Connect with us

Cronaca

Casapound, il Tribunale condanna Facebook e ordina la riapertura delle pagine social

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Il tribunale civile di Roma ha accolto il ricorso di Casapound e ha ordinato a Facebook “l’immediata riattivazione” delle pagine del movimento di estrema destra e del segretario romano Davide di Stefano, condannando l’azienda di Menlo Park anche al pagamento di 15mila euro di spese legali e a 800 euro di penale per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione del provvedimento.

La sentenza è stata emessa dal giudice Stefania Garrisi e fa riferimento alla decisione presa dall’azienda di Zuckerberg lo scorso 9 settembre, quando bloccò non solo la pagina Fb ma anche quella Instagram di Casapound e i profili di Forza Nuova.

CLICCARE SULLA FOTO PER VEDERE L’INTERVISTA A VALERIO ARENARE – UFFICIO POLITICO NAZIONALE FORZA NUOVA

Il video servizio trasmesso a Officina Stampa del 31/10/2019 dove è stato ospite Valerio Arenare dell’Ufficio politico nazionale di Forza Nuova

Il leader di Forza Nuova, a seguito della sentenza del tribunale di Roma, chiede che vengano subito ripristinate anche le pagine del suo movimento  

Il leader di Forza Nuova Roberto Fiore, a seguito della sentenza del tribunale di Roma che ha imposto al social network Facebook di riaprire le pagine di Casapound, ha fatto notare in una nota che la stessa sorte ora verrà riservata al suo movimento, colpito ugualmente tre mesi fa dalla chiusura improvvisa di centinaia di pagine dei suoi militanti.

“Sentenza devastante per Facebook cui è stato imposto dal tribunale di Roma di riaprire le pagine di Casapound. Questa decisione comporterà la stessa cosa per Forza Nuova: riaprire immediatamente le centinaia di pagine chiuse il 9 settembre” ha spiegato il numero uno forzanovista. L’udienza che riguarda Forza Nuova si terrà il 14 gennaio.

Cronaca

Prato, atti vandalici in pieno centro storico: denunciato un 24enne

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

PRATO – Al culmine di una lite scaturita con un coetaneo per futili motivi, un giovane 24enne di Prato, in preda ai fumi dell’alcol,  era rimasto vagante per il centro storico ed ha deciso di sfogare l’eccesso di adrenalina accanendosi contro dei vasi e delle fioriere poste ad ornamento di alcuni negozi della centrale via Garibaldi, distruggendole.  Non pago  imbrattava la strada svuotando i cestini pubblici  disperdendone il contenuto ovunque.

I fatti risalgono alla notte del  24 maggio scorso. La scena che si era presentata alle prime pattuglie intervenute sul posto raccontava di una gratuita violenza su tali arredi cittadini, che oltre al danneggiamento in se stesso, rilevava per l’immagine di degrado e di insicurezza pubblica che restituiva alla città ed al suo centro storico.

Anche per questo motivo, vista peraltro la denuncia delle parti offese,  i Carabinieri della Sezione Radiomobile  hanno immediatamente svolto tutti gli accertamenti necessari finalizzati  all’identificazione del responsabile, riuscendo ad identificarlo e segnalarlo per il reato danneggiamento aggravato alla competente Procura di Prato.

Non è la prima volta che le vie del centro storico vengono fatte oggetto di atti di vandalismo o deturpamento, ma stavolta il responsabile dovrà risponderne all’Autorità Giudiziaria.

Continua a leggere

Cronaca

Taranto, operazione “Brothers”: smantellato dalla Polizia di Stato market della droga nel Rione “Tamburi”

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

TARANTO – La Polizia di Stato di Taranto  ha dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di 6 misure cautelari personali (di cui 4 in carcere e 2 agli arresti domiciliari) emessa dal Gip presso il Tribunale di Taranto nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti a vario titolo indiziati in concorso di detenzione e vendita di sostanze stupefacenti.

L’attività prende avvio a seguito di mirati servizi su un circolo ricreativo ubicato in via Orsini, nel popolare quartiere “Tamburi”.

Le indagini, condotte dal personale della Sezione Antidroga della Squadra Mobile della Questura di Taranto, hanno consentito di accertare come il piccolo circolo ricreativo, apparentemente il classico punto di ritrovo del quartiere dove poter trascorrere un po’ di tempo in compagnia e consumare qualche birra, fosse in realtà un market della droga, capace di soddisfare la domanda della “clientela” a qualsiasi ora del giorno e della notte. Il tutto grazie ad una distribuzione di ruoli e a turnazioni quotidiane che consentivano di non interrompere mai lo spaccio, al punto che lo stesso era divenuto un riferimento sicuro per numerosi consumatori di sostanze stupefacenti.

Nel corso dell’attività, i poliziotti hanno documentato innumerevoli cessioni di sostanza stupefacente, ricostruendo dettagliatamente il collaudato e articolato modus operandi del gruppo, che si caratterizzava per un’organizzazione “a staffetta” in cui ciascuno dei sodali, di volta in volta, svolgeva il ruolo di spacciatore, vedetta, custode o corriere.

Così, c’era chi, solitamente i gestori del circolo, rimanendo in attesa sulla porta, si occupava di ricevere gli acquirenti; chi, una volta ricevuto l’ordine, si occupava di consegnare la sostanza stupefacente e chi, solitamente residente a poca distanza dal circolo, si occupava di custodire lo stupefacente, assicurando così, al gruppo la possibilità di rapidi e costanti rifornimenti.

Infatti, in talune occasioni, finita la scorta nella disponibilità del pusher, i corrieri si allontanavano in sella a piccoli ed agili scooter, sfrecciando senza difficoltà nel traffico cittadino, per far ritorno, poco dopo, e consegnare le dosi per la vendita al minuto.

Eloquente anche l’atteggiamento degli acquirenti  che, dopo essersi trattenuti all’interno del circolo il tempo strettamente necessario per rifornirsi dello stupefacente, dopo aver occultato la droga sulla propria persona, si allontanavano dal circolo avvalendosi del controllo della zona operato a turno dagli arrestati. Cautele, queste, tipiche degli assuntori, evidentemente finalizzate ad evitare eventuali controlli e a preservare lo stupefacente appena acquistato da eventuali sequestri.

Le investigazioni, condotte sotto la direzione della Procura della Repubblica, hanno, in definitiva, consentito di dimostrare inconfutabilmente come gli arrestati siano inseriti stabilmente in un vasto circuito criminale, impegnato nello smercio quotidiano di droghe, sia leggere che pesanti (in particolare cocaina e hashish), per un elevato numero di cessioni giornaliere.

A riprova di ciò, vi è la circostanza che, nonostante gli arresti effettuati nel corso delle attività, la piazza di spaccio ha continuato a mantenere un elevato livello di efficienza, indicativa del radicamento nel tessuto criminale cittadino.

Sulla base del solido quadro indiziario rappresentato, il Giudice per le Indagini Preliminari ha ritenuto la pericolosità sociale degli indagati e le esigenze cautelari che  hanno giustificato l’applicazione delle misure restrittive.

Continua a leggere

Cronaca

Palermo, Ballarò: carne avariata e parrucchieri senza autorizzazione: Carabinieri sequestrano 3 attività

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

PALERMO – I Carabinieri della Compagnia Piazza Verdi, coadiuvati dal N.A.S. di Palermo, nell’ambito dei servizi finalizzati alla repressione dell’abusivismo commerciale, hanno effettuato una serie di controlli nel quartiere Ballarò. I militari hanno deferito in stato di libertà N.D., una donna ghanese 28enne, e sequestrato amministrativamente la macelleria da lei gestita, perché deteneva in pessimo stato di conservazione oltre 50 chili di carne bovina e ovina destinati alla vendita.

Inoltre, sono state chiuse al pubblico due attività di acconciatore per donna, gestite anche in questo caso da due cittadine ghanesi, poiché risultate prive di qualsiasi autorizzazione. I locali e le attrezzature sono stati sequestrati, e sono state elevate sanzioni per un totale di 3.500 euro.

Continua a leggere

I più letti