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Cultura e Spettacoli

Cantagiro, i nuovi talenti della musica italiana: Elisa Bortolozzo

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Con la conclusione della Kermesse canora del Cantagiro 2017, durata quindici giorni, riprendiamo la presentazione dei nuovi talenti italiani, occupandoci questa volta di una giovanissima artista di diciassette anni, Elisa Bortolozzo. Gli ingredienti del successo sono come un puzzle, vari pezzi al posto giusto, per poter fondersi ed emettere una figura perfetta. I pezzi del puzzle di Elisa ci sono tutti, ora tocca a lei nel tempo assemblarli, facendoli quadrare perfettamente, e presentare a quello che sarà il suo pubblico, un quadro bello, ammiccante, spumeggiante, come la sua voce, la sua bellezza, la sua bravura e la sua grinta le consentono.

E’ deprimente, come in Italia siano tortuose le strade del successo, ma lo staff del Cantagiro è impegnato costantemente ad aiutare i ragazzi talentuosi nel loro percorso artistico e di vita stessa, convinto, che con la tenacia, la volontà di sacrificio e la voglia di studiare e migliorarsi nel tempo, si possano raggiungere quei massimi traguardi agognati. Anche quando i propri sogni, per molteplici ragioni non si realizzano, si ha la coscienza a posto per aver fatto il proprio dovere, con la consapevolezza di essere un vero artista, e poter così svolgere la professione con tutte le carte in regola. Elisa, dimostra nonostante la sua giovane età, una personalità spiccata, la voglia di emergere le da una carica grintosa, necessaria per diventare la padrona e la protagonista del palcoscenico. Ovviamente, dovrà rimanere sempre con i piedi per terra, capire che essere arrivata alla finale del Cantagiro, pur essendo un grande successo ed una indiscutibile soddisfazione, non è l’arrivo, ma soltanto un nastro di partenza, benché, si sia già scritto il proprio nome nell’albo d’oro della storia della musica italiana.

Come già detto in precedenza, la strada del successo è tortuosa e piena di insidie, dove le gratificazioni a volte, servono a far soffrire di più nei momenti di delusione e sconforto, ma proprio in quei momenti, che bisogna tirar fuori la grinta e le unghie, credere in se stessa, e, con lo studio e l’esperienza crescente, andare avanti con decisione, controllando la sua grintosa voce e dando quei colori sonori che caratterizzano il vero artista. La scelta del suo look, appropriato per la sua età, e per il suo genere musicale, le ha dato quel pizzico di sale in più. Attraverso questi perfezionamenti continui, Elisa potrà scatenarsi e trasmettere al pubblico tutte le sue sensazioni ed emozioni, crearsi un personaggio diverso dagli altri con brani di ottima qualità, che valorizzino la sua personalità e che possano arrivare direttamente al cuore della gente.

A Elisa gli auguri più affettuosi, per una vita brillante e piena di successi, sapendo di poter contare sempre sull’apporto di tutto lo staff del Cantagiro e facendo tesoro di tutti i suggerimenti che le saranno rivolti, affinché raggiunga i traguardi desiderati. Per esperienza personale, so che i sogni possono avverarsi, ed è l’augurio più affettuoso che rivolgo sempre a tutti quelli che partecipano e parteciperanno a questa manifestazione canora, che scriverà ancora tante pagine in avvenire, nella storia della musica italiana.

Elisa Bortolozzo

Biografia: Elisa Bortolozzo, nata il 25 novembre 1999 risiede a Rosignano Solvay in provincia di Livorno e frequenta il quinto anno del liceo delle scienze applicate. All’età di 12 anni, inizia a frequentare lezioni private di canto che tutt’ora segue. Ha partecipato ad alcuni concorsi provinciali avendo spesso buoni risultati. Quest’anno, avendo la possibilità di poter partecipare al Cantagiro riesce a classificarsi tra i 18 finalisti. Molto brava nello studio, ha ricevuto negli anni, vari riconoscimenti scolastici, e nello scorso anno, ha ottenuto una borsa di studio per la miglior media della scuola. All’età di 15 anni ha frequentato un corso di portamento per modelle, entrando nel mondo delle sfilate,concorsi di bellezza e servizi fotografici che tutt’ora svolge. Fra i suoi hobby,oltre al canto ed alla moda, ci sono i corsi di fitness.

Mario Vito Torosantucci

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1 Comment

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  1. GIUSEPPE SCARAMELLA

    18 Luglio 2020 at 11:25

    I nuovi talenti cantanti Italiani (preferito donne) che hanno interesse di partecipare alla selezione “Eurovision Song Contest” 2021 per la Svizzera. Prego di scrivermi subito a questo indirizzo mail: gius.composer@gmail.com Grazie…

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Cultura e Spettacoli

Sanremo ai tempi del Covid: Noemi sostituisce Irama a causa di un positivo. La scenografia è “spaziale”

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Il tampone a cui è stato sottoposto Irama è risultato negativo. Il cantante è stato testato dopo la positività al covid riscontrata a un suo collaboratore.

Lo comunicano fonti qualificate. Il risultato è giunto nel tardo pomeriggio. L’artista è stato sottoposto a tampone molecolare di verifica dopo che è risultato positivo a quello antigenico uno dei componenti dello staff del cantante. La sua esibizione – prevista questa sera – è stata rimandata alla seconda serata del Festival. Al suo posto – tra i 13 Campioni in gara questa sera – si esibirà Noemi.

“Un’astronave immaginaria verso un futuro migliore”. La scenografia di Sanremo 2021 è spaziale!

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Cronaca

Formello, nasce piazza Sergio Bardotti: un omaggio al grande musicista e poeta

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FORMELLO (RM) – Una piazza intitolata a Sergio Bardotti il musicista, paroliere e produttore discografico italiano, scomparso nel 2007 all’età di 68 anni.

La Prefettura di Roma, su richiesta del Comune di Formello dove risiedeva Bardotti, ha autorizzato la titolazione della centralissima piazza del mercato che ora si chiamerà piazza Sergio Bardotti.

Sergio Bardotti un grande autore e produttore, un poeta che ha lasciato scolpite nel grande libro della musica italiana canzoni indimenticabili che hanno rappresentato grandi successi per molti cantanti italiani, da Lucio Dalla a Patty Pravo, da Ornella Vanoni a Rita Pavone, a Sergio Endrigo. Una personalità poliedrica, aperta, curiosa, che non ha mai accettato di lasciarsi confinare in un genere né ha mai temuto, circostanza davvero rara per gli intellettuali italiani, di confrontarsi con la cosiddetta cultura bassa.

E a lui e alla sua passione per la musica latino americana che si deve la scoperta, in Italia, di talenti come Vinicius de Moares, Toquinho e Chico Barque

Con le sue bellissime e intramontabili canzoni, vere e proprie colonne sonore dei nostri ricordi è sempre stato in vetta alle classifiche dagli anni ‘60 in poi, fino a vincere per due volte il Festival di Sanremo nel ’68 con Canzone per te cantata da Endrigo, e nell’89 con Anna Oxa e Fausto Leali, con il brano Ti lascerò oltre a ricevere il prestigioso premio Tenco per la sua speciale attività culturale.

Un’attività, quella di Sergio Bardotti che lo ha portato a spaziare anche nel mondo della radio e della tv firmando trasmissioni premiate dal successo di pubblico e di critica tra le quali ricordiamo l’edizione di Fantastico 7, di Domenica oltre a numerose edizioni del Festival di Sanremo compresa quella indimenticabile condotta dal Pippo Baudo.

Tra le innumerevoli canzoni, di cui Bardotti ha scritto i testi ricordiamo Occhi di ragazza interpretata da Gianni Morandi e composta da Lucio Dalla, La voglia la pazzia interpretata da Ornella Vanoni e composta da Vinícius de Moraes e Toquinho, Piazza Grande interpretata da Lucio Dalla e composta da Lucio Dalla e Rosalino Cellamare, Datemi un martello interpretata da Rita Pavone e composta dal musicista statunitense Pete Seeger, Quella carezza della sera interpretata dai New Trolls e composta da Vittorio De Scalzi, Nico Di Palo e Ricky Belloni, Era d’estate composta e interpretata da Sergio Endrigo, Ti lascerò interpretata da Fausto Leali e Anna Oxa e composta da Franco Fasano e Franco Ciani e tantissimi altri brani che sono stati interpretati da artisti di fama mondiale come il grande artista scomparso recentemente Charles Aznavour.

Con Antonello Venditti ha firmato l’inno della Roma. In una relazione su comicità e censura scritta alcuni anni prima di morire, si domandava: ”E domani cosa succederà? Se è il libero mercato a dettare le regole, possiamo aspettarci di tutto, ottimisticamente: basta che renda e va bene anche il figlio di Trotsky, vestito da Prada, basta che renda. Naturalmente se non pensa ed evita di rompere troppo le palle è meglio”.

Fra i maggiori autori di canzoni di musica leggera degli anni sessanta. È stato vincitore nel 1983 del Premio Tenco.

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Cultura e Spettacoli

Il nuovo romanzo di Francesco Randazzo: “Il vero amore è una quiete accesa”.

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Iride e le sue sorelle, divinità dell’Olimpo ellenico, sorvolano il cielo della Città eterna e sono testimoni e narratrici delle vicende di questo singolare romanzo. Un bambino del sud di nome Tommi riaffiora nella vita e nella mente di Tommaso, quarantenne medico e bioingegnere di successo. Una bambina di nome Leyla, figlia di due grandi medici, lotta contro la cecità; viene salvata, ma fugge dalla sua storia difficile, viaggia e dimentica sé stessa. Diventerà la giovane sconosciuta che Tommaso incontrerà casualmente per strada; la porterà con sé, la laverà, l’amerà, le darà un nuovo nome, Moira. Il suo destino. Sarà un rapporto potente, lacerante, perverso anche, ma ineluttabile per entrambi.

“Volevo scrivere un romanzo sul destino e sul tempo” spiega l’autore “ho tratto ispirazione dalla più famosa storia d’amore di tutti i tempi, Giulietta e Romeo di Shakespeare che in realtà è una tragedia del fato che incombe sugli esseri umani; il destino manovra tutta una serie di “accidenti” senza i quali, sarebbero vissuti felici e contenti”.

L’amore del romanzo, non ha niente di romantico, melenso o stereotipo, è l’amore nella sua essenza pura e ingovernabile, che comprende e può tutto, che nasce per reazione fisica, chimica e spirituale di due esseri che si attraggono e vivono la passione come lotta, esaltazione, fusione assoluta. Visto da fuori sembra persino folle, ma ogni vero amore ha una sua follia che lo rende unico. L’amore è sempre estremo se no è solo affetto e consuetudine, che non sono l’essenza dell’amore, semmai, nel tempo, sono degli elementi che cementano le relazioni; ma l’amore scombussola, stravolge, inquieta, è l’unica vera rivoluzione che da millenni il genere umano combatte, l’unica cosa che le divinità antiche c’invidiano.

Francesco Randazzo si è laureato in Regia nel 1991 all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma. Lavora in Italia e all’estero come regista e autore per importanti teatri e festival. È fondatore della Compagnia degli Ostinati – Officina Teatro, della quale è stato direttore artistico. Ha pubblicato testi teatrali, poesie, racconti e due romanzi; ha ottenuto numerosi premi di drammaturgia e letteratura nazionali e internazionali, fra i quali: Premio Fondi La Pastora, Premio Candoni, Premio Fersen, Premio Schegge d’autore, Sonar Script, Premio Leonforte, Premio Maestrale San Marco, Premio Moak, Premio Ugo Betti. Suoi testi teatrali sono stati tradotti in spagnolo, ceco, francese e inglese e rappresentati in Canada, Usa, Croazia, Slovenia, Belgio, Spagna, Francia, Cile. Per Graphofeel ha pubblicato I duellanti di Algeri (2019).

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