Connect with us

Esteri

Cape Canaveral, esplosione sulla rampa di lancio del Falcon 9

Clicca e condividi l'articolo

Tempo di lettura 2 minuti La deflagrazione ha liberato fiamme e fumo nero che ha oscurato il cielo per ore

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura 2 minuti
image_pdfimage_print
di Paolino Canzoneri

CAPE CANAVERAL (USA) – Giovedi scorso nella rampa di lancio 40 di proprietà dell'Arenautica Militare degli Stati Uniti, una doppia tremenda esplosione ha ridotto in fumo il razzo lanciatore Falcon 9, un imponente razzo alto 70 metri che avrebbe dovuto portare in orbita un satellite israeliano Amos-6 frutto di un colossale finanziamento di circa 195 milioni di dollari a cui aveva partecipato anche Mark Zuckeberg entrato a far parte dell'affare perchè si trattava di un satellite per le telecomunicazioni con precisi scopi di ampliare banda internet in zone del mondo dalla difficile connessione come a sud della vastissima zona desertica africana del Sahara, zone del Medio Oriente nonchè zone del sud Italia. A cedere sono stati i motori del vettore spaziale Space X di proprietà di un gruppo gestito da Elon Musk di Tesla proprio durante gli ultimi test che avrebbero dovuto lanciare il razzo il prossimo sabato. Il patron di Facebook ha commentato: " Siamo molto dispiaciuti per la perdita del satellite, ma rimaniamo fedeli alla nostra missione: connettere le persone a Internet in tutto il mondo". La deflagrazione ha liberato fiamme e fumo nero che ha oscurato il cielo di Cape Canaveral per ore e le cause del disastro vanno ricercate proprio nella fase di test che prevedeva una accensione di brevissima durata dei nove motori Merlin 1D il cui propellente, una volta caricato, non aveva raggiunto la pressione necessaria e la struttura di sostegno del Falcon 9 si era quindi aperta facendo deflaglare l'intera struttura. Ad oggi questo tipo di incidenti rappresentano un prezzo da pagare in termini di fondi e risorse letteralmente "andate in fumo" nella corsa alla sicurezza delle missioni spaziali e l'Astronauta Paolo Nespoli dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) sui test di routine condotti prima di ogni lancio: "Sono necessari per validare i veicoli spaziali, proprio come si fa con le automobili e gli aerei prima che entrino in commercio. Ma se per questi veicoli 'terrestri' un incidente durante un test passa quasi inosservato, nel caso dello spazio anche il problema più banale può avere un effetto catastrofico". Il nostro Nespoli al momento dell'incidente si trovava a Houston in addestramento in vista della partecipazione di una missione della Agenzia Spaziale Italiana (ESI) della durata di 6 mesi che nella primavera del prossimo anno 2017 lo porterà a bordo della Stazione Spaziale in orbita. L'Astronauta italiano ha le idee ben chiare sul fatto che incidenti simili sono da mettere in conto ed è fondamentale non sottovalutare mai ogni piccolo dettaglio che possa evidenziare falle o debolezze.

Continua a leggere
Commenta l'articolo

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Esteri

Russia, Putin ordina pene più severe per i disertori

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura < 1 minuto
image_pdfimage_print

Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un pacchetto di emendamenti al codice penale relativo al servizio militare. La diserzione o la mancata comparizione alla leva è punita con la reclusione da cinque a dieci anni.

Coloro che si arrendono volontariamente al nemico dovranno affrontare una pena detentiva fino a dieci anni. Inoltre, 15 anni di detenzione sono previsti per la diserzione durante la mobilitazione o la legge marziale, riporta la Tass. 

Putin ha anche firmato una legge che facilita l’accesso alla nazionalità russa per i cittadini stranieri che servono nell’esercito russo. La legge prevede che stranieri arruolati nell’esercito russo possano richiedere la cittadinanza russa senza presentare un permesso di residenza, riferisce la Tass. Una procedura cui possono avere accesso stranieri che hanno sottoscritto un contratto con l’esercito russo da almeno un anno, si precisa. 

Continua a leggere

Esteri

La Russia non arretra. Medvedev: “Anche il nucleare per proteggere i territori annessi”

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura 3 minuti
image_pdfimage_print

“L’ipersonico è in grado di raggiungere obiettivi in Europa e negli Stati Uniti molto più velocemente”

“Si terranno referendum e le repubbliche del Donbass e altri territori saranno annessi alla Russia. La protezione di tutti i territori che hanno aderito sarà significativamente rafforzata dalle Forze Armate russe. La Russia ha annunciato che non solo le capacità di mobilitazione, ma anche qualsiasi arma russa, comprese le armi nucleari strategiche e le armi basate su nuovi principi, potranno essere utilizzate per tale protezione”.

Guteress critica i referendum di annessione. Oltre 1.300 arresti in durante le proteste. Si terranno referendum e le repubbliche del Donbass e altri territori saranno annessi alla Russia. La protezione di tutti i territori che hanno aderito sarà significativamente rafforzata dalle Forze Armate russe.

La Russia ha annunciato che non solo le capacità di mobilitazione, ma anche qualsiasi arma russa, comprese le armi nucleari strategiche e le armi basate su nuovi principi, potranno essere utilizzate per tale protezione”. Tecnologie intuitive che rispondono alle tue esigenze.

Il vicepresidente del consiglio di sicurezza Dmitry Medvedev, avvertendo che “l’ipersonico è in grado di raggiungere obiettivi in Europa e negli Stati Uniti molto più velocemente”. E sul tema è intervenuto all’Onu il segretario generale, Antonio Guterres. “Sono profondamente preoccupato per le notizie sui piani per organizzare referendum in aree dell’Ucraina che attualmente non sono sotto il controllo del governo. Qualsiasi annessione del territorio di uno Stato da parte di un altro Stato risultante dalla minaccia o dall’uso della forza costituisce una violazione della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale”.

LE SANZIONI – Revocare le sanzioni imposte dall’Ue contro la Russia entro la fine di quest’anno. È l’appello lanciato dal premier ungherese Viktor Orban al suo partito Fidesz, secondo quanto riportato dai media locali. Secondo il premier, Bruxelles avrebbe “imposto” le sanzioni all’Europa, trasformando un conflitto locale in una “guerra economica mondiale”. Orban ha quindi invitato i membri del suo partito a “fare tutto il possibile affinché l’Ue ritiri le sanzioni (contro la Russia) entro la fine dell’anno”.

L’Alto Rappresentante degli Affari Esteri Josep Borrell ha annunciato nuove sanzioni. “Altre misure restrittive verranno adottate al più presto in coordinazione con i nostri partner”. Borrell ha quindi precisato: “Continueremo ad aumentare il nostro supporto militare all’Ucraina e studieremo un nuovo pacchetto di sanzioni che prenda di mira settori dell’economia russa e una nuova lista di individui”.

I DISORDINI IN RUSSIA – Sono più di 1.300 le persone fermate dalla polizia russa nelle proteste contro la “mobilitazione parziale” ordinata ieri dal presidente russo Vladimir Putin per la guerra in Ucraina: lo riporta l’ong Ovd-Info precisando che al momento ha notizia di 1.307 persone fermate in 39 città della Russia. La città col maggior numero di fermi è Mosca, dove la polizia ha trascinato nelle sue camionette 527 persone. A San Pietroburgo si registrano 480 fermi.

LA FUGA DEI RISERVISTI – “Stiamo lavorando con i Paesi membri per stabilire un approccio comune”, ma “ogni richiesta dovrà essere esaminata caso per caso”. Così la portavoce della Commissione Ue Anitta Hipper rispondendo a una domanda sulle richieste di asilo dei cittadini russi in fuga per sottrarsi alla mobilitazione annunciata da Putin. Le autorità della Repubblica russa del Tatarstan hanno vietato “temporaneamente” a tutti i suoi residenti riservisti di lasciare la regione. La norma che prevede il divieto è stata pubblicata ieri, secondo il Moscow Times, dopo il decreto del presidente Vladimir Putin sulla mobilitazione parziale.La Lettonia e l’Estonia hanno annunciato che non accetteranno tali domande d’asilo per motivi di sicurezza interna. “Le regole di Schengen permettono di negare l’accesso per questioni di sicurezza interna e di ordine pubblico. Siamo in una situazione senza precedenti, con rischi da considerare”, ha spiegato la portavoce. La Germania invece si è detta pronta ad accogliere i disertori russi. Lo annunciano alcuni ministri del governo tedesco dopo la decisione presa ieri dal presidente russo Vladimir Putin sulla mobilitazione parziale per il conflitto in UcrainaE’ aumentato, intanto, il traffico dei cittadini russi che arrivavano in Finlandia varcando i valichi di frontiera nell’area sudorientale: lo afferma la guardia di frontiera finlandese su Twitter, citata dal quotidiano finlandese AAmulehti. Matti Pitkäniitty, capo dell’unità di cooperazione internazionale della Guardia di frontiera, ha affermato che un totale di 4.824 cittadini russi sono arrivati ieri in Finlandia attraverso il confine. Rispetto al mercoledì della settimana precedente, il numero di arrivi è stato superiore al normale. Quando 3.133 russi hanno attraversato il confine. “La situazione è però sotto controllo”,scrive Pitkäniitty.

LO SCAMBIO DEI PRIGIONIERI -I leader del battaglione Azov che per settimane hanno difeso l’acciaieria Azovstal di Mariupol – il comandante Denis Prokopenko “Redis” e il suo vice Svyatoslav Palamar “Kalina”, sono tra i prigionieri rilasciati dalla Russia. Lo ha reso noto il comandante delle forze speciali ucraine Sergey Velichko che ha pubblicato su Telegram una foto con Redis e Kalina

Continua a leggere

Esteri

Putin annuncia il richiamo di 300mila riservisti: “l’Occidente ha superato ogni limite”

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura < 1 minuto
image_pdfimage_print

“L’operazione militare speciale in Ucraina è stata inevitabile.” Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin nel suo discorso alla tv.

Putin ha dichiarato una mobilitazione parziale in Russia, con il richiamo dei militari della riserva. 

I territori dell’Ucraina che hanno annunciato il referendum per l’adesione alla Russia “hanno il sostegno” di Mosca, ha aggiunto Putin.

“Nella sua aggressiva politica anti-russa, l’Occidente ha superato ogni limite”. Lo ha detto Vladimir Putin nel suo discorso in tv. Il presidente russo ha detto che userà “tutti i mezzi a nostra disposizione” e che coloro che stanno cercando di usare il ricatto nucleare contro la Russia scopriranno che le carte in tavola possono essere rivoltate contro di loro. “Non sto bluffando”, ha aggiunto. 

L’obiettivo dell’Occidente è “indebolire, dividere e distruggere la Russia”, ha sottolineato Putin nel corso del suo discorso.

La mobilitazione parziale in Russia prevede il richiamo di 300.000 riservisti. Si tratterà di uomini che hanno già servito nell’esercito, con esperienza di combattimento e specializzazioni militari. Sono esclusi i militari di leva. Lo ha detto il ministro della Difesa Serghei Shoigu, citato dalla Tass, aggiungendo che scopo della mobilitazione è “controllare i territori liberati” in Ucraina.

“E’ nostra tradizione storica e destino del nostro popolo fermare coloro che cercano il dominio mondiale, che minacciato di smembrare e rendere schiava la madrepatria. E’ quello che stiamo facendo ora, e credo nel vostro sostegno”. Così il presidente russo ha concluso il suo discorso televisivo alla nazione.

L’annuncio di una parziale mobilitazione appena fatto da Vladimir Putin segna “una nuova escalation” nell’aggressione all’Ucraina. Si tratta di “un passo pessimo, sbagliato”. Lo ha detto il vicecancelliere tedesco verde Robert Habeck. “Ci consulteremo per vedere come reagire sul piano politico”, ha spiegato. È chiaro che l’Ucraina dovrà continuare ad avere “pieno sostegno”

Continua a leggere

I più letti