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Cronaca

CARCERE DI POGGIOREALE: RIFIUTATO DAI FAMILIARI SI IMPICCA

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Giovanni Iazzetta, 51 enne originario di Afragola,sposato, con due figlie, era in carcere per una rapina in una farmacia a Crispano

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di Christian Montagna
Napoli – Una cella, una corda e tanta disperazione hanno mosso il detenuto Giovanni Iazetta, 51 anni, a togliersi definitivamente la vita. All'interno del Carcere di Poggioreale a Napoli, è stato trovato senza vita dalle guardie penitenziarie un uomo detenuto per motivi legati a rapine, alcool e droga. Secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stata la cinta dell'accappatoio l'arma con la quale si sarebbe tolto la vita. Agghiaccianti sono i particolari emersi in seguito alle indagini: il 51 enne, emerge dagli accertamenti, non aveva mai potuto lasciare il carcere perché rifiutato dalla famiglia e la misura alternativa degli arresti domiciliari applicatagli dal giudice, non è mai stata eseguita. Solo negli ultimi giorni, prima dell'atroce scoperta, i volontari del carcere stavano cercando un'alternativa per poter permettere al Iazzetta di uscire dal carcere. Alternativa che pareva essere stata individuata in un dormitorio ma che ora a poco servirà: G.I. ha deciso sopra ogni ipotizzabile soluzione di farla finita. Sposato, con due figlie, era in carcere in seguito ad una rapina in una farmacia a Crispano. Proprio in seguito a questo gesto pare che sia stato letteralmente ignorato e rifiutato dalla famiglia. Lo stesso direttore del carcere, Antonio Fullone, ha assicurato di aver seguito sin dall'inizio la vicenda ma di non essere riuscito ad evitare il peggio.

Originario di Afragola, nella cosiddetta zona dei "mattoni", quella di Iazzetta non è stata una vita fortunata: immerso nei problemi legati ad alcool e droga e costretto a vivere in una misera realtà periferica come quella delle palazzine popolari di Afragola, la ristrettezza economica ha fatto sempre da protagonista nella sua vita. Nonostante nel carcere avesse trovato aiuti e sostegni, la notizia del rifiuto da parte della famiglia è stata prevalente su ogni altra e così la tragedia. La stessa tragedia che ora stanno vivendo i familiari, senza dubbio, divorati da un tremendo senso di colpa.
 

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Cronaca

Bologna, area metropolitana zona rossa fino al 21 marzo

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La preoccupazione dei Sindaci è molto alta ed è condivisa anche dai Primi Cittadini delle zone meno colpite del territorio, e per questo occorre intervenire con urgenza

BOLOGNA – In merito alla situazione della pandemia a Bologna e nei Comuni della Città metropolitana, il Sindaco Virginio Merola ha dichiarato quanto segue:

“Oggi pomeriggio si è riunita la Conferenza dei Sindaci della Città metropolitana. La decisione unanime dei Sindaci, condivisa con la Regione, è stata quella di adottare domani un provvedimento per rendere l’area metropolitana zona rossa con decorrenza da giovedì 4 marzo a domenica 21 marzo.

A livello nazionale la soglia critica è considerata a partire da 250 casi ogni 100 mila abitanti, soglia abbondantemente superata in tutti i nostri Comuni.

I dati sull’ultima settimana di febbraio nel territorio dell’Ausl di Bologna (elaborati quindi successivamente alla decisione della zona arancione scura) è di 400 casi di media ogni 100mila abitanti, con 13 Comuni sopra i 500 casi e la media del Distretto Appennino di 584.

La preoccupazione dei Sindaci è molto alta ed è condivisa anche dai Primi Cittadini delle zone meno colpite del territorio, e per questo occorre intervenire con urgenza.

Nel provvedimento della Regione saranno compresi anche i nidi e le scuole d’infanzia, oltre alle attività commerciali non essenziali.

Il tema dei comportamenti individuali è più che mai fondamentale. L’appello che facciamo è che le persone escano di casa solo per recarsi al lavoro, per necessità e per motivi di salute, e che siano rispettate le norme sanitarie individuali.

A nome dei Sindaci di tutta la Città metropolitana di Bologna chiedo al Governo di accelerare il piano di vaccinazione in tutti i modi possibili e di prevedere adeguate integrazioni economiche per le attività coinvolte dal provvedimento di zona rossa che adotterà la nostra Regione, così come i congedi parentali anche retroattivi per i genitori”.

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Milano, telefona al 112 per “ordinare una pizza” ma in realtà è una richiesta di aiuto: arrestato un 25enne per lesioni personali

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MILANO – In manette un cittadino marocchino di 25 anni per il reato di lesioni personali aggravate nei confronti della ex compagna, connazionale di 33 anni.

Sabato sera la donna ha accettato di incontrare il suo ex compagno dal quale si era separata alla fine del mese gennaio 2021 e nel corso dell’incontro, al culmine dell’ennesima lite per motivi di gelosia ed è stata da lui colpita.

La 33enne, temendo per la propria incolumità, e avendo ancora al suo cospetto l’uomo, ha chiamato il 112 NUE, chiedendo di poter ordinare una pizza margherita, per non insospettirlo.

La sinergia tra gli operatori del numero unico d’emergenza, che sono stati i primi a ricevere la celata richiesta d’aiuto, e i poliziotti della Centrale Operativa della Questura a cui è stata girata la telefonata, ha permesso di inviare per tempo sul posto una volante in soccorso della donna, attivando così il protocollo della normativa sul Codice Rosso.

La 33enne, soccorsa poi dal personale medico del Policlinico in seguito alle percosse ricevute, all’arrivo dei poliziotti, ha raccontato loro che quello di domenica notte era solo l’ultimo di una lunga serie di episodi di violenza e angherie subite nel corso della loro relazione, tutti dettati, come questa volta, da motivi di gelosia da parte dell’uomo.

Gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale, hanno così raccolto la denuncia della 33enne, e arrestato in flagranza l’uomo per lesioni personali aggravate.

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Cronaca

Milano, 41enne accoltella il compagno: arrestato per tentato omicidio

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MILANO – Arrestato un 41enne per il reato di tentato omicidio. I Carabinieri della Sezione Operativa del N.O.R.M. della Compagnia di San Donato Milanese hanno sottoposto questa notte al fermo di indiziato di delitto, l’uomo, residente a Milano, con precedenti di polizia.

Il fatto:

I militari, su attivazione del 118, sono intervenuti alle ore 19:30, a San Giuliano Milanese, presso l’abitazione di un 33enne italiano, con precedenti di polizia, che era stato rinvenuto dal padre nel proprio letto, cosciente, con una ferita d’arma da taglio al torace. Il giovane, trasportato presso l’ospedale “Niguarda” di Milano, è stato riscontrato affetto da una “ferita d’arma da taglio al torace sx con lacerazione della parete anteriore del ventricolo dx”, sottoposto ad un delicato intervento chirurgico e quindi ricoverato in terapia intensiva, ove versa tuttora in pericolo di vita.

Le tempestive attività investigative hanno consentito ai militari di ricostruire che la vittima era stata aggredita alle 15 di ieri, 1 marzo, all’interno dell’abitazione del 41enne, con il quale intratteneva una relazione, al culmine di una lite scaturita per motivi sentimentali.

Nel corso del sopralluogo, effettuato da personale della Sezione Rilievi del Comando Provinciale di Milano, sono stati rinvenuti, all’interno dell’appartamento dell’aggressore, e sottoposti a sequestro un piumone, alcuni asciugamani intrisi di sangue ed un coltello da cucina di grosse dimensioni trovato all’interno della lavastoviglie e verosimilmente utilizzato come arma del delitto.

Il fermato al termine delle formalità di rito, è stato portato presso la Casa Circondariale di Milano San Vittore, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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