Cronaca
Caso di Ciro Grillo: l’ex comico urla sui social l’innocenza del figlio
Published
5 anni faon
I genitori della ragazza che ha denunciato la violenza subita: “Il tentativo di fare spettacolo sulla pelle altrui è una farsa ripugnante”
Non è il solito Beppe Grillo quello che irrompe sui social di primo pomeriggio: freddure e sfottò lasciano il posto alle urla di un padre che si schiera, platealmente, dalla parte di suo figlio. L’accusa che pende sulla testa del giovane Ciro è pesante: avrebbe violentato insieme ad altri tre ragazzi una studentessa.
La difesa del fondatore del M5s è a tutto campo e immediata scatena una durissima reazione politica. Il tutto parte da una domanda (con annessa risposta) di Grillo: “Perché non li avete arrestati subito? Perché vi siete resi conto che non è vero che c’è stato lo stupro”. Quindi, la chiosa disperata, urlata: “Se dovete arrestare mio figlio perché non ha fatto niente, allora arrestate anche me, perché ci vado io in galera”.
Sono passati quasi due anni da quella notte del luglio 2019 quando, dopo una serata passata al Billionaire in Costa Smeralda, i quattro giovani avrebbero violentato – questa l’accusa – la 19enne milanese di origine scandinava in vacanza nel nord Sardegna con un’amica.
Concluse le indagini a novembre 2020, la Procura di Tempio Pausania, competente per il territorio della Gallura, sta per tirare le fila dell’inchiesta. A breve trasferirà gli atti al Gup del Tribunale e si conoscerà la sua scelta: richiesta di rinvio a giudizio o di archiviazione. I legali hanno ribadito come i ragazzi si siano dichiarati innocenti “fin dall’inizio dell’inchiesta”. Ora alla loro voce si somma anche quella, altisonante, di Grillo senior: “Una persona che viene stuprata la mattina, il pomeriggio fa kitesurf e denuncia dopo 8 giorni è strano. E poi c’è un video in cui si vede un gruppo che ride, ragazzi di 19 anni che si divertono e ridono in mutande”, perché “sono quattro coglioni, non quattro stupratori”. Ma Beppe non è l’unico papà coinvolto in questa storia.
Ci sono anche i genitori della studentessa che ha denunciato, i quali, attraverso una nota divulgata dall’avvocato Giulia Bongiorno, si dicono “distrutti. Il tentativo di fare spettacolo sulla pelle altrui è una farsa ripugnante – affermano -. Cercare di trascinare la vittima sul banco degli imputati, cercare di sminuire e ridicolizzare il dolore sono strategie misere”.
“Sono e siamo umanamente vicini a Beppe Grillo, un uomo e un padre che sta vivendo un dramma che non è augurabile a nessuno. Abbiamo fiducia nel lavoro della magistratura, che accerterà la verità. Quando si ha a che fare con la vita delle persone, con vicende di una tale delicatezza, è più che mai opportuno che i fatti vengano trattati dai media evitando conclusioni affrettate e la ricerca di sensazionalismi”. Così su fb il capo politico del M5s Vito Crimi.
“Ciò che prova Beppe a livello umano posso solo immaginarlo e da mamma gli sono vicina. La magistratura è al lavoro, perciò auspico che giornali e talk show lascino che questa vicenda si risolva, come è giusto che sia, in tribunale. Serve rispetto: no a speculazioni da sciacalli”. Lo scrive su Twitter la senatrice del M5s Paola Taverna.
“Da Grillo garantismo a giorni alterni. Il sabato Salvini è colpevole, il lunedì suo figlio è innocente“. Lo scrive il profilo Twitter della Lega.
Quello di Beppe Grillo è “un video scandaloso, non sta a me dire chi ha torto e chi ha ragione, per quello ci sono i magistrati ma che Grillo usi il suo potere mediatico e politico per assolvere il figlio è vergognoso“. Così la capogruppo Iv Maria Elena Boschi attacca in un video su twitter il fondatore M5S per la sua difesa del figlio. “Le sue parole – scrive Boschi – sono piene di maschilismo, quando dice che la ragazza è sostanzialemnte una bugiarda perché c’ha messo 8 giorni a denunciare fa un torto a tutte le donne vittime di violenza perché forse Grillo non sa il dolore che passa nelle donne che a volte ci mettono anche settimane per superare dolore angoscia”. E, incalza, “quando Grillo ci spiega che suo figlio è innocente perché non è in carcere né ai domicilairi dice un falso dal punto di vista girudico che non sta né in cielo né in terra”. “E anche – aggiunge l’ex ministro – quando dice che i 4 ragazzi sono dei coglioni, dice lui, deresponsabilizza degli adulti maggiorenni e lo fa solo perché lui è famoso”. Boschi aggiunge: “Mi piacerebbe che qualcuno, magari donna, nel M5s prendesse le distanze da Grillo e non perché io debba condannare il figlio di Grillo, non sta a me farlo e io sono garantista. Ma di che si lamenta Grillo? Vi ricordate cosa ha fatto a me, a mio padre alla mia famiglia, mio padre è stato accusato di ben altri reati, non di stupro, poi archiviati. Ma quanto odio e volgarità spesso inspirati da Grillo e M5s, noi abbiamo aspettato i giudici a differenza sua”. “Oggi – conclude Boschi – Grillo ci spiega che ci sono due pesi e due misure, le regole che valgono per la sua famiglia e quelle che valgono per gli altri. Caro Grillo ti devi semplicemente vergognare”.
“Tutti, ma proprio tutti sono garantisti con parenti e amici e forcaioli con gli avversari. Per la Lega se di mezzo c’è il processo a Salvini, vale la presunzione di innocenza. Se tocca al capo di Gabinetto di Giani è condanna istantanea. Il Pd applica esattamente lo schema opposto, tifando per la condanna di Salvini e difendendo i compagni di partito. Di Grillo abbiamo ascoltato oggi l’appassionato intervento, dopo anni a difendere il giustizialismo più sfrenato. Siamo rimasti in pochi ad essere garantisti senza se e senza ma”. Lo dichiara in una nota Enrico Costa, deputato e responsabile Giustizia di Azione.
“Ma se vieni stuprata, poi vai a fare kitesurf?”. Basterebbe questa frase di Grillo – pura colpevolizzazione della vittima – a bandirlo per sempre da qualsiasi tavolo politico. Utile se avvenisse, anche per lavorare all’alleanza possibile con M5s senza il peso della sua barbarie”. Lo scrive su twitter il deputato del Pd, Andrea Romano, a proposito delle dichiarazioni di Beppe Grillo sulle vicende di stupro che coinvolgono il figlio Ciro Grillo.
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Cronaca
Milano, confisca di beni legati al clan Casalesi nel centro cittadino
Published
10 ore faon
6 Febbraio 2026
Tempo di lettura < 1 minuto
A Milano, nelle prime ore della giornata di ieri, si è conclusa un’importante operazione che ha portato alla confisca di beni legati alla criminalità organizzata, precisamente al clan dei Casalesi. L’uomo al centro di questa vicenda è Giuseppe D’Urso, noto per essere vicino al clan e responsabile di un impero economico che si stima valesse circa 5 milioni di euro. Le indagini hanno rivelato che D’Urso gestiva investimenti e capitali provenienti da attività illecite, utilizzando teste di legno per mascherare il reale controllo delle operazioni.
Tra i beni confiscati figura l’intero compendio di una società con sede a Milano, che aveva finora operato indisturbata nel cuore della città. L’amministrazione comunale ha collaborato attivamente con le forze dell’ordine per assicurare che la confisca avvenisse in maniera efficace e trasparente, garantendo che i beni sequestrati possano essere reintegrati nel tessuto economico legale della città.
L’intervento rappresenta un passo significativo nella lotta contro la criminalità organizzata a Milano. La presenza di attività illecite nel centro urbano non solo mina la sicurezza ma anche la fiducia degli investitori e dei cittadini nei confronti delle istituzioni.
Questa operazione avrà ripercussioni importanti nella zona, con l’obiettivo di restituire alla comunità beni che potranno essere utilizzati per scopi sociali o di sviluppo economico. Milano si conferma così in prima linea nella battaglia contro la criminalità, cercando di proteggere il patrimonio cittadino e favorire un ambiente sicuro per i suoi abitanti.
Cronaca
Milano, maxischermi in città per le Olimpiadi Milano-Cortina
Published
13 ore faon
6 Febbraio 2026
Tempo di lettura < 1 minuto
Milano si prepara ad accogliere i cittadini per la cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, prevista per oggi venerdì 6 febbraio. Entro le prime ore del pomeriggio, diversi maxischermi saranno installati in punti strategici del centro di Milano per permettere a chiunque di assistere allo spettacolo in diretta. Questa iniziativa, promossa dal Comune di Milano, mira a coinvolgere la popolazione in un evento di portata mondiale, garantendo un’esperienza condivisa e sicura.
La decisione di installare i maxischermi è stata accolta con entusiasmo dai milanesi, desiderosi di vivere in prima persona l’atmosfera olimpica senza dover lasciare la città. Tra i luoghi scelti per l’allestimento figurano Piazza Duomo, il Castello Sforzesco e i Navigli, punti di riferimento iconici che si trasformeranno in veri e propri centri di aggregazione durante la manifestazione. L’amministrazione comunale ha inoltre predisposto un servizio di sicurezza rafforzato per garantire il regolare svolgimento dell’evento e la sicurezza dei partecipanti.
L’evento rappresenta un’opportunità unica per il capoluogo lombardo di mettere in mostra la sua capacità organizzativa e il suo spirito accogliente. La presenza dei maxischermi non solo faciliterà la partecipazione dei cittadini ma contribuirà anche a promuovere l’immagine di Milano come città dinamica e culturalmente vivace.
In futuro, l’amministrazione comunale di Milano potrebbe considerare l’utilizzo di maxischermi anche per altri eventi di grande richiamo, consolidando così il legame tra la città e i suoi abitanti. Le Olimpiadi di Milano-Cortina saranno un banco di prova per questo nuovo modo di vivere e condividere eventi pubblici in città.
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