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Roma

CAPENA: CINQUE STELLE REPLICA A "IL MAESTRALE".

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Lanuti: "State sereni e se volete fare informazione, fatela, ma fatela oggettivamente a 360 gradi e non come tira il vento…."

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Redazione

Capena (RM) – Riceviamo e pubblichiamo la nota di Giovanni Lanuti, il candidato a sindaco al comune di Capena del Movimento 5 Stelle di Capena in risposta a quanto dichiarato da "Il Maestrale" e pubblicato da questo quotidiano con l'articolo "CAPENA, ELEZIONI: IL MAESTRALE LANCIA DUBBI SULLA LEGITTIMITA' DEL MOVIMENTO ANNO ZERO AD UTILIZZARE IL SIMBOLO 5 STELLE"

Ecco la nota:

Come al solito, la macchina del fango del buon "dottore" e dei "dimenticati" è sempre in azione, qualcuno potrà dire: "per forza ormai gli stivali e la pala se li sono comprati e in qualche modo devono usarli". Già "i dimenticati", che si ergono a paladini di una libertà che solo loro possono professare perchè già l'hanno fatto e lo sanno fare meglio degli altri, si sono "dimenticati" di dire e di evidenziare da dove proviene il documento che pubblicano, non certo dal sito ufficiale di Beppe Grillo, ma da uno dei tantissimi meetup sparsi sul territorio, nello specifico dal meetup di Guidonia Montecelio. "il dottore" e "I dimenticati", prima di sparare a zero e farsi degli autogol e dimostrare ancora una volta la loro pochezza, si dovrebbero documentare a partire dall'unico documento ufficiale, reperibile sul sito del Movimento nazionale, ovvero il NON STATUTO (https://s3-eu-west-1.amazonaws.com/materiali-bg/Regolamento-Movimento-5-Stelle.pdf), che definisce le regole con cui si entra a far parte del Movimento Cinque Stelle Nazionale.
In particolare l'art. 7 definisce: "ARTICOLO 7 – PROCEDURE DI DESIGNAZIONE
DEI CANDIDATI ALLE ELEZIONI – In occasione ed in preparazione di consultazioni elettorali su base nazionale, regionale o comunale, il MoVimento 5 Stelle costituirà il centro di raccolta delle candidature ed il veicolo di selezione e scelta dei soggetti che saranno, di volta in volta e per iscritto, autorizzati all’uso del nome e del marchio “MoVimento 5 Stelle” nell’ambito della propria partecipazione a ciascuna consultazione elettorale.
Tali candidati saranno scelti fra i cittadini italiani, la cui età minima corrisponda a quella stabilita dalla legge per la candidatura a determinate cariche elettive, che siano incensurati e che non abbiano in corso alcun procedimento penale a proprio carico, qualunque sia la natura del reato ad essi contestato.
L’identità dei candidati a ciascuna carica elettiva sarà resa pubblica attraverso il sito internet appositamente allestito nell’ambito del blog; altrettanto pubbliche, trasparenti e non mediate saranno le discussioni inerenti tali candidature.
Le regole relative al procedimento di candidatura e designazione a consultazioni elettorali nazionali o locali potranno essere meglio determinate in funzione della tipologia di consultazione ed in ragione dell’esperienza che verrà maturata nel tempo."
Proprio come citato in questo ultimo comma, le regole per la candidatura potranno essere definite in sede locale in base al tipo di elezione, proprio come ha fatto il meetup di Guidonia Montecelio realizzando un proprio regolamento, restrittivo, valido solo per il loro territorio e non a livello nazionale.
UNICO PALETTO, CHE VALE PER TUTTI GLI ISCRITTI E PER I CANDIDATI, E' ESSERE INCENSURATI E NON AVERE PROCEDIMENTI PENALI IN CORSO.
Noi lo siamo e voi? Non mi risulta….., come peraltro anche nelle altre liste di Capena.
Anche il meetup del 5 stelle di Capena ha un suo regolamento che scritto insieme da tutti gli attivisti iscritti allo stesso, viene posto in visione a tutti i nuovi iscritti alla piattaforma e che definisce, in sintesi, la vita stessa del meetup.
Le regole, come ben sa "il buon dottore", vanno scritte e condivise in gruppo e vanno fatte rispettate, e non catapultate alla massa da una sola persona come fa lui stesso (basta leggersi lo statuto del suo personalissimo movimento dove non si muove paglia se non è lui, e solo lui, a decidere il da farsi o dalla propria mania di presenzialismo che attua durante i comizi, dove sul palchetto deve controllare tutto e tutti e, sopratutto, che i suoi adepti recitino bene la parte assegnata, retaggio della vecchia politica monocratica).
Il meetup 5 Stelle di Capena, nato il 18.02.2013, prima delle elezioni politiche del 2013, è certificato e riconosciuto da tutti gli altri meetup cinque stelle del quadrante nord-est della Provincia di Roma, di cui fà parte; io sono iscritto dal marzo del 2013, avendo lasciato tutti gli incarichi nel Movimento Capena Anno Zero; i componenti del meetup 5 Stelle di Capena sono tutti iscritti al Movimento 5 Stelle nazionale e la lista civica Movimento Cinque Stelle di Capena è stata certificata in data 18 febbraio 2014; l'autorizzazione all'utilizzo del simbolo per queste elezioni mi è stata personalmente concessa, attraverso un atto notarile, da Beppe Grillo in data 26 marzo 2014.
Ulteriori riconoscimenti, se ancora ce ne fosse bisogno, ci giungono dagli altri meetup e dalle altre liste del Movimento 5 Stelle che, come noi concorrono a queste amministrative che fa ben sperare ad una nuova politica intercomunale, nonchè dai parlamentari e dai consiglieri regionali che in diverse occasioni abbiamo ospitato a Capena.
Quindi, concludo con un "… state sereni" e se volete fare informazione, fatela, ma fatela oggettivamente a 360 gradi e non come tira il vento….

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Roma

Roma, preso l’uomo che rapinava e violentava prostitute [VIDEO]

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ROMA – I Carabinieri della Stazione di Campagnano di Roma hanno arrestato N.D., 42enne italiano, responsabile di violenza sessuale e rapina nei confronti di tre donne che si prostituivano.

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Castelli Romani

Castel Gandolfo, tutti pazzi per le Ferrari: partito il count down per la sfilata di domenica

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CASTEL GANDOLFO (RM) – Oltre 80 Ferrari d’epoca sono attese a Castel Gandolfo domenica 22 settembre per la terza edizione di Cavalcade Classiche, la prima nella Capitale. Un’occasione unica per poter ammirare da vicino le celebri 750 Monza del 1954, la 500 TRC del 1957 e la 275 GTB del 1964.

Alla guida di Ferrari che hanno fatto la storia dell’automobilismo, la Cavalcade attraverserà paesaggi di grandi fascino, arrivando a Castel Gandolfo con una sfilata sul corso della Libertà e l’arrivo a mezzo giorno sulla piazza del borgo, dove saranno accolte per l’apposizione del Timbro sul Carnet de Passage.

La Cavalcade andrà alla scoperta della campagna laziale partendo da Borgo San Pietro sul Lago del Salto e da Rieti per poi salire il Monte Terminillo e visitare le grandiose Cascate delle Marmore. Protagoniste del secondo giorno saranno l’arte e la storia di Todi e Viterbo, con una sosta in orario di pranzo davanti al Palazzo dei Papi. Domenica è dedicata a Roma e ai suoi colli, lungo un percorso che si avvicina alla città eterna passando per Frascati, Castel Gandolfo e il Parco archeologico dell’Appia Antica. Una parata conclusiva per le strade di Roma sarà un grande spettacolo non solo per i proprietari delle Ferrari ma per tutti i cittadini e turisti amanti del Cavallino Rampante.

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Metropoli

Roma, rapinava e violentava prostitute. Incastrato dalle foto fatte di nascosto dalle vittime: portato in carcere un 42enne

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ROMA – I Carabinieri della Stazione di Campagnano di Roma hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di N.D., 42enne italiano, responsabile di violenza sessuale e rapina nei confronti di tre donne che si prostituivano.

Al momento, i casi accertati sono tre, tutti avvenuti tra il 2016 e il 2019

Il modus operandi era sempre lo stesso. L’uomo si muoveva con la sua autovettura per le vie di Roma, principalmente note per la presenza di donne che si prostituiscono (Salaria, Trigoria e Cristoforo Colombo), ove individuava le vittime. Subito dopo, le invitava a salire sull’auto, le portava in aree isolate distanti dalla Capitale e lì le costringeva con violenza ad avere rapporti sessuali non protetti (nonostante la ferma resistenza delle donne), per poi rapinarle ed abbandonarle in aperta compagna.

L’attività investigativa, coordinata dalla Procura di Tivoli, è stata avviata nei primi giorni del 2019, quando una pattuglia dei Carabinieri ha soccorso una donna, di cittadinanza rumena, trovata in stato di shock in un’area rurale del comune di Campagnano di Roma. Gli operanti, adeguatamente preparati per detto tipo di intervento in osservanza delle direttive diramate da questa Procura, una volta ricoverata la persona offesa hanno attivato il c.d. “protocollo rosa” presso l’Ospedale San Filippo Neri. Ciò ha permesso di individuare e prelevare rapidamente le tracce biologiche che l’ignoto violentatore aveva lasciato sugli abiti della ragazza.

La vittima ha riferito che dopo essere salita sull’auto dell’uomo, che l’aveva condotta in una via isolata, aveva immediatamente percepito di correre un grave pericolo tanto da avere cercato di chiamare aiuto con lo smart phone; ma l’uomo glielo aveva strappato costringendola, con violenza e minaccia, ad avere un rapporto sessuale, senza preservativo, prestazione diversa da quanto concordato. Alla fine della violenza l’aveva rapinata di tutti i magri guadagni della serata e del telefonino, abbandonandola in aperta campagna.

Successivamente la vittima della sopra descritta violenza si era confidata con un’amica, che svolgeva identica attività prostituiva, ed era venuta a conoscenza del fatto che la stessa aveva subìto analoga sorte a Capena (RM) nel febbraio del 2018, convincendola a denunciare.

Infatti, anche la seconda donna ha dichiarato che dopo avere concordato con un cliente la prestazione sessuale era stata condotta in una strada buia dopo 40 minuti di viaggio. Una volta arrivati a destinazione era stata bloccata dall’uomo mentre tentava di scappare, poi era stata picchiata e violentata senza preservativo, subendo la rapina di € 300,00, guadagno della serata, infine era stata scaraventata fuori dall’auto e abbandonata in una campagna isolata.

Sono così proseguite le indagini anche in relazione a detta seconda violenza con l’invito alle vittime di segnalare ogni eventuale elemento utile per l’identificazione del violentatore e rapinatore. Dopo pochi giorni, la seconda donna consegnava ai Carabinieri alcune foto scattate con lo smartphone di nascosto che ritraevano colui che era stato riconosciuto come l’aggressore mentre si aggirava con la medesima autovettura, nella zona in cui diverse donne straniere si prostituivano.

Grazie a dette immagini e ad altre indagini tecniche svolte dai Carabinieri sotto la direzione della magistrata assegnataria del procedimento, oltre che ai preziosi elementi forniti dalle due vittime, si identificava l’indagato ed emergeva una terza analoga violenza, subìta da altra donna rumena che si prostituiva nei medesimi luoghi.

Infatti, l’analisi del DNA dell’indagato, effettuata dal Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche di Roma, oltre a confermare l’individuazione dell’uomo, permetteva di rilevare una totale corrispondenza con un ignoto profilo genetico raccolto sulla scena di un altro identico crimine, occorso a Monterosi (VT) nel 2016 e rimasto ancora irrisolto. Anche in questo caso, una giovane donna romena che si prostituiva era stata violentata in autovettura, rapinata ed abbandonata in un’area disabitata. La denuncia, opportunamente presentata dalla donna, aveva consentito di acquisire il DNA del violentatore lasciato sui suoi abiti.

L’ordinanza che ha disposto l’applicazione del carcere nei confronti dell’indagato:

  • ha ritenuto pienamente credibili le vittime e inverosimile la difesa dell’uomo che sosteneva di avere avuto con loro un rapporto sessuale consenziente e di averle abbandonate in campagna perché avrebbero preteso una maggiorazione rispetto al prezzo iniziale pattuito;
  • ha sottolineato “la serialità delle condotte accertate nonché l’indole violenta ed aggressiva” dell’indagato che “rendono allarmante e concreto il pericolo di recidiva”.
    Sono tuttora in corso indagini, al fine di addivenire ad eventuali ed ulteriori delitti analoghi commessi dall’uomo.

Grazie all’impegno dei Carabinieri della Stazione di Campagnano di Roma e delle Compagnia di Bracciano (dipendenti dal Gruppo Carabinieri di Ostia) e alla determinazione e professionalità della collega della Procura coordinatrice delle indagini, che non hanno mai dubitato della credibilità delle denuncianti, è stato possibile dare fiducia a donne, che proprio per l’attività prostituiva che svolgono non solo sono vittime di numerosi reati (violenze sessuali, sfruttamento della prostituzione, estorsioni, rapine, ecc.) ma proprio per la loro condizione di vulnerabilità e per lo stigma sociale che viene loro assegnato non credono nelle istituzioni, non denunciano e sono certe di non essere credute.

La loro condizione di silenzio, imposta dal contesto sociale e culturale in cui vivono, da un lato rende certi dell’impunità gli autori dei reati commessi ai loro danni e dall’altro rende proprio queste donne più volte vittime: perché si prostituiscono quasi sempre dietro l’ imposizione violenta e il controllo di uomini e crudeli organizzazioni che le sfruttano; perché subiscono violenza sessuale, rapine e altri reati proprio nel corso della loro attività prostituiva.
In questo caso l’azione congiunta delle istituzioni, la costante attenzione ad una seria formazione delle Forze dell’ordine unita alla professionalità dei magistrati della Procura di Tivoli rispetto ai reati di violenza contro le donne, con una particolare cura nei confronti delle vittime più vulnerabili, oltre che il coraggio e la scelta delle vittime di denunciare e di rivolgersi alle istituzioni, ha consentito di acquisire elementi per interrompere l’attività criminosa dell’indagato attraverso l’applicazione della misura cautelare.
Ci si augura che l’esempio costituito dalle donne che hanno denunciato venga seguito da altre che hanno subìto analoghe violenze.

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