in forse, quella personale è in quarantena ed il variegato mercato dell’informazione si arricchisce sempre più di multiformi bancarelle di tg, riviste, giornali e talk show e carrozzoni vari. A questo punto è d’obbligo la riflessione: cosa s’intende veramente con neutralità e obiettività della stampa? In che misura c’entra la collocazione politica dei telegiornali?
Dice Paolo Del Debbio: “mille ragioni, mille opinioni” al che ci si sente autorizzati a dire: tanti telegiornali, tante collocazioni politiche e tante versioni dei fatti di cronaca.

E’ così? Più che la pandemia l’Italia teme il collasso delle istituzioni, il degrado ed il decadimento del sistema, della vita sociale. Il famoso dipinto dell’artista norvegese mostra un cielo al tramonto con linee di rosso sangue e sullo sfondo ci si intravedono due figure. Queste non vedono, non sentono, non accorrono. A questo punto l’Italia grida: Gigante pensaci tu. Draghi risponde: ci penso io; il cielo sorride e la speranza rinasce nei cuori di tutti.

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Politica

Giorgetti: “Situazione migliora, maggio sarà mese di riaperture”

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“La decisione sulle riaperture sarà presa probabilmente la prossima settimana dal Consiglio dei ministri”. Così il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, durante l’incontro al Mise con i rappresentanti di Fipe-Confcommercio, ricevuti dopo l’assemblea straordinaria organizzata in piazza San Silvestro a Roma in collegamento con 21 piazze d’Italia.

Il ministro, pur precisando che non è possibile indicare con certezza una data per le riaperture, ha però sottolineato che gli indicatori stanno migliorando e che “presumibilmente maggio sarà un mese di riaperture”.

Riaprire in sicurezza ristoranti a pranzo e a cena sfruttando gli spazi all’aperto. E’ questa l’ipotesi contenuta nella bozza delle linee guida sulle riaperture, che le Regioni – a quanto si apprende – sottoporranno giovedì al Governo alla Conferenza Stato-Regioni e che confermano le misure di protezione già in atto. Secondo il documento – che aggiorna le linee allegate al Dpcm di marzo – tali indicazioni dovranno essere compatibili col miglioramento dei dati, anche alla luce di una revisione dei parametri di valutazione. Parallelamente, si prevede anche una regolazione della ripartenza di palestre, cinema, teatri e musei.

Un gruppo di coordinamento delle Regioni sta lavorando anche ad una proposta per la revisione o aggiornamento dei parametri sulla valutazione del rischio epidemiologico attualmente in vigore. Tra le ipotesi c’è quella di inserire, tra i parametri, il numero di somministrazioni effettuate nelle singole Regioni. La prima bozza potrebbe essere presentata giovedìal Governo per un primo confronto alla Conferenza Stato-Regioni, quando dovrebbero anche essere anche presentate le linee guida sulla riapertura di attività economiche, condizionate proprio al miglioramento dei dati e alla luce di una revisione dei parametri.

“Io sono a favore di riaperture. Abbiamo dati in miglioramento, l’R0 è sceso, verosimilmente anche in questa settimana continuerà a scendere”. Quindi, “consolidando i risultati, a partire dal primo di maggio possiamo parlare di riaperture”. Lo ha detto il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, durante la trasmissione Agorà su Rai 3, sottolineando però che “dobbiamo controllare i dati e conservare quanto abbiamo guadagnato, per non rischiare di richiudere subito”.

“Un rallentamento delle restrizioni sarà possibile solo con contagi giornalieri al di sotto di 5.000 casi, mantenendo una larga capacità di testing e riprendendo il contact tracing per il controllo della diffusione dell’epidemia, i ricoveri in area Covid medica e intensiva largamente al di sotto delle soglie critiche, rispettivamente 40% e 30%, e la vaccinazione completata almeno per i soggetti fragili e gli ultra 60enni, categorie a più alto rischio di ricovero e mortalità”. Lo scrivono al governo diverse sigle sindacali mediche. Per le organizzazioni di lavoratori, “ogni prematuro allentamento delle restrizioni potrebbe mettere a rischio tanto la vita dei pazienti affetti da Covid-19”.

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Politica

Contratto Rider, Arenare (Sinlai): “La toppa è peggio del buco”

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Dopo polemiche e proteste dei rider, un settore che più di altri è cresciuto ed è diventato centrale durante l’emergenza sanitaria, si è arrivati ad un accordo tra sindacati e JustEat, finalizzato ad inquadrare questi lavoratori nel contratto Trasporto merci e Logistica.

Tuttavia la soluzione sembra tutt’altro che soddisfacente, ai fini di dare dignità al comparto. A denunciarlo è Valerio Arenare, segretario nazionale del Sinlai: “Mi verrebbe da dire che la toppa è peggio del buco. Questo contratto, infatti, è pieno di criticità: innanzitutto prevede i rider come lavoratori part-time a 10 ore settimanali, per uno stipendio totale di 200 euro; inoltre esclude dalla copertura coloro che abbiano la macchina. Ciò – continua Arenare – ha fatto sí che la maggior parte dei rider voglia restare autonoma, rivendicando il diritto a lavorare di più e, ciononostante, ad essere tutelato”.

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